Politica – Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): “Case popolari: nostro Pdl per eliminare i 5 anni di residenza, requisito incostituzionale”

Venezia 20 mar. 2020 – «Come annunciato nei giorni scorsi, abbiamo depositato una proposta di legge per modificare le norme in materia di edilizia residenziale pubblica, cancellando il requisito dei 5 anni di residenza. Due anni fa, all’epoca della riforma voluta da Zaia e dalla Lega, ci opponemmo a quel requisito che ritenevamo iniquo, irrazionale e illegittimo. Ora, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 28 gennaio scorso, non ci sono più dubbi: il requisito va eliminato. È una questione di giustizia, ma anche di buon senso: lasciarlo lì dov’è potrebbe dare adito a ricorsi» Così PieroRuzzante, Patrizia Bartelle, Cristina Guarda consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 che già due settimane fa avevano interpellato la Giunta Zaia chiedendo di intervenire sulla scorta di quanto indicato dalla Corte Costituzionale. «La Corte ha dichiarato illegittimo il requisito dei 5 anni di residenza contenuto nella legge regionale della Lombardia, del tutto analogo a quello inserito dalla Lega di Zaia nella legge veneta. Trattandosi di una questione di legittimità costituzionale, auspichiamo che la nostra Proposta di Legge  possa trovare la massima condivisione all’interno del consiglio regionale».

Coronavirus, Trecenta è ‘Covid Hospital’. Coordinamento Veneto 2020: “Giusto fronteggiare l’emergenza con determinazione ma al termine ripristino totale della struttura”

Venezia 18.03.2020 – “La pandemia da coronavirus è un’emergenza planetaria e deve essere fatto tutto il possibile per fronteggiarla, contenerla e sconfiggerla. Questa è una battaglia che ci vede tutti uniti contro un nemico comune”

“Allo stesso modo e con la stessa determinazione, al termine dell’emergenza, che ci auguriamo arrivi il prima possibile, tutte le strutture individuate come Covid Hospital dovranno ritornare subito pienamente operative. Inoltre la popolazione locale, tramite i suoi rappresentanti, pone una serie di interrogativi che meritano una risposta immediata: dove andremo a curarci? Dove andremo a partotire? Dov’è il pronto soccorso? I reparti spostati, torneranno indietro?”

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione regionale per chiedere alla Giunta Zaia di impegnarsi nell’immediato e in prospettiva futura.

Patrizia Bartelle, in particolare, precisa “da polesana non voglio che ci siano fraintendimenti circa la mia posizione: Trecenta dovrà tornare completamente operativo all’indomani della fine dell’emergenza”

“Inoltre – conclude Bartelle – nel caso in cui durante l’emergenza COVID dovessero essere aggiunti dei posti letto, questi dovranno essere mantenuti anche dopo. Tale circostanza sarebbe la prova di ciò che l’utenza di Trecenta sostiene da tempo ossia che si tratta di una struttura sottodimensionata”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Coordinamento 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Coordinamento 2020 – Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Coordinamento 2020 – Civica per il Veneto

Covid-19. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Circolare per selezionare i malati da curare: concordata con Zaia o iniziativa di Mantoan? Veneto continui a curare tutti»

«Apprendiamo che il dg della Sanità veneta, Domenico Mantoan, ha trasmesso a tutti i direttori generali delle Ulss del Veneto una discussa e controversa circolare della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIARTI) contenente “Decisioni eticamente fondate per il trattamento dei pazienti affetti da insufficienza respiratoria grave secondaria a infezione da COVID-19”.

“Vogliamo sapere se questa circolare è stata trasmessa a insaputa di Zaia o se è stata concordata con lui e con l’assessora alla Sanità. Decidere se curare tutti o solo qualcuno non è una scelta tecnica ma politica”.

“La circolare contiene indicazioni per selezionare i malati di coronavirus nel caso in cui non ci fossero abbastanza posti letto per curare tutti, criteri di priorità insomma quali ad esempio la possibilità di fissare un limite d’età all’ingresso della terapia intensiva. Sono scelte difficili, queste, alle quali nessun medico spera di trovarsi di fronte. Casi che la politica ha il compito di allontanare il più possibile: con nuove dotazioni per posti letto in terapia intensiva, con nuove assunzioni di personale. Finora sembra questa la linea lungo cui si è mossa la Regione, con l’obiettivo di garantire le cure a tutti. Ora questa circolare sembra prefigurare uno scenario di segno inverso”.

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale
Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale
Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Covid-19. Ruzzante, Guarda, Bartelle (Veneto 2020): «Contagio a Merlara, tamponi a tappeto e isolamento Comune»

«A Merlara il contagio non si ferma, con 3 decessi e 87 contagiati dei quali 63 ospiti della casa di riposo e 24 dipendenti. È una situazione di elevata criticità, che richiede misure specifiche. Per questo proponiamo alla Regione di adottare per il comune di Merlara un’apposita ordinanza, sul modello di quella firmata dal presidente dell’Emilia-Romagna per il Comune di Medicina».

Così i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, che nella mattinata di oggi hanno depositato un’interrogazione urgente con questi contenuti.

Ruzzante, Guarda e Bartelle spiegano: «bisogna vietare l’ingresso e l’allontanamento dal Comune di Merlara e l’intera popolazione va sottoposta a tampone. Deve essere sottoposto a tampone anche chi, provenendo da fuori Merlara, è entrato in contatto per ragioni di servizio con la casa di cura. Ci risulta infatti che alcuni dipendenti del centro servizi anziani di Adria, nei giorni scorsi, sono stati comandati proprio presso la casa di cura di Merlara».

«Si tratta di misure drastiche, ce ne rendiamo conto, purtroppo necessarie a fronte di una situazione così critica. Anche perché nel frattempo in provincia di Padova continua a crescere il numero dei contagiati, ieri 60 in più: da 592 a 652».


Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale
Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale
Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Coronavirus, Bartelle: “il mondo è in quarantena ma la ULSS 5 invita i pazienti a recarsi di persona in distretto per scegliere il medico di base”

Venezia 14.03.2020 ”Da un lato La Regione Veneto riorganizza tutte le attività sanitarie per evitare la diffusione del contagio e per preservare posti letto di terapia intensiva”

“Dall’altro ULSS 5 Polesana, attraverso la sua pagina facebook, invita i pazienti dei dott.ri Targa e Coletti, che andranno in pensione il primo aprile, a recarsi presso gli sportelli amministrativi del Distretto socio-sanitario di Adria per effettuare la scelta del nuovo medico. C’è tempo dal 16 al 31 marzo 2020 (in pieno periodo di chiusura totale) e saranno operativi ben tre sportelli, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 17”

La Consigliera Regionale Polesana Patrizia Bartelle (Italia in Comune) è furiosa:

“Sembra che alla ULSS 5 Polesana non arrivino (o arrivino male) le notizie sulla pandemia di Coronavirus in atto su scala mondiale e sul blocco totale di tutte le attività in Italia, regione Veneto compresa”

“La settimana scorsa, era stato programmato un summit di medici di base e pediatri di libera scelta (annullato grazie all’intervento dell’Ordine dei medici di Rovigo) e ora questo. Sembra proprio che non vogliano capire che le persone devono stare a casa”

“Non è chiaro a chi sia dovuto questo ulteriore pasticcio certo é che la programmazione lascia un po’ desiderare. Nell’era di internet sarebbe bastato attivare una casella di posta elettronica dedicata o consentire, vista la situazione straordinaria, di effettuare la scelta telefonicamente”

“Si tratta del secondo errore nel giro di una settimana, se il primo poteva essere una svista è difficile pensare la stessa cosa del secondo. Serve un intervento urgente della Regione”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Covid-19. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Truffa delle mascherine, la Regione ha chiesto il risarcimento? Zaia non sfugga, i DPI vanno forniti al più presto ai sanitari in trincea»

“Così è il caos. La storia delle 550 mila mascherine acquistate dalla Regione e scomparse all’arrivo è qualcosa di molto grave, considerato che gli operatori nei reparti dei nostri ospedali stanno combattendo il coronavirus con dotazioni totalmente inadeguate.”

“Visto che dalle parole di Zaia sembra che ci sia stata una vera e propria truffa ai danni della Regione, vogliamo sapere quali azioni legali sono state adottate. Visto era già stato pagato il 50% della fornitura, verrà fatta un’azione per il risarcimento del danno?”

“Ora però la cosa più urgente è che Zaia ci dica dove pensa di recuperare le mascherine e tutti i DPI necessari, di cui c’è un disperato bisogno nei reparti. Non è possibile che la gestione di questa emergenza sanitaria sia lasciata al caso, Zaia con le sue conferenze stampa a flusso continuo non sembra aver compreso la situazione: parla molto, ma concretizza poco. Una gestione caotica, che giorno dopo giorno sta sempre più confondendo i veneti”.

Così i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata

“Truffa delle mascherine: quali azioni a tutela dell’interesse della Regione del Veneto?”.

Covid-19. Ruzzante, Guarda, Bartelle (Veneto 2020): «La Regione sospende i controlli Spisal: chi garantisce la sicurezza dei lavoratori?»

«Nessuna tutela, denunciano i sindacati chiedendo la chiusura di tutte le attività non essenziali. Ma nessuna tutela davvero! Novità di oggi: in piena emergenza coronavirus, la Regione sospende l’attività ispettiva degli Spisal, i Servizi di prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. Chiediamo alla Giunta Zaia chi si occuperà allora di garantire la tutela dei lavoratori, visto che gli Spisal non potranno più svolgere i controlli all’interno delle aziende? Chi verifica il rispetto delle norme da parte delle aziende e dei datori di lavoro? Due giorni fa abbiamo chiesto alla Regione di verificare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro del Veneto, alla luce delle nuove direttive nazionali per il contenimento del contagio da coronavirus. La notizia della sospensione dei controlli degli Spisal ci preoccupa ».

Così i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, che nella mattinata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata: 

“Sospensione dei controlli degli Spisal e tutela dei lavoratori: chi verifica circa l’effettiva assunzione dei protocolli di sicurezza nell’ambito delle attività produttive non sospese?”.

“Siamo preoccupati per le condizioni in cui le persone sono costrette a lavorare, pensiamo agli operai dell’industria agro-alimentare o farmaceutica, ai dipendenti dei supermercati e del commercio. In queste situazioni dove non si puó chiudere tutto, i lavoratori costretti ad operare in condizioni così difficili per il rischio covid 19 devono comunque essere protetti e garantiti. In questa emergenza chi si occupa della salute e della prevenzione nei luoghi di lavoro? Chi resterà accanto al resto del personale sanitario, alle donne e agli uomini della protezione civile e alle forze dell’ordine che ringraziamo per lo straordinario lavoro che quotidianamente fanno. Chi assicurerà gli operai e i lavoratori sulle condizioni di lavoro dentro alle regole previste dal decreto del governo?”.

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale; Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale; Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

CORONAVIRUS, BARTELLE (IIC): “SOSPENSIONE IMMEDIATA DI TUTTE LE PRESTAZIONI SANITARIE DIFFERIBILI”

“Faccio mio il contenuto del comunicato stampa diramato dagli operatori sanitari il 10 marzo scorso per dire che Zaia deve intervenire immediatamente per interrompere l’erogazione, da parte del servizio sanitario regionale, di tutte le prestazioni (operazioni comprese) che siano differibili e comunque non salva vita”

Va dritta al sodo la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle di Italia in Comune, e aggiunge:

“Deve essere lasciato tutto lo spazio possibile alle situazioni d’emergenza e deve essere annullato il rischio per gli ammalati con interventi differibili di contrarre l’infezione, inoltre il personale sanitario deve poter così garantire l’emergenza a ciò che non è differibile.”

“Siano razionalizzate subito le risorse (anche umane), già carenti, e oggi quantomai necessarie per far fronte alla pandemia determinata dal virus SARS COV 2”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Covid-19. Ruzzante, Guarda, Bartelle (Veneto 2020): «Grave denuncia Cgil, Zaia può dire se le aziende rispettano le norme anti contagio?»

«Quanto denunciato da Cgil Cisl e Uil è di una gravità assoluta e sconcertante: apprendiamo che dai luoghi di lavoro della nostra regione arrivano segnalazioni e richieste di aiuto di lavoratori che si trovano ad operare in fabbriche, laboratori, uffici, bar e negozi in condizioni difformi dalle misure di sicurezza per il coronavirus. Situazioni che, a quanto risulta, si stanno moltiplicando. Zaia può garantire che aziende e datori di lavoro stiano rispettando le disposizioni del governo in materia di coronavirus? Se non è in grado di avere questa certezza, è necessario il blocco delle attività».

Così i consiglieri regionali del coordinamento regionale Veneto 2020, che in un’interrogazione urgente presentata in giornata chiedono alla Giunta regionale di intervenire subito in linea con le richieste delle organizzazioni sindacali.

«Il principio indicato dal sindacato è molto semplice: prima la salute, delle lavoratrici e dei lavoratori ma non solo. Se i luoghi di lavoro diventano degli hub del contagio è chiaro che ad essere a rischio è la salute pubblica. La regola, che deve valere sempre e non solo in tempo di emergenza coronavirus, è la seguente: o si lavora in sicurezza oppure non si lavora affatto. Non esiste che si chiuda un occhio, le misure precauzionali stabilite dal governo vanno rispettate da tutti: aziende e datori di lavoro compresi. Non è che stiamo tutti a casa e poi c’è qualcuno che fa il furbo: così si rischia grosso».


Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale
Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale
Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Ater. Ruzzante, Guarda, Bartelle (Veneto 2020): «Requisito 5 anni di residenza, la legge della Lega è incostituzionale: vittoria!»

«La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il requisito dei cinque anni di residenza nel territorio regionale, previsto dalla legge della Regione Lombardia per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica: si tratta dello stesso requisito contenuto nella riforma veneta del 2017 voluta da Zaia e dalla Lega. Abbiamo detto fin dall’inizio che quel requisito era incostituzionale, oggi ne abbiamo la conferma».

I consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 commentano così la sentenza della Corte Costituzionale n.44/2020 del 28 gennaio 2020, le cui motivazioni sono state depositate in data odierna. E aggiungono:

«avevamo ragione a mantenere voto contrario, dall’inizio alla fine. La Corte Costituzionale ha dato ragione alle nostre argomentazioni, non si può negare l’accesso all’edilizia residenziale pubblica a chi non sia già residente in regione da 5 anni». 

«La sentenza riguarda la Lombardia ma travolge anche la legge veneta, che contiene lo stesso requisito», concludono Ruzzante, Guarda e Bartelle che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale come intende intervenire rispetto alla legge regionale 3 novembre 2017, n. 39, che, ai fini dell’assegnazione dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica, prevede, in capo al richiedente, la “residenza anagrafica nel Veneto da almeno cinque anni, anche non consecutivi e calcolati negli ultimi dieci anni, fermo restando che il richiedente deve essere, comunque, residente nel Veneto alla data di scadenza del bando di concorso”.

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale
Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale
Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale