Adria- Centro Servizi Anziani, Bartelle( IIC) “Il 23 Marzo, manifesteremo al fianco dei lavoratori”

“Come gruppo di Italia in Comune, stiamo seguendo con attenzione le vicende sul Centro Servizi Anziani e ieri sera era quindi d’obbligo, seguire, chi in Streaming, chi a palazzo Tassoni, il consiglio straordinario sulla casa di riposo. Il sindaco, dopo aver ricordato che l’attuale cda è stato sfiduciato più volte anche dall’amministrazione precedente, ha dato la parola a Paolo Guzzon, coordinatore Rsu e cuoco al Csa, il quale ha elencato con emozione tutto ciò che hanno fatto, subìto,e stanno subendo come dipendenti”.Sono le parole della consigliera regionale Patrizia Bartelle (IIC)
“La cosa che più mi ha fatto male-prosegue la consigliera- è il documento letto dal rappresentante dei lavoratori: ha tratteggiato le umiliazioni lavorative/professionale che stanno subendo come operatori. Ha posto l’accento sulla centralità dell’ospite, che non deve essere inteso come centro di costo, ma l’elemento umano centrale, attorno al quale si sono costruite queste strutture. Tanto il dolore, la rabbia, la tristezza percepita dai lavoratori e familiari presenti in sala consiliare. Chiaro il messaggio che lavorare in una struttura, come una casa di riposo per anziani, non è un’occupazione normale, ma va oltre il lavoro, sconfina nella missione. Una struttura che era umanamente centrale per la comunità adriese, è da anni diventata un campo di battaglia in cui si fronteggiano due parti: la direzione/presidenza, che rappresenta chi deve ridurre le spese, contro il personale/gli ospiti / i familiari”.
“Si è riparlato dei tagli/risparmi che la struttura sta subendo in termini di orario di lavoro, che si traduce con 20 operatori in meno, in servizio. È inevitabile che tutte queste azioni, il clima che si è creato, comportino una conseguente  riduzione di richieste d’entrata, da parte di possibili utenti/ospiti. A farlo capire   anche l’accorata  testimonianza di Fulvio Osti, un  famigliare di un ospite della casa di riposo”-racconta all’unisono il gruppo adriese di IIC-
“Dal consiglio comunale è emerso che il  prossimo 23 marzo, ci sarà uno sciopero del personale del csa.Un’occasione per far valere i propri diritti e nel contempo gli operatori ci rimetteranno altri soldi, oltre a quelli che sono già stati decurtati dallo stipendio dall’amministrazione della CSA- precisa la consigliera regionale  Bartelle
“Noi come gruppo di Italia In Comune  saremo presenti, come sarebbe importante che accanto ai dipendenti del CSA, ci fossero anche i cittadini di Adria, in maniera tale che tutti insieme manifestiamo, contro chi ha causato questo stato d’agitazione che dura ormai da 2 anni, ovvero  la presidente Passadore ed il consiglio di amministrazione
Come gruppo di Italia in Comune, chiediamo inoltre il commissariamento della CSA, come estremo tentativo di espellere dall’IPAB adriese, elementi ormai estranei e mal digeriti dal sistema  cittadino.
Questo perché, una presidenza sorda a qualsiasi azione condivisa con lavoratori ed amministrazione comunale, familiari, che si ostina a rimanere abbarbicata all’unica carica pubblica detenuta, usata anche per fini personali pubblicitari politici, debba essere interrotta in qualsiasi maniera.
Si spera che questa situazione si risolva  presto, e che magari si riveda anche lo statuto dell’ipab, affinché non sia più possibile il ripetersi di azioni simili”

ALLEVAMENTI AVICOLI A BOARA E MARDIMAGO, LA CONSIGLIERA REGIONALE BARTELLE (IIC) A FIANCO DEI CITTADINI E DEI COMITATI

“Con gli attuali strumenti urbanistici non si poteva impedire di rilasciare il permesso di costruire un nuovo allevamento oltretutto quarantamila capi rappresentano un numero che non necessita di autorizzazione. Come se non bastasse c’è anche una richiesta del 3 gennaio scorso da parte di una ditta altoatesina, la Fri-el Aprilia, per la realizzazione di un impianto a biogas proprio di fronte all’allevamento di Mardimago”.

Sono le parole della consigliera regionale Bartelle che continua “sono vicina e a disposizione dei cittadini e dei comitati per mettere pressione alle amministrazioni locali che sinora sono rimaste colpevolmente inerti affinché siano modificati gli strumenti urbanistici in modo da scongiurare ulteriori insediamenti che, come al solito, non tengono conto dell’impatto sulla viabilità già inadeguata”.

“La presidenza della Provincia – ne va del futuro del Polesine – deve prendere una posizione politica sulle richieste di realizzazione ed ampliamento di impianti a Biogas e per lo sfruttamento intensivo degli animali o simili mettendo un freno alle richieste di questo tipo. il messaggio deve essere chiaro: il nostro terreno non è a disposizione di chi cerca profitto. Perché la Fri-el Aprilia non costruisce l’impianto a biogas in Alto Adige?”

“Inoltre – conclude la Bartelle – devono essere considerate anche le emissioni odorigene che aumentano ad ogni nuovo insediamento o espansione di quelli esistenti, l’aria diventa irrespirabile e ci sono ricadute sulla salute dei cittadini. Non a caso ho presentato sul tema un disegno di legge regionale, il n. 362, per regolamentare anche la questione degli odori fetidi e nauseabondi emessi dagli allevamenti”

Bartelle (IIC): “CSA Adria, criticabile l’operato della presidenza”

La Bartelle non usa mezzi termini: “Non so quale meccanismo sia scattato, ma pare che la presidenza del CSA, nel passaggio a Fratelli d’Italia, abbia assunto la veste di docente dato che sale continuamente in cattedra per distribuire bacchettate a destra e a sinistra”.

Sono le parole della Consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che interviene tramite una nota sulla vicenda. “Prima la Passadore – afferma la Consigliera – ha attaccato le organizzazioni sindacali, affermando ‘fatico a pensare che ciò sia fare l’interesse dei lavoratori’ perché a suo dire rifiuterebbero il confronto con i vertici del Csa, magnanimo nell’offrire loro le condizioni previste dalla legge. Se non fosse che ciò implica dei tagli perché l’anno scorso le condizioni minime di legge erano migliori e nulla vieta di mantenere tali condizioni.

Poi è stata la volta del Sindaco di Adria che sinora non avrebbe ‘dimostrato di possedere alcuna competenza in materia di gestione dei servizi residenziali per anziani’; da che pulpito, verrebbe da dire, vista la gravità della vertenza sindacale in atto nel CSA”.

“Non è stata risparmiata neppure la Consigliera del CSA Visentini – prosegue Bartelle – la quale avrebbe posto in essere ‘azioni finalizzate a ostacolare il normale svolgimento dell’attività amministrativa’ accuse gravi e diffamatorie che in ogni caso dovrebbero trovare soluzione all’interno del CdA e non essere sbandierate sulla stampa. Decisamente una occasione persa per dimostrare un po’ di attenzione al concetto di democraticità.

Addirittura apprendiamo che il precedente Consiglio comunale di Adria non avrebbe mai dovuto occuparsi del CSA perché ‘fece perdere in tal modo un finanziamento regionale pari a 5 milioni di euro’. In altre parole lasciate fare alla presidenza che voi non sapete nulla.

Per par condicio, comunque, anche l’attuale Consiglio comunale non va esente e sarebbe reo di ‘discutere del Csa’ impegnando ‘le risorse pubbliche del gettone di presenza per finalità illegittime’. In pratica interessarsi del CSA – il cui presidente, vale la pena di ricordarlo, è nominato dal Sindaco di Adria – costituirebbe uno sviamento dei denari dei cittadini”.

“Chissà chi sarà il prossimo – conclude Bartelle – avanti c’è posto! Se entrare in Fratelli d’Italia porta ad assumere questo tono professorale suggerisco di modificare il nome in “Scolari d’Italia”. Tutti dietro la lavagna, naturalmente!”


Autonomia – Bartelle (IIC): “Il dibattito sul ruolo del Parlamento sia occasione di crescita, non di strumentalizzazione e scontro politico”

Venezia 6 mar. 2019 –     “A leggere i giornali sulla questione autonomia pare che tutti abbiano ragione e tutti abbiano torto. Due dei maggiori costituzionalisti italiani, i professori Mario Bertolissi e Sabino Cassese, sostengono posizioni opposte sul ruolo del Parlamento nell’iter di approvazione della legge per conferire autonomia alle regioni: il primo sostiene che le camere dovrebbero limitarsi ad approvarne o meno il testo mentre il secondo ritiene che possano emendarla”.

Sono le parole della Consigliera regionale di Italia in Comune Patrizia Bartelle che continua: “Sul piano politico il Presidente della Giunta regionale veneta si è affrettato a rassicurare tutti sul fatto che il 2019 sarà ricordato come l’anno dell’autonomia. Capisco le esigenze propagandistiche in vista delle elezioni regionali del 2020, ma sarebbe meglio accogliere con favore il dibattito giuridico facendone occasione di accrescimento culturale nazionale e quindi anche regionale dal momento che il Veneto, è bene ricordarlo, fa sempre parte della Repubblica Italiana e continuerà ad esserlo anche da autonomo.
Siamo di fronte all’evidenza che il diritto è ‘vivente’ e come tale risente e si adegua al contesto storico-politico perciò se in base a quello attuale si propenderà per un potere emendativo del Parlamento allora così dovrà essere”.
“In Veneto – osserva la Consigliera – alcuni segnali preoccupanti ci sono. Penso, ad esempio, alle falangi venetiste secessioniste o l’utilizzo del sondaggio-referendum costato circa 14 milioni di euro e qualche ricorso al Corecom per essere stato illegittimamente pubblicizzato sui siti web di alcuni enti strumentali regionali, come da me a suo tempo denunciato. Ne consegue che al momento la teoria sulla facoltà emendativa del Parlamento sembra preferibile”.

“Date le premesse – conclude Bartelle – la possibilità che il Parlamento possa emendare la legge di conferimento dell’autonomia ad una regione rappresenta un punto cardine per la salvaguardia della costituzionalità. A tal proposito, di certo non è democratico, e forse neppure costituzionale, che i Consiglieri regionali veneti non abbiano ancora visto una carta ufficiale e non abbiano partecipato in alcun modo alla costruzione della trattativa. L’art. 116 della Costituzione quando parla di Regione non esclude i Consiglieri di opposizione. Così il Presidente della Giunta regionale si dimostra autonomista a Roma e centralista in Veneto. Non ci siamo.”

Ambiente – Bartelle (IIC), Ruzzante (LeU): “Un plauso ai cittadini di Fiesso Umbertiano e a tutti coloro che si fanno parte attiva nella difesa del territorio”

Venezia 6 mar. 2019 –      “Meno male che ci sono cittadini attenti e comitati, persone che amano la propria terra e non esitano ad esporsi di persona per difenderla”. Sono le parole dei Consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) a commento della notizia riguardante la discarica abusiva rinvenuta Fiesso Umbertiano (RO). “Siamo sempre più convinti – continuano Bartelle e Ruzzante – che la soluzione alla deriva dello smaltimento illecito dei rifiuti debba necessariamente passare attraverso la collaborazione con le persone che vivono nei territori interessati; per questa ragione, venerdì 15 marzo parteciperemo all’incontro pubblico organizzato da Comitato Terre Nostre, Comitato Popolare Lasciateci Respirare e Associazione l’Altra Este presso il Teatro Ballarin di Lendinara in provincia di Rovigo. Si parlerà in particolare dell’ampliamento della discarica di Sant’Urbano ma, in generale, il messaggio che deve passare è che senza la sensibilizzazione e l’interessamento diretto delle persone non è possibile ottenere risultati concreti sul tema dei rifiuti”.

La consigliera regionale Patrizia Bartelle (IIC) replica al sindaco di Corbola (Ro)

Venezia 06.03.19 “Invito formalmente il Sindaco di Corbola (RO) nel mio ufficio in Consiglio Regione per spiegargli il significato del concetto di pretestuosità” esordisce la consigliera regionale Patrizia  Bartelle(IIC), che aggiunge “dobbiamo però prendere appuntamento perché, diversamente da quello che crede il primo cittadino, la mia attività si svolge soprattutto nel territorio vicino ai cittadini”

“Infatti – continua la Bartelle – sono stati proprio i cittadini di Corbola, che è anche il mio Comune di residenza, a chiedermi di intervenire, dato che il loro Sindaco da sempre si dichiara contrario agli allevamenti intensivi salvo poi, di fatto, non fare nulla per evitarne la realizzazione. A dimostrarlo l’azione inconclusa del primo cittadino sulla variazione al PAT, strumento urbanistico per cui il sindaco, aveva annunciato di voler modificare per impedire l’insediamento di nuovi allevamenti intensivi. I tempi per modificare il Pat c’erano, visto che era a conoscenza del progetto almeno dall’estate del 2017, quello che è mancato è il sindaco”
“Ad essere pretestuosa e strumentale – quindi – non è essere propositivi per un Consiglio comunale aperto, coinvolgendo i sindaci dove attualmente ci sono altri allevamenti, quanto piuttosto l’ondivago orientamento del Sindaco di Corbola sul tema insediamenti intensivi”

Ruzzante (Leu) Bartelle (IiC): “Imprenditori suicidi, non basta il numero verde regionale”

Venezia, 5 mar. 2019 – «A cosa serve stanziare 279 mila euro all’anno se poi non si riescono a prevenire questi casi? La verità è che la Giunta Zaia non ha una visione di sviluppo economico e sociale ma si limita ad assecondare gli interessi dei potenti del Veneto». I consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) commentano con amarezza la notizia dell’imprenditore che si è tolto la vita stamattina nel capannone della propria ditta a Vigonza (PD). «Dopo gli anni della timida ripresa economica, oggi con la decrescita tornano i suicidi tra gli imprenditori del Nord Est. Non basta evidentemente un numero verde – dichiarano i consiglieri regionali –, che è costato 279 mila euro ai cittadini del Veneto nel 2018 e che dall’anno scorso è dedicato anche ai truffati delle banche venete. Facendo due conti, poco più di un euro per ogni risparmiatore truffato… Pochi spiccioli coi quali la Giunta regionale vuole forse lavarsi la coscienza, ma la realtà purtroppo bussa alla porta».

Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune): «Mense ospedaliere, scandaloso silenzio della Giunta Zaia» «Presentata nuova interrogazione. Priorità siano tutela lavoratori ed evitare nuovo monopolio»

«Il Consiglio di Stato con tre sentenze datate 6 dicembre 2018 ha annullato l’aggiudicazione di 3 lotti del maxi-appalto di Azienda Zero relativo al servizio di ristorazione ospedaliera, accogliendo il ricorso di una ditta che aveva partecipato alla gara. Le sentenze hanno smontato la struttura del bando nel suo complesso, viene da chiedersi allora quale sarà il futuro dei lotti sui quali il Consiglio di Stato non si è espresso ma che, essendo stati aggiudicati nell’ambito della stessa gara, presentano gli stessi vizi nella sostanza»

Venezia, 5 marzo 2019 – «Non una parola per spiegare come mai l’intero appalto da 303,5 milioni, relativo alla ristorazione ospedaliera, è stato assegnato ad un unica società, la Serenissima Ristorazione di Mario Putin. Non una parola per commentare le tre pesantissime sentenze del Consiglio di Stato, in cui si legge a chiare lettere che il mega appalto era viziato da scelte illegittime, indirizzate a favorire uno dei concorrenti».

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), che nella mattinata di oggi hanno presentato una nuova interrogazione sulla vicenda della gara per l’affidamento del servizio di ristorazione negli ospedali del Veneto. «Con questa interrogazione chiediamo alla Giunta regionale di impegnarsi per tutelare i livelli occupazionali tramite l’opportuna clausola sociale all’interno dei nuovi bandi, di garantire che non si determino nuove situazioni di monopolio e – sottolineano Ruzzante e Bartelle – di porre rimedio rispetto alle aggiudicazioni dei Lotti non travolti dal giudicato».

In ciascuna delle sentenze il Consiglio di Stato utilizza la stessa, significativa argomentazione: “la struttura della gara appare una scelta discrezionale viziata sotto il profilo funzionale in quanto manifestamente diretta ad attuare un notevole ed ingiustificato favore di uno dei concorrenti, in violazione delle regole della corretta concorrenza nel mercato delle imprese del settore”.

Ambiente – Zanoni, Azzalin (PD) e Bartelle (IIC): “Veleni sotto le strade polesane, ennesima emergenza ambientale; quali controlli da parte della Regione? Non basta congratularsi con magistrati e forze dell’ordine”

Venezia, 4 mar. 2019  –  “L’interramento di rifiuti speciali sotto le strade di mezzo Polesine è l’ennesima emergenza ambientale del Veneto: quali controlli ha intenzione di fare la Regione?”.

La richiesta è contenuta in un’interrogazione dei Consiglieri regionali Andrea Zanoni e Graziano Azzalin (Partito Democratico), con la collega Patrizia Bartelle (Italia in Comune), che parte dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Venezia, secondo cui “lungo le strade della provincia di Rovigo sarebbero state sotterrate addirittura 9mila tonnellate di veleni come nichel, cromo, piombo e cloruro. Rifiuti contenenti sostanze pericolose utilizzati per realizzare strade interpoderali anche in altre zone del Veneto, oltre a Emilia Romagna e Lombardia.

Dalle indagini è emerso un sistema diffuso di illegalità per lo smaltimento dei rifiuti. È l’ultimo episodio di una lunga lista. Purtroppo, al di là delle dichiarazioni dell’assessore Bottacin che continua a ripetere come un disco rotto che altre Regioni sono messe peggio, il Veneto si conferma la ‘Terra dei fuochi’ del Nord, come evidenziato anche dal rapporto Ecomafie di Legambiente, con particolare riferimento agli incendi degli impianti o capannoni in cui vengono ammassati rifiuti la cui provenienza è sconosciuta e che vengono poi date alle fiamme” aggiungono i tre Consiglieri.

“Quali sono le sostanze contenute nei materiali utilizzati per la realizzazione dei sedimi?” chiedono ancora, con riferimento all’ultima inchiesta. “L’occultamento sotto le strade sta diventando il sistema di smaltimento più utilizzato in Veneto.

Gli esempi sono numerosi: Autostrada Valdastico Sud, Terza Corsia autostrada A4, Parcheggio P5 aeroporto Tessera, Viale della Serenissima a Treviso. La Regione non può limitarsi a congratularsi con gli inquirenti, deve intervenire sul fronte delle analisi, a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e con maggiori controlli. Vanno studiati provvedimenti efficaci per evitare che le discariche in Veneto siano le nostre strade. Fingere che non ci sia alcuna emergenza non porta da nessuna parte. Siamo a fianco dei sindaci che hanno annunciato di volersi costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico degli inquinatori. Zaia segua il loro esempio”.

Venezia: Allevamenti intensivi, Bartelle (IIC) “Il sindaco di Corbola (RO) si faccia carico delle richieste dei suoi cittadini, basta sbandieramenti politici”

“La condivisione tra amministrazioni locali e la rete dei comitati territoriali è importante per  sperare di fermare l’insediamento di nuovi allevamenti intensivi di animali in Polesine. Un volere che nasce dai cittadini che lo hanno dimostrato con le firme, raccolte in petizioni da parte dei comitati”

“L’ultima petizione  in ordine cronologico  è quella relativa alle 1500 firme raccolte dal comitato di Corbola, con la quale i cittadini chiedono di fermare l’allevamento avicolo dell’azienda Agricola Freguglia Carol, previsto  tra le vie Basson e via Spin, per la produzione di 345 mila polli da carne”.

Sono le parole della consigliera regionale Patrizia Bartelle
“Un obiettivo comune che sta incontrando la titubanza del sindaco di Corbola (RO) sia nel farsi portavoce della petizione in sede di commissione Via, sia per la convocazione di un consiglio comunale aperto, con punto all’ordine del giorno sui polli. Una seduta pubblica che costringerebbe il primo cittadino a schierarsi dalla parte degli elettori firmatari della petizione e  nel contempo non gli darebbe la possibilità di portare avanti le sue strategie politiche in vista delle prossime elezioni”.

“Sarebbe bene quindi, che il sindaco si decidesse a dimostrare con azioni concrete il suo volere, che dovrebbe essere lo stesso dei suoi cittadini, ovvero fermare l’insediamento avicolo”