Piano Socio Sanitario Regionale: Zaia vuole far passare una legge “ora per allora”. La prima legge al mondo fuori dal presente. Ai confini della realtà”

Oggi in Quinta Commissione si è iniziato a discutere di Piano Socio Sanitario Regionale e i Consiglieri Leghisti hanno stabilito un record mondiale: hanno votato la prima legge al mondo sul futuro assoluto.

Mi scuso per la precisazione tecnica, ma è necessaria.

Si discuteva dell’art. 2 del Pdlr proposto dalla Giunta il quale prevede che “le forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa e legislativa nella Tutela della salute…omissis…saranno esercitate a seguito dell’approvazione della legge statale di recepimento dell’Intesa ai sensi dell’art.116 della Costituzione” ossia: non appena avremo l’autonomia, eserciteremo l’autonomia.

Insomma, una legge ora per allora…peraltro smentita dallo stesso Pdlr al successivo art. 3 che recita: “all’attuazione della presente legge si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a LEGISLAZIONE VIGENTE”.

Risulta chiaro a tutti che se, e quando, interverrà l’Intesa Stato-Veneto sull’autonomia, si dovrà cambiare la legislazione vigente e quindi anche il Pssr.

In Quinta Commissione, logicamente, noi Consiglieri di opposizione abbiamo chiesto la cancellazione dell’art. 2 per inutilità, ma la Lega ha respinto la richiesta, votando la prima Legge ora per allora.

Si è trattata di una sbandierata volontà di (pre)potenza, da parte della lega, fondata solo sulla forza dei numeri in Commissione, che francamente preoccupa e per la quale ci chiediamo, se davanti a tanta pervicace ottusità, i Consiglieri Leghisti si siano fatti prendere da qualche lontana reminescenza liceale sul futuro assoluto. Vedremo.

Speriamo che il senso del ridicolo prevalga in Consiglio Regionale, e i Leghisti ammendino la prevaricazione normativa.

Altrimenti Zaia dovrà ritirare il Guiness dei Primati per la prima legge al mondo fuori dal presente. Ai confini della realtà.

Il gruppo di lavoro che ha organizzato l’assemblea regionale di Salzano, rimane attivo per dare voce ai cittadini ed agli attivisti

Si è svolto a Salzano, l’incontro regionale autoconvocato dagli attivisti e portavoce del Movimento 5 Stelle. Nonostante il tentativo di scomunica da parte di alcuni consiglieri regionali e parlamentari, erano presenti più di 80 persone provenienti da tutta la regione,in rappresentanza di diversi gruppi locali e diversi comitati ed associazioni.

Quasi tutti gli interventi, incentrati su temi come grandi opere, ambiente, scuola, sanità, persino di autonomia regionale, hanno espresso una forte contrarietà al rapporto con la Lega ed al contratto di governo, ciò nonostante è stato un incontro assolutamente composto e civile .

In particolare sull’autonomia è stata espressa una forte contestazione verso la linea imposta da alcuni consiglieri regionali e parlamentari, di sostenere in maniera attiva il referendum per l’autonomia che ci è costato 14miloni di Euro, che ad oltre un anno non ha prodotto alcun risultato apprezzabile, evidenziandone l’inutilità, rinunciando a far esprimere al Movimento una propria posizione, e ponendosi così irrimediabile in posizione subalterna rispetto alla Lega.

Si sarebbe dovuto mantenere fede con coerenza alla propria identità e non dimenticare mai i principi della Costituzione.
Preoccupa la mancanza di dibattito democratico all’interno, che sta spopolando i gruppi di attivisti; la riprova è proprio nel maldestro tentativo di far annullare l’incontro tacciandolo come “non ufficiale” o “Dissidente”. La deriva in atto ha portato anche ad accettare inaudite retrocessioni nei diritti civili (basti pensare al decreto Pillon e alle norme per la legittima difesa). L’appiattimento su questa linea, si teme, porterà a una sconfitta elettorale nelle prossime competizioni elettorali.

In questo momento in tutta Italia vi sono manifestazioni di protesta contro Movimento 5 Stelle, per non aver mantenuto fede alle promesse in campagna elettorale, soprattutto per quanto riguarda la difesa dell’ambiente e del territorio. Mentre a sud ci si scontra su Tap e Ilva, in Veneto preoccupano i cambi di posizione su Pedemontana, Grandi Navi e la TAV tra Vicenza e Verona. Non vi è più una netta opposizione a tali opere, ma ci si limita a cercare di contenere gli effetti economici negativi, mentre i danni infinitamente più grandi sul sistema ambientale non sono più considerati una priorità.

Il gruppo di lavoro che ha organizzato l’assemblea regionale di Salzano, rimane attivo per dare voce ai cittadini ed agli attivisti.

La consigliera Patrizia Bartelle riconferma il proprio costante impegno in Regione, a disposizione di cittadini, attivisti, ed in ascolto delle istanze dei territori.

Liste d’attesa: Zaia sostiene  che se uno vuole curarsi sotto casa debba aspettare. Mah?

Zaia inizia il percorso della sua autonomia distruggendo il diritto alla libera scelta del medico, infatti, con il nuovo sistema di prenotazione nel Centro Unico Regionale (CUP) sarà la Regione ad indirizzare dove vorrà i pazienti che intendono prenotare una visita o un intervento.

Sarà perfino tenuta una lista dei “capricciosi” cioè di coloro che da Porto Tolle (RO) rifiuteranno di curarsi a Belluno (BL) e viceversa.

Secondo Zaia se uno vuole curarsi sotto casa è giusto che aspetti, un’affermazione che è  la logica conseguenza di anni di politica sanitaria regionale che ha svuotato di specialità, servizi e competenze gli ospedali periferici.

Per anni il governatore del Veneto ha scientemente allontanato i luoghi di cura dai cittadini e oggi completa l’opera introducendo la mobilità dei pazienti che vogliono curarsi favorendo le cliniche private che, al contrario della Sanità pubblica, si stanno capillarizzando nei territori.

I vantaggi per il governatore del Veneto sono evidenti: aumenteranno i biglietti per Trenitalia – con cui il governatore  ha appena siglato un oneroso rinnovo del Contratto di Trasporto locale fino al 2032 – e aumenteranno i pedaggi autostradali per la concessionaria autostradale che il presidente della regione  vuol fare con trentini e friulani. Insomma crescerà il Pil della Regione. L’unica cosa che calerà sarà il diritto alle cure dei cittadini. Ma a Zaia, è evidente, questo non interessa.

Adria:PSSR,Bartelle (M5S) auspica l’unione di intenti di tutte le forze politiche rappresentate in consiglio comunale

 

“Auspico che la riunione dei capigruppo delle forze politiche rappresentate nel consiglio comunale adriese, porti ad una condivisione degli obiettivi, che rivendichi un futuro migliore della sanità per il nostro territorio, rispetto a quello prospettato dal PSSR ”.Esordisce così la consigliera regionale penta stellata Patrizia Bartelle all’dopo aver studiato il documento in questione, che a breve sarà portato in quinta commissione e poi approvato in consiglio regionale.

 “La filosofia contenuta nel PSSR sarà tradotta in atti deliberativi che porteranno alle nuove schede ospedaliere, le quali prevedono che :l’ospedale di Rovigo non è più Hub, cioè diventerà un ospedale di serie B con alcune specialità apicali. In pratica, significa-prosegue Bartelle-   che per particolari patologie dovremmo recarci a Padova, Treviso o a Verona.Gli ospedali di Adria e Trecenta non diventeranno nemmeno Spock perché privi del bacino di riferimento. E non si sa nemmeno che fine faranno. Addirittura potremmo vedere che uno o entrambi di questi ospedali potranno essere con-partecipati o acquisiti dal privato. Altro punto sarà  lo smantellamento dell’integrazione socio sanitaria che pur faticosamente negli ultimi trent’anni aveva caratterizzato in meglio la sanità veneta nei confronti delle altre regioni, avevamo almeno l’illusione che funzionasse-spiega Bartelle-”. 

“Tutte queste trasformazioni,  aumenteranno le complicazioni operative ed i costi per le famiglie che hanno un anziano, un minore con difficoltà, un figlio con problema psichiatrici o dipendente da qualche sostanza, una donna vittima di violenza fino ad arrivare al problema della Ludopatia. I cambiamenti dettati del nuovo PSSR ,porteranno ad un contesto per il quale le Ipab di Adria, di Rovigo, di Lendinara, di Badia, di Stienta, di Papozze, verranno gestite da commissari che aumenteranno le rette, applicando la logica del libero mercato”. 

Venezia:Sanità, Bartelle (M5S) commenta quanto diffuso sulla stampa in tema di Aborto

“Notizie degne di nota quelle riportate dalla stampa in merito al tema dell’aborto. Un contributo da parte di una donna e dalla parte delle donne. In particolare risulta molto efficace il passaggio sulla dimensione psicologica ed emotiva della donna, verrebbe da dire, un vero e proprio travaglio che coinvolge le donne nel momento difficile della decisione. Per questo anch’io ho valutato come inspiegabile il pensiero espresso da sua santità Francesco, a maggior ragione se confrontiamo le definizioni di assassinio e di killer aggio, con il silenzio assordante della chiesa cattolica sugli evasori fiscali.

L’evasore fiscale è davvero un assassino in potenza , spesso un vero e proprio serial killer, visto che perpetua negli anni la propria decisione di sottrarre risorse anche cospicue al bilancio dello Stato, e quindi sottrae risorse alla sanità, ai servizi sociali, alla tutela dell’incolumità pubblica, alla tutela dell’ambiente, ecc.

In pratica l’evasore, negando i propri soldi accorcia o indebolisce la vita di un anziano, di un non autosufficiente, di un malato; rende più insicure le nostre scuole e gli ambienti pubblici di vita collettiva; rende più drammatiche le conseguenze di un’alluvione; facilita la devastazione di territori in cui lo Stato non è intervenuto; indebolisce l’opera delle forze dell’ordine e quindi la tutela della sicurezza collettiva.

Capisco che il killeraggio degli evasori non sia di effetto immediato come interrompere una gravidanza, ma sul piano razionale tutti capiamo benissimo che proiettata nel tempo, l’evasione fiscale è esattamente la stessa cosa: interrompe più vite.

Potremmo addirittura ipotizzare che i vari governi, che negli anni hanno condonato in modo più o meno tombale gli evasori, si siano resi responsabili del reato di “complicità”.

Per questo come consigliere regionale, mi accingo a depositare un disegno di legge che impegni la Regione Veneto a garantire nei propri servizi sia ospedalieri, che distrettuali,  a servizio della maternità, un numero pari di operatori sanitari in servizio sia obiettori che non obiettori.

In attesa che il Parlamento della Repubblica faccia il proprio dovere contro l’evasione fiscale, con conseguente recupero delle  risorse collettive,  mi permetto un piccolo suggerimento alla Regione Veneto: anziché finanziare ridicoli corsi di cultura veneta (prima o poi qualcuno mi spiegherà cos’è), destinati alle scuole della Regione Veneto, sarebbe opportuno finanziare corsi di formazione per operatori qualificati, in grado di spiegare ai giovani cosa sia una sessualità adulta, ed alle ragazze, cosa sia una maternità responsabile”.

Adria:Sanità, Bartelle (M5S)segnala a Zaia e a Compostella la situazione della sala d’aspetto del pronto soccorso

“Sedie rotte, con cartelli che avvisano in merito allo stato della sedia: rotta. Normalmente non visibile, perché i cittadini “pazienti” ci si siedono sopra. Sedie mancanti. Le altre al limite della decenza. Senza parlare degli schienali di diverse sedie che sono completamente lisi e vetusti”.

Questo è lo scenario  della sala d’aspetto del pronto soccorso di Adria, apparso agli occhi della consigliera regionale Bartelle il 16 Ottobre. Una descrizione documentata con foto .” Poche volte succede questo evento, di vedere la sala vuota, -commenta Bartelle-e rendersi conto in che condizioni devono attendere persone bisognose di soccorso, ed i loro accompagnatori, per lunghe ore. Nessuno chiede di più di quello che viene offerto, ovvero una sedia dove attendere il proprio turno, ma almeno la dignità di un locale che sia uguale agli altri pronto soccorso della Regione Veneto”.

Chiaramente l’azione della consigliera non si è limitata come segnalazione al direttore generale dell’Auls 5 Polesana Compostella, ma ha provveduto a depositare un’interrogazione ai vertici della regione Veneto per sottolineare che, quanto documentato è lesivo della dignità dei pazienti, dell’immagine della struttura e rappresenta un pericolo concreto per la sicurezza dell’utenza. “Sorgono  seri dubbi –conclude Bartelle- sull’efficacia dei controlli interni (audit) che dovrebbero essere effettuati sistematicamente proprio per prevenire situazioni come quella descritta”.

Leggi il testo dell’interrogazione qui:

Venezia:Sanità, Bartelle (M5S)”La giunta Zaia non perde occasione per penalizzare il Polesine”

“Inaudito che il direttore Compostella, funzionario della Regione Veneto, pagato con le tasse dei cittadini, non si sia presentato a confronto pubblico nel secondo comune più importante della provincia, nonché sede di un presidio ospedaliero sul quale convergono le preoccupazioni di tutto il Basso Polesine.Posso comprendere i suoi impegni, ma non farsi rappresentare da alcuno, è stato un atto di spregio nei confronti di un’autorità politica alla quale deve assoluto rispetto”.”A questo si aggiunge che la mancanza della rappresentanza regionale è indice della poca importanza che la giunta Zaia da a questo territorio, pensando solo di poterlo  sfruttare solo a fini elettori e propagandistici”Sono le parole della consigliera regionale penta stellata Patrizia Bartelle che attacca anche  la minoranza adriese
“Evidente l’imbarazzo dei rappresentanti leghisti in consiglio comunale , che piuttosto di affrontare il problema, hanno giustificato il loro abbandono dall’aula, con presunti errori formali legati a mancate o ritardate convocazioni, smentite poi nel corso del pubblico consesso. Un politico riceve mandato dai propri elettori sulla base del suo programma politico e la sua attività politica deve avvenire prima di tutto all’interno del consiglio comunale, organo a ciò naturalmente preposto. Ogni divagazione costituisce una palese violazione del mandato elettorale”.

Depositerò un progetto di legge regionale contro la mozione antiabortista approvata dal Comune di Verona

E’ terrificante e inaccettabile come, al giorno d’oggi, possano esistere ancora ideologie così deviate e pericolose, al punto da essere in grado di far approvare una mozione in un Comune importante come Verona.

Dopo aver studiato, verificato i contenuti e le fonti citate nella mozione antiabortista passata in consiglio comunale a Verona ho accertato che si tratta di un documento apertamente schierato con le falangi più oltranziste dell’anti abortismo.

Un atto per il quale dobbiamo invocare il rispetto del principio Costituzionale della imparzialità della pubblica amministrazione e della L. 194/78 nonché  intervenire a livello regionale per far si che la Regione ( come espressamente previsto dall’art. 9 della L. 194) controlli e garantisca l’attuazione del servizio di interruzione di gravidanza anche attraverso la mobilità del personale.

Ecco il dettaglio di alcune delle fonti citate nella mozione.

Sul sito di “libertà e persona”, in un articolo dello scorso 7 Ottobre, si legge: “la mentalità sessantottina infatti ha avviato un certo giovanilismo, un’idolatria del giovane, che sotto colore di rispettarne la dignità e di soddisfarne le esigenze, in realtà gli è dannosissima, perché affidandogli un potere e un’autorità che non ha, lo si abbandona a se stesso ed accontentandolo nelle sue passioni disordinate, ne fa un vizioso e un maestro di vizi.
In un altro del 5 Ottobre, intitolato “femminismo contro immigrazione?” viene minimizzato lo schiaffo dato da un uomo ad una donna riferendo che “sull’abbigliamento delle donne non ci dilunghiamo certo, ma siamo arciconvinti che spesso e volentieri esso non sia conveniente e appropriato”.
Sul sito “provita” si teorizza che la “tecnica del maschio sterile” – nata per debellare la mosca tze-tze – sia stata utilizzata sotto forma di teoria gender sul genere umano da non meglio definiti fautori della “cultura della morte” nell’ambito di un “progetto di ingegneria sociale” di “evirazione degli uomini” i quali per questo “hanno pelle glabra, sopracciglia definite, usano creme, make-up, frequentano saloni di bellezza” e sono dipendenti da smartphone, tv, social e videogiochi i quali sarebbero pericolosi come le droghe.
Sul sito di “basta bugie” si legge: “un negro ti sbatte in terra, ti ruba il telefono e la bicicletta, ma se gli dai del «negro» passi i guai, mentre lui, dato il reato di lieve entità se ne va a piede libero a ri-delinquere nella strada accanto. E poi si meravigliano della valanga di voti leghisti. E poi chi l’ha stabilito che l’uso della parola «negro» è «dispregiativo»? Perché devono essere sempre i radical-chic a comandare sul linguaggio?

Tutto questo è inaudito perciò ho chiesto al mio servizio giuridico di predisporre un progetto di legge regionale che depositerò nei prossimi giorni, e va da sé che il suo insabbiamento o bocciatura costituirà titolo per affermare che anche in Regione Veneto, seppur sottotraccia, si sono insinuate correnti oscurantiste che mirano ad un ritorno all’era pre L. 194/78, quando numerose donne morivano perché costrette a ricorrere all’interruzione di gravidanza clandestina”.

file pdf. della mozione approvata a Verona

Casa di riposo a Badia Polesine

Ieri pomeriggio, 5 agosto, ero a Badia Polesine per incontrare i manifestanti (sindacati e comitati) che protestavano, davanti al Comune, per l’ipotesi di trasformare la Casa del Sorriso per anziani della cittadina polesana in fondazione di diritto privato, modifica fortemente sponsorizzata dal sindaco Gastone Fantato, e per assistere al Consiglio comunale.

Fantato ha fretta (quando proprio in Regione si sta adesso discutendo sulla questione) e la fretta è sempre cattiva consigliera. Le opzioni sono due: o Fondazione o Apsp (come propone lo stesso Zaia). Sarebbe quindi opportuno e saggio attendere che il quadro normativo sia reso definitivo dalla Regione per poter fare scelte oculate.

Ciò che più di tutto mi ha colpito in Fantato è stata la sicurezza con cui ha difeso la trasformazione in Fondazione andando persino a “garantire” i dipendenti che non verranno diminuiti i loro stipendi (principale preoccupazione degli operatori). Garanzia “politica” di scarsa credibilità in quanto la modifica dei contratti di lavoro comporterà inevitabilmente una revisione degli stipendi e porterà all’incertezza del posto di lavoro.

Già Fantato si era distinto per sposare progetti di dubbia utilità come la Valdastico sud (autostrada morta) “garantendo” grande sviluppo per Badia (che non c’è stato ovviamente) e la diga sull’Adige che proprio oggi sarà discussa in commissione in Regione.

Anche per questo nutro forti dubbi sulla visione politica strategica del sindaco di Badia Polesine che esorto ancora a saper attendere il termine dell’iter legislativo in corso in Regione proprio sul tema della trasformazione delle Ipab.

Devo informare che già martedì scorso, su indicazione degli stessi Comitati, durante lo svolgimento della 5° commissione, sono intervenuta parlando della necessità di bloccare le trasformazioni in essere e in seguito a ciò verranno depositate al più presto sia interrogazione che mozione relativi ai “provvedimenti finalizzati alla sospensione dei procedimenti regionali riguardanti le privatizzazioni delle IPAB ai sensi della legge regionale n. 24/1993 in attesa dell’approvazione del progetto di legge regionale n.25 recante “disposizioni per la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e per la disciplina delle aziende pubbliche e delle persone giuridiche di diritto privato di servizi alla persona”.

Patrizia Bartelle

Chi pagherà, oltre i cittadini, per il fallimento del dossier sul prosecco?

VENEZIA – “Una bocciatura costata circa 800mila euro di fondi pubblici. Questo è, in sintesi, il risultato per Zaia sulla candidatura Unesco a patrimonio dell’umanità delle “colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.

Un vero e proprio fallimento per il quale stride l’entusiasmo di Zaia che dichiara convinto, di portare a casa la candidatura Unesco il prossimo anno andando personalmente a Baku.

“Se il dossier fosse stato perfetto, come ha dichiarato Zaia alla stampa – tuona la consigliera regionale  pentastellata Patrizia Bartelle – non sarebbe stato respinto. E quella che Zaia definisce un’inezia come motivo di bocciatura, si traduce in fondi pubblici sprecati e altri necessari per arrivare al 2019”.

“Una pessima figura per il governatore e per lo staff di tecnici che hanno redatto  gli atti della candidatura Unesco, bocciata perché durante la procedura di stesura non hanno tenuto conto di tutte le osservazioni provenienti dal mondo degli ambientalisti del territorio.

A denunciarlo le stesse associazioni che non hanno avuto riscontri in merito alle osservazioni e per questo hanno definito l’incriminato “Conegliano Valdobbiadene Dossier” un libro dei sogni, perché in nessuna delle sue pagine vengono citate le leggi ambientali da applicare per la “vera riduzione dei prodotti fitosanitari”. Riduzione che potrà avvenire applicando l’art.21 D.Lgs 150/2012 “agricoltura biologica” e gli obiettivi ed i mezzi per raggiungerli previsti dal PAN, DM 22/01/2014.

Ora, chi pagherà per questo errore di procedura… oltre ai cittadini?