Sanità. Bartelle (VES): “Omicidio a Corbola”

Venezia 06 luglio 2020 – Quanto successo a Corbola è una parabola devastante dello smantellamento della Sanità pubblica in generale e della Psichiatria in particolare.
Nei fatti, un figlio disabile psichico accoltella il padre malato, ricoverato e dimesso dall’ospedale ancora bisognoso di assistenza.

Per cinque anni ho visto e combattuto il pervicace processo di riduzione e indebolimento della Psichiatria pubblica, giunto al punto di affidare i servizi di diagnosi e cura al privato. Ricordo gli accorati appelli dei professionisti della Psichiatria pubblica, inascoltati.

Per cinque anni ho visto e combattuto il feroce processo di riduzione della sanità a semplice cura della patologia, processo che ha trasformato gli ospedali in macchine per la produzione di prestazioni senza attenzione alla presa in carico del paziente nel suo percorso post ospedaliero. Ricordo le critiche e le controproposte di medici e sindacati per un collegamento con il territorio e con i Servizi sociali, inascoltate.


Per cinque anni ho assistito impotente alla riduzione di risorse ai Servizi sociali, e il continuo scaricamento di funzioni ai Comuni, incapaci di farvi fronte per le ristrettezze di bilancio e di personale. Ricordo le flebili proteste dei Sindaci e le giuste reprimende delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali, sistematicamente illuse con false promesse e ancora oggi in attesa di risposte.

Non posso e non voglio stabilire un collegamento tra quanto successo a Corbola e la politica regionale in materia di sanità e servizi sociali, ma la realtà dei fatti parla da sola. 
Ed è una realtà che ci parla di una Regione dal volto disumano, è una realtà su cui Zaia esercita già una piena e totale autonomia.Una Regione dal volto umano forse non avrebbe evitato la tragedia di Corbola, ma certo l’avrebbe affrontata e gestita in un altro modo.

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto Ecologia Solidarietà