CSA Adria, revocata indennità di chiamata. Bartelle: “a fatti eccezionali si risponde con atti eccezionali”

Venezia 30.04.2020 “Il Direttore del Centro Servizi Anziani di Adria ha revocato l’indennità di chiamata per i dipendenti proprio quando serve di più: la fase di emergenza per il Corona virus. E ciò nonostante sia espressamente prevista dal CCNL di riferimento.

Davvero un’idea originale quella di Badiale, infatti, mentre quasi ovunque si cerca di riconoscere ai lavoratori qualche benefit per premiare impegno e senso di responsabilità davanti ai rischi, Adria si fanno ulteriori tagli.
Ulteriori, si, perché la situazione del CSA di Adria è critica da molto tempo come dimostrano le ripetute proteste delle Organizzazioni Sindacali negli ultimi anni. Proteste anche clamorose di lavoratori stanchi di essere continuamente bastonati.
Ci si aspettava ben altro dai rinnovati Presidente e Consiglio di Amministrazione, quantomeno che la direzione mettesse in campo le necessarie politiche di tutela dei lavoratori che durante la presidenza Passadore si sono tanto attese ma mai viste.

Poveri dipendenti del Csa, abbandonati a se stessi dopo aver sperato nelle nomine del Sindaco Barbierato per un cambio di rotta… 

E ancora più poveri i dipendenti residenti nel Comune di Adria che hanno creduto alle promesse del Sindaco e della sua squadra di esperti in campo socio sanitario e ora si ritrovano con un pugno di mosche in mano.

Mi chiedo cosa stia aspettando l’Assessore Regionale alla sanità Lanzarin a commissariare il Direttore Badiale? Sì, il Direttore e non il Consiglio di Amministrazione, si tratta di procedura insolita e irrituale ma cosa altro deve accadere prima che vengano presi provvedimenti seri?

Nell’attuale situazione di emergenza solo una presa di posizione forte può risolvere la questione del Csa. È questa la riflessione che mi sento di offrire agli operatori del Csa, alle OO. SS. e all’Assessore regionale.

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

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