Politica. Veneto 2020: “Soddisfazione per l’approvazione della mozione a prima firma Bartelle per garantire la scelta vegetariana negli ospedali”

Venezia 28.01.2020 – “Riteniamo che negli ospedali debba essere  sempre garantita l’opzione vegetariana per i degenti, ovviamente finché ciò non sia in contrasto con il piano terapeutico di un individuo”

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che precisano:

“Quando per un paziente la scelta alimentare è ‘libera’ ossia non vi sono particolari prescrizioni mediche in relazione al suo stato di salute, allora i servizi di ristorazione degli ospedali veneti dovrebbero sempre garantire una valida opzione vegetariana che non si traduca in un menù ‘per esclusione’ costituito dalle pietanze, tra quelle proposte, che non contengono pesce o carne”.

“Si tratta di un principio – proseguono – che deve essere chiaramente ribadito in tutte le carte servizi delle aziende sanitarie regionali. In questo senso questa mozione rappresenta un passo avanti”

“Sottolineiamo, infine, che la nostra non è una azione ideologica e non siamo schierati a favore o contro di chi sia vegetariano o meno. Si tratta solo di una visione più umana in un’ottica di rispetto delle abitudini di chi si trovi a dover vivere l’esperienza già di per sé negativa del ricovero ospedaliero”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il Veneto

Parto in ambulanza. Bartelle, Ruzzante, Guarda (Veneto 2020): «La Regione compia verifiche approfondite. Rovigo Hub solo sulla carta?»

«È necessario che sui fatti accaduti il 9 gennaio scorso siano condotte approfondite verifiche, non solo al fine di verificare se vi sia stato il rispetto dei parametri di condotta esigibili dal personale medico, ma anche nell’ottica di chiarire se l’attuale strutturazione dell’Ospedale di Rovigo sia o meno in grado di rispondere efficacemente a casi analoghi che potrebbero sempre ripresentarsi in futuro».

Così i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, Patrizia Bartelle, Piero Ruzzante e Cristina Guarda, che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata “per sapere quali verifiche, anche in relazione alla funzionale strutturazione dell’attuale configurazione dell’Ospedale di Rovigo, ha intenzione di compiere” e per chiedere se l’attuale strutturazione del presidio ospedaliero di Rovigo sia conforme alla classificazione formale di Hub a rilievo provinciale, prevista dalle schede ospedaliere.

«Vogliamo vederci chiaro su questa vicenda, capire bene quanto ha inciso la condizione in cui versa la sanità pubblica polesana ormai esangue dopo vent’anni di tagli decisi a Venezia dalla Lega. Se la struttura di Rovigo non è adeguata, la soluzione non è chiuderla ma adeguarla. Rovigo dovrebbe essere ospedale Hub, che senso ha se resta tale solo sulla carta?».

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Politica. Bartelle (IIC) “Domani in Consiglio Regionale si discuterà la mia risoluzione pro mozione Segre”

Venezia 27.01.2020 – “Domani in Consiglio Regionale si discuterà la risoluzione n. 123 che ho depositato a novembre 2019 e con la quale, se sarà approvata, il Veneto esprimerà la propria adesione alla mozione proposta in Parlamento dall’On. Liliana Segre per istituire una commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”

È l’annuncio della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge:

“Confido in una approvazione unanime per l’importanza del tema, perché tutti i Consiglieri di minoranza l’hanno già sottoscritta e perché, recentemente, è stato depositato un progetto di legge regionale in materia di ‘iniziative per la conoscenza della Shoà e per il Giorno della Memoria’ a prima firma Lista Zaia e sottoscritto da numerosi colleghi anche della maggioranza”.

“Il territorio ha già dato dei segnali inequivocabili, infatti, sono numerosi i Comuni, tra cui Rovigo e Occhiobello, che hanno conferito all’On. Liliana Segre la cittadinanza onoraria e la Provincia di Rovigo ha già espresso il proprio voto a favore della mozione depositata in parlamento dalla Senatrice”

“Sono particolarmente onorata – conclude la Bartelle – del fatto che la discussione avverrà all’indomani delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, ciò renderebbe l’approvazione ancora più importante dal momento che, come recentemente ribadito dall’On. Segre in persona, non bisogna ‘mai disgiungere la lotta all’antisemitismo dalla più generale ripulsa del razzismo e del pregiudizio che cataloga le persone in base alle origini, alle caratteristiche fisiche, sessuali, culturali o religiose’”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Silvia Benedetti e Sara Cunial (Misto), Patrizia Bartelle (IIC): “Sul 5g non si sta rispettando Il principio di precauzione, per questo tanti si oppongono”

“Sull’avvio della tecnologia 5G in Italia il Governo continua a fare orecchie da mercante, nonostante da più parti si sia messo in risalto che non se ne possa affermare la non pericolosità. Se a ciò aggiungiamo da un lato la sentenza d’appello del 3 dicembre 2019 di Torino, in cui si afferma l’esistenza di un nesso di causa tra esposizione a telefoni mobili e neurinoma acustico e dall’altro i ‘no’ espressi da un numero sempre maggiori di amministrazioni comunali, appare evidente che la sperimentazione vada sospesa”. 

Questo il pensiero delle Deputate del Gruppo Misto Silvia Benedetti e Sara Cunial e della Consigliera delle Regione Veneto Patrizia Bartelle (Italia in Comune), che continuano: 

“Ribadiamo che non siamo contrarie a priori alle nuove tecnologie, ma non può essere trascurato l’impatto del 5G sulla salute dei cittadini e dell’ambiente, la cui tutela per noi rimane prioritaria. Al contrario, il Governo e le multinazionali della telefonia sembrano porre in primo piano il mero interesse economico, non considerando che una volta aperto il vaso di Pandora del 5G non sarà più possibile tornare indietro, se non sopportando enormi costi economici e non. Quanto successo con l’energia nucleare e, su scala minore, con l’Eternit evidentemente non ha insegnato nulla”.

“Per questo – continuano le tre portavoci – ci schieriamo con chi scenderà in piazza il 25 gennaio per chiedere una moratoria alla sperimentazione in virtù del principio di precauzione ed al contempo di approfondire gli studi su una tecnologia a tutti gli effetti ancora sconosciuta”.

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune), Gioco d’azzardo: il caso di Castelnovo Bariano (RO), ecco le conseguenze della recente legge leghista.

Venezia 22.01.2020 – “A settembre, subito dopo l’approvazione della legge regionale su gioco d’azzardo, lo avevo detto subito: ci voleva più coraggio, manca una vera tutela della salute delle persone”

“Un altro Comune Polesano, Occhiobello, si è già trovato in difficoltà perché questa nuova legge è più permissiva dei regolamenti che erano già in vigore nel territorio”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) che aggiunge:

“Oggi Castelnovo Bariano si trova tra due fuochi: quello di chi non vuole una sala slot in centro e le norme che, a quanto pare, ne consentirebbero la realizzazione”

“Insomma la nuova legge è un disastro! E disastrosi sono i dati sul gioco patologico specialmente in Provincia di Rovigo la cui soluzione, a quanto pare, non sembra essere tra le priorità della politica”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

VENETO 2020 “secondo il rapporto di ARPAV ci sarebbero i PFAS in tratti del Po la cui acqua viene potabilizzata, la Regione amplierà lo screening PFAS?”

Venezia 20.01.2020 ‘Nel maggio 2019 avevamo presentato una interrogazione, la IRI n. 760, per chiedere che, in seguito ai ritrovamenti di PFAS nel rodigino, lo screening fosse ampliato a tutti i residenti in veneto’

‘la Giunta ci aveva risposto di non ritenere sussistenti i presupposti per giustificare l’estensione dello screening.’

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune); Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civiva per il Veneto) che aggiungono:

‘In seguito, nell’ottobre del 2019, nel corso di un seminario, ARPAV aveva evidenziato un parallelismo tra Miteni e la realizzazione di nuove discariche le quali, se collocate in zone di ricarica degli acquiferi, comportano il rischio di percolazione e quindi di contaminazione da PFAS delle falde’

‘Avevamo quindi presentato un’altra interrogazione, la IRI n. 837, per chiedere alla Regione, ancora una volta, se non fosse opportuno ampliare lo screening PFAS a tutti i veneti.’

‘Ancora una volta la Regione ha ritenuto non sussistenti i presupposti perché le soglie limite sono ‘PFOA+PFOS inferiore o uguale a 90 ng/l di cui il PFOS non superiore a 30 ng/l ed i valori della somma degli altri PFAS inferiore o uguale a 300ng/l’  

‘Eppure – continuano Bartelle, Ruzzante e Guarda – la tabella n. 9.10 di pagina 184 del rapporto acque 2018 di ARPAV (pubblicato quell’ottobre 2019) evidenzia come le stazioni di rilevamento n. 229, 227 e 347, tutte in Provincia di Rovigo, siano state identificate come siti non conformi’

‘Ci chiediamo quindi se alla luce di queste risultanze non sia il caso di estendere lo screening quantome­no si residenti delle zone in cui l’acqua potabile è attinta da questo tratto del Po’

‘E lo chiediamo – concludono Bartelle, Ruzzante e Guarda – anche alla Giunta con una interrogazione che abbiamo depositato questa mattina’

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il Veneto

Referendum legge elettorale incostituzionale. Ruzzante, Guarda, Bartelle (Veneto 2020): «Zaia e leghisti ex-veneti: vi avevamo avvertiti. Ma non disperate: ora vi resta il referendum contro il taglio dei parlamentari»

«Avevamo avvertito i consiglieri regionali della Lega. Al momento della votazione sulla proposta di referendum per il maggioritario puro, l’avevamo detto chiaro e tondo: questa legge è incostituzionale. Cancella la rappresentanza politica, distorcendo il voto popolare al punto che in linea teorica con il sistema che voleva Salvini (e che mai avrà) un solo partito, senza ottenere nemmeno la maggioranza dei voti, avrebbe potuto accaparrarsi il 100% degli scranni in parlamento». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante, Cristina Guarda e Patrizia Bartelle.

«Così, dopo aver costretto il consiglio regionale a votare per un referendum che nulla ha che fare con il Veneto, solo per compiacere capitan Papeete e le sue manie di protagonismo, e dopo la figuraccia della seconda votazione bocciata a causa delle numerose assenze tra le file della maggioranza, insomma dopo aver fallito su tutta la linea, cosa resta alla Lega? L’altro referendum, quello contro la riduzione del numero dei parlamentari, visto che le firme dei senatori leghisti sono state determinanti per il raggiungimento del quorum necessario. Cari leghisti, potrete consolarvi con quello!».

«È un vero peccato che il consiglio regionale del Veneto abbia perso tutto quel tempo dietro le imposizioni di Salvini anziché occuparsi dei problemi dei veneti. Non più prima i veneti, ma da ora in poi prima Salvini: è la concezione bipolare dell’autonomia di Zaia e dei leghisti ex-veneti. Una autonomia che è finto decentramento, nella realtà un accentramento, un neo-centralismo regionale che serve solo all’esecutivo quando si tratta di forzare i rapporti democratici nelle istituzioni locali. Ma che, all’occorrenza, può trasformarsi in totale sottomissione alla volontà di chi comanda nel partito di appartenenza. Non è questa l’autonomia che serve ai veneti».

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

SILVIA BENEDETTI E SARA CUNIAL (MISTO), PATRIZIA BARTELLE (IIC): “SUL PARCO DELLA LESSINIA ENNESIMO TENTATIVO DI RIDUZIONE DELLE AREE PROTETTE DOPO QUELLO DEL PARCO COLLI EUGANEI, IL TUTTO A FAVORE DEI CACCIATORI”

“Anche in Veneto trova conferma il vecchio adagio secondo cui la storia sia destinata a ripetersi: dopo il tentativo di riduzione del Parco Regionale dei Colli Euganei, ora sotto attacco è quello della Lessinia, con la riduzione della superficie protetta di oltre 1700 ettari. Un vero e proprio scempio, che speriamo trovi una feroce opposizione in Consiglio Regionale”.

Questo il pensiero delle portavoci del Gruppo Misto Silvia Benedetti e Sara Cunial e della consigliera regionale Patrizia Bartelle, che continuano:

“quando leggiamo che il PDL in esame nelle commissioni regionali parla della trasformazione delle aree protette in aree contigue o in aree “pre-parco” il pensiero non può che tornare al parco dei Colli, perché il giochino è sempre il medesimo. La realtà, anche se si cerca di mistificarla affermando che la superficie sottoposta a vincoli aumenterebbe, è che il 18% circa del Parco della Lessinia vedrà pesantemente colpite le sue tutele. Appare evidente che ad esserne favorite saranno le lobby dei cacciatori, che a Palazzo Ferro Fini, tra soldi donati ed ampliamento delle aree su cui cacciare, devono essere molto potenti.”

Le portavoci continuano: “Che la gestione naturalistica degli enti parco non fosse la prima preoccupazione di Zaia è evidente considerando quanto sono durati i commissariamenti dei vari enti, ma un atteggiamento simile è preoccupante per il futuro della nostra Regione. Basti considerare che la tendenza è quella di allargare le aree protette, in Veneto si cerca di ridurle. In un momento in cui le coscienze dei cittadini di tutto il mondo si stanno risvegliando sui temi ambientali, per i veneti è tempo di decidere se si possa affidare la Regione ancora una volta a chi le fa fatto raggiungere i record nazionali per consumo di suolo oppure darle un’opportunità di un futuro migliore”, terminano le tre portavoci.

Parco della Lessinia. Ruzzante, Guarda, Bartelle (Veneto 2020 – LEU): «No al taglio delle aree protette»

I tre consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 ribadiscono la propria contrarietà al progetto di modifica dei confini del Parco della Lessinia, oggi in discussione nella commissione Territorio del Consiglio Regionale del Veneto e presentato da tre consiglieri regionali della maggioranza: «c’è un appello sottoscritto da 107 associazioni della Lessinia e della provincia di Verona, con il quale viene chiesto il ritiro della proposta di legge regionale 451. Nei giorni scorsi ci eravamo uniti a questo appello annunciando la nostra totale contrarietà al provvedimento. Visto che la proposta non è stata ritirata, confermiamo il nostro voto contrario».

«Sembra impensabile che nel 2020 ci sia ancora chi vuole ridurre (non ampliare, ridurre!) i confini di un Parco naturale. Incomprensibile, poi, come questo qualcuno possa essere ancora al governo della Regione Veneto, dopo vent’anni di malgoverno all’insegna della cementificazione, del consumo di suolo e della devastazione del territorio. La totale mancanza di una visione, che tenga conto anche delle nuove generazioni, è la peggiore eredità che la Lega lascia al Veneto».

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Enti strumentali della Regione. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Presentato pdl per l’estrazione a sorte dei revisori dei conti»

Un progetto di legge regionale per estendere la metodologia dell’estrazione a sorte, già prevista per i revisori dei conti della Giunta e del Consiglio regionale, anche alle nomine effettuate dagli enti strumentali della Regione del Veneto. L’ha presentato oggi in commissione Affari istituzionali il consigliere regionale Piero Ruzzante che ne è il primo firmatario. Il pdl è sottoscritto anche dalle due consigliere regionali del coordinamento Veneto 2020, Patrizia Bartelle e Cristina Guarda.

«La proposta di legge prevede che, a partire dal prossimo rinnovo dei revisori, la modalità di scelta sia unica per tutti gli enti strumentali della Regione e preveda il sorteggio dall’elenco regionale dei revisori. Proprio come avviene ora per la nomina dei revisori della Regione», spiegano i tre esponenti di Veneto 2020. «In questo modo sarà maggiormente garantita l’indipendenza dei revisori nell’esercizio delle proprie funzioni. Si tratta di un aspetto molto importante, considerato che il ruolo dei revisori dei conti all’interno della pubblica amministrazione ha assunto crescente rilievo negli ultimi anni».

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale