Venezia:Trivellazioni, Bartelle(IIC)” Zaia,con il suo silenzio, dimostra il disinteresse per il nostro territorio”

Ritorna l’incubo delle trivellazioni per il nostro Delta. Un territorio che conosce bene gli effetti dell’estrazione del gas metano dal sottosuolo, che interessò il nostro territorio negli anni 60. A dimostrarlo è il fenomeno della subsidenza. Insomma una storia che si ripete con conseguenze prevedibili e accertate.

Ma quello che fa più sorridere è il fatto che queste piattaforme si posizioneranno  nelle  dodici miglia dalla costa, lo stesso spazio d’acqua dove è in atto la procedura per l’istituzione dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) Marini. Nuovi vincoli a livello ambientale che minacciano il futuro della pesca, settore economico trainante per i 1500 addetti ai lavori  del nostro delta. Un problema quindi rilevante per l’economia del Polesine affrontato dal comparto della pesca delle regioni Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con l’avvio dello studio Tarta-tur, con lo scopo di contrapporsi ai dati scientifici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), incaricato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela e del Mare (MATTM)
Da una parte abbiamo quindi l’invadenza e l’effetto impattante  di una piattaforma come la Teodorico ,per l’estrazione del metano, dall’altra parte, dobbiamo fare i conti con il ministero dell’ambiente per tutelare e salvaguardare delfini e le tartarughe nel nostro Adriatico.

Bartelle (Italia In Comune): «Adria-Venezia, Sistemi Territoriali informi i passeggeri dei ritardi»

«Chiedo alla Giunta regionale di intervenire per garantire ai pendolari della linea ferroviaria Adria-Venezia tempestive e adeguate informazioni in caso di ritardo dei treni. Mi sembra il minimo, considerato lo stato del servizio tra ritardi e malfuzionamenti della linea». Così la consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune), che nella giornata di ieri ha depositato assieme al collega Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale “PERCHE’ SISTEMI TERRITORIALI SPA NON GARANTISCE ADEGUATI MEZZI PER INFORMARE I CITTADINI DEI RITARDI SULLA LINEA?”. «I pendolari devono già fare i conti con ritardi praticamente quotidiani, è inaccettabile che Sistemi Territoriali non si curi nemmeno di avvisare gli utenti tramite il sito internet. Inoltre – conclude Bartelle – molte stazioni sulla Adria-Venezia non hanno nemmeno i display. La Regione è in grado di garantire un servizio decente? I pendolari del Polesine hanno lo stesso diritto alla mobilità di tutti gli altri, questa situazione non è più accettabile».

RUZZANTE (LIBERI E UGUALI), BARTELLE (ITALIA IN COMUNE): «INFORTUNIO MORTALE PEDEMONTANA, PRESENTATA INTERROGAZIONE REGIONALE»

Venezia, 24 gennaio 2019 – «Solidarietà e vicinanza ai familiari, agli amici e ai colleghi dell’operaio trevigiano morto fulminato nel cantiere della Spv tra Mason e Marostica. È la seconda morte all’interno dei cantieri della Pedemontana, l’ennesima tragedia nei luoghi di lavoro del Veneto dove si sta consumando una strage silenziosa e inaccettabile. L’infortunio sul lavoro non è mai una fatalità: c’è bisogno di investire in prevenzione, a partire dalla Regione che ha tutte le competenze in materia di tutela e sicurezza del lavoro».

Il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), dopo l’infortunio mortale sul lavoro avvenuto stamane in uno dei cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta in provincia di Vicenza, torna ad interrogare la Giunta regionale chiedendo urgenti interventi in materia di sicurezza sul lavoro. “ALTRO TRAGICO INCIDENTE NEI CANTIERI DELLA PEDEMONTANA: OPERAIO MUORE FULMINATO. LA GIUNTA REGIONALE INTENDE INTERVENIRE PER PORRE FRENO ALLA STRAGE IN ATTO NEI LUOGHI DI LAVORO DEL VENETO?”, questo l’oggetto dell’interrogazione a risposta immediata depositata oggi assieme alla consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune).

«Zaia e la sua Giunta si sono impegnati più volte a intervenire su questo fronte. Ma cos’hanno fatto finora per porre fine a quella che è una vera e propria strage nei luoghi di lavoro del Veneto? Sono 69 i caduti sul lavoro nella nostra regione nel 2018: un morto ogni 5 giorni. L’anno scorso Zaia ha sottoscritto con i sindacati e le parti datoriali il “Piano strategico per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori”. Era prevista l’assunzione di 30 nuovi tecnici della prevenzione negli Spisal già a partire dal 2018, dove sono? Nessuno li ha visti».

Bartelle (Italia In Comune): «Allagamento ospedale Trecenta, presentata interrogazione regionale»

«Oggi ho depositato un’interrogazione a risposta immediata, chiedendo alla Giunta regionale di verificare con la Ulss 5 Polesana le cause del malfunzionamento dell’impianto di condizionamento, le responsabilità eventuali, l’entità dei danni e i tempi necessari al ripristino delle sale operatorie chiuse». Così la consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italiana In Comune), che nella giornata di oggi ha presentato, assieme al consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), un’interrogazione a risposta immediata avente oggetto “AULSS 5 POLESANA, OSPEDALE DI TRECENTA (RO), ALLAGAMENTO SALE OPERATORIE OSPEDALE, QUALI SONO LE CAUSE, I DANNI E I TEMPI DI RIPRISTINO?”.

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BARTELLE (ITALIA IN COMUNE): «NUBIFRAGI POLESINE, GOVERNO NEGA STATO EMERGENZA: LEGA TRADISCE TERRITORIO»

Venezia, 24 gennaio 2018 – «Badia Polesine e Lendinara non riceveranno un euro dallo Stato in seguito ai terribili nubifragi del 21 e 22 luglio 2018: la decisione del governo è gravissima e inspiegabile. Ho presentato un’interrogazione regionale per chiedere a Zaia e alla Lega, che governa da vent’anni in Veneto, quali sono i motivi che hanno hanno impedito il riconoscimento dello stato di emergenza e l’erogazione dei contribuiti che ne consegue». Così la consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune) che, assieme al consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), ha depositato stamane l’interrogazione a risposta immediata avente oggetto: “NUBIFRAGI DEL 21 E 22 LUGLIO 2018, NEGATO LO STATO DI EMERGENZA A BADIA POLESINE (RO) E LENDINARA (RO). LA REGIONE FACCIA CHIAREZZA”.

«Ancora una volta la Lega tradisce il territorio del Polesine – aggiunge l’esponente di Italia in Comune – dove continua a chiedere voti promettendo attenzione da parte del governo regionale e nazionale. Questi sono i risultati: zero contributi per i paesi colpiti dai nubifragi del luglio scorso. Adesso la Lega ci deve spiegare perché». «L’onorevole Giacometti – conclude Bartelle – deputata leghista di Badia Polesine, mentre il suo governo negava lo stato di emergenza cosa faceva? Era distratta?»

Adria: Italia In Comune “Ecco perché la Lega, non ha la volontà di risolvere i problemi della casa di riposo”

“Incredibile la faccia tosta dei Leghisti di Adria. Attaccano la Presidente  del Centro Servizi Anziani Sandra Passadore dopo averla nominata come guida del relativo consiglio di amministrazione.”

Esordiscono così le rappresentanti di Italia In Comune Anna Paola Tosato, Giulietta Tiengo e la consigliera regionale Patrizia Bartelle “Consiglio di amministrazione – continuano – composto soprattutto da soggetti vicini all’ex sindaco Barbujani, che a prescindere saranno sempre  in contrasto con l’attuale sindaco Barbierato  e il suo gruppo civico.”

“Ad oggi i vertici della centro servizi anziani di Adria stanno dimostrando che  non sono in grado gestire le problematiche della struttura di riviera Sant’Andrea divenuta ormai un colabrodo in termini di disservizi”.

“Eppure il competente assessore regionale è Manuela Lanzarin in quota alla Lega Veneto partito che pertanto, ad Adria, avrebbe i mezzi e l’opportunità per rendere un servizio nettamente migliore ai cittadini disponendo, ad esempio, una verifica approfondita sul funzionamento della casa di riposo  ascoltando anche i dipendenti, i vari operatori, gli ospiti e i familiari”.

Un’azione del genere consentirebbe di “fotografare” l’attuale situazione del centro servizi anziani e costituirebbe il punto di partenza per dare risposte concrete ai cittadini.

Secondo Italia In Comune la ragione di questa inerzia è semplice: non ci sarebbe una vera volontà di risolvere i problemi della casa di riposo.

L’unica prerogativa della Lega sembra essere piuttosto quella di mantenere le posizioni di governo a Venezia limitandosi a tenere buoni i cittadini polesani, con azioni come questa nei confronti della presidenza del Consiglio di Amministrazione del CSA.

Azioni tuttavia fini a sé stesse che non portano alcun concreto miglioramento alla qualità della vita dei cittadini polesani i quali, mi auguro, faranno tesoro di questa esperienza la prossima volta che saranno chiamati alle urne.

BARTELLE (ITALIA IN COMUNE), RUZZANTE (LIBERI E UGUALI): «TELECAMERE NEGLI ASILI: PROPOSTA INUTILE. SERVE PIÙ FORMAZIONE» «LA REGIONE VERIFICHI LA PROPORZIONE BAMBINI/EDUCATORE. PERCHÈ ACCANIRSI SUI LAVORATORI? TELECAMERE NEGLI UFFICI DEI DIRIGENTI»

enezia, 22 gennaio 2019 – «Abbiamo deciso di astenerci sulla proposta di legge statale in materia di videosorveglianza negli asili nido, nelle case di riposo e nelle strutture per disabili: il provvedimento centra un problema, quello degli abusi su persone che non si possono difendere, ma non inquadra la soluzione. Manca completamente un’ottica preventiva, la Lega conferma il suo approccio ideologico puntando sulla repressione». Così i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune), relatrice di minoranza del pdls n. 20, e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali). I due consiglieri hanno presentato un emendamento, approvato dal consiglio regionale, che prevede la videosorveglianza negli uffici dei direttori, dirigenti e uffici amministrativi. Approvato anche l’ordine del giorno, presentato anch’esso da Bartelle e Ruzzante, che impegna la Giunta regionale “ad attivare e sostenere, in funzione di prevenzione e per quanto di propria competenza, tutte le azioni che consentano di intervenire sulle caratteristiche strutturali e di gestione dei servizi e, con particolare riferimento agli asili nido, a vigilare e verificare la sussistenza di un adeguato e corretto rapporto numerico educatori/bambini”.

«Se si volesse davvero affrontare il problema – commenta Bartelle – si potrebbero seguire le indicazioni fornite ad esempio da Save the Children, che propone l’adozione di un codice di condotta specifico e vincolante per ogni adulto a contatto con i minori e di organizzare gli ambienti educativi al fine di impedire, a tutela dei bambini e degli stessi operatori, situazioni di isolamento». «Introdurre le telecamere, inoltre, può essere controproducente anche dal punto di vista delle indagini giudiziarie: un malintenzionato sa di essere videosorvegliato è in grado di adottare comportamenti atti ad eludere la videosorveglianza. Altra cosa – sottolinea la consigliera regionale di Italia In Comune – è l’utilizzo delle telecamere da parte delle forze dell’ordine, predisposta in segreto nell’ambito di indagine». «La verità – conclude Bartelle – è che per prevenire la violenza all’interno degli istituti di cura bisogna investire in formazione: inserire persone formate all’interno di una struttura vuol dire rivoluzionare quella struttura, l’ho provato nella mia esperienza personale».

«Ricordo che è sempre stato il centrodestra ad essere contrario all’utilizzo di telecamere, intercettazioni ed altri strumenti di acquisizioni della prova in ambito d’indagine giudiziaria – puntualizza Ruzzante -. Oggi la Lega si smentisce, ma sbaglia bersaglio. Non bisogna prendersela con i lavoratori, in modo indiscriminato. L’obiettivo è prevenire atti violenti e, quando malauguratamente si verificano, individuare i colpevoli utilizzando tutti gli strumenti a disposizione». «Ora che il consiglio ha approvato il nostro emendamento per estendere i controlli ai dirigenti, che gestiscono milioni di euro di appalti, aspettiamo – conclude Ruzzante – le telecamere all’interno delle auto blu della Giunta regionale».

BARTELLE (ITALIA IN COMUNE), RUZZANTE (LIBERI E UGUALI): «DISCARICA SULL’ARGINE DEL CANALBIANCO A GIACCIANO CON BARUCHELLA, DOPO UN MESE È ANCORA LÀ. REGIONE INTERVENGA» «PRESENTATA UN’INTERROGAZIONE ALLA GIUNTA REGIONALE. IL SINDACO NON HA FATTO NULLA, ORA TOCCA ALLA REGIONE»

Venezia, 15 gennaio 2019 – «Chiediamo alla Giunta regionale di intervenire rapidamente per la rimozione della discarica a cielo aperto sull’argine destro del Canalbianco. La discarica è stata scoperta, documentata e segnalata già un mese fa dal responsabile altopolesano di Lipu il quale, recatosi in loco nuovamente nei giorni scorsi, ha verificato un aggravamento della situazione. Visto che finora il sindaco non ha ancora provveduto alla bonifica del sito, chiediamo che sia la Regione ad intervenire facendo valere la sua competenza in materia ambientale». Così i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che nella mattinata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata indirizzata alla Giunta regionale, avente oggetto “GIACCIANO CON BARUCHELLA, DOPO UN MESE DALLE SEGNALAZIONI NON E’ ANCORA STATA RIMOSSA LA DISCARICA SULL’ARGINE DEL CANALBIANCO. COSA INTENDE FARE LA REGIONE?”. «Va sottolineato – aggiungono Bartelle e Ruzzante – che la discarica insiste tanto in area pluviale quanto in un’area in cui è prevista la realizzazione di una pista ciclabile intercomunale. La sua presenza è suscettibile di avere ricadute anche sul comparto turistico oltreché, evidentemente, su quello ambientale e della sicurezza idrica».

Venezia: La consigliera Patrizia Bartelle (IIC) interviene sulla questione del progetto dell’allevamento avicolo intensivo, previsto a Corbola

“La vicenda  del progetto dell’allevamento intensivo dei 345mila polli da carne previsto a Corbola, sembra fatta apposta per essere la bandiera di una campagna elettorale per il sindaco uscente Michele Domeneghetti. Tant’è che lo stesso  primo cittadino, disse in diverse situazioni che la vicinanza sua alla lega era qualcosa di importante da usare per bloccare l’allevamento”.Esordisce così la consigliera regionale Patrizia Bartelle alle dichiarazioni del sindaco,  sulle autorizzazioni ottenute dall’azienda agricola, progettista dell’allevamento intensivo. In un comune di circa 2400 abitanti, dove non accadono cose eclatanti, ritorna nuovamente alla ribalta con la storia dei polli con tanto di comitato ufficiale, rappresentato da un presidente che non rilascia dichiarazioni ai giornali, mi lascia un po’ perplessa. Se si considera, che dovrebbe essere proprio il presidente    il primo   a diffondere e informare i cittadini sia sulle riunioni pubbliche, sia  sulla petizione per la quale servono  le firme dei corbolesi.Il sindaco infatti, nelle ultime dichiarazioni, ha annunciato che il comitato raccoglierà le firme per la petizione, lo stesso   bocciò, fin dal primo incontro pubblico del 23 Maggio, la proposta di raccogliere le firme per indire  un referendum, come previsto  dallo statuto comunale. Ritenendo inutile il tutto”.

