Coronavirus – Ruzzante, Guarda, Bartelle (Veneto 2020): “Palestre chiuse, anzi no. Veneto 2020, Regione come Sparta, gli sportivi sono immuni”

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Venezia 25 feb. 2020 –   “Domenica scorsa 23 febbraio, il Ministro della Salute, d’intesa con il Presidente della Giunta Regionale del Veneto, hanno diramato l’ordinanza contingibile e urgente n. 1 disponendo, tra l’altro, la sospensione delle iniziative ludico sportive.

Ieri, 24 febbraio il Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale, ha emanato dei ‘chiarimenti applicativi’ precisando che la sospensione riguarda soltanto le iniziative che comportano afflusso di pubblico. Perciò, rispetto alle attività sportive, non puoi assistere ma ti puoi allenare”.

Lo affermano i Consiglieri regionali del Coordinamento Veneto 2020 Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Cristina Guarda (Civica per il Veneto) e Patrizia Bartelle (Italia in Comune).

“Non è chiaro – aggiungono i consiglieri – come un dirigente regionale possa interpretare il contenuto di un’ordinanza emanata da un Ministro e da un Presidente di Giunta Regionale, inoltre, siamo stupiti e increduli nel constatare che la Regione sembri considerare gli sportivi dei super uomini/donne immuni al contagio. Eppure non c’è dubbio che l’attività sportiva comporti il contatto ravvicinato e ripetuto tra più persone”.

“Per la verità questi ‘chiarimenti’ sembrano essere un po’ avventati – osservano Ruzzante, Guarda e Bartelle – e lo dimostrerebbe anche la circostanza per cui inizialmente, nell’oggetto, era indicato il ‘Presidente della Regione Emilia Romagna’ anziché quello della Regione Veneto. Si sa che questi errori spesso sono figli della fretta.”

“Riteniamo che, per evitare la diffusione del contagio da COVID-19, sarebbe stato più opportuno prevedere di sospendere le attività nelle palestre e nei centri sportivi”.

Per questo – ribadiscono Ruzzante, Guarda e Bartelle – abbiamo depositato una interrogazione per chiedere alla Giunta Regionale se questi ‘chiarimenti applicativi’ siano stati concordati con l’Assessore regionale alla Sanità e Sociale e con il Presidente della Giunta e se tali chiarimenti non siano una deroga non autorizzata a quanto disposto con l’ordinanza emanata domenica da Presidente e Ministro”.

“In caso di controversia – concludono Ruzzante, Guarda e Bartelle – farà fede l’ordinanza o la circolare, e chi risponderà di una eventuale errata interpretazione?”

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