Schede ospedaliere, Ruzzante (LEU), Bartelle (IIC): Lega ex-Nord ha tradito il Veneto

«Con il voto di oggi in Commissione Sanità viene confermata un’impostazione centralista, incapace di dialogare coi rappresentanti dei territori e dei professionisti della Sanità veneta. Approvati anche gli ennesimi tagli alla sanità pubblica (-20% posti letto da quando la Lega governa il Veneto), le cliniche private ringraziano (+16% posti letto)»

Ruzzante (LEU), Bartelle (IIC): «Schede ospedaliere, la Lega ex-Nord ha tradito il Veneto. Sanità ormai è business»

Venezia, 30 aprile 2019 – «Alla Giunta Zaia avevamo posto quattro questioni di carattere generale, raccogliendo le osservazioni dei sindaci, dei rappresentanti dei medici e dei professionisti della sanità: la rivalutazione delle strutture declassificate, l’utilizzo del massimo del rapporto dei posti letto per mille abitanti previsto dal D.M. 70 del 2015, il riequilibrio tra le varie strutture ai fini di una distribuzione omogenea nel territorio, una copertura più adeguata e uniforme nel territorio dei mezzi di soccorso avanzato. Ci è dispiaciuto riscontrare da parte della Giunta Zaia e della Lega una sostanziale chiusura su questi quattro punti, nonostante l’intento delle proposte fosse assolutamente costruttivo. L’obiettivo di una migliore sanità pubblica per i cittadini del Veneto dovrebbe essere un impegno comune, spiace constatare che non è così».

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), a margine della seduta odierna della Commissione Sanità, che ha visto l’approvazione delle nuove schede sanitarie. «Avendo maturato e confermato un profondo dissenso rispetto alle schede – dichiara Ruzzante – ho deciso di non partecipare alla votazione finale in segno di protesta. In questo modo ho voluto anche connettermi idealmente a chi nel territorio si è opposto a queste schede. Penso ai sindaci, ai sindacati del personale medico e sanitario, ai comitati e alle associazioni».

«Il bilancio dei vent’anni in cui la Lega ha governato ininterrottamente il Veneto è chiaro e drammatico – aggiungono Ruzzante e Bartelle – i posti letto ospedalieri totali sono calati da 21.067 (dato 2002) a 17.900 (dato programmazione 2019). Un taglio di ben 3.167 posti letto, pari al 15%, che assume dimensioni ancora più drastiche se si considerano i soli posti letto nella sanità pubblica: -20%, uno su cinque, mentre nel privato accreditato sono aumentati di circa il 16%! Accanto a questi, ci sono i dati sulle retribuzioni dei medici e del personale sanitario: secondo un recente studio della Funzione Pubblica CGIL Veneto, i professionisti della Sanità veneta sono tra i meno pagati d’Italia, pur garantendo un servizio di altissima qualità, in situazione di cronica carenza di personale. Lo hanno affermato con forza i medici e il personale sanitario del Veneto: siamo stati l’unica regione ad avere uno sciopero generale prima dei medici ospedalieri e del personale sanitario e poi addirittura dei medici di base durante lo stesso anno!».

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Fiume Po e Pfas, Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU) e Guarda (AMP): “la Regione tuteli la salute dei veneti indipendentemente dalla provenienza delle sostanze”

Venezia 29 aprile 2019 “Dopo il rinvenimento sul tratto veneto del Fiume Po di livelli di Pfas centinaia di volte superiori rispetto all’area Miteni (migliaia se si considerano i nuovi C604) la Regione non poteva fare altro che segnalare la questione alla magistratura ma si tratta di un atto dovuto che non solleva l’amministrazione regionale dall’obbligo di tutelare la salute dei veneti”

Sono le parole dei Consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica AMP) che aggiungono

“Visti i casi quasi quotidiani di inquinamento ambientale in Veneto – come la discarica di Torretta dalla quale pare vi siano fuoriuscite di acqua giallastra, fondi di strade polesane realizzati con materiali pericolosi, capannoni illecitamente riempiti di rifiuti – sorge qualche dubbio sul fatto che l’inquinamento del Po si origini esclusivamente da fuori regione”

“In ogni caso, se anche così fosse, la Regione non è esentata dall’obbligo di proteggere la salute dei Veneti con misure che dovranno essere attuate immediatamente, per questo stamane abbiamo depositato una interrogazione per conoscere quali siano le azioni previste in tal senso”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale
Piero Ruzzante, Liberi e Uguali, Consigliere Regionale
Cristina Guarda, Lista Civica AMP, Consigliera Regionale

Polesine, sanità, Bartelle (IIC): “La protesta civile non è un reato di lesa maestà”

Zaia continua a peggiorare la sanità polesana e colpisce ancora. E questa volta con un complice locale: l’Ass. Corazzari. 

La versione definitiva delle schede ospedaliere relative alle strutture pubbliche dell’Ulss 5 è devastante.

A nulla sono servite le proteste di cittadini, sindacati, categorie sanitarie, a nulla sono servite le foto di gruppo dei Sindaci con fascia tricolore, a nulla le audizioni del territorio in Quinta Commissione. 

Con un disprezzo degno di miglior causa, le nuove schede della Giunta  Regionale peggiorano la situazione e aprono la strada alla devastazione sanitaria del Polesine, con la complicità silente dell’Ass. Corazzari, molto preoccupato di chiudere le Liste elettorali per il Comune di Rovigo ma apparentemente del tutto disinteressato alle sorti degli Ospedali pubblici del Polesine. 

L’ulteriore riduzione di posti letto a Trecenta, il mancato riconoscimento di Ospedale Spoke ad Adria concesso peraltro a Chioggia, lo scambio indegno di primariati e servizi sempre ad Adria quasi la sanità fosse un mercato, rendono palese la volontà politica di Zaia di bastonare ulteriormente la nostra terra, sembrerebbe quasi, per il semplice fatto che i polesani hanno osato protestare e molti nostri Sindaci hanno osato alzare la testa! Una vera e propria manganellata sulla testa dei cittadini polesani riottosi al volere del Doge Zaia e del suo proconsole Compostella. 

Mandiamo un forte segnale a Zaia e al suo assessore Corazzari, capo lista della Lega per le comunali di Rovigo il 26 Maggio prossimo, con il nostro voto a coloro che si sono opposti alla politica della Lega e hanno difeso la dignità del Polesine. 

Allo smantellamento della sanità pubblica ad opera di Zaia e della Lega diamo una risposta con il peso delle urne per le Europee e le Comunali. Questi signori vanno sconfitti con le proteste, a cominciare dalla visita di Zaia a Rovigo il giorno 6 maggio, e con il voto.

Schede ospedaliere, Bartelle (IIC) e Ruzzante (LEU): “secondo il DG di ULSS 5 Polesana la domanda per ortopedia è ben superiore all’offerta che pubblico e privato riescono a mettere in campo, allora perché ad Adria vengono tolti 15 posti letto ad ortopedia? Presentata interrogazione”

Venezia 24.04.2019 “Apprendiamo dalle pagine del Resto del Carlino di oggi che il Direttore Generale di AULSS 5 Antonio Compostella ha dichiarato che, almeno per quanto riguarda ortopedia, l’offerta di pubblico e privato non riesce a soddisfare le domanda. Eppure, dal confronto tra le schede ospedaliere attualmente vigenti e quelle attualmente in discussione in Consiglio Regionale, emerge che i posti letto pubblici di ortopedia non vengono aumentati anzi è prevista la loro riduzione”
Sono le parole dei consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) che aggiungono
“è un controsenso che la massima carica di ULSS 5 dichiari una carenza dell’offerta di ortopedia e che al contempo siano previsti dei tagli su tale ambito”
“al momento – osservano i due – l’unica conclusione che si potrebbe trarre dalla vicenda è che, ferma la domanda già superiore all’offerta, i posti di ortopedia che si prevede di togliere ad Adria più quelli che, stando a quanto riferito dal DG Compostella, si renderanno necessari affinché l’offerta soddisfi la domanda, finiranno inesorabilmente in mano ai privati”
“abbiamo quindi presentato una interrogazione – concludono – per sapere cosa intenda fare la Regione, sarebbe l’occasione giusta per dichiarare espressamente la volontà della Lega di smantellare la sanità pubblica in favore di quella privata”
Patrizia Bartelle, Italia in Comune, consigliera regionale Piero Ruzzante, Liberi e Uguali, consigliere regionale

ULSS 5 Polesana, via gli infermieri dalle ambulanze, Bartelle (IiC) e Ruzzante (LeU) “tagli che non sono neppure previsti dalle schede ospedaliere, depositata interrogazione”

Venezia 24.04.2019 “Eccesso di zelo alla ULSS Polesana che prevede tagli supplementari  addirittura non previsti dalle schede ospedaliere. In particolare pare che dagli equipaggi delle ambulanze, ora costituiti da un autista-soccorritore, un soccorritore e un infermiere, sarà tolta proprio la figura dell’infermiere”
Sono le parole dei consiglieri regionali Patrizia Bartelle (italia in Comune) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) che precisano
“l’infermiere sarà previsto solo a bordo dell’automedica la quale sarà inviata al seguito dell’ambulanza esclusivamente per i casi ritenuti più gravi.”
“La gravità di una situazione  – aggiungono – è una valutazione che deve essere eseguita in tempi strettissimi e sulla base delle notizie ricevute da chi chiama i soccorsi il quale non è detto che sia preparato per valutare le circostanze e che comunque potrebbe trovarsi in uno stato d’ansia che non gli consente di essere oggettivo”
“Abbiamo quindi chiesto alla Giunta – concludono Bartelle e Ruzzante – se la Regione intenda intervenire per scongiurare la possibilità che in ULSS 5 Polesana l’equipaggio di base delle ambulanze sia privato della figura dell’infermiere”
Patrizia Bartelle, Italia in Comune, consigliera regionale Piero Ruzzante, Liberi e Uguali, consigliere regionale

Guarda (AMP), Ruzzante (LeU), Bartelle (IiC): “Regione responsabile per la fuga di medici all’estero o nel privato” “Gli investimenti in tecnologie non possono sostituire quelli in risorse umane, servono più professionisti e migliori condizioni di lavoro”

Venezia, 23 aprile 2019
“Investire in tecnologia va bene, ma sarebbe meglio impiegare queste risorse per l’assunzione di specialisti: non parleremmo più di liste di attesa interminabili e pronto soccorso bloccati, né saremmo costretti a richiamare al lavoro medici pensionati o a fare reclutamento all’estero”. Ad affermarlo sono i consiglieri Cristina Guarda (AMP), Ruzzante (LeU) e Bartelle (IiC) che attaccano le scelte della Regione in materia sanitaria. “Sono denunce che abbiamo raccolto e continuiamo a raccogliere durante gli incontri con i medici dei nostri ospedali, in ogni provincia. Settanta milioni spesi dalla Giunta in robot per la chirurgia? Neanche in Nord America. La tecnologia è indispensabile, occorre però sempre qualcuno che la usi. Senza personale adeguato, le apparecchiature rischiano di essere inutili. Gli organici – insistono i consiglieri – sono ridotti all’osso e la Regione non può limitarsi a dire che è un problema nazionale, come se non avesse alcuna responsabilità. Zaia e i suoi assessori si chiedano come mai i professionisti che arrivano in Veneto dall’estero o da altre Regioni, dopo poco tempo scappano. La fuga anche verso il privato è una realtà: condizioni di lavoro e livelli di retribuzione non sono adeguati”.
“Mi viene riferito di un clima di pesante subordinazione e un generale senso di abbandono nei medici veneti da parte dei dirigenti, – riporta la consigliera Guarda – specialmente nel momento in cui si verificano degli eventi avversi, complicazioni e problemi che dovrebbero essere denunciati immediatamente. Molti dei loro colleghi si sono spostati nel privato perché non vedono una coerenza di fondo nelle scelte politiche rendendo vani i loro sforzi per tenere in piedi la struttura ospedaliera. Sono proprio medici e infermieri i primi a voler lavorare serenamente e bene, ma non sono messi nelle condizioni di farlo”. 
“Più posti nelle scuole specialistiche, la garanzia di orario di lavoro e retribuzioni adeguate allo standard del servizio reso, coperture assicurative e assistenza anche da parte della dirigenza delle Asl in cui lavorano, un sistema organizzativo capace di valorizzare il fattore umano non secondo logiche politiche ma professionali”, le richieste della categoria fatte proprie dai consiglieri Guarda, Ruzzante e Bartelle.
“In assenza di tutto ciò – concludono i consiglieri -, non stupiamoci se la sanità del Veneto non è attrattiva così come si vuol far credere. Anzi, la scelta di avvalersi di medici stranieri o di esternalizzare i servizi dei nostri ospedali evidenzia semmai il fallimento della ricetta leghista, che prova a rattoppare senza successo gli enormi buchi organizzativi e strutturali causati da una gestione piegata a logiche politiche, che non ascolta le reali esigenze dei malati e dei professionisti”.
Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionalePiero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionalePatrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Schede ospedaliere, Bartelle (IiC): “La Giunta Zaia sorda alle richieste dei cittadini, la sanità polesana esce falcidiata. I privati esultano”

“Quanto accaