Autonomia – Bartelle (IIC): “Il dibattito sul ruolo del Parlamento sia occasione di crescita, non di strumentalizzazione e scontro politico”

Venezia 6 mar. 2019 –     “A leggere i giornali sulla questione autonomia pare che tutti abbiano ragione e tutti abbiano torto. Due dei maggiori costituzionalisti italiani, i professori Mario Bertolissi e Sabino Cassese, sostengono posizioni opposte sul ruolo del Parlamento nell’iter di approvazione della legge per conferire autonomia alle regioni: il primo sostiene che le camere dovrebbero limitarsi ad approvarne o meno il testo mentre il secondo ritiene che possano emendarla”.

Sono le parole della Consigliera regionale di Italia in Comune Patrizia Bartelle che continua: “Sul piano politico il Presidente della Giunta regionale veneta si è affrettato a rassicurare tutti sul fatto che il 2019 sarà ricordato come l’anno dell’autonomia. Capisco le esigenze propagandistiche in vista delle elezioni regionali del 2020, ma sarebbe meglio accogliere con favore il dibattito giuridico facendone occasione di accrescimento culturale nazionale e quindi anche regionale dal momento che il Veneto, è bene ricordarlo, fa sempre parte della Repubblica Italiana e continuerà ad esserlo anche da autonomo.
Siamo di fronte all’evidenza che il diritto è ‘vivente’ e come tale risente e si adegua al contesto storico-politico perciò se in base a quello attuale si propenderà per un potere emendativo del Parlamento allora così dovrà essere”.
“In Veneto – osserva la Consigliera – alcuni segnali preoccupanti ci sono. Penso, ad esempio, alle falangi venetiste secessioniste o l’utilizzo del sondaggio-referendum costato circa 14 milioni di euro e qualche ricorso al Corecom per essere stato illegittimamente pubblicizzato sui siti web di alcuni enti strumentali regionali, come da me a suo tempo denunciato. Ne consegue che al momento la teoria sulla facoltà emendativa del Parlamento sembra preferibile”.

“Date le premesse – conclude Bartelle – la possibilità che il Parlamento possa emendare la legge di conferimento dell’autonomia ad una regione rappresenta un punto cardine per la salvaguardia della costituzionalità. A tal proposito, di certo non è democratico, e forse neppure costituzionale, che i Consiglieri regionali veneti non abbiano ancora visto una carta ufficiale e non abbiano partecipato in alcun modo alla costruzione della trattativa. L’art. 116 della Costituzione quando parla di Regione non esclude i Consiglieri di opposizione. Così il Presidente della Giunta regionale si dimostra autonomista a Roma e centralista in Veneto. Non ci siamo.”

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