Covid-19. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «La Regione riapra l’Ospedale di Monselice»


«L’Ospedale di Monselice deve essere riattivato a pieno regime, non come “riserva Covid” ma come ospedale perfettamente funzionante, in grado di rispondere alle diverse esigenze di cura. Con la trasformazione di Schiavonia in “Covid Hospital”, la Bassa Padovana (un territorio con una popolazione di circa 180 mila persone) è rimasta senza ospedali. Ricordiamo che Schiavonia era l’ultimo presidio rimasto, dopo la sospensione di ben 4, ed era comunque insufficiente da solo alla copertura di un territorio così vasto».
Così i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta regionale di provvedere quanto prima alla riapertura dell’Ospedale di Monselice. «Va ripensata l’allocazione e la distribuzione dei servizi, non è possibile che per il punto nascite si debba andare a Piove di Sacco, Cittadella o Camposampiero e per le terapie oncologiche a Piove di Sacco. In generale, i servizi sospesi a Schiavonia devono tornare ad essere fruibili nel territorio della Bassa, così come dovranno tornare fruibili i servizi sospesi negli ospedali trasformati in hub Covid-19 in ciascuna delle province venete, come abbiamo già rappresentato al Presidente e all’Assessore in una nota inviata la settimana scorsa».

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionalePatrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionaleCristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Covid-19. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Persone sorde, la Regione attivi un filo diretto con gli ospedali»

«Il 25 marzo Zaia ha finalmente dato gli aggiornamenti sull’emergenza coronavirus con la presenza di una traduttrice simultanea nella lingua dei segni LIS. Un primo passo è stato fatto, ora le informazioni sono accessibili anche alle persone non udenti. Adesso chiediamo alla Regione di attivare un filo diretto via SMS tramite cui sia possibile contattare gli ospedali 24 ore su 24 in caso di emergenza, un servizio che ad oggi non esiste in Veneto». Così i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta regionale di attivare questo importante servizio.
«Possiamo capire cosa significhi in questo periodo di emergenza sanitaria la consapevolezza di non avere la possibilità di contattare rapidamente ed efficacemente una struttura ospedaliera», sottolineano i consiglieri regionali, che aggiungono: «si tratta di un ulteriore elemento d’allarme e di disagio per le persone non udenti. In alcuni ospedali del Veneto è attivo un servizio di comunicazione via e-mail, che però non è sufficiente e non può garantire i tempi di risposta necessari per le emergenze. Le persone sorde hanno diritto ad un servizio rapido e sicuro e la Regione ha il dovere di provvedere in tal senso. Perciò chiediamo alla Giunta di provvedere quanto prima, anche sulla scorta della legge regionale n. 11 del 2018 per la rimozione delle barriere alla comunicazione delle persone non udenti»
Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale
Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale
Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Coronavirus. Bartelle (IIC) “Cosa sta succedendo al San Luca di Trecenta?”

Venezia 26.03.2020 – “Ho appreso dalla stampa, la gravissima notizia che vede l’Ospedale San Luca di Trecenta, il nosocomio  che dovrebbe essere il centro polesano per la lotta al Corona Virus, avere fino ad ora  ben 11 contagiati (4 tra il personale sanitario e 7 tra i ricoverati).”
“Ciò dimostra quanto insufficiente sia stata l’opera di intervento coordinata politicamente e amministrativamente dal Presidente Zaia e dalla Giunta Regionale del Veneto.”
Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge
“Amministrazione insufficiente ben raffigurata dall’apparire televisivo di Zaia, propedeutico a non si sa cosa (vedi la vicenda delle mascherine che sembrano un fac-simile di scheda elettorale).”
“La realtà invece è ben altra come le brutte notizie provenienti oggi dall’Ospedale Altopolesano.”
“Notizie che sono la dimostrazione di come lontano siano l’apparire televisivo e anche i comunicati di certi Direttori Generali, dalla soluzione dei problemi.”“Per questo chiedo più trasparenza, più chiarezza e pretendo anche come rappresentante del Polesine, risposte precise ad alcune domande, che derivano da segnalazioni che ci sono pervenute e che descrivono una difficile situazione al San Luca di Trecenta.”
“Lasciando da parte che anche lì – prosegue la Bartelle – in questi anni avevate tagliato 4 posti letto in Area di Terapia Intensiva vi chiedo:
– E’ vero che a Trecenta, almeno dal 15 marzo 2020 individuato come sede di Ospedale Covid, come dichiarato dal Dr. Compostella, solo negli ultimi 3/4 giorni sono stati avviati i processi di esecuzione dei tamponi su operatori e degenti che almeno da una settimana si sapeva di dover trasferire?
– Il San Luca, è tutto adeguatamente coperto da percorsi dedicati Covid e questo può essere urgentemente verificato da organi regionali di controllo, insieme ad una delegazione regionale guidata dall’Assessore Lanzarin?
– E’ possibile ad esempio, che almeno parte degli ascensori, siano ancora utilizzabili da gente che non dovrebbe averne accesso?
– Perché tutti gli operatori non sono in possesso di tutti i presidi di sicurezza (a partire dalle mascherine) necessari a svolgere il proprio lavoro?
– Non sono ancora arrivate mascherine al San Luca?
– Il personale del San Luca, è stato informato dei contagiati, in modo da poter, nel caso di contatto recente con questi, essere messo in sicurezza insieme ai propri cari?
– Chiedo al Presidente Zaia di verificare se il Direttore Dell’ULSS  in merito al caso “contagiati al San Luca di Trecenta – 4 operatori e 7 degenti di cui 3 di area particolarmente delicata come la Lungodegenza”, se l’illustrazione pubblica del Bollettino del 25 marzo 2020 sia aderente alla realtà. Tra le altre cose, ha detto: ‘prosegue l’attività di esecuzione dei tamponi che completeremo oggi, per quanto riguarda tutti gli ospiti che sono presenti, tutti i degenti che sono presenti e tutti gli operatori di Trecenta’. Cosa che da verifiche da me avute non corrisponde al vero, perché c’è ancora personale che oggi non è stato controllato con il tampone.
– Il caso di 7 contagiati tra i degenti e di 4 contagiati tra il personale, al solo San Luca di Trecenta, non è da considerarsi un focolaio? E se si, di chi è la responsabilità?
– E’ assicurata la completa sicurezza per la salute della popolazione Trecentana, visti i tanti dipendenti e ammalati del Comune altopolesano che frequentano l’ospedale? Soprattutto dopo aver appreso quello che è successo (11 contagiati) a pochi giorni dal trasferimento di gran parte dei degenti e degli operatori del San Luca?
– I pazienti trasferiti da Trecenta, resteranno all’interno delle strutture pubbliche o saranno trasferiti, come fa intendere il Dr. Compostella, anche in cliniche private? E i privati, ricevono solo malati “normali” o si mettono organicamente a disposizione per battere il Corona Virus? E quale compenso eventualmente riceveranno?
– Visto che non ci sarà altro spazio finché il Coronavirus non sarà sconfitto, chiedo anche che, il presidente Zaia prenda un doveroso  impegno per il dopo virus: confermi almeno la funzionalità che il San Luca aveva precedentemente le ultime schede ospedaliere, magari con l’aggiunta di altri servizi e posti letto (compresi i 4 tagliati in Area Terapia Intensiva). L’Altopolesine non può essere solo il luogo dell’Ospedale del Contagio e il suo mettersi a disposizione, va riconosciuto concretamente.” 
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Emergenza Coronavirus – Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): “Bollo auto, chiesta sospensione”

Venezia 24 mar. 2020 –        “La nostra proposta è di fare come l’Emilia e il Piemonte che hanno rinviato il pagamento del bollo auto. Si tratta di una tassa su cui la Regione può agire direttamente, risparmiando ai contribuenti un ulteriore motivo di difficoltà sia economica che burocratica durante queste giornate di assoluta emergenza. Proponiamo la proroga dei pagamenti anche in analogia alle norme nazionali che hanno spostato i termini delle imposte statali al 31 maggio”. Così i Consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che ricordano: “La proposta della proroga del bollo auto era già contenuta nella lettera che due settimane fa abbiamo spedito a Luca Zaia assieme a tutte le forze di opposizione del Consiglio regionale”.“Ho portato la proposta – conclude il Consigliere Ruzzante – nella conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale, che oggi si è riunita in via telematica. Zaia, che era collegato, si è impegnato ad affrontare la questione”.

Bilancio Regionale, prima variazione. Patrizia Bartelle (IIC): “l’emergenza è la sanità”

Venezia 24.03.2020 – “Domani (mercoledì 25 marzo) si discute la prima variazione di bilancio per la Regione Veneto. È palesemente una variazione scritta prima che scoppiasse la epidemia di corona virus, come dimostra uno stanziamento di 200.000 euro per le auto e moto storiche (sic!)”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge

“Il grosso di questa variazione concerne 12 milioni di euro per Veneto Strade e circa altri 12 per le funivie: io credo che non siano queste le priorità odierne. Penso che si debba impostare una variazione dedicata interamente al sostegno delle Case di riposo ed Rsa, per aiutare queste strutture ad affrontare un periodo molto difficile, facendo salvi solo i finanziamenti per il Co. Ge. Vo. e per la mitilicoltura, finalizzati a ristorare danni già subiti.”

“Si pone inoltre da subito – aggiunge Bartelle – il problema del crollo del reddito di molte famiglie, che renderà impossibile per tanti versare le rette dei parenti nelle strutture protette. Va approntata subito una manovra straordinaria per rimpinguare il Fondo per la non Auto sufficienza, in modo da alleviare il problema economico delle famiglie e da garantire la sopravvivenza delle Case di riposo”.

“Infine – conclude Bartelle – va avviata una riflessione sul bollo auto. In attesa di abolirlo per l’anno in corso o almeno di ridurlo, va sospeso subito il pagamento di quelli che sono in scadenza. Insomma, le auto storiche potranno attendere tranquillamente”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune.

Coronavirus, sanitari esasperati. Coordinamento Veneto 2020: “Inaccettabile ridurre il personale in questo stato, la Regione intervenga subito”

Venezia 23.03.2020 – “Il sindacato USB denuncia la carenza di dispostivi di protezione indviduale” 

“Gli operatori sanitari sono frustrati dalla situazione e lamentano di combattere contro il Coronavirus in condizioni di insufficiente o inesistente sicurezza, in particolare, a mancare, sarebbero i DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale” 

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che aggiungono

“lo stesso sindacato ha depositato un esposto presso la competente Procura della Repubblica per segnalare tali le condizioni di lavoro degli operatori. Se effettivamente quanto riportato nell’esposto fosse accertato si tratterebbe di una situazione che deve essere risolta immediatamente per tutelare la sicurezza dei lavoratori”

“Per questo – continuano Bartelle, Ruzzante e Guarda – abbiamo depositato una interrogazione per chiedere alla Regione se le denuncia del sindacato di base USB corrisponda al vero e quali interventi urgenti intenda apprestare per garantire la sicurezza del personale sanitario chiamato a fronteggiare la pandemia da COVID-19” 

Patrizia Bartelle Consigliera Regionale (Italia in Comune)

Piero Ruzzante Consigliere Regionale (Liberi e Uguali)

Cristina Guarda Consigliera Regionale (Civica per il Veneto)

Coronavirus, campioni a tappeto. Coordinamento Veneto 2020: “Bene ma la Regione ha considerato il rischio di sovraccarico delle strutture?”

Venezia 20.03.2020 – “il Presidente della Giunta regionale ha annunciato ‘tamponi a tappeto’ in tutto il Veneto per identificare gli asintomatici, ossia chi non presenta sintomi ma è comunque affetto da Covid-19 e dunque rischia di contagiare altre persone.” 

I Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) vedono con favore l’effettuazione dei controlli ma esprimono anche la propria preoccupazione perché 

“il numero degli esami di laboratorio che si dovrà effettuare sarà elevatissimo e c’è il rischio che i pochi laboratori di microbiologia attualmente attivi siano sommersi di campioni da analizzare – come pare stia accadendo presso la struttura di Padova – il che aggraverebbe ulteriormente lo stato di emergenza in cui già si trovano.” 

“Per questo – continuano Bartelle, Ruzzante e Guarda – abbiamo depositato una interrogazione per chiedere alla Regione quali siano, oggi, le ULSS in possesso di idonei mezzi e risorse umane e quindi in grado di far fronte all’ingente numero di controlli di laboratorio che saranno necessari”

“Nondimeno – aggiungono i Consiglieri  – rispetto ai 20.000 tamponi annunciati da Zaia è importantissimo che si parta da punti prioritari: i lavoratori della sanità, compresi i medici di base, richiedono più garanzie data l’alta esposizione al rischio di contrarre il virus; a cascata si vadano inoltre a testare i lavoratori del comparto agro-alimentare; commesse e operai dei magazzini, fabbriche, attività produttive etc.”.

Patrizia Bartelle Consigliera Regionale (Italia in Comune)

Piero Ruzzante Consigliere Regionale (Liberi e Uguali)

Cristina Guarda Consigliera Regionale (Civica per il Veneto)

Politica – Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): “Case popolari: nostro Pdl per eliminare i 5 anni di residenza, requisito incostituzionale”

Venezia 20 mar. 2020 – «Come annunciato nei giorni scorsi, abbiamo depositato una proposta di legge per modificare le norme in materia di edilizia residenziale pubblica, cancellando il requisito dei 5 anni di residenza. Due anni fa, all’epoca della riforma voluta da Zaia e dalla Lega, ci opponemmo a quel requisito che ritenevamo iniquo, irrazionale e illegittimo. Ora, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 28 gennaio scorso, non ci sono più dubbi: il requisito va eliminato. È una questione di giustizia, ma anche di buon senso: lasciarlo lì dov’è potrebbe dare adito a ricorsi» Così PieroRuzzante, Patrizia Bartelle, Cristina Guarda consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 che già due settimane fa avevano interpellato la Giunta Zaia chiedendo di intervenire sulla scorta di quanto indicato dalla Corte Costituzionale. «La Corte ha dichiarato illegittimo il requisito dei 5 anni di residenza contenuto nella legge regionale della Lombardia, del tutto analogo a quello inserito dalla Lega di Zaia nella legge veneta. Trattandosi di una questione di legittimità costituzionale, auspichiamo che la nostra Proposta di Legge  possa trovare la massima condivisione all’interno del consiglio regionale».

Coronavirus, Trecenta è ‘Covid Hospital’. Coordinamento Veneto 2020: “Giusto fronteggiare l’emergenza con determinazione ma al termine ripristino totale della struttura”

Venezia 18.03.2020 – “La pandemia da coronavirus è un’emergenza planetaria e deve essere fatto tutto il possibile per fronteggiarla, contenerla e sconfiggerla. Questa è una battaglia che ci vede tutti uniti contro un nemico comune”

“Allo stesso modo e con la stessa determinazione, al termine dell’emergenza, che ci auguriamo arrivi il prima possibile, tutte le strutture individuate come Covid Hospital dovranno ritornare subito pienamente operative. Inoltre la popolazione locale, tramite i suoi rappresentanti, pone una serie di interrogativi che meritano una risposta immediata: dove andremo a curarci? Dove andremo a partotire? Dov’è il pronto soccorso? I reparti spostati, torneranno indietro?”

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione regionale per chiedere alla Giunta Zaia di impegnarsi nell’immediato e in prospettiva futura.

Patrizia Bartelle, in particolare, precisa “da polesana non voglio che ci siano fraintendimenti circa la mia posizione: Trecenta dovrà tornare completamente operativo all’indomani della fine dell’emergenza”

“Inoltre – conclude Bartelle – nel caso in cui durante l’emergenza COVID dovessero essere aggiunti dei posti letto, questi dovranno essere mantenuti anche dopo. Tale circostanza sarebbe la prova di ciò che l’utenza di Trecenta sostiene da tempo ossia che si tratta di una struttura sottodimensionata”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Coordinamento 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Coordinamento 2020 – Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Coordinamento 2020 – Civica per il Veneto

Covid-19. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Circolare per selezionare i malati da curare: concordata con Zaia o iniziativa di Mantoan? Veneto continui a curare tutti»

«Apprendiamo che il dg della Sanità veneta, Domenico Mantoan, ha trasmesso a tutti i direttori generali delle Ulss del Veneto una discussa e controversa circolare della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIARTI) contenente “Decisioni eticamente fondate per il trattamento dei pazienti affetti da insufficienza respiratoria grave secondaria a infezione da COVID-19”.

“Vogliamo sapere se questa circolare è stata trasmessa a insaputa di Zaia o se è stata concordata con lui e con l’assessora alla Sanità. Decidere se curare tutti o solo qualcuno non è una scelta tecnica ma politica”.

“La circolare contiene indicazioni per selezionare i malati di coronavirus nel caso in cui non ci fossero abbastanza posti letto per curare tutti, criteri di priorità insomma quali ad esempio la possibilità di fissare un limite d’età all’ingresso della terapia intensiva. Sono scelte difficili, queste, alle quali nessun medico spera di trovarsi di fronte. Casi che la politica ha il compito di allontanare il più possibile: con nuove dotazioni per posti letto in terapia intensiva, con nuove assunzioni di personale. Finora sembra questa la linea lungo cui si è mossa la Regione, con l’obiettivo di garantire le cure a tutti. Ora questa circolare sembra prefigurare uno scenario di segno inverso”.

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale
Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale
Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale