BARTELLE (ITALIA IN COMUNE): «NUBIFRAGI POLESINE, GOVERNO NEGA STATO EMERGENZA: LEGA TRADISCE TERRITORIO»

Venezia, 24 gennaio 2018 – «Badia Polesine e Lendinara non riceveranno un euro dallo Stato in seguito ai terribili nubifragi del 21 e 22 luglio 2018: la decisione del governo è gravissima e inspiegabile. Ho presentato un’interrogazione regionale per chiedere a Zaia e alla Lega, che governa da vent’anni in Veneto, quali sono i motivi che hanno hanno impedito il riconoscimento dello stato di emergenza e l’erogazione dei contribuiti che ne consegue». Così la consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune) che, assieme al consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), ha depositato stamane l’interrogazione a risposta immediata avente oggetto: “NUBIFRAGI DEL 21 E 22 LUGLIO 2018, NEGATO LO STATO DI EMERGENZA A BADIA POLESINE (RO) E LENDINARA (RO). LA REGIONE FACCIA CHIAREZZA”.

«Ancora una volta la Lega tradisce il territorio del Polesine – aggiunge l’esponente di Italia in Comune – dove continua a chiedere voti promettendo attenzione da parte del governo regionale e nazionale. Questi sono i risultati: zero contributi per i paesi colpiti dai nubifragi del luglio scorso. Adesso la Lega ci deve spiegare perché». «L’onorevole Giacometti – conclude Bartelle – deputata leghista di Badia Polesine, mentre il suo governo negava lo stato di emergenza cosa faceva? Era distratta?»

Adria: Italia In Comune “Ecco perché la Lega, non ha la volontà di risolvere i problemi della casa di riposo”

“Incredibile la faccia tosta dei Leghisti di Adria. Attaccano la Presidente  del Centro Servizi Anziani Sandra Passadore dopo averla nominata come guida del relativo consiglio di amministrazione.”

Esordiscono così le rappresentanti di Italia In Comune Anna Paola Tosato, Giulietta Tiengo e la consigliera regionale Patrizia Bartelle “Consiglio di amministrazione – continuano – composto soprattutto da soggetti vicini all’ex sindaco Barbujani, che a prescindere saranno sempre  in contrasto con l’attuale sindaco Barbierato  e il suo gruppo civico.”

“Ad oggi i vertici della centro servizi anziani di Adria stanno dimostrando che  non sono in grado gestire le problematiche della struttura di riviera Sant’Andrea divenuta ormai un colabrodo in termini di disservizi”.

“Eppure il competente assessore regionale è Manuela Lanzarin in quota alla Lega Veneto partito che pertanto, ad Adria, avrebbe i mezzi e l’opportunità per rendere un servizio nettamente migliore ai cittadini disponendo, ad esempio, una verifica approfondita sul funzionamento della casa di riposo  ascoltando anche i dipendenti, i vari operatori, gli ospiti e i familiari”.

Un’azione del genere consentirebbe di “fotografare” l’attuale situazione del centro servizi anziani e costituirebbe il punto di partenza per dare risposte concrete ai cittadini.

Secondo Italia In Comune la ragione di questa inerzia è semplice: non ci sarebbe una vera volontà di risolvere i problemi della casa di riposo.

L’unica prerogativa della Lega sembra essere piuttosto quella di mantenere le posizioni di governo a Venezia limitandosi a tenere buoni i cittadini polesani, con azioni come questa nei confronti della presidenza del Consiglio di Amministrazione del CSA.

Azioni tuttavia fini a sé stesse che non portano alcun concreto miglioramento alla qualità della vita dei cittadini polesani i quali, mi auguro, faranno tesoro di questa esperienza la prossima volta che saranno chiamati alle urne.

BARTELLE (ITALIA IN COMUNE), RUZZANTE (LIBERI E UGUALI): «TELECAMERE NEGLI ASILI: PROPOSTA INUTILE. SERVE PIÙ FORMAZIONE» «LA REGIONE VERIFICHI LA PROPORZIONE BAMBINI/EDUCATORE. PERCHÈ ACCANIRSI SUI LAVORATORI? TELECAMERE NEGLI UFFICI DEI DIRIGENTI»

