Politica. Bartelle: “La lega, a Consiglio in proroga, ha approvato il piano regionale di coordinamento e vuole approvare anche quello dei trasporti. Le conseguenze sul futuro della Regione saranno rilevanti”

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Venezia 02.07.2020 – “A Consiglio già teoricamente scaduto, in prorogatio grazie al coronavirus, la Giunta regionale impone improvvisamente  l’approvazione di almeno due Piani fondamentali per il territorio e le genti venete: il PRT (Piano Regionale dei Trasporti) ed il PTRC (Piano Territoriale  Regionale di Coordinamento), il ‘piano dei piani’”.

“Il PTRC attualmente vigente è del 1992, un’altra era in termini di prospettive di crescita e di sensibilità rispetto all’ambiente ed ai cambiamenti climatici, manifestatisi in Veneto, più che altrove, proprio a causa del dissennato consumo di suolo, all’inquinamento di aria ed acqua. Se almeno alcune aree particolarmente pregiate  si sono finora salvate è perché quel Piano aveva quanto meno previsto dei vincoli di salvaguardia paesaggistici e culturali.”

“Vincoli che sono cancellati nel nuovo PTRC, lasciando mani libere per ulteriori cementificazioni e rinviando sine die la ‘valenza paesaggistica’ ai PPRA (Piani Paesaggistici Regionali d’Ambito, delle 14 macro-aree in cui è stato suddiviso il territorio Veneto), in violazione dell’intesa Stato-Regione ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (ex L.42/2004), che era stata siglata con il Ministero, dopo lo stop al PTRC adottato nel 2009 (Giunta Galan), fermato da 15.000 ‘osservazioni’, in gran parte sottoscritte da altrettanti cittadini mobilitati dalla Rete dei Comitati e delle Associazioni AltroVe (NB: acronimo di Altro Veneto) che avevano riempito gli uffici regionali, evidenziando proprio la mancanza della ‘valenza paesaggistica’ del Piano”.

“Il Piano, ri-adottato nel 2013 (Giunta Zaia 1), dopo l’intesa con il Ministero e l’accoglimento almeno in parte delle osservazioni pervenute, è stato oggetto di ulteriori centinaia di osservazioni e proposte sempre da parte di Comitati ed Associazioni sia ambientaliste che imprenditoriali”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle, che ricorda di averne sottoscritte centinaia, e aggiunge:

“Poi silenzio fino al settembre scorso, quando la Giunta Regionale ri-ri-adotta il Piano e la Seconda Commissione Regionale avvia una ampia consultazione con i vari stakeholter. Durante queste audizioni, ed in documenti successivi, fino a fine anno 2019, da più parti si sono evidenziate gravi lacune ed inadempienze, in particolare (per brevità):

–  previsione “sic et nunc” di milioni di mq di nuove edificazioni e nuove infrastrutture (autostrade , tangenziali, GRA ecc., TAV in nuova sede tra Verona e Padova), mentre i PPRA avviati sono solo due, nessuno approvato, gli altri nemmeno iniziati, con un ulteriore aggravamento: l’aver respinto in Consiglio Regionale le osservazioni che chiedevano di mantenere, quale Norma Transitoria, le norme di tutela su circa 60 importanti aree vincolate dal PTRC del 1992 

– Le Norme Tecniche di attuazione del Piano sono perfino più generiche e permissive di quelle delle due versioni precedenti: sono state cancellate anche le poche “direttive” e “prescrizioni”, conferendo di fatto pieni poteri alla Giunta Regionale, sia in fase di approvazione dei PAT comunali che dei “progetti strategici” in deroga anche ai limiti pur blandi del consumo di suolo stabiliti dalla nuova legge regionale: si pensi alla norma che consente alla Giunta Regionale di  pianificare tutte le aree per un raggio di 2 chilometri (pari una superficie di 12.560.000 mq attorno a ciascun casello autostradale, attuale e futuro, praticamente circa 200 milioni di mq lungo la sola Pedemontana). Anche le Osservazioni, che chiedevano quanto meno delle regole certe per questi “progetti” e che fosse garantita la massima trasparenza con la approvazione pubblica da parte del Consiglio Regionale, sono state respinte. L’autonomia ed il decentramento per Zaia, significano   centralismo e pieni poteri al governatore e alla sua Giunta regionale.

Spiace constatare che il PD si scopra solo ora ambientalista e contro il consumo di suolo, quando, dove governa – si pensi al caso del Comune di Padova dove peraltro l’assessore all’Urbanistica è Arturo Lorenzoni – continua nelle cattive pratiche dei suoi predecessori: Padova, una delle città più cementificate d’Italia e d’Europa, chiede e ottiene di poter cementificare altri 262 ettari (oltre 400 campi da calcio) di aree agricole e verdi, a fronte dei 40 calcolati  dalla Regione Veneto”.

“PD, e M5S, sono al governo oggi – conclude Bartelle – ed hanno rispettivamente il Ministro per i Beni culturali e il Paesaggio (Franceschini) ed il Ministro dell’Ambiente (Costa). Vedremo se il governo farà ricorso alla Corte Costituzionale per la mancata ‘valenza paesaggistica’ del Piano, in violazione dello stesso accordo Stato-Regione sottoscritto dallo stesso Zaia nel 2011”.

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale.

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