Liste d’attesa: Zaia sostiene  che se uno vuole curarsi sotto casa debba aspettare. Mah?

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Zaia inizia il percorso della sua autonomia distruggendo il diritto alla libera scelta del medico, infatti, con il nuovo sistema di prenotazione nel Centro Unico Regionale (CUP) sarà la Regione ad indirizzare dove vorrà i pazienti che intendono prenotare una visita o un intervento.

Sarà perfino tenuta una lista dei “capricciosi” cioè di coloro che da Porto Tolle (RO) rifiuteranno di curarsi a Belluno (BL) e viceversa.

Secondo Zaia se uno vuole curarsi sotto casa è giusto che aspetti, un’affermazione che è  la logica conseguenza di anni di politica sanitaria regionale che ha svuotato di specialità, servizi e competenze gli ospedali periferici.

Per anni il governatore del Veneto ha scientemente allontanato i luoghi di cura dai cittadini e oggi completa l’opera introducendo la mobilità dei pazienti che vogliono curarsi favorendo le cliniche private che, al contrario della Sanità pubblica, si stanno capillarizzando nei territori.

I vantaggi per il governatore del Veneto sono evidenti: aumenteranno i biglietti per Trenitalia – con cui il governatore  ha appena siglato un oneroso rinnovo del Contratto di Trasporto locale fino al 2032 – e aumenteranno i pedaggi autostradali per la concessionaria autostradale che il presidente della regione  vuol fare con trentini e friulani. Insomma crescerà il Pil della Regione. L’unica cosa che calerà sarà il diritto alle cure dei cittadini. Ma a Zaia, è evidente, questo non interessa.

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