Sanità – Ruzzante (LeU), Bartelle (IIC), Guarda (AMP): “Mense ospedaliere, maxi-appalto pilotato: grave responsabilità di Azienda Zero e Giunta Zaia”

Venezia, 28 feb. 2019  – “Il Consiglio di Stato dichiara illegittimo il maxi-appalto della ristorazione ospedaliera veneta, annullando l’assegnazione di tre lotti su sei (gli altri salvati perché non oggetto di ricorso): è una sentenza che pesa come un macigno, su questa vicenda le responsabilità di Azienda Zero e della Giunta Zaia sono enormi.

Ora vogliamo garanzie per il servizio e per i lavoratori, nel nuovo bando va assolutamente prevista la clausola sociale.

C’è poi la questione delle cucine presenti negli ospedali veneti, ad esempio in quelli costosissimi fatti costruire con i project financing in epoca Galan, che evidentemente la Giunta Zaia ha deciso di lasciar vuote”.

Così i Consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune), Cristina Guarda (Alessandra Moretti Presidente), commentando in una nota “la notizia del bando di Azienda Zero bocciato dal Consiglio di Stato: il valore complessivo del maxi-appalto, relativo al servizio di ristorazione negli ospedali del Veneto, era di 303,5 milioni di euro. È la conferma nella sostanza di quanto sostenuto in due interrogazioni rivolte alla Giunta regionale ben un anno fa”

proseguono Ruzzante, Bartelle e Guarda che aggiungono: ”così come formulato, infatti, il bando consentiva di attribuire tutta la ristorazione ospedaliera del Veneto nelle mani di un’unica azienda, in questo caso Serenissima Ristorazione.

L’unica ad avere il centro di cottura indicato come requisito del bando e dal quale derivava l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo. Ricordo, tra l’altro, che il centro di cottura di Serenissima a Boara Pisani (PD) fu pagato proprio dalla Regione Veneto, come già denunciato dalla CGIL”.

Il Consigliere Ruzzante è firmatario delle interrogazioni a risposta scritta n. 531 del 18 gennaio 2018 e n. 546 del 16 febbraio 2018, entrambe volte a chiedere spiegazioni alla Giunta regionale rispetto ai parametri di valutazione inseriti negli atti di gara per l’affidamento del servizio di ristorazione per le aziende sanitarie del Veneto.

“La Giunta Zaia – proseguono i Consiglieri regionali – si è sempre difesa affermando che il bando garantiva “la massima partecipazione e concorrenzialità da parte del mercato” e aveva poi liquidato la questione richiamando la sentenza del TAR, oggi stravolta dal Consiglio di Stato.

Ma quale concorrenza? Il bando ha prodotto un monopolio, con il 95% della ristorazione ospedaliera del Veneto in mano a Serenissima Ristorazione.

Bene venga la sentenza del Consiglio di Stato, che getta luce sulla vicenda, ma ora Zaia può cortesemente spiegare – concludono Ruzzante, Bartelle, Guarda – perché il bando di gara, così come predisposto da Azienda Zero e censurato dal Consiglio di Stato facendo riferimento alla figura dell’eccesso di potere, era tale da permettere alla ditta di Mario Putin, amico di lunga data dell’ex presidente Galan, di monopolizzare la ristorazione ospedaliera?”

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