Ancora polli in Pol(l)esine! E stavolta nel cuore del Delta del Po. Bartelle e Ruzzante (Veneto 2020): “l’incontro pubblico previsto dal procedimento di VIA sia organizzato in giorni, luoghi e orari accessibili a tutti”

Venezia 27.08.2019 – “Sarebbe stato presentato alcuni giorni fa negli uffici della Provincia di Rovigo un nuovo e ulteriore progetto per la realizzazione di un allevamento di polli capace di una produzione pari a circa cinquecentomila capi l’anno”

“Come se già la notizia della volontà di realizzare una ulteriore struttura di questo genere non fosse abbastanza grave, pare che essa sorgerà nel Comune di Portoviro nei pressi di Via Villaregia, in pieno Delta del Po”

Così i Consiglieri Regionali del coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) che aggiungono

“La preoccupazione è forte, da un lato, perché ci stupisce come un progetto del genere possa aver ricevuto il permesso di costruire trattandosi di un’area a quanto pare sottoposta a vincolo paesaggistico e, per altro verso, perché dimostra  scarsa attenzione all’ambiente. Infatti, se ci fosse un minimo di attenzione e volontà di valorizzare un territorio come il Delta, le normative edilizie dei vari comuni non dovrebbero ammettere la realizzazione di questi insediamenti”

“Non si tratta solo di emissioni odorigene – continuano – argomento sul quale esiste un progetto di legge regionale a prima firma Bartelle, ma anche del traffico di mezzi pesanti che si genera, delle problematiche relative al benessere degli animali e allo smaltimento dei rifiuti”

“La procedura di valutazione ambientale prevede che il progetto sia presentato al pubblico. Bene, chiediamo con forza che la presentazione avvenga in luoghi, giorni e orari accessibili per tutti e con un preavviso di almeno dieci giorni non come accaduto per la presentazione dell’allevamento previsto in Via Spin a Corbola che si è tenuta alle nove di mattina di un giorno infrasettimanale”

“Tutti – concludono – viste le conseguenze che un impianto del genere comporta, devono poter essere messi in condizione di conoscere il progetto. Per questo, non appena la data sarà fissata, ne daremo ampia pubblicità anche sulle nostre pagine Facebook e su quella del coordinamento Veneto 2020”

“Sarò sicuramente presente alla presentazione – conclude Bartelle – e invito non solo chi risiede nei pressi del luogo in cui dovrebbe sorgere la struttura ma tutte le persone che hanno a cuore l’ambiente e il Delta a partecipare”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune – Veneto 2020

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali – Veneto 2020

Sanità. Maltrattamenti e condizioni del personale. Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) “Subito un’analisi di tutte le strutture polesane”

“Il clamore suscitato in questi giorni dai gravissimi, ripetuti episodi di maltrattamenti all’IRAS di Rovigo segnala una carenza di formazione etico-professionale di alcuni operatori”

“E segnala anche una difficoltà a svolgere la propria attività in strutture socio sanitarie dai ritmi di lavoro stressanti e con retribuzioni insufficienti. Emerge quindi una precisa responsabilità politica della Regione Veneto, che in questi anni con la Lega al comando, non ha saputo affrontare le questioni che via via si presentavano e ha proposto soluzioni inadeguate, favorendo l’esplosione dei problemi”.

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle di Italia in Comune che aggiunge

“Utilizzando questa chiave di lettura e dato il costante ripetersi di casi analoghi o comunque riconducibili a difficili condizioni di lavoro degli operatori nelle strutture polesane, la questione deve essere approfondita.”

“In tema di condizioni di lavoro, ad esempio, ho più volte criticato l’operato dei vertici del CSA di Adria – ricorda Bartelle – e la mia richiesta di commissariamento della struttura attende una risposta dal 18 aprile scorso (Interrogazione a Risposta Immediata n. 753) perché non è accettabile che una vertenza sindacale possa protrarsi per anni”

“Sempre di questi giorni è la notizia secondo cui gli Istituti Polesani di Ficarolo, nei nuovi spazi in corso di realizzazione, dovrebbero ospitare una REMS. Si tratta di strutture che sostituiscono gli ospedali psichiatrici giudiziari e hanno funzioni educative e riabilitative dei detenuti”.

“Secondo un rapporto rilasciato lo scorso maggio da Antigone, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, in realtà non ci sarebbe tutta questa necessità di realizzare nuove REMS ma ‘serve invece potenziare i servizi psichiatrici territoriali per garantire percorsi adeguati di presa in carico’”.

“Ricordo che anche gli Istituti Polesani, qualche anno fa, sono stati al centro di casi di maltrattamento dei pazienti”

“Perciò – continua Bartelle – bisogna accendere subito un faro su tutte le strutture polesane per capire quali interventi sono stati effettuati e quali restino ancora da fare. A tal proposto questa mattina ho richiesto alla regione di avere copia dei verbali delle ispezioni effettuate presso gli Istituti Polesani dal giugno 2014.”


Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 Italia in Comune

Sanità, neolaureati in corsia. Guarda (CpV), Bartelle (IIC) e Ruzzante (LeU) – Coordinamento Veneto2020: “Scaricabarile inaccettabile che trasforma l’utenza in cavie e pone a rischio di contenziosi gli stessi giovani. Zaia cerca di tappare il buco di anni di immobilismo sul fronte della carenza dei medici e scarica sui pazienti e sugli stessi neolaureati tutti i rischi di una scelta scellerata”.

La presa di posizione è dei consiglieri Guarda (CpV), Bartelle (IIC) e Ruzzante (LeU) che intervengono sulla decisione della Giunta regionale di impiegare 500 medici con la sola abilitazione nei Pronto Soccorso e nei reparti di Medicina e Geriatria, dopo un corso di 92 ore in aula più due mesi di tirocinio in corsia.

“E’ una decisione che contravviene ad ogni legge nazionale ed europea sulla sicurezza del malato e sulla preparazione specialistica dei medici. Si apre così uno scenario nel quale l’utenza è costretta a fruire di servizi di sanità pubblica facendo da cavie. Al tempo stesso si espongono gli stessi neolaureati al rischio di dolorosissimi contenziosi legali che potrebbero troncare sul nascere le loro carriere. Spade di Damocle alle quali si aggiungerebbe una condizione salariale a dir poco da fame. Sarebbe questa l’eccellenza della sanità veneta?”

Guarda annota inoltre che “A questa soluzione della Giunta Zaia si è giunti dopo che da anni i medici, specialmente i più giovani, chiedono l’aumento delle borse di studio, anche quelle regionali, per sostenere il cambio generazionale. E chiedono il riconoscimento della propria professionalità perché è inaccettabile che il Veneto sia ultimo in Italia per la retribuzione dei medici: professionisti che lavorano costantemente più di 160 ore mensili, magari senza il rispetto dei turni di riposo, e che si occupano delle vite altrui. Il sistema sanitario veneto – aggiunge – così come è stato strutturato da Zaia e dai vertici manageriali della Regione, costringe alla fuga i medici e spinge l’utenza stessa a rifugiarsi disperatamente nel privato oppure fuori dal nostro territorio.”

“E’ questo l’obiettivo finale vero di questo governo veneto? Sicuramente non è il modo per fare politica, quella vera, che si prende a cuore il futuro della propria comunità, specialmente in quel delicatissimo ambito che è la salute, e dei giovani, la cui preparazione deve essere assicurata senza scaricare su di loro le conseguenze dell’irresponsabilità politica leghista.”

Ed in merito all’iniziativa dell’Anaao Assomed che ha dato mandato ai propri avvocati di impugnare le delibere della Regione Veneto e di inviare un esposto-denuncia alla Corte dei Conti, i consiglieri osservano che “Zaia non ha mai tenuto un dialogo costruttivo ed aperto alle proposte che sono venute dall’ Ordine dei medici e dai sindacati, accusati per giunta di non essere collaborativi. Riteniamo sia urgente che le scelte assunte vengano sottoposte al giudizio di legittimità: uno scaricabarile di queste dimensioni e di tale dannosità non può essere accettato nel silenzio”.

World Mosquito Day. Bartelle “Sembra una commemorazione da paesi del terzo mondo e invece i morti da zanzara li abbiamo anche noi”

Venezia – 20.08.2019 “La zanzara è l’animale più pericoloso per l’uomo e provoca ogni anno oltre 700 mila decessi, con buona pace di serpenti, squali e altri animali ben più temuti”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) che aggiunge

“La stima è dell’OMS e sempre secondo l’OMS le malattie veicolate dalle zanzare sono decine. In cima alla lista c’è la temuta malaria ma non vanno dimenticate la dengue e – venendo a noi – il virus del Nilo, ormai considerato endemico anche in Italia”

“Sono estremamente sollevata – continua Bartelle – nel constatare che quest’anno, in Veneto, non ci sono stati casi di decesso per West Nile. Segno che la campagna di prevenzione posta in essere ha funzionato”

“Allo stesso tempo, tuttavia, la mente non può non tornare al 2018 quando in Polesine ci furono decine di decessi e il sollievo non può non trasformarsi in rabbia dato che – ne sono certa – se la stessa campagna fosse stata attuata in modo efficace anche lo scorso anno, oggi non saremmo qui a commemorare i veneti vittime delle zanzare”

“L’emozione porterebbe a cercare un colpevole e a chiedersi se chi, nel 2018, aveva la responsabilità di prevenire quelle morti abbia fatto tutto il possibile per evitarle ma in questo giorno è giusto ricordare i defunti con rispetto. Tuttavia, se in futuro dovessero emergere delle responsabilità, in quanto polesana sarei la prima a farmi portavoce di chi ha subito un lutto che poteva essere evitato”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Chioggia Sottomarina. Accuse di razzismo al ‘Punta Canna’. Bartelle, Ruzzante, Guarda: “secondo episodio in pochi giorni, a rischio l’immagine e l’economia del litorale. Depositata interrogazione”

Venezia 20.08.2019 – “La notizia è riportata praticamente da tutti i giornali locali e anche da alcuni a diffusione nazionale: a quanto pare il giorno di ferragosto l’ex gestore del Punta Canna si trovava nello stabilimento e, impossessatosi del microfono del dj, avrebbe improvvisato un comizio suggerendo di votare alle prossime elezioni i politici in grado di mandare via ‘questa gente di m…’ con riferimenti alle persone di colore. Il tutto, sembra, senza che nessuno degli attuali gestori lo fermasse o lo ostacolasse in qualche modo”.


“Una donna di origini africane che si trovava nello stabilimento si sarebbe sentita offesa e discriminata e avrebbe protestato, a seguito di tali proteste sarebbe stata allontanata dalla struttura”


Così i Consiglieri Regionali del coordinamento ‘Veneto 2020’ Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che aggiungono


“la donna avrebbe chiamato i Carabinieri che, giunti in loco, avrebbero verificato quanto segnalato loro e avrebbero denunciato l’uomo per violenza privata aggravata dalla discriminazione razziale, ingiuria e apologia del fascismo. Pena base, senza considerare le aggravanti, fino a quattro anni di reclusione. Non proprio una festa tra amici come si affretta ad affermare l’ex gestore in una intervista rilasciata al ‘La Nuova di Venezia e Mestre’ pubblicata su youtube.com


“Ora attendiamo che la Magistratura compia i necessari accertamenti ma se i fatti dovessero essere accertati si tratterebbe di una situazione estremamente grave, da un lato, perché questo stabilimento due anni fa è già stato oggetto di accertamenti per apologia di fascismo e, dall’altro, perché si tratterebbe del secondo caso di razzismo verificatosi in pochi nel litorale chioggiotto (il primo aveva indotto il Questore ad ordinare la chiusura temporanea di un altro locale)”


“La preoccupazione – precisano – è che Sottomarina venga identificato come il ‘litorale razzista’. La cosa, oltre ad essere falsa perché le comunità locali sono accoglienti e tolleranti, potrebbe avere gravi ripercussioni anche dal punto di vista economico dato che molti potenziali turisti potrebbero essere indotti a cambiare meta per le proprie vacanze come dimostrano alcuni commenti sui social media” 


“Per questo – concludono – Bartelle, Ruzzante e Guarda stamane abbiamo depositato una interrogazione urgente per chiedere alla Regione quali provvedimenti intenda porre in essere per contrastare violenza e razzismo nel nostro territorio”


Patrizia Bartelle, Veneto 2020, Italia in Comune

Piero Ruzzante, Veneto 2020, Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Veneto 2020, Lista Civica per il Veneto

Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Stop razzismo e violenza a Sottomarina. Chioggia è terra accogliente»

Venezia 09.08.2019

I tre consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 presentano un’interrogazione urgente chiamando in causa il presidente Zaia: «simili comportamenti non possono essere tollerati, gettano fango sul territorio di Chioggia e sull’intera Regione. Gli enti locali devono concorrere alla salvaguardia dei diritti costituzionalmente garantiti. Violenti e razzisti non possono fare profitto sulle nostre spiagge»

«Prima di tutto esprimiamo solidarietà alle vittime di ingiuste violenze e discriminazioni. Chi gestisce i bagni di Sottomarina non può macchiarsi di episodi come quelli risultati dagli accertamenti delle forze dell’ordine e riferiti dalla Questura di Venezia. Se lo fa, non solo lede i diritti costituzionali degli avventori, ma fa anche un grave danno all’immagine di un territorio, quello di Chioggia, che vanta in realtà una tradizione di accoglienza».

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Leu), Patrizia Bartelle (Iic) e Cristina Guarda (Cpv) del coordinamento Veneto 2020, che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere al presidente della Giunta regionale quali misure urgenti intenda adottare per contrastare la diffusione della violenza e del razzismo, a garanzia del rispetto della legalità e dei diritti costituzionali in tutto il territorio regionale. 

I tre consiglieri aggiungono: «auspichiamo anche un intervento da parte del Comune, per quanto di competenza. Va ristabilito il rispetto della legalità, senza atteggiamenti permissivi che sarebbero incomprensibili dopo i provvedimenti adottati dalla Questura».

«Il fatto che la Questura parli di una vera e propria escalation di episodi razzisti e violenti ai danni degli avventori è allarmante. I titolari di pubblici esercizi hanno il dovere di garantire i diritti previsti dalla Costituzione e il rispetto della legge italiana, i comportamenti descritti vanno ben al di fuori di quel che è consentito nel nostro Paese. A questo punto bisogna andare fino in fondo, il Comune e la Regione facciano la loro parte. Chi non ha rispetto per la vita e la dignità umana non può gestire un’attività economica e fare profitti indisturbato nelle nostre spiagge, questo è il messaggio che deve passare». 

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale

Sanità, ospedale San Luca di Trecenta. La Consigliera Regionale Bartelle chiede alla Regione di verificare se è vero che le camere sono sovraffollate

Venezia 09.08.2019 

“Ieri ho appreso la notizia diffusa ieri dal Gazzettino di Rovigo secondo la quale, all’ospedale di Trecenta, in camere adatte per tre pazienti ne verrebbero ospitati perfino sei. Perciò questa mattina ho depositato una interrogazione per chiedere alla Regione di accertare i fatti”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) che aggiunge:

“Nell’interrogazione ho precisato che, secondo il Gazzettino, i fatti risalirebbero sì a un mese fa ma anche che nel frattempo ‘sembra che la situazione non sia migliorata granché’”.

“Se fosse vero – continua Bartelle – ciò potrebbe comportare dei rischi per la sicurezza e la lesione dei diritti dei malati coinvolti il che potrebbe esporre la Regione alle pretese risarcitorie di coloro i quali si ritenessero danneggiati”

“Per questo è importante che la Regione accerti i fatti con urgenza. Se non dovesse esserci riscontro tanto meglio, è preferibile una verifica in più piuttosto che una in meno. Se invece – conclude la Bartelle – quando riferito dal Gazzettino dovesse essere effettivamente accertato allora dovranno immediatamente essere poste in essere tutte le misure necessarie per ripristinare i livelli ottimali del servizio e valutata l’opportunità di assumere gli opportuni provvedimenti nei confronti di chi ha provocato la situazione”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Pol(l)esine. Appello della Consigliera Regionale Bartelle: “In Provincia di Rovigo un progetto da 300 mila capi a Taglio di Po, per le osservazioni tempo sino al 17 agosto”

“Nell’ottica di garantire la massima trasparenza e mettere in condizione tutti i cittadini di sapere ciò che accade sul loro territorio, segnalo che, sul sito della Provincia di Rovigo, nella sezione pubblica ‘progetti in itinere’, è consultabile una richiesta di ampliamento della capacità produttiva di un impianto zootecnico avicolo in costruzione”.

“Nello specifico la proponente è la Società Agricola Agraria Erica Srl la quale nella relazione tecnica allegata (e scaricabile) dichiara di aver già ottenuto, nel settembre 2017, l’autorizzazione alla ‘realizzazione di quattro capannoni avicoli che allo stato finale avranno una superficie stabulabile complessiva di 15.544 mq, ed una potenzialità di accasamento pari a 155.440 capi’”.

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) che aggiunge

“Ora la Società, precisando di riuscire ad abbattere sensibilmente le emissioni, chiede una modifica al rialzo dell’autorizzazione già ottenuta specificando di essere intenzionata a ‘sfruttare al meglio il centro zootecnico aumentando il carico stabulativo. La proposta è quindi quella di accasare una massima potenzialità di 303.108 capi per ciascun ciclo, aumentando quindi la densità a 19.5 capi per metro quadrato’”.

“Dato che si discute di emissioni anche odorigene che un impianto del genere comporta, quale prima firmataria di un progetto di legge regionale sulla materia (il n. 362 del 19.06.2018 consultabile qui: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=37&c=11&p=37&e=151&t=0&key=1893966), sono particolarmente sensibile al tema”.

“Chiedo quindi – continua Bartelle – a tutti coloro ne abbiano interesse, di analizzare la documentazione disponibile sul sito della Provincia e di formulare, se lo riterranno opportuno, osservazioni fondate e pertinenti.”

“In qualità di Consigliera Regionale nonché polesana, sono a disposizione di chi volesse prendere iniziative legittime e concrete in tal senso. Purtroppo il tempo stringe perché il termine per il deposito di eventuali osservazioni è sabato 17 agosto 2019”.

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Demanio navigazione. Intervengono i Consiglieri Regionali Bartelle, Ruzzante e Guarda (Veneto 2020)

“Siamo d’accordo con i sindaci di Polesella, Pettorazza, Rosolina e Porto Tolle: la Lega non può sovraccaricare di funzioni i Comuni senza prevedere anche la possibilità di dotarsi di una struttura in grado di amministrarle”


“L’argomento del contendere è la riscossione dei canoni gravanti sul demanio della navigazione interna ‘scaricato’ dalla Regione ai Comuni i quali lamentano di non avere i mezzi per gestire questo compito”

Così i Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista Civica per il Veneto) recentemente riunitisi nel coordinamento politico ‘Veneto 2020’ che aggiungono:

“Prima di prendere decisioni del genere, bisognerebbe ascoltare il parere di chi subirà gli effetti della legge in discussione. In questo caso si dovevano sentire i sindaci per capire la fattibilità della norma. Ora è tardi e bisogna correre ai ripari”

“Ma d’altro canto – continuano Bartelle, Ruzzante e Guarda – questa è la Lega: a parole vicina ai cittadini ma di fatto lontana anni luce dalla realtà tanto da non rendersi conto che ad un passaggio di funzioni deve far seguito un aumento di risorse”

“È proprio sulla base di queste situazioni che abbiamo costituito il coordinamento Veneto 2020 aperto a tutti coloro i quali intendano liberarsi della Lega alle elezioni regionali dell’anno prossimo. Salviamo il Veneto”


Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune, Veneto 2020

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali, Veneto 2020

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Civica per il Veneto, Veneto 2020

Legge regionale di riforma delle Ipab, l’intervento di Bartelle (IIC – Veneto 2020): “in fumo tradizione di autonomia dei Comuni”

Venezia 05.08.2019
“Pare proprio che ci saranno brutte notizie per gli amministratori delle Ipab polesane perché sembra che saranno tutti commissariati”
“Infatti, da settimane l’Assessore Regionale alla sanità Manuela Lanzarin, in varie occasioni, ha annunciato che presto sarà votata in Consiglio Regionale la riforma delle Istituzioni di Assistenza, in pratica gli enti pubblici che gestiscono le nostre Case di Riposo.”
Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune – Veneto 2020) che aggiunge:
“è un progetto di legge diverso da quello su cui si è discusso finora che reca anche la sottoscrizione del Presidente della Giunta Regionale Luca Zaia”
“La ‘riforma Lanzarin’ si snoderebbe su due direttrici: la trasformazione da Istituzioni pubbliche in fondazioni di natura privata e la nomina di un Amministratore unico scelto dalla Regione. Se ne andrebbero così in fumo una tradizione in molti casi secolare di autonomia dei singoli Comuni nella gestione dei servizi sociali e assistenziali, nonché la destinazione pubblica vincolata di molti patrimoni che stanno all’origine delle Ipab e verranno invece destinati alla speculazione privata.”
“Se ne andrebbe inoltre in fumo una lunga tradizione di molti amministratori scelti localmente e dediti per passione, non certo per danari, a cercare di gestire al meglio strutture di assistenza sommerse da legislazione inefficace (si pensi al contratto di lavoro), da balzelli incomprensibili (IRAP come le altre imprese) e vuoti programmatori (il Veneto è l’unica regione italiana a non avere ancora riformato le Ipab).”
“È il risultato di anni di amministrazione leghista, la stessa che oggi fonda la riforma sui fallimenti rimediati – continua Bartelle – una riforma  che cancella l’autonomia dal basso per accentrare tutto nelle mani della Giunta Regionale.”
“Chissà cosa ne pensano i cittadini che hanno votato a favore dell’autonomia di Zaia credendo che sarebbe cresciuta anche l’autonomia dei territori! In realtà, com’era facile prevedere, per la Lega la parola ‘autonomia’ sembra significare ‘opportunità di accentrare a sé il potere del Veneto’ come già avvenuto per la sanità”
“Nel 2020 finalmente si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale e sarà un’imperdibile occasione per cacciare la Lega e difendere la democrazia e la partecipazione dal basso nella nostra Regione”
“Salviamo il Veneto!”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune, veneto 2020