L’alga sudamericana che sta asfissiando la fauna acquatica autoctona si chiama Ludwigia Grandiflora. Bartelle (IIC), Ruzzante (LeU) e Guarda (AMP): “depositata interrogazione per chiedere alla Regione di intervenire con urgenza”

“Apprendiamo con preoccupazione la notizia apparsa oggi su La Nuova Venezia per cui la rete idrica del nostro territorio è contaminata da un’alga, la Ludwigia Grandiflora, originaria del Sudamerica, che sta proliferando senza controllo causando carenza di ossigeno nell’acqua e di conseguenza l’asfissia della fauna acquatica”

Così i Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (IIC), Piero Ruzzante (LEU) e Cristina Guarda (Lista AMP) che aggiungono:

“oltre alla questione ambientale non devono essere sottovalutate le possibili ricadute sul turismo, infatti, La Nuova Venezia identifica l’area contaminata tra il Mirese e il Miranese. La prima si trova nello splendido paesaggio della riviera del Brenta mentre la seconda nel Graticolato Romano ed entrambe attirano turismo anche per le numerose ville venete che si trovano in questi territori”

“Abbiamo quindi depositato una interrogazione per chiedere alla Regione quali misure urgenti intenda porre in essere per contenere il problema al più presto”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale

Piero Ruzzante, Liberi e Uguali, Consigliere Regionale

Cristina Guarda, Lista Amp, Consigliera Regionale

CSA Adria. La Voce di Rovigo titola ‘Barbierato ‘salva’ la Passadore’. Il commento della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (IIC)

Venezia 05 luglio 2019

“La presidente del CSA Sandra Passadore non si è presentata all’incontro in Prefettura chiesto dalle Oo.Ss. per affrontare gli ormai annosi problemi che vivono sia gli operatori che gli ospiti della casa di riposo di Adria.”

“Niente di nuovo sotto questo sole cocente di luglio: Passadore già in passato si era sottratta al confronto democratico con i Sindacati e con le forze politiche in Consiglio Comunale.”

Così la Consigliera Regionale di Italia in Comune Patrizia Bartelle che aggiunge

“La vera novità è la posizione del Sindaco di Adria Omar Barbierato, che ha scelto di stoppare la richiesta di commissariamento della struttura avanzata dai Sindacati, inibendo di fatto ogni possibile intervento del Prefetto presso la Regione Veneto.”

“Ora serve a poco ricordare che, solitaria e criticata, già da tempo avevo chiesto quello che oggi chiedono tutti: rimuovere la Presidente Passadore.” 
“Serve di più chiedersi perché Barbierato resti passivo in questa situazione.”

“Forse – continua Bartelle – spera che i sei mesi che mancano alla scadenza di questo Cda passino in fretta? Oppure ha fatto dell’immobilismo la vera ragion d’essere della sua amministrazione? Lo scopriremo nei prossimi mesi.”

“Nel frattempo niente impedirebbe all’Assessore Regionale alla sanità di nominare un Commissario al Csa pochi giorni prima che scada la Passadore, vanificando così le scelte per un nuovo Cda che Barbierato sembra intenzionato a voler fare.”

“È per questo – conclude Bartelle – che insieme agli amici di Italia in Comune abbiamo deciso di chiedere a nostra volta un incontro al Prefetto, per sollecitarla comunque ad un intervento ma anche per renderci disponibili ad ogni passo formale che sia possibile fare in Regione Veneto.”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Colline del Prosecco e Unesco, Bartelle (IIC) risponde a Rizzotto (ZP) “paragonare le divergenze politiche tra i componenti di un gruppo consiliare e le proteste di chi lotta per ambiente e salute rende l’idea della considerazione che la Rizzotto ha per queste persone. Persa ottima occasione per tacere”

“Del tutto gratuitamente la collega Rizzotto mi ha attaccato affermando che non essendo io in armonia per essere uscita (ad ottobre 2018) dal gruppo consiliare di cui facevo parte, oggi non posso parlare di armonia tra l’ambiente, i cittadini e il paesaggio delle colline del Prosecco”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge

“è un parallelismo, quello tra le divergenze politiche e le preoccupazioni di chi lotta per il proprio ambiente e la propria salute proposto dalla Rizzotto, che non ha alcun fondamento e che, francamente, poteva risparmiarsi”

“vorrei ricordare – aggiunge la Bartelle – che in Veneto vige ancora la Costituzione Italiana e con essa anche il principio di democraticaità perciò le opinioni divergenti dalle sue sono tutte legittime e vanno rispettate soprattutto da una rappresentante dei veneti quale è, come me, la Rizzotto che in questo frangente ha perso un’ottima occasione per tacere”

“Tanto più – precisa la Bartelle – che ho appoggiato le posizioni di PAN Italia spiegando di non essere in linea di massima contraria alla candidatura ma evidenziando come, proprio in virtù del già richiamato principio di democraticità, chi è chiamato a giudicare è giusto sia messo in condizioni di farlo avendo a disposizione quante più informazioni possibili”

“chissà cosa ne pensano i genitori dei bambini di quella scuola dell’infanzia del Trevigiano lambita da un vitigno trattato con pesticidi della ‘strategica opportunità di sviluppo del territorio’ così fortemente promossa dalla Rizzotto.”

“Un consiglio – conclude Bartelle – la Lega in Veneto ha già la metà dei voti, se prestasse più ascolto alle proteste anziché dell’armonia della sottoscritta, aumenterebbe ancora la propria popolarità”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale

UNESCO, Candidatura Colline Prosecco. Cunial (Misto), Benedetti (Misto), Bartelle (IIC): “consegnata insieme a Pesticide Action Network (PAN) Italia una integrazione documentale per consentire una valutazione più corretta”

Roma-Venezia 03.07.2019 

“Ci uniamo a PAN Italia che ha consegnato ad UNESCO un plico contenente dettagliata documentazione relativa alle criticità connesse alla coltivazione dei vitigni utilizzati per realizzare il Prosecco”.

Così le Deputate venete del Gruppo Misto Sara Cunial e Silvia Benedetti insieme alla Consigliera Regionale del Veneto Patrizia Bartelle (Italia in Comune). Quest’ultima precisa: 

“alla consegna della documentazione, avvenuta venerdì 28 giugno scorso presso la sede UNESCO di Venezia, ho partecipato di persona insieme ad una delegazione di PAN Italia”.

“Non siamo contrarie a che le Colline del Prosecco siano considerate un patrimonio dell’umanità – aggiungono Cunial, Benedetti e Bartelle – ma riteniamo fondamentale che chi è chiamato a fare questa valutazione abbia a disposizione tutte le informazioni possibili, non solo quelle relative ai ‘pro’ ma anche quelle che spiegano i ‘contro’”.

“È importante che in un’operazione del genere siano salvaguardati l’ambiente, le persone e le piccole realtà vitivinicole locali e che non ci sia uno sbilanciamento verso le grandi aziende che operano in questo territorio”

“Sottoscriviamo quindi con convinzione – aggiungono Cunial, Benedetti e Bartelle – l’appello delle centinaia di associazioni e comitati, come PAN Italia, che in questi giorni stanno chiedendo alle 21 Nazioni del World Heritage Committee Members, che si riuniranno a Baku per le assegnazioni delle Candidature Unesco 2019, di non chiudere gli occhi di fronte al gravissimo problema sociale e sanitario generato dall’uso di prodotti fitosanitari nei vigneti di Prosecco, della monocoltura e del continuo suo espandersi”.

“Infatti la monocultura dei vitigni destinati alla produzione del prosecco ha invaso ogni spazio disponibile e le proteste aumentano di giorno in giorno. Addirittura si sono registrati casi di spandimento di prodotti fitosanitari a ridosso di scuole e centri abitati e cresce nei soggetti esposti il timore che ciò possa provocare l’insorgenza di patologie anche gravi”

“Un riconoscimento come quello di UNESCO – concludono Cunial, Benedetti e Bartelle – dovrebbe essere assegnato ad un territorio in cui convivono in armonia e in modo sostenibile cittadini, coltivazioni e paesaggio ma non ci pare proprio che qui, per ora, sia così”

Sara Cunial, Gruppo Misto, Deputata

Silvia Benedetti, Gruppo Misto, Deputata

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale

Rosolina Mare (RO), secondo le analisi di Goletta Verde nell’acqua parametri microbiologici oltre il limite. Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU), Guarda (AMP): “depositata immediatamente interrogazione in Regione”

Venezia 01.07.2019  “È il picco di stagione, il meraviglioso litorale di Rosolina si riempie di turisti portando una boccata d’ossigeno all’economia di una parte di Veneto troppo spesso dimenticata soprattutto da chi la amministra e, come se ciò non bastasse, siamo costretti a fare i conti con l’inquinamento”
I Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista AMP) commentano così i dati sulle acque del litorale Veneto resi noti da Legambiente venerdì scorso e aggiungono
“il sito internet di Goletta Verde non lascia spazio ad interpretazioni, i parametri indagati sono due: Enterococchi intestinali ed Escherichia coli. Se nei campioni raccolti almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione (D.Lgs 116/18 e decreto attuattivo 30.03.2010) allora il sito viene dichiarato inquinato”
“visto che sono in gioco sia la salute delle persone che le sorti della stagione balneare – concludono Bartelle, Ruzzante e Guarda – abbiamo immediatamente depositato una interrogazione in Regione per sapere quali azioni urgenti saranno poste in essere per risolvere il problema e riportare la tranquillità in chi si reca sui nostri litorali”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale

Piero Ruzzante, Liberi e uguali, Consigliere Regionale

Cristina Guarda, Lista AMP, Consigliera Regionale

Nomine Veneto Sviluppo, l’ex Consigliera (decaduta) ed ex Assessora Coppola afferma di essere stata nominata componente del cda a sua insaputa. Bartelle (IIC): “siparietto propagandistico, per poter essere nominata non ha potuto non accettare la candidatura. Non poteva non sapere”

Venezia 27.06.2019
“Qui in Polesine Marialuisa Coppola la conosciamo bene: dichiarata  decaduta come Consigliere Regionale per aver speso più del dovuto in campagna elettorale ha ricoperto gli incarichi di Assessore alle Politiche di Bilancio nella GIunta Galan e poi di Assessore allo Sviluppo economico, Pari opportunità e Diritti umani, nella Giunta Zaia, dice di volersi occupare solo del suo ristorante ma è davvero difficile credere che la candidatura a Veneto Sviluppo sia avvenuta a sua insaputa”
Così la Consigliere Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che non crede ad una parola di quanto affermato dalla Coppola nell’articolo apparso sul Gazzettino di oggi
“E’ incredibile – continua Bartelle –  come si possa affermare pubblicamente una cosa che nella realtà delle carte e dei fatti è del tutto diversa e può essere smentita da chiunque: la candidatura, anche quando avvenuta su istanza di altro Consigliere, è sorretta da una dichiarazione del candidato di preventiva accettazione dell’incarico. La Coppola non ha bisogno di giustificarsi: ha accettato la candidatura  e probabilmente ha dimenticato che questo comportasse, inevitabilmente, la partecipazione alla successiva procedura per la nomina. Speriamo che nello svolgimento del delicato incarico appena ottenuto non abbia a soffrire di tali amnesie”
Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale

Guarda (Lista AMP), Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia in Comune), Zanoni (Partito Democratico): «Uno studio dei Pfas nell’aria dopo che la Miteni, chiusa, non ha più emissioni? Serve un biomonitoraggio!»

Venezia, 25 giugno 2019 – «Avevamo chiesto di verificare in che misura i cittadini che vivono attorno al sito Miteni siano contaminati e agire in loro protezione. Perché invece la Giunta regionale invece di agire, sceglie di attendere gli esiti delle analisi sulla presenza dei Pfas nell’aria, anche ora che la Miteni non ha più emissioni e nonostante esistano già studi scientifici che dimostrano come i Pfas si diffondano anche per via aerea? La risposta della Giunta Zaia alla nostra interrogazione ci lascia del tutto insoddisfatti». Così i consiglieri regionali Cristina Guarda (Lista AMP), Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Andrea Zanoni (Partito Democratico), che l’8 maggio 2019 avevano depositato l’interrogazione a risposta immediata n. 764 relativa a “Pfas nella matrice Aria. Dopo la nota tecnica di Arpav del 2017, si intende procedere con uno Screening sulla popolazione residente nel raggio di dispersione delle emissioni atmosferiche di Miteni SPA?” alla quale oggi la Giunta regionale ha dato risposta. «La campagna di monitoraggio condotta da Arpav nel 2016-17, basata su un metodo di analisi derivato da pubblicazioni scientifiche americane, non ha tenuto conto di tutto quello che produceva Miteni – spiega Cristina Guarda –, considerato che all’interno si producevano oltre un centinaio di sostanze, tra molecole e derivati mentre in Veneto vengono ricercati nelle matrici solo 12 componenti della famiglia dei Perfluorati. Senza dimenticare che non sappiamo cosa l’azienda ha prodotto dal riciclaggio dei rifiuti olandesi usati per recuperare e rigenerare il GenX». Uno stralcio del lungo elenco di tutti i componenti chimici prodotti, un tempo visibile sul sito internet dell’azienda ora oscurato dopo la chiusura, è riportato in calce a questa nota. «Insomma – aggiungono Guarda, Ruzzante, Bartelle e Zanoni –, la domanda che sorge spontanea è: come farà la Regione a ricercare i Pfas nell’aria, ora che la ditta Miteni ha smesso di produrre e non emette più in atmosfera dai suoi camini? Gli operai dell’azienda hanno i valori di Pfas nel sangue più elevati in assoluto, eppure non bevevano i Pfas: principalmente ne arrivavano a contatto per via aerea. Solo questo dovrebbe far pensare a due cose: primo che tutti i Pfas (non solo i 12 ricercati in Regione Veneto), nei siti di produzione si propagano per via aerea, come confermano gli studi internazionali; secondo, ora che i camini della Miteni non emettono più nulla in atmosfera, non serve un genio per capire che nell’aria non ce ne sono. Non capiamo come si potranno ricostruire le stime del passato senza dati e poi decidere se i cittadini di Trissino abbiano il diritto di rientrare nel controllo medico: sembra un altro modo per rimandare al domani un argomento che potrebbe aggravare ulteriormente la situazione veneta in merito ai Pfas». «Serve un campionamento della popolazione per accertare se c’è stata contaminazione, storica e continuativa, e quindi conoscere in quale quantità i cittadini di Trissino sono stati esposti. Solo un biomonitoraggio con un campionamento ridotto/mirato potrà dirci se la popolazione dei trissinesi dovrà essere inserita nello screening regionale di presa a carico. Non serve aspettare un’analisi dell’aria ora che Miteni non c’è più: non emette più in atmosfera, ma ha lasciato solo un segno indelebile nella nostra terra», concludono i quattro consiglieri regionali.     

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Andrea Zanoni (Partito Democratico), consigliere regionale

Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune), Guarda (Lista AMP): «Bonollo, dopo mesi qualcosa si muove. Ora legge regionale su emissioni odorigene»

Venezia, 25 giugno 2019 – «Bene il vertice convocato oggi in Prefettura, finalmente qualcosa si muove anche nelle istituzioni. Un segnale importante dopo l’immobilismo dell’amministrazione comunale e i silenzi del governo regionale, che non ha ancora risposto alla nostra interrogazione urgente depositata il 26 marzo». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Lista AMP), firmatari dell’interrogazione a risposta immediata n. 736 del 26 marzo 2019 “Errore evidente di ARPAV nell’esecuzione dei controlli sulle emissioni della distilleria Bonollo di Conselve: la Giunta regionale come intende intervenire?”. «Proprio nell’ottica che tutte le istituzioni debbano fare la propria parte – aggiunge Patrizia Bartelle – riteniamo che ora sia necessaria un’accelerazione sull’esame del provvedimento contenente le disposizioni per la per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene, il pdl che ho depositato ormai un anno fa e che è già stato illustrato in commissione ambiente. Auspico che quanto prima sia possibile invitare in commissione i rappresentanti dei cittadini colpiti in un ambito così grave, affinché possano parlare dei disagi che subiscono quotidianamente. Per questo – aggiunge Bartelle – faccio appello ai comitati, alle associazioni e a tutti i cittadini che si sentono lesi dalle emissioni odorigene di farsi avanti e contattarci». «Siamo certi che i cittadini vittime di odori e emissioni nauseabonde siano stanchi di aspettare, con la Lega ex-Nord al governo della regione da vent’anni abbiamo accumulato un ritardo inaccettabile. I problemi di odori non sempre hanno una ricaduta diretta in termini sanitari, ma di certo ce l’hanno sulla qualità della vita delle persone e possono essere molto debilitanti», concludono i tre consiglieri regionali. Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliere regionale

Screening Pfas ai veneti? Non serve. E non serve neanche per quei polesani nella cui acqua potabile erano stati trovati Pfas. Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU), Guarda (AMP): “La Regione ammette contaminazione ma rimane inerte, gravissimo”

“Questa mattina la Regione ha risposto alla nostra interrogazione n. 760 del 2 maggio scorso con la quale chiedevamo di sottoporre allo screening da Pfas tutti i veneti ed in particolare i polesani che risiedono in zone nelle quali viene potabilizzata l’acqua del Po, fiume nel quale a marzo 2019 era stato rinvenuto il composto C604 ”
Sono le parole dei Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica AMP) che aggiungono:
“la Regione ci ha confermato che ‘a marzo 2019 è stata riscontrata la presenza di un nuovo composto perfluorato, il C604, […] nelle acque destinate al consumo umano in uscita da alcune centrali di potabilizzazione della Provincia di Rovigo (Ponte Molo – Taglio di Po, Corbola e Canal Novo – Villanova Marchesana)’”
“ciononostante – precisano Bartelle, Ruzzante e Guarda – la Regione ha chiarito che non sussistono i presupposti per estendere lo screening ai polesani né tantomeno agli altri veneti”
“in pratica – aggiungono – quantomeno per il Polesine, la Regione ammette espressamente che la contaminazione c’è stata ma che è stata risolta con la sostituzione dei filtri perciò non serve monitorare lo stato di salute di chi quell’acqua l’ha utilizzata prima che i filtri fossero sostituiti”
“In quanto polesana – aggiunge Bartelle – mi sento particolarmente coinvolta e offesa dalla noncuranza che la Regione dimostra in una situazione potenzialmente così pericolosa”
“Stupisce – concludono Bartelle, Ruzzante e Guarda – come la Regione da un lato parli dei Pfas come una ‘tragedia nazionale’ salvo poi, in casa propria, minimizzare il problema e non prevedere nemmeno nei controlli a campione come il buonsenso e il principio di cautela nei confronti della salute dei veneti imporrebbero”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale; 

Piero Ruzzante, Liberi e Uguali, Consigliere Regionale; 

Cristina Guarda, Lista Civica AMP, Consigliera Regionale

Csa Adria, il prossimo 6 luglio sciopero dei lavoratori ma per la Presidente e il Direttore è tutto ok. Bartelle (IIC) “Commissariamento subito, mia richiesta depositata il 18 aprile scorso”

Venezia 24.06.2019


“Uno-due micidiale per il Csa di Adria: prima la bocciatura del Bilancio consuntivo da parte di due componenti del Consiglio di amministrazione e poi la proclamazione dello sciopero il giorno 6 luglio da parte dei Sindacati.”
È il commento della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle di Italia in Comune alla notizia apparsa su La Voce di Rovigo di oggi che aggiunge
“Questi fatti confermano quanto affermo da tempo: la Presidente e il Direttore della Casa di Riposo non garantiscono la necessaria serenità all’interno della struttura che dovrebbe essere commissariata dall’Ass. Reg. Lanzarin immediatamente. La mia richiesta pende sulla sua scrivania dal 18 aprile scorso, si tratta dell’interrogazione a risposta immediata n. 753”
“Anche il sindacalista Cgil Benazzo – prosegue Bartelle – si è rivolto  alla Regione invocando un intervento per porre fine alla tensione tra operatori e vertici della struttura: serve un commissariamento breve, fino alla scadenza dell’attuale Cda, per consentire al Sindaco Barbierato di nominare nuovi Amministratori all’altezza del difficile compito che li attende”
“Spero che Il Sindaco, insieme alla sua amministrazione, prenda al più presto una posizione chiara – precisa la Bartelle – una posizione autorevole, importante ed urgente perché altri sei mesi di gestione Badiale – Passadore potrebbero essere fatali per il Centro Servizi Anziani di Adria. Non vorremmo che le conseguenze di decisioni errate diventassero una pesante eredità per gli adriesi, veri titolari del CSA.
Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale