Ambiente – Zanoni, Azzalin (PD) e Bartelle (IIC): “Veleni sotto le strade polesane, ennesima emergenza ambientale; quali controlli da parte della Regione? Non basta congratularsi con magistrati e forze dell’ordine”

Venezia, 4 mar. 2019  –  “L’interramento di rifiuti speciali sotto le strade di mezzo Polesine è l’ennesima emergenza ambientale del Veneto: quali controlli ha intenzione di fare la Regione?”.

La richiesta è contenuta in un’interrogazione dei Consiglieri regionali Andrea Zanoni e Graziano Azzalin (Partito Democratico), con la collega Patrizia Bartelle (Italia in Comune), che parte dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Venezia, secondo cui “lungo le strade della provincia di Rovigo sarebbero state sotterrate addirittura 9mila tonnellate di veleni come nichel, cromo, piombo e cloruro. Rifiuti contenenti sostanze pericolose utilizzati per realizzare strade interpoderali anche in altre zone del Veneto, oltre a Emilia Romagna e Lombardia.

Dalle indagini è emerso un sistema diffuso di illegalità per lo smaltimento dei rifiuti. È l’ultimo episodio di una lunga lista. Purtroppo, al di là delle dichiarazioni dell’assessore Bottacin che continua a ripetere come un disco rotto che altre Regioni sono messe peggio, il Veneto si conferma la ‘Terra dei fuochi’ del Nord, come evidenziato anche dal rapporto Ecomafie di Legambiente, con particolare riferimento agli incendi degli impianti o capannoni in cui vengono ammassati rifiuti la cui provenienza è sconosciuta e che vengono poi date alle fiamme” aggiungono i tre Consiglieri.

“Quali sono le sostanze contenute nei materiali utilizzati per la realizzazione dei sedimi?” chiedono ancora, con riferimento all’ultima inchiesta. “L’occultamento sotto le strade sta diventando il sistema di smaltimento più utilizzato in Veneto.

Gli esempi sono numerosi: Autostrada Valdastico Sud, Terza Corsia autostrada A4, Parcheggio P5 aeroporto Tessera, Viale della Serenissima a Treviso. La Regione non può limitarsi a congratularsi con gli inquirenti, deve intervenire sul fronte delle analisi, a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e con maggiori controlli. Vanno studiati provvedimenti efficaci per evitare che le discariche in Veneto siano le nostre strade. Fingere che non ci sia alcuna emergenza non porta da nessuna parte. Siamo a fianco dei sindaci che hanno annunciato di volersi costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico degli inquinatori. Zaia segua il loro esempio”.

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