“ Ora vedremo come verrà scavalcata la questione di una delle osservazioni che depositai nei tempi utili con l’aiuto della consulenza del  biologo Devis Casetta-spiega la Bartelle-  “Una di queste, evidenziava che l’allevamento di tipo intensivo verrebbe collocato a una distanza inferiore ai 150 metri, previsti dalla normativa vigente, da tre civili abitazioni di via Spin. Gli edifici in questione, non essendo ne di proprietà, ne nelle disponibilità dell’azienda in termini di affitto, non possono considerarsi annessi agricoli quali “case del custode”. L’eventuale assunzione di qualcuno dei residenti con contratto di lavoro, come paventato dall’azienda agricola, non può certo configurarsi come vincolo urbanistico di “casa del custode”, e stiamo parlando di tre famiglie, non di una. Altra osservazione –conclude la Bartelle- riguarda  le emissioni in atmosfera di sostanze odorigene, che si svilupperebbero dallo stoccaggio della pollina. Una situazione per la quale l’utilizzo di un telo di copertura impermeabile, proposto dall’azienda agricola, comporterebbero condizioni di assenza di aria che porterebbero ad accentuare i problemi di odori in termini di emissioni di acido solfidrico e ammoniaca al momento dell’allontanamento della pollina dall’azienda”

BARTELLE (ITALIA IN COMUNE), RUZZANTE (LIBERI E UGUALI): «RADDOPPIO IRES, SANITÀ VENETA A RISCHIO. FAVORITO IL PRIVATO» «GOVERNO ANNULLI PROVVEDIMENTO: PRESENTATA MOZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE»

Venezia, 8 gennaio 2019 – «Abbiamo depositato questa mozione, che speriamo possa essere condivisa e votata da tutti i consiglieri regionali, dopo aver letto i dati diffusi nei giorni scorsi dalla Funzione Pubblica CGIL Veneto: con l’aumento dell’Ires contenuto nella Legge di stabilità appena approvata dal Parlamento, la sanità veneta perde in un colpo solo 7 milioni di euro». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), che nella giornata di oggi hanno depositato la mozione “RADDOPPIO IRES, SANITÀ VENETA A RISCHIO: LA GIUNTA REGIONALE SI ATTIVI PRESSO IL GOVERNO AFFINCHÈ IL PROVVEDIMENTO SIA ANNULLATO”.

«7 milioni di euro sottratti ai bilanci delle Ulss venete, una botta che rischia di mettere in ginocchio la sanità pubblica già in affanno – commentano i consiglieri -. Il rischio è che a pagare siano da un lato i cittadini, con il peggioramento delle prestazioni, e dall’altro i lavoratori, con il blocco del turnover e l’aumento del carico di lavoro. Alzare le tasse alla sanità pubblica, inoltre, significa favorire ancora una volta la sanità privata. Altro che governo del cambiamento». Per evitare il collasso della sistema socio-sanitario, Ruzzante e Bartelle invitano la Giunta regionale “ad attivarsi presso il Governo affinché venga ripristinata l’aliquota Ires al 12% per gli enti non commerciali – recita la mozione – e ad adottare i provvedimenti utili ad evitare ogni ipotesi che veda la determinazione dei risparmi necessari a coprire l’aumento dell’aliquota Ires previsto dalla Legge di stabilità tramite blocco del turnover dei medici e del personale sanitario, riduzioni d’organico o taglio dei costi degli appalti”.