enezia, 22 gennaio 2019 – «Abbiamo deciso di astenerci sulla proposta di legge statale in materia di videosorveglianza negli asili nido, nelle case di riposo e nelle strutture per disabili: il provvedimento centra un problema, quello degli abusi su persone che non si possono difendere, ma non inquadra la soluzione. Manca completamente un’ottica preventiva, la Lega conferma il suo approccio ideologico puntando sulla repressione». Così i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune), relatrice di minoranza del pdls n. 20, e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali). I due consiglieri hanno presentato un emendamento, approvato dal consiglio regionale, che prevede la videosorveglianza negli uffici dei direttori, dirigenti e uffici amministrativi. Approvato anche l’ordine del giorno, presentato anch’esso da Bartelle e Ruzzante, che impegna la Giunta regionale “ad attivare e sostenere, in funzione di prevenzione e per quanto di propria competenza, tutte le azioni che consentano di intervenire sulle caratteristiche strutturali e di gestione dei servizi e, con particolare riferimento agli asili nido, a vigilare e verificare la sussistenza di un adeguato e corretto rapporto numerico educatori/bambini”.

«Se si volesse davvero affrontare il problema – commenta Bartelle – si potrebbero seguire le indicazioni fornite ad esempio da Save the Children, che propone l’adozione di un codice di condotta specifico e vincolante per ogni adulto a contatto con i minori e di organizzare gli ambienti educativi al fine di impedire, a tutela dei bambini e degli stessi operatori, situazioni di isolamento». «Introdurre le telecamere, inoltre, può essere controproducente anche dal punto di vista delle indagini giudiziarie: un malintenzionato sa di essere videosorvegliato è in grado di adottare comportamenti atti ad eludere la videosorveglianza. Altra cosa – sottolinea la consigliera regionale di Italia In Comune – è l’utilizzo delle telecamere da parte delle forze dell’ordine, predisposta in segreto nell’ambito di indagine». «La verità – conclude Bartelle – è che per prevenire la violenza all’interno degli istituti di cura bisogna investire in formazione: inserire persone formate all’interno di una struttura vuol dire rivoluzionare quella struttura, l’ho provato nella mia esperienza personale».

«Ricordo che è sempre stato il centrodestra ad essere contrario all’utilizzo di telecamere, intercettazioni ed altri strumenti di acquisizioni della prova in ambito d’indagine giudiziaria – puntualizza Ruzzante -. Oggi la Lega si smentisce, ma sbaglia bersaglio. Non bisogna prendersela con i lavoratori, in modo indiscriminato. L’obiettivo è prevenire atti violenti e, quando malauguratamente si verificano, individuare i colpevoli utilizzando tutti gli strumenti a disposizione». «Ora che il consiglio ha approvato il nostro emendamento per estendere i controlli ai dirigenti, che gestiscono milioni di euro di appalti, aspettiamo – conclude Ruzzante – le telecamere all’interno delle auto blu della Giunta regionale».

BARTELLE (ITALIA IN COMUNE), RUZZANTE (LIBERI E UGUALI): «DISCARICA SULL’ARGINE DEL CANALBIANCO A GIACCIANO CON BARUCHELLA, DOPO UN MESE È ANCORA LÀ. REGIONE INTERVENGA» «PRESENTATA UN’INTERROGAZIONE ALLA GIUNTA REGIONALE. IL SINDACO NON HA FATTO NULLA, ORA TOCCA ALLA REGIONE»

Venezia, 15 gennaio 2019 – «Chiediamo alla Giunta regionale di intervenire rapidamente per la rimozione della discarica a cielo aperto sull’argine destro del Canalbianco. La discarica è stata scoperta, documentata e segnalata già un mese fa dal responsabile altopolesano di Lipu il quale, recatosi in loco nuovamente nei giorni scorsi, ha verificato un aggravamento della situazione. Visto che finora il sindaco non ha ancora provveduto alla bonifica del sito, chiediamo che sia la Regione ad intervenire facendo valere la sua competenza in materia ambientale». Così i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che nella mattinata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata indirizzata alla Giunta regionale, avente oggetto “GIACCIANO CON BARUCHELLA, DOPO UN MESE DALLE SEGNALAZIONI NON E’ ANCORA STATA RIMOSSA LA DISCARICA SULL’ARGINE DEL CANALBIANCO. COSA INTENDE FARE LA REGIONE?”. «Va sottolineato – aggiungono Bartelle e Ruzzante – che la discarica insiste tanto in area pluviale quanto in un’area in cui è prevista la realizzazione di una pista ciclabile intercomunale. La sua presenza è suscettibile di avere ricadute anche sul comparto turistico oltreché, evidentemente, su quello ambientale e della sicurezza idrica».

Venezia: La consigliera Patrizia Bartelle (IIC) interviene sulla questione del progetto dell’allevamento avicolo intensivo, previsto a Corbola

“La vicenda  del progetto dell’allevamento intensivo dei 345mila polli da carne previsto a Corbola, sembra fatta apposta per essere la bandiera di una campagna elettorale per il sindaco uscente Michele Domeneghetti. Tant’è che lo stesso  primo cittadino, disse in diverse situazioni che la vicinanza sua alla lega era qualcosa di importante da usare per bloccare l’allevamento”.Esordisce così la consigliera regionale Patrizia Bartelle alle dichiarazioni del sindaco,  sulle autorizzazioni ottenute dall’azienda agricola, progettista dell’allevamento intensivo. In un comune di circa 2400 abitanti, dove non accadono cose eclatanti, ritorna nuovamente alla ribalta con la storia dei polli con tanto di comitato ufficiale, rappresentato da un presidente che non rilascia dichiarazioni ai giornali, mi lascia un po’ perplessa. Se si considera, che dovrebbe essere proprio il presidente    il primo   a diffondere e informare i cittadini sia sulle riunioni pubbliche, sia  sulla petizione per la quale servono  le firme dei corbolesi.Il sindaco infatti, nelle ultime dichiarazioni, ha annunciato che il comitato raccoglierà le firme per la petizione, lo stesso   bocciò, fin dal primo incontro pubblico del 23 Maggio, la proposta di raccogliere le firme per indire  un referendum, come previsto  dallo statuto comunale. Ritenendo inutile il tutto”.

“ Ora vedremo come verrà scavalcata la questione di una delle osservazioni che depositai nei tempi utili con l’aiuto della consulenza del  biologo Devis Casetta-spiega la Bartelle-  “Una di queste, evidenziava che l’allevamento di tipo intensivo verrebbe collocato a una distanza inferiore ai 150 metri, previsti dalla normativa vigente, da tre civili abitazioni di via Spin. Gli edifici in questione, non essendo ne di proprietà, ne nelle disponibilità dell’azienda in termini di affitto, non possono considerarsi annessi agricoli quali “case del custode”. L’eventuale assunzione di qualcuno dei residenti con contratto di lavoro, come paventato dall’azienda agricola, non può certo configurarsi come vincolo urbanistico di “casa del custode”, e stiamo parlando di tre famiglie, non di una. Altra osservazione –conclude la Bartelle- riguarda  le emissioni in atmosfera di sostanze odorigene, che si svilupperebbero dallo stoccaggio della pollina. Una situazione per la quale l’utilizzo di un telo di copertura impermeabile, proposto dall’azienda agricola, comporterebbero condizioni di assenza di aria che porterebbero ad accentuare i problemi di odori in termini di emissioni di acido solfidrico e ammoniaca al momento dell’allontanamento della pollina dall’azienda”

BARTELLE (ITALIA IN COMUNE), RUZZANTE (LIBERI E UGUALI): «RADDOPPIO IRES, SANITÀ VENETA A RISCHIO. FAVORITO IL PRIVATO» «GOVERNO ANNULLI PROVVEDIMENTO: PRESENTATA MOZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE»

Venezia, 8 gennaio 2019 – «Abbiamo depositato questa mozione, che speriamo possa essere condivisa e votata da tutti i consiglieri regionali, dopo aver letto i dati diffusi nei giorni scorsi dalla Funzione Pubblica CGIL Veneto: con l’aumento dell’Ires contenuto nella Legge di stabilità appena approvata dal Parlamento, la sanità veneta perde in un colpo solo 7 milioni di euro». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), che nella giornata di oggi hanno depositato la mozione “RADDOPPIO IRES, SANITÀ VENETA A RISCHIO: LA GIUNTA REGIONALE SI ATTIVI PRESSO IL GOVERNO AFFINCHÈ IL PROVVEDIMENTO SIA ANNULLATO”.

«7 milioni di euro sottratti ai bilanci delle Ulss venete, una botta che rischia di mettere in ginocchio la sanità pubblica già in affanno – commentano i consiglieri -. Il rischio è che a pagare siano da un lato i cittadini, con il peggioramento delle prestazioni, e dall’altro i lavoratori, con il blocco del turnover e l’aumento del carico di lavoro. Alzare le tasse alla sanità pubblica, inoltre, significa favorire ancora una volta la sanità privata. Altro che governo del cambiamento». Per evitare il collasso della sistema socio-sanitario, Ruzzante e Bartelle invitano la Giunta regionale “ad attivarsi presso il Governo affinché venga ripristinata l’aliquota Ires al 12% per gli enti non commerciali – recita la mozione – e ad adottare i provvedimenti utili ad evitare ogni ipotesi che veda la determinazione dei risparmi necessari a coprire l’aumento dell’aliquota Ires previsto dalla Legge di stabilità tramite blocco del turnover dei medici e del personale sanitario, riduzioni d’organico o taglio dei costi degli appalti”.

RUZZANTE (LIBERI E UGUALI), BARTELLE (ITALIA IN COMUNE): «DECRETO SICUREZZA, ANCHE VENETO FACCIA RICORSO» «LEGGE DISUMANA E INCOSTITUZIONALE, INTERVIENE SU MATERIE DI COMPETENZA REGIONALE»


Venezia, 8 gennaio 2018 – «Confermiamo il nostro sostegno alla protesta dei sindaci, fanno bene a ribellarsi contro una legge disumana che produce illegalità, povertà, insicurezza». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), che nella mattinata di oggi hanno depositato un’interrogazione rivolta al Presidente della Regione Veneto. «Chiediamo a Zaia di fare come i suoi colleghi di Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna, ai quali altri si aggiungeranno nelle prossime ore: anche la Regione Veneto faccia ricorso contro il cosiddetto “decreto sicurezza”, palesemente incostituzionale. Non solo perchè viola i diritti fondamentali della persona umana, ma anche perchè interviene in materie di competenza regionale. Se sul primo argomento dubitiamo che Zaia possa mettersi di traverso al suo capo di partito, siamo certi che condivida il secondo. Non si può parlare di autonomia e al tempo stesso non dire nulla su un decreto del governo che calpesta le regioni, interferendo su materie di competenza regionale. Più volte in passato sono stati presentati ricorsi anche per una questione di principio e non c’è dubbio che sanità sociale e istruzione siano oggi materie concorrenti, domani ( ma non doveva essere firmato il 21 dicembre?) materie solo regionali. È l’ennesima contraddizione in casa Lega – concludono i consiglieri -, se Zaia vuole uscirne con coerenza deve fare ricorso per salvaguardare le competenze legislative regionali, senza guardare al colore politico del governo».
Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale
Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Adria: la consigliera Patrizia Bartelle (IIC) fa il bilancio del 2018 e risponde ad alcuni adriesi

“ 91,58% di presenze  in consiglio  regionale, una trentina di interrogazioni e tre disegni di legge, sono solo alcuni numeri del 2018 che hanno contraddistinto il mio operato  come consigliera regionale.”

“Cifre che si aggiungono agli oltre 55mila euro restituiti a beneficio della collettività, dal 2015 ad oggi, una volta detratte le spese strettamente connesse all’attività politica e ai pochi più di duemila euro mensili spettanti come consigliera regionale”

Esordisce con cifre e la sintesi del lavoro fatto nel 2018 Patrizia Bartelle, nel rispondere  a chi l’accusa di disimpegno sul tema della sanità.

Una questione per la quale sta combattendo con alcuni disegni di legge: uno sulla velocizzazione delle liste d’attesa, un altro redatto sulla garanzia di effettuazione della interruzione volontaria di gravidanza e il terzo sulla  limitazione delle emissioni odorigene. Argomento quest’ultimo, legato alla battaglia che sta portando avanti sul tema ambientale e  sul quale il movimento 5 stelle, attraverso  l’approvazione  del decreto Genova, ha tradito i principi sui quali si fonda.

Motivo per il quale ad Ottobre scorso, la consigliera ha lasciato il movimento dei grillini. A dimostrarlo appunto, l’approvazione del decreto Genova, di fatto studiato per aiutare i cittadini dopo la tragicità del ponte Morandi, ma con l’introduzione dell’articolo 41 -spiega Bartelle- frutto del  connubio/compromesso Lega/5 Stelle  al governo, è stata data la possibilità  di utilizzare in agricoltura  fanghi contaminati.

“Cosa c’entrassero i fanghi con  il ponte di Genova, resta un mistero”.

“Per quanto riguarda  la valorizzazione del Polesine e delle eccellenze di tutti gli ospedali periferici regionali, che secondo alcuni era cosa prevista e scontata, rispondo che dovrebbero studiarsi gli atti prima di parlare. In tutto questo è interessante comprendere che ad attaccarmi siano i fedelissimi del vice premier Di Maio in Regione Veneto, che parlano senza avere l’autorizzazione ad usare il simbolo, come previsto dal regolamento di partito”

Bartelle (IIC)-Domani sera(7 Gennaio) all’Hotel Villa Margherita , la presentazione di “Italia in Comune”

Rovigo: “Italia in Comune” Il partito fondato dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti e dal sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, si presenterà al territorio rodigino domani sera, nella splendida location dell’Hotel Villa Margherita di Rovigo.

I valori fondanti del partito “Italia In Comune” sono  ispirati  dai principi della Costituzione repubblicana e della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e si pone l’obiettivo di portare sul territorio il metodo della partecipazione attiva di tutti i cittadini, così come scritto nella sua carta fondativa.

Dunque un approccio che prescinde dalla tradizionale contrapposizione ideologica tra destra e sinistra e che punta  invece a  valorizzare competenze e potenzialità dei singoli, capaci di fare sistema  attorno ai reali bisogni della collettività, offrendo proposte e soluzioni concrete e realizzabili.

Significativi saranno i temi di cui parleranno i relatori durante la serata, che verranno declinati in una dimensione locale ed affrontati in modo dialogante e costruttivo partendo proprio dall’ascolto dei cittadini, coinvolgendoli e rendendoli protagonisti attivi del futuro della provincia di Rovigo e dal confronto con tutte le parti sociali sul territorio.

Con questa premessa, il 7 Gennaio 2019 alle ore 18.15 all’Hotel Villa Margherita, i componenti del partito di “Italia in Comune”, si presenteranno ufficialmente e pubblicamente al territorio, con un invito aperto a tutte le cittadine e i cittadini.

Presenzieranno Damiano Fusaro, referente regionale per il Veneto, l’onorevole Serse Soverini, referente regionale per l’Emilia Romagna, deputato della camera e della Commissione Lavoro, Patrizia Bartelle consigliera regionale del Veneto.

Venezia: La consigliera regionale Bartelle(IIC) interviene sulle dichiarazioni fatte alla stampa dal direttore Generale dell’Ulss 5 Compostella.

“Le dichiarazioni alla stampa del direttore generale dell’ulss 5 Polesana, sul bilancio delle attività svolte nel 2018, mi portano a dedurre che ci sono due Compostella” esordisce ironicamente la consigliera regionale Patrizia Bartelle 

Uno va continuamente sui giornali Polesani per denunciare sempre nuovi problemi, quali la carenza di medici in organico, la penuria di specialisti, la mancanza di infermieri e tecnici sanitari, la chiusura di reparti e la contrazione di servizi socio-sanitari sul territorio. 

L’altro (Compostella) è stato premiato dalla Giunta Zaia con un buon punteggio complessivo sul suo operato e  riconfermato per i prossimi cinque anni con tanto di bonus.

Il primo Compostella, che è Direttore Generale dell’Ulss 5 da tempo, dovrebbe dare le dimissioni per le evidenti carenze manageriali dimostrate nel gestire la sanità di un territorio, quello Polesano, che ormai rappresenta il fanalino di coda della regione Veneto.

Fanalino di coda che si traduce nella criticità della  diminuzione degli operatori sanitari, dovuta alle mancate nuove  assunzioni, che dal 2009 ad oggi, dovevano essere effettuate per mantenere un’efficace  pianta organica. La scelta dettata da Zaia   ha di fatto   provocato nel corso degli anni,un impoverimento dei servizi e  quindi un lento e progressivo svuotamento di quelle strutture socio-sanitarie pubbliche , dove i cittadini abitualmente si recavano  in tempi ragionevoli per una visita  medica, sia in termini di prenotazione che  di percorrenza chilometrica, 

Il secondo Compostella, anch’egli Direttore Generale dell’Ulss 5, meriterebbe incarichi più prestigiosi data la spiccata capacità di raggiungere gli obiettivi assegnatigli: indebolire la sanità Polesana e sfasciare il servizio pubblico a favore del privato.

Un’azione che si traduce negli atti emanati da Zaia e dai suoi leghisti, tramite il direttore generale, con i quali hanno decretato di stanziare per gli anni 2017/2018/2019, circa 62milioni di euro annui, liquidabili alle cliniche private Polesane

“ Ora, per risolvere il mistero verrebbe da chiedere l’intervento dell’Assessore Regionale alla Sanità ma non si può perché non c’è, infatti, quello vecchio (Coletto) si è dimesso ancor prima della discussione del PSSR e la nomina del suo sostituto tarda ad arrivare”.

“E per chiudere con una battuta ironica, ci verrebbe da pensare che  il già Segretario regionale, dott. Mantoan, avrebbe convinto Zaia di poter fare da assessore in pectore oltre che il coordinatore di Agenas. Uno e trino. Insomma Zaia per adesso ci crede, in attesa che arrivi  la Befana”.

A noi invece, non  resta che auspicare che  i Sindaci Polesani, in nome e per conto dei cittadini che rappresentano, decidano finalmente di aprire una vertenza seria sulla Sanità nella nostra Azienda sanitaria. E in tutta la Regione Veneto.