Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune): “Una riflessione ed un augurio”

Fare il Consigliere d’opposizione in Consiglio regionale del Veneto è stato molto semplice: bastava stare dalla parte dei cittadini ed essere profondamente cosciente che il proprio mandato era conferito dagli elettori polesani. 
Molto semplice ma anche devastante. 
Perché difendere ed evidenziare le necessità di un territorio, quando tu lo rappresenti, è insieme semplice e devastante. Ad un certo punto, voltandoti indietro, ti rendi conto di quanto avresti potuto fare per la salvaguardia della Sanità locale, dell’ambiente, del territorio, per favorire lo sviluppo e la crescita attraverso una programmazione intelligente delle infrastrutture, delle reti di comunicazione, della formazione professionale. 
E ti rendi conto anche di quanto avrebbe potuto fare la maggioranza di governo regionale, di quanto invece non ha fatto oppure ha fatto di sbagliato. E ti rendi conto anche di quanto non hanno fatto i Consiglieri che ti hanno preceduto, forse perché avevano obiettivi diversi. Leggere ancora oggi sui giornali che la turnazione delle farmacie su base provinciale penalizza per l’ennesima volta il nostro territorio per l’acquisto di farmaci nei notturni e nei festivi, è l’ennesimo schiaffo alla tanto decantata specificità del nostro Polesine. 
Il mio compito di Consigliere, in parole povere, era di pensare ai bisogni e quindi al benessere dei cittadini polesani attraverso il filtro dei miei anziani genitori, di me stessa, dei miei conoscenti, di chi mi ferma per strada per parlare ed espormi i suoi problemi. Purtroppo la realtà è inesorabile nel procedere in direzione ostinata e contraria; con sempre maggior difficoltà si accede ai servizi territoriali, via via ridimensionati e resi inefficienti dal disegno strategico del governo regionale. Tale disegno è chiarissimo nella tutela della salute, dove la scelta regionale è di parificare pubblico e privato considerando la sanità un gigantesco giro conto nel quale paghiamo servizi e prestazioni alle strutture private come se le nostre tasse fossero capitali dell’imprenditore. Non importa se vengono smantellati ospedali pubblici e persi posti di lavoro, basta che le prestazioni siano rese da un privato che così guadagna e cresce sempre più. 
Quando sui giornali leggo politici e manager regionali definire equivalenti sanità pubblica e privata, temo di non capire quali siano i ruoli e le funzioni della politica regionale: portare sempre più in alto le eccellenze pubbliche con personale qualificato e tecnologie d’avanguardia oppure favorire l’arricchimento personale degli imprenditori privati? 
Ed ancora, vorrei alzare il livello di guardia sui ritardi infrastrutturali del Polesine. Per esempio, vorrei che un cittadino polesano usasse in modo ugualitario i treni di qualsiasi altro veneto, vorrei che potessimo spostarci per studio, lavoro o svago con lo stesso livello di servizi pubblici che vi sono a Padova, Vicenza o Treviso. Ma non è così, e in questi quattro anni la forbice si è allargata, a causa delle scelte di una politica miope che ci considera sub cittadini perché siamo pochi, meno ricchi e meno sviluppati di altri,  quasi fosse colpa nostra. 
Una politica regionale che si rifiuta di dare al pendolo la oscillazione contraria, qualificando alcune infrastrutture polesane invece di continuare ad intasare ed inquinare altrove, tutelando e promuovendo i nostri distretti produttivi come la pesca e la Giostra, valorizzando le nostre tipicità come l’idrografia e la tutela delle acque o l’agricoltura, affidando le speranze di un futuro, già programmato ma tenuto in un cassetto, di Zone speciali a tutto vantaggio della logistica e di Porto Marghera. 
Queste mie riflessioni son insieme un bilancio ed un invito ad aprire gli occhi,  a considerare attentamente quanto succede attorno a noi. In questo senso le mie riflessioni sono anche il mio modo personale di farvi gli auguri.
Patrizia Bartelle, Consigliera Regione Veneto, Veneto 2020 – Italia in Comune

Salute. Veneto 2020: “Una mozione per garantire la scelta vegetariana in ospedale”

Venezia 20.12.2019 – “Un numero sempre maggiore di persone sceglie la dieta vegetariana, si tratta di una abitudine alimentare riconosciuta ed accettata dalla società civile tanto che ormai quasi tutti i ristoranti offrono anche pietanze vegetariane” 

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che aggiungono:

“Per questo motivo abbiamo deciso di deposi­tare una mozione per impegnare la Giunta Regionale a garantire che  i servizi di ristorazione di tutti gli ospedali veneti prevedano una valida alternativa vegetariana”

“Sappiamo bene – spiegano – che quando la dieta di un paziente è parte integrante del suo trattamento terapeutico gli aspetti sanitari sono preminenti, tuttavia, quando la dieta del paziente è libera, l’ospedale dovrebbe assicurargli la possibilità di mantenere le proprie abitudini alimentari vegetariane anche durante la degenza ospedaliera.”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020-Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020-Liberi e uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020-Civica per il Veneto

Politica. Veneto 2020 “Mozione Segre: la Provincia di Rovigo c’è, e la Regione Veneto?”

Venezia 19. 12.2019 – “Ci è stato comunicato oggi che il Consiglio Provinciale di Rovigo, nel corso della seduta del 4 dicembre scorso, ha approvato il provvedimento n. 32/29786 con il quale ha espresso la propria adesione alla mozione presentata in Senato dalla on. Liliana Segre per l’istituzione di una commissione straordinaria per il contras­to ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza” 

Così i consiglieri Regionali del coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guanda (Civica per il Veneto) che aggiungono:

“Anche in Consiglio Regionale, il 5 novembre scorso, è stata depositata una risoluzione, a prima firma Bartelle, con la quale si chiede che anche il Veneto esprima la propria adesione alla mozione”

“Oltre alle nostre sottoscrizioni sono già pervenute anche quelle di tutta la minoranza: Azzalin, Baldin, Berti, Bigon, Brusco, Fracasso, Ragazzo, Salemi, Scarabel, Sinigaglia, Zanoni, Zottis”

“Ci auguriamo che questa risoluzione sia discussa (e approvata) al più presto anche dal Consiglio Regionale Veneto, l’ente maggiormente rappresentativo del pensiero della nostra Regione”


Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali 

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il veneto

Vigilanza attività venatoria. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «La Giunta intende sbloccare le nomine delle guardie volontarie?»

Venezia, 18 dicembre 2019 – Lo chiedono i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 con un’interrogazione a risposta immediata, presentata oggi in consiglio regionale.

“Quando si uscirà dall’indeterminatezza nell’attribuzione delle competenze al rilascio dei provvedimenti di nomina o rinnovo della nomina delle guardie volontarie”, recita il quesito sottoposto da Ruzzante, Bartelle e Guarda alla Giunta regionale.

«Il passaggio di competenze in materia di caccia e pesca da Provincia a Regione, ancora in corso, si riverbera in modo negativo sulle attività di vigilanza venatoria. Le nomine e i rinnovi delle guardie venatorie, infatti, risultano sospesi in attesa della riorganizzazione del settore».

«Risultato? – concludono i tre consiglieri regionali – Allo stato attuale, in Veneto nessuno sta nominando le guardie volontarie. Un vero e proprio stallo, la cui responsabilità politica è in capo alla Giunta Zaia. Se questa è buona amministrazione…»

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Caccia. Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune): “nel 2018 la Regione aveva promesso che avrebbe sostenuto la fauna selvatica in difficoltà. Cosa è stato fatto?”

Venezia 16.12.2019 – “Nel gennaio 2018 avevo depositato una interrogazione, la 511, insieme ai colleghi Zanoni e Azzalin, per chiedere quali sarebbero state le sorti del Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Rovigo”
“Nell’aprile 2018 la Giunta rispondeva ammettendo che le ‘criticità di natura finanziaria risultano oggettive’ e promettendo che si sarebbe fatta carico di ‘individuare le più opportune azioni da intraprendere per garantire adeguati e sostenibili livelli di assistenza alla fauna selvatica in difficoltà’”
Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge
“La notizia di oggi è che a Rovigo è stata presa a fucilate una poiana, salvata solo grazie ai volontari della Lipu. Volontari appunto, perché soldi non ce ne sono. Eppure il Cras si occupa di circa 1.500 casi l’anno”

“Ho deciso di chiedere la convocazione in Commissione dell’Assessore Regionale competente affinché spieghi quali siano le azioni intraprese da aprile 2018 ad oggi per garantire assistenza alla fauna selvatica in difficoltà”

“Chiedo infine alla giunta di valutare l’opportunità di stornare i fondi concessi alle associazioni di stampo venatorio per girarle al funzionamento dei cras, visto che recenti notizie di stampa segnalano che tali associazioni di stampo venatorio, hanno i forzieri pieni al punto che una di loro, ha pensato bene di finanziare il partito Fratelli d’Italia.”

“Tale ultima richiesta – precisa Bartelle – rifugge da qualsiasi scopo di polemica ed è finalizzata unicamente a raggiungere l’obiettivo primario di questi finanziamenti, e cioè quello di finanziare quelle attività di formazione anti bracconaggio, che evidentemente vengono svolte con più efficacia dalle associazioni animaliste rispetto alle associazioni di stampo venatorio”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale – Italia in Comune

Trasporti. Veneto 2020: “Autorità Trasporti ha aperto fascicolo su Sistemi Territoriali, l’assessore De Berti intervenga”

Venezia 16.12.2019 – “E’ quasi natale ma sembra più di essere a Pasqua vista la via crucis alla quale, quasi quotidianamente, sono chiamati gli utenti delle ferrovie Chioggia-Rovigo, Rovigo-Verona e Adria-Mestre”
“L’ultima, riportata da uno dei molti gruppo Facebook creati dagli utenti sfiniti, riguarda la coincidenza a Rovigo per Ferrara e Bologna: solo 2 minuti per cambiare treno, pronti? Via!”
Così i Consiglieri Regionali del coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che aggiungono
“Il pasticcio dei 120 secondi disposizione di chi, provenendo da Adria e diretto a Ferrara o Bologna, deve fare il cambio treno alla stazione di Rovigo sembra essersi risolto ma – continuano – rimane aperta la questione del fascicolo aperto dall’Autorità Trasporti”
“Si tratterebbe di una non conformità della carta dei servizi di Sistemi Territoriali, l’istruttoria è ancora in corso e non c’è ancora nulla di certo tranne il rischio di sanzioni veramente salate”
“Chiediamo all’assessore De Berti di intervenire rapidamente per garantire gli standard di eccellenza che la Regione Veneto rivendica continuamente ma che,  evidentemente, non riguardano Sistemi Territoriali. Chiediamo anche che sia avviata un’indagine interna per accertare se le eventuali sanzioni pecuniarie possano determinare un danno erariale e in tal caso chi sarebbero i responsabili”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il Veneto

Antifascismo, Bartelle (IIC) “invito tutti i sindaci veneti ad esporre il bollino antifascista”

Venezia 12.12.2019 – “Parma: Casapound chiede l’utilizzo di una sala, nel modulo per la richiesta è previsto che il richiedente si dichiari antifascista, Casapond non ci sta e il Sindaco non concede quanto richiesto. Casapound allora si rivolge al TAR che respinge il ricorso”

“Il Sindaco di Parma è Federico Pizzarotti, Presidente di Italia in Comune, che a seguito della vicenda ha invitato tutti ad esporre il bollino antifascista e a chiedere alle associazioni che richiedono l’utilizzo di luoghi pubblici di dichiararsi antifasciste. ‘Che sia un’Italia antifascista’ dice. Ed ha ragione”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) che precisa

“In qualità di coordinatrice regionale di Italia in Comune per il Veneto invito tutti i sindaci veneti ad esporre il bollino, il Veneto è antifascista e oggi più che mai è bene ribadirlo”

“Mai più fascismi, il messaggio deve essere forte e chiaro”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

LAVORO. SAFILO, 450 VENETI IN ESUBERO, 1 SU 4 IN ITALIA. VENETO 2020 “LA REGIONE SI ATTIVI IMMEDIATAMENTE”

Venezia 11.10.2019 –  “la notizia di oggi è che ieri, 10 dicembre, la Safilo ha approvato un piano di ristrutturazione che prevede, su base nazionale, 700 lavoratori in esubero su un totale di 2800 occupati. Uno su quattro”

“La maggior parte dei 700 esuberi è in Veneto: 400 nello stabilimento di Longarone (BL) e 50 nella sede centrale di Padova. La situazione è tragica”

Così i Consiglieri Regionali del Coordinamento Veneto 2020 Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Cristina Guarda (Civica per il veneto) che proseguono

“E’ fondamentale che la Regione Veneto partecipi al tavolo di concertazione già aperto tra Safilo e i sindacati. In particolare per quanto riguarda la Provincia di Belluno, nella quale l’occhialeria è un comporto importante, non si deve perdere l’occasione di un riassorbimento di quanti più lavoratori possibile, tanto più che si tratta di personale altamente qualificato”

“Abbiamo già depositato una interrogazione urgente per chiedere alla Regione di fare ciò che avremmo fatto noi: intervenire subito! Quantomeno per rispetto e solidarietà verso i lavoratori della Safilo nostri concittadini”

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Civica per il Veneto 

Medicina legale di Padova. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Ancora nessun provvedimento nei confronti del direttore. Per la Giunta Zaia va bene così»

Venezia, 10 dicembre 2019 – «La Giunta Zaia risponde alla nostra quinta interrogazione sul caso della Medicina legale di Padova e per la quinta volta ripete: attendiamo l’esito delle indagini penali. Nel frattempo, no comment. Nessuna valutazione in merito all’opportunità di un procedimento disciplinare, che pure sarebbe di competenza all’Azienda Ospedaliera di Padova che dipende dalla Regione. Su questo, una parola potevano dirla. Invece bisogna sempre dire che va tutto bene, anche di fronte a situazioni così delicate. Va tenuto presente che il direttore della Medicina Legale risulta indagato per un presunto concorso in un falso ideologico nelle analisi antidroga per la commissione patenti, ed è sempre lui l’autore dell’autopsia sul cadavere di Cesare Tiveron, perizia le cui conclusioni sono state smentite da quella disposta dal GUP».

I consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 non sono per nulla soddisfatti della risposta, fornita oggi in consiglio regionale dalla Giunta, alle interrogazioni presentate nell’aprile e nell’ottobre 2019. Risposta nella quale viene ancora una volta confermato “il corretto operato dell’Amministrazione regionale”, assieme alla necessità di attendere l’esito dei procedimenti penali in corso. «La morte di Cesare Tiveron e tutto ciò che è successo dopo sono fatti gravissimi. Tiveron merita giustizia e le risposte devono arrivare prima di tutto dalla Regione, proprietaria dell’auto blu che lo ha travolto, e per questo noi continueremo ad insistere». «Constatiamo – concludono i tre consiglieri regionali – che nel frattempo il protagonista di questa storia è rimasto al suo posto. Era un interesse della Regione sospendere cautelativamente il direttore della Medicina legale e forse era un interesse anche del dirigente potersi difendere liberamente nei procedimenti a suo carico».

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Riforma Ater. Ruzzante, Guarda, Bartelle (Veneto 2020): «Giunta costretta a fare marcia indietro. Ora aspettiamo da Zaia la lista dei “furbetti”»

Venezia, 5 dicembre 2019 – «“Ko tecnico” per la Giunta Zaia, costretta ad ammettere che le novità contenute nella legge regionale 39/2019 erano in larga parte fuori per fuori e, di fatto, inapplicabili a meno di non voler causare una vera e propria macelleria sociale. Siamo soddisfatti», spiegano i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020: «la legge voluta dalla Lega metteva in strada 5823 famiglie, con le modifiche presentate oggi il numero si riduce a 269 che usciranno entro due anni. Un risultato raggiunto grazie alla mobilitazione degli inquilini e all’opposizione dura in consiglio regionale. Siamo riusciti ad ottenere garanzie per anziani e disabili e criteri più ragionevoli sia per quanto riguarda i limiti alla permanenza, che per il calcolo dei canoni. Insomma, abbiamo costretto la Giunta Zaia a fare dietrofront, non su tutta la linea ma poco ci manca».

«Non è tutto rose e fiori – precisano Ruzzante, Guarda e Bartelle – restano alcune criticità legate alla presenza del canone minimo, uno stratagemma della Regione per scaricare sulle casse comunali le situazioni più delicate di quei nuclei familiari in condizione di indigenza che non possono sostenere nemmeno la spesa di 40 euro al mese. Cifre che a qualcuno possono sembrare irrisorie, che invece possono cambiare la vita di molte persone». «Un’altra vittoria soltanto parziale riguarda l’aumento medio del canone, che non sarà più del 40% come inizialmente previsto dalla Giunta Zaia, ma più contenuto: ora si parla di un aumento medio del 13,4%, oltretutto con una gradualità temporale. In questo modo, dai 21 milioni di euro di aumento delle somme introiettate dalla Regione, risultante dal rincaro dei canoni, si passa a un aumento di 6 milioni di euro nel primo anno di applicazione».

«Nel complesso, portiamo a casa un buon risultato. Gli inquilini delle case Ater, dipinti dalla Lega e da Zaia come degli approfittatori da castigare, escono a testa alta dopo aver riaffermato la propria dignità e i propri diritti: 40.200 non sono furbetti e il presidente Zaia dovrebbe chiedere loro scusa!». «Resta il neo di chi occupa un alloggio pubblico senza averne diritto: chiediamo al presidente Zaia, dopo 25 anni di silenzio delle giunte di centrodestra, il rispetto della norma».

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale