VENEZIA ANNEGA. ITALIA IN COMUNE: “LA LEGA NEGA CHE SIA IN CORSO UN CAMBIAMENTO CLIMATICO E NON CI SONO PROGRAMMI PER IL FUTURO”

Venezia 13.12.2019 – “Marea a quasi due metri e venti a cento chilometri l’ora, è stata una notte d’inferno per Venezia che questa mattina si sveglia gravemente ferita: negozi allagati, imbarcazioni incagliate sulle rive e danni incalcolabili”

Così la sezione di Italia in Comune Venezia e Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale e coordinatrice regionale di Italia in Comune, che aggiungono:

“Abbiamo ancora ben in mente il post pubblicato su facebook il 5 maggio scorso dall’assessore Roberto Marcato (Liga Veneta – Lega Nord) che diceva testualmente: ‘5 gradi il 5 di maggio con diluvio di rito… surriscaldamento, surriscaldamento, surriscaldamento… magari a forza di ripeterlo funziona…Buona domenica amici di Greta’”

“Simili interventi – precisano – danno la misura di quanto poco siano considerati i temi climatici in Regione. E il MOSE? Se lo chiedono in tanti oggi, tutti quelli che assistono impotenti all’incuria in cui versa Venezia e all’assoluta mancanza di una programmazione sui temi ambientali e climatici. Abbiamo vissuto un disastro annunciato a differenza di quanto la Lega si sta affrettando a dichiarare oggi.”

Italia in Comune Venezia

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

POLITICA, CONSIGLIO NONOSTANTE L’ACQUA ALTA STRAORDINARIA Coordinamento Veneto 2020: “a rischio la sicurezza di tutti per il vezzo di essere la prima regione d’Italia ad approvare il bilancio”

Venezia 13.11.2019 – “Si sa, il prossimo anno ci sono le elezioni regionali e la Lega vuole essere la prima Regione d’Italia ad approvare il bilancio per il prossimo 2020. Per raggiungere questo obbiettivo sono state previste sedute fiume fino a tarda notte, anche se, ad oggi, sì è abbondantemente in anticipo sui tempi previsti per legge.”

“Pare però che questa foia di approvare il bilancio sia sfuggita di mano alla maggioranza leghista ed abbia raggiunto livelli di sconsideratezza persino più alti della marea straordinaria di quasi due metri che ieri ha allagato Venezia”

Sono furenti i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che aggiungono

“Nonostante la marea eccezionale fosse ampiamente prevista e nonostante le condizioni meteo peggiorassero a vista d’occhio con venti a circa cento chilometri orari, la seduta del Consiglio regionale è stata sciolta solo alle ore 22 e cioè quando le condizioni della sede di Palazzo Ferro-Fini erano ormai paragonabili a quelle di una palude”

“Poco importa se questo ha comportato un grave pericolo per tutti coloro, in primo luogo i dipendenti (commessi, personale degli uffici a supporto dell’assemblea) la cui presenza è necessaria  al funzionamento dell’assemblea, che si trovavano in Consiglio regionale e che sono dovuti rientrare a casa nel bel mezzo di una delle più gravi situazioni metereologiche che abbiano mai interessato Venezia.”

“E la nostra non è certo una teatralizzazione – spiegano Bartelle, Ruzzante e Guarda – le condizioni erano oggettivamente critiche, come pure riportano i giornali stamane,  due persone hanno perso la vita e i danni alla città sono incalcolabili”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il Veneto

Ospedale di Adria. Bartelle, Ruzzante, Guarda (Veneto 2020): «Se esternalizzi il Pronto Soccorso, la Sanità Pubblica non c’è più»

Venezia, 11 novembre 2019 – «La Ulss di Adria, prima della fusione imposta dal governo veneziano di Zaia, era riconosciuta in tutto il Veneto come una delle migliori dal punto di vista dei servizi e delle prestazioni, che erano state ottimizzate a partire dallo screening. La notizia di questi giorni, il tracollo del Pronto Soccorso causato dall’esternalizzazione di una parte rilevante del servizio, è solo l’ultima tappa di una serie di scelte politiche scellerate che hanno permesso lo scempio e il saccheggio di quella che fino a non molti anni fa era una realtà solida. I numeri sono chiarissimi: da quando la Lega è al governo, ad Adria abbiamo visto il taglio di 87 posti letto ospedalieri, -37%. Hanno fatto sparire più di un posto letto su tre».

Così i consiglieri regionali Bartelle, Ruzzante e Guarda del coordinamento politico Veneto 2020, che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata chiedendo alla Giunta regionale di effettuare una ispezione all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Adria per verificare che sia garantita la sicurezza dei pazienti e del personale.

I consiglieri di Veneto 2020 avvertono: «quello che è successo ad Adria si sta verificando in tutto il Veneto, basti pensare all’annunciato Pronto Soccorso privato di Monastier a Treviso. Il destino del sistema socio-sanitario, se non interviene una totale inversione di rotta rispetto alle politiche leghiste, è segnato. Altro che classifiche, sanità modello e amministrazione virtuosa: sono slogan vuoti che si scontrano con la realtà delle liste d’attesa, dei costi sempre più insostenibili, dei tagli ai posti letto. In sostanza, una sanità sempre meno accessibile. Se ne sono accorti gli abitanti del Veneto negli ultimi vent’anni, quando ha sempre governato la Lega, in particolare se ne sono accorti gli oltre 700 mila veneti che ne 2016 hanno rinunciato alle cure mediche: o per le liste d’attesa troppo lunghe oppure per difficoltà economiche ad accedere ad un servizio sempre più oneroso».

«Ora è inutile nascondersi dietro al proverbiale dito – concludono i consiglieri – quando arrivi ad esternalizzare il Pronto Soccorso, significa che la Sanità Pubblica l’hai di fatto archiviata. Benvenuto privato, benvenuto business della Salute: sappiamo chi vi ha fatto entrare e continueremo a denunciarlo, convinti che non sia detta l’ultima parola».

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali 

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il Veneto

Sistema appalti Fincantieri. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Per Zaia era “realtà di successo”, Fiom denuncia da anni». Presentata interrogazione urgente

Venezia, 11 novembre 2019 – «Siamo bravi a costruire quello che va per mare, dalle gondole alle grandi navi da crociera. Parola del presidente Zaia che due anni fa, celebrando una nuova commessa per due navi da crociera a favore di Fincantieri, parlava apertamente di “un’eccellenza internazionale anche grazie a una veneta, come lo stabilimento di Marghera”. Quello stabilimento dove i lavoratori stranieri, soprattutto bengalesi o albanesi, vengono pagati 5 euro all’ora con dinamiche tipiche del caporalato». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante, Patrizia Bartelle e Cristina Guarda del coordinamento politico Veneto 2020, che nella giornata di oggi hanno depositato una interrogazione a risposta immediata chiedendo alla Giunta regionale di mettere in campo un’azione di prevenzione e contrasto del caporalato e dei fenomeni di corruzione presenti nel territorio della Regione.

«Sta emergendo anche la diffusione del consumo e dello spaccio di droga, le pastiglie a base di metanfetamine note come “droga di Hitler”, che gli operai sono costretti ad utilizzare per sostenere ritmi di lavoro folli. Un sistema marcio, fondato sull’esternalizzazione spinta anche delle attività connesse al “core business”. Le indagini degli inquirenti stanno scoperchiando un sistema di corruzione che ricorda, in piccolo, quello del Mose. La cosa che balza agli occhi – sottolineano i consiglieri – è che alla base di questo sistema, di cui la magistratura chiarirà i profili eventualmente rilevanti dal punto di vista penale, c’è una cosa antichissima e sempre attuale: lo sfruttamento dei lavoratori».

«Fatture false, corruzione e sfruttamento del lavoro: tre reati che sembrano in questo caso andare di pari passo. Non sarebbe la prima volta, si tratta di un sistema più diffuso di quel che si possa pensare. Con l’evasione fiscale e le buste paga false la società di turno ottiene i fondi neri, tramite cui pagare tangenti ed ottenere appalti o altri favori. Ecco a cosa serve il contante! Finalmente l’abbiamo capito. Ci guadagnano tutti, tranne i lavoratori pagati una miseria, con buste paga false, che spesso devono restituire soldi in contanti al caporale o al padroncino».

«È questa la forza della tradizione a cui faceva riferimento il presidente, quando parlava anche di “un successo scaturito dalla capacità delle maestranze”? Bene, caro Zaia, ecco a quali condizioni sono costrette le maestranze impiegate negli appalti Fincantieri, come da tempo denuncia la Fiom CGIL. Chiediamo a Zaia e alla sua Giunta di lasciare da parte la propaganda trionfalista e guardare in faccia la realtà, scopriranno un Veneto ben diverso da quello che raccontano nei loro comizi», concludono i consiglieri regionali.

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Il mio intervento di oggi in Consiglio Regionale

Venezia 11.11.2019 – Luca Zaia si vanta spesso, anche di recente, di amministrare una regione “tax free”, perché non aumenta l’Irpef ai ricchi e ai benestanti che infatti lo ringraziano sentitamente con i loro voti. 
Grazie alle Olimpiadi di Cortina, d’ora in poi il Veneto sarà anche una Regione “debit free”, visto che il debito finale dei Giochi sarà stabilito dal CIO e dal Comitato Organizzatore, con una procedura contabile perlomeno insolita. 
È questa infatti la procedura che Zaia ha sottoscritto in sede di presentazione della candidatura, e che adesso il Consiglio regionale ha approvato trasformando in Legge il Disegno di legge presentato dalla Giunta. 
In pratica uno studio non meglio precisato, e non si sa prodotto da chi, quantifica in 452 milioni di dollari il teorico passivo che il Veneto e la Lombardia potrebbero trovarsi ad affrontare: fatte le relative suddivisioni anche con Trento e Bolzano, il Veneto dovrà accantonare 14 milioni di euro da oggi fino al 2026, per un totale di 99 milioni di euro. 
Attenzione, stiamo parlando solo di accantonamenti prudenziali a presidio di un futuro debito, che potrebbe non esserci, essere minore od anche superiore, ma che comunque sarà determinato da entità terze e non gestito in proprio. 
E che comunque ingesserà la parte variabile del Bilancio regionale per i prossimi sette anni. 
Un costo a parte rispetto a questo debito teorico comportano invece le spese per impianti di gara, opere accessorie, Paraolimpiadi e per il funzionamento del Comitato Organizzatore; fatti quattro conti, siamo già a 213 milioni di euro nella sola programmazione triennale fino al 2022, compreso il totale del debito teorico fino al 2026. 
Speriamo sia finita qui, ma ne dubito, felice di essere smentita. Il gioco, anzi i Giochi, vale una candela da 213 milioni di euro? 
Ed ancora, il volano per l’economia veneta tanto decantato dai propugnatori e da quelli che faranno buoni affari “tax free”, non si poteva raggiungere lo stesso investendo 213 milioni in opere davvero utili oppure in interventi di sollievo per le famiglie venete, che già pagano le tasse e magari, potendo spendere qualcosa in più, avrebbero dato un impulso al consumo interno. 
Ma Zaia ha scelto di spendere i soldi delle tasse pagate dai cittadini veneti per garantire una sciata gratis sulle Tofane a 100 atleti, e ha soprattutto usato le Olimpiadi come volano per la propria carriera politica, facendole pagare a tutti i veneti. 
E il costo finale non lo sappiamo neppure. Altro che tax free! 
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020-Italia in Comune

Bando mense in ospedale. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Perché Azienza Zero ha ignorato le sentenze del Consiglio di Stato e i rilievi dell’Anac?»

Venezia, 8 novembre 2019 – «Siamo veramente alla follia: il Consiglio di Stato annulla il mega-appalto, l’Anac si pronuncia con una pesantissima censura e Azienda Zero cosa fa? Ripropone il bando sostanzialmente immutato! La Giunta Zaia deve spiegarci subito, se ne è in grado, le ragioni di questa scelta che appare al di fuori di ogni grazia di dio». Così i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione (la quinta, su questa vicenda che si trascina dal gennaio 2018) indirizzata alla Giunta regionale “per conoscere le motivazioni sulla scorte delle quali Azienda Zero avrebbe deciso di svolgere la riedizione della gara per il servizio di ristorazione delle mense ospedaliere non tenendo conto delle decisioni del Consiglio di Stato e dei rilievi dell’ANAC”.

«Sembra di assistere ad un delirio di onnipotenza: nonostante le sentenze, il bando viene ripresentato con la stessa impostazione. In particolare c’è ancora il sistema di cottura esterno e non è stato introdotto alcun vincolo di aggiudicazione: due aspetti che, nelle sentenze del Consiglio di Stato e secondo il parere dell’Anac, avrebbero favorito una specifica società, ovvero la Serenissima Spa il colosso dell’imprenditore Mario Putin che avrebbe così ottenuto il monopolio della ristorazione ospedaliera in Veneto. Anche noi avevamo anticipato in aula queste contestazioni, che sono però rimbalzate sul muro di gomma dietro cui si è nascosta la Giunta Zaia».

«La Giunta infatti finora si è rifiutata di rispondere nel merito alle nostre interrogazioni, rifugiandosi dietro a motivazioni tecniche e al ritornello secondo cui “non commentiamo fatti che sono al vaglio della magistratura”. Bene, i giudici si sono espressi e c’è il parere dell’Anac. Ora Zaia e i suoi devono rispondere e spiegarci cosa sta succedendo ad Azienda Zero – concludono i consiglieri regionali –. Perché sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico…».

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Consiglio Regionale, l’ANPI nelle scuole. Coordinamento Veneto 2020 “Grande soddisfazione, e la maggioranza sovranista si “spiezza” in due”

Venezia 06.11.2019 – “Durante il Consiglio Regionale di ieri (5 novembre) la maggioranza ha proposto un ordine del giorno chiedendo il ripristino della festività nazionale del 4 novembre chiedendo, tra l’altro, di impegnare la Giunta Regionale ‘a garantire che nel primo giorno di scuola di ogni anno scolastico, anche con il coinvolgimento delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, si faccia l’alzabandiera e si canti l’inno nazionale’”

“La proposta è passata solo grazie al voto favorevole della minoranza (24 voti) ed è stata bocciata invece dalla maggioranza leghista che ha espresso 11 voti contrari e 6 astenuti”

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Piero Ruzzante (liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che aggiungono:

“Non è un mistero che la Lega e l’Inno nazionale non vadano molto d’accordo. Noi invece siamo molto soddisfatti perché tra le principali Associazioni Combattentistiche italiane c’è l’ANPI che conta oltre 120.000 iscritti senza dubbio impazienti di poter partecipare all’inaugurazione di ogni anno scolastico per testimoniare ai giovani studenti le atrocità del fascismo e della guerra tutelando l’onore e il nome del partigiano contro ogni forma di vilipendio o di speculazione”

“Il fascismo è stato il principale dei mali che hanno afflitto l’Italia e l’approvazione di questo ordine del giorno rappresenta un’occasione unica per sensibilizzare i giovani rispetto ai pericoli di qualsiasi forma di tirannia e di assolutismo e fornire supporto a tutti coloro che hanno sofferto e soffrono nella lotta contro i fascismi”

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il Veneto

A Spinea (VE) la Lega deposita un mozione per vietare un libro della biblioteca. Coordinamento Veneto 2020: “amara sorpresa scoprire che ‘l’indice’ dei libri non appartiene solo alla storia”

Venezia 06.11.2019 – “Francamente l’imbarazzo dei consiglieri comunali della Lega per la presenza nella biblioteca comunale di un libro che parla di tolleranza e comprensione è sconfortante e preoccupante”

“Le biblioteche e il patrimonio librario sono una conquista importante per la società contemporanea e garantire l’eterogeneità dei punti di vista è fondamentale per consentire alle nuove generazioni di crescere con una mente aperta.”

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che aggiungono

“Tolleranza zero con gli intolleranti, vietare la diffusione di libri è una pratica – lo insegna la storia che evidentemente i consiglieri leghisti spinetensi mostrano di voler ignorare – che risale alla notte dei tempi ed è sempre stata utilizzata per reprimere correnti di pensiero diverse da quelle ritenute ‘ufficiali’. È stata usata non solo dalla Chiesa ma anche dai nazisti. Pensavamo che ormai si trattasse di un tema superato e ricacciato per sempre nelle pagine più storte dei libri di storia.”

“Siamo certi che le posizioni dei Consiglieri leghisti spinetensi non siano quelle della oscurantiste dell’inquisizione o dell’estrema destra. Di certo però il contenuto delle mozione presentata lo è.”

“Come Coordinamento Veneto 2020 presenteremo un emendamento alla manovra di bilancio per chiedere alla Regione di promuovere interventi per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di violenza basati sul genere sessuale”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il Veneto

Discorsi d’odio. Coordinamento Veneto 2020: “Depositata una risoluzione perché il Consiglio Regionale del Veneto dichiari espressamente di aderire alle motivazioni e agli obiettivi della mozione ‘Segre’”

Venezia 05.11.2019 – “Il 30 ottobre 2019 il Senato ha approvato una mozione proposta dall’On. Sen. Liliana Segre per chiedere al Governo di istituire una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”

“La Commissione avrà numerose e importanti funzioni tra cui quella di controllo e indirizzo dell’attuazione di convenzioni e accordi internazionali e quella di segnalazione dei discorsi d’odio agli organi di stampa e ai gestori di siti internet”

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto). Bartelle, in qualità di prima firmataria, aggiunge:

“I temi sollevati dall’On. Sen Liliana Segre sono di fondamentale importanza in particolare nel contesto politico nazionale e internazionale contemporaneo che vede un continuo crescendo di discorsi d’odio on-line e, quel che è peggio, una sostanziale indifferenza e minimizzazione del fenomeno. Per avere un esempio concreto basta rimanere in Veneto, a Verona: domenica allo stadio un calciatore è vittima di cori razzisti, esprime in modo sacrosanto il proprio disappunto e nei giorni successivi alcuni Consiglieri comunali chiedono che sia denunciato per aver diffamato il buon nome della città”

“Per questo motivo ho sentito l’esigenza forte di chiedere al Consiglio Regionale Veneto di manifestare la propria piena adesione alle motivazione e agli obiettivi della mozione ‘Segre’”

“Siamo particolarmente soddisfatti – proseguono Bartelle, Ruzzante e Guarda – del fatto che questa risoluzione sia già stata sottoscritta anche dai Consiglieri Fracasso, Salemi, Azzalin, Bigon, Pigozzo, Sinigaglia, Zanoni, Zottis, Berti, Baldin, Brusco e Scarabel. Ci auguriamo che sia discussa il più presto possibile e approvata all’unanimità per sgombrare la scena politica regionale dagli equivoci che si stanno verificando sul piano nazionale in seguito all‘astensione di 98 senatori”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il Veneto

Samantha, vittima di violenza abbandonata dalle istituzioni. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «La Regione dov’è? Samantha e il figlio vanno protetti»

Venezia, 31 ottobre 2019 – I consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 chiedono alla Giunta regionale di intervenire urgentemente a protezione di Samantha e di suo figlio. La donna, che in una lettera alla tribuna di Treviso ha raccontato la sua storia di donna vittima di violenza da parte del compagno, denuncia la propria solitudine e l’abbandono da parte delle istituzioni che invece avrebbero dovuto proteggerla.

«Samantha è stata abbandonata, al punto che oggi dice che potendo tornare indietro non denuncerebbe il compagno per violenza domestica. È inaccettabile che una donna e il proprio figlio siano lasciati soli in questo modo, senza alcuna certezza. Le donne vittime di violenza e i propri figli vanno protetti, punto. Se così non è, siamo di fronte a un fallimento totale, una vergogna per le istituzioni che non possono mai voltare le spalle a chi ha più bisogno», dichiarano Ruzzante, Bartelle e Guarda.

«Le persone che si trovano in questo tipo di situazioni sono tutelate da leggi nazionali e regionali. La Regione, in particolare, è tenuta per legge a “promuovere nei confronti delle donne vittime di violenza interventi di sostegno volti a consentire di ripristinare la propria inviolabilità e di riconquistare la propria libertà, nel pieno rispetto della riservatezza e dell’anonimato”. Parole che non trovano riscontro in quanto denunciato da Samantha», sottolineano i consiglieri regionali di Veneto 2020, che concludono: «chiediamo alla Giunta di intervenire con urgenza, per la soluzione immediata di questa situazione e per garantire a Samantha e al proprio figlio la necessaria protezione».

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale