Sociale – Bartelle (IIC): “Treviso, condanno la mozione antiabortista presentata dal Consigliere comunale Zanini”

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Venezia 14 feb. 2019 –    “E  fortuna che il Consigliere comunale Zanini è medico e per di più ginecologo”.

Queste le prime parole della Consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che interviene, si legge in una nota, “dopo aver superato il momento di incredulità mista a sconforto per aver letto la mozione antiabortista depositata dal Consigliere comunale Vittorio Zanini.

Questa mozione rappresenta un vero e proprio pacchetto completo di tutto lo scibile oscurantista attualmente disponibile.

In relazione alla Legge 194/78 tutti devono sapere che, contrariamente a quanto affermato nella mozione di Zanini, i consultori sono sorti per assistere e informare la donna in stato di gravidanza e per contribuire a superare, quindi non a rimuovere, le cause che potrebbero indurla a interrompere la gravidanza. Un medico, un ginecologo in particolare, non può non saperlo”.

“Come Italia In Comune segnaliamo anche l’utilizzo di termini certamente non medici, come ci si aspetterebbe viste le competenze del sottoscrittore, per la maternità surrogata che viene invece definita – aggiunge nella nota la Consigliera regionale – ‘abominevole pratica dell’utero in affitto’; l’affermazione dell’esistenza di un asserito diritto dei bambini di avere un padre maschio e una madre femmina anziché di essere amati; digressioni sul fatto che il genere di un soggetto  è quello di nascita e non è modificabile, con buona pace di tutte le persone ‘trans’ che affrontano le enormi difficoltà e disagi della disforia di genere.

Ciliegina sulla torta, Zanini si dice convinto che i diritti dei bambini debbano essere anteposti ad ogni altra cosa. È la scoperta dell’acqua calda: si tratta di un principio affermato a livello internazionale con la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata dall’Italia nel 1991.

Concordo con quanto detto dal coordinatore per il Veneto di Italia In Comune, Damiano Fusaro: dove sta andando il Veneto? Una regione che è sempre stata all’avanguardia, non a caso Galileo Galilei perseguitato si rifugiò nei domini della Serenissima Repubblica Veneziana, oggi è travolta da una pericolosa ondata oscurantista che finisce per penalizzare quelle persone che invece dovrebbero essere tutelate da chi amministra. I diritti non sono merce che si compra o si baratta al mercato, come Italia in Comune Veneto siamo pronti a mobilitarci con chi non accetta questa deriva confessionale. Siamo uno stato laico e vogliamo difenderlo”.

“Realtà come questa e quella di Verona sono anacronistiche – conclude Bartelle – sono sempre più convinta che il sistema sanitario regionale debba intervenire al più presto a livello legislativo per garantire l’effettività del servizio di interruzione volontaria di gravidanza garantendo l’equilibrio tra medici obiettori e non come espressamente previsto dall’art. 9 della L. 194/78. A tal proposito lo scorso ottobre ho depositato il progetto di legge regionale n. 408 che mi auguro sarà al più presto discusso e approvato”.

Patrizia Bartelle Consigliera regione Veneto Italia in Comune
Damiano Fusaro coordinatore per il Veneto di Italia In Comune
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