Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU), Guarda (AMP): “Piano anti-siccità, grazie ai Consorzi di bonifica. Ma la Lega voleva commissariarli”

“Nell’epoca dei cambiamenti climatici i consorzi di bonifica assumono un ruolo sempre più centrale per rispondere a nuovi fenomeni sempre più frequenti, quali ad esempio la siccità e le tempeste come Vaia”

Venezia, 2 aprile 2019 – “Il piano degli interventi anti-siccità presentato oggi dai consorzi di bonifica del Veneto è la prova lampante del ruolo fondamentale che questi enti pubblici possono svolgere per la cura del territorio. In questa epoca di drastici cambiamenti climatici la nostra terra si trova a fronteggiare nuove sfide e problemi inediti: dalla crescente siccità, alle tempeste sempre più frequenti e distruttive. L’ottobre scorso Vaia ha fatto aprire gli occhi a molti cittadini del Veneto, che si sono resi conto di quanto sia fragile e precaria la nostra terra di fronte a questi eventi metereologici che, dobbiamo aspettarcelo, saranno sempre più frequenti. In questo senso assumono un valore strategico gli interventi progettati e messi in campo dai consorzi di bonifica, in grado di ottenere 160 milioni di euro di finanziamenti statali per il piano anti-siccità. Si tratta di interventi sostenibili ed investimenti a medio-lungo termine che permettono di risparmiare acqua, redistribuirla nel territorio e di migliorare la sicurezza idraulica”.

Così i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune), Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Cristina Guarda (Civica AMP), che aggiungono: «crediamo che l’autonomia dei consorzi di bonifica e la loro connessione con i territorio vada salvaguardata, quando un ente è vicino ai cittadini ed è in grado di esprimere professionalità ed efficienza questo va salvaguardato. Per questo ci siamo opposti alla proposta della Lega che voleva introdurre un rappresentante della Regione all’interno dei consigli di amministrazione di tutti i consorzi di bonifica, riducendo i numero dei componenti designati dal territorio. Una proposta, fortunatamente poi stralciata, che costituisce l’ennesimo tentativo di attuare il programma politico di Zaia, un neo-centralismo regionale che vuole trasformare Venezia in una Roma coi canali”.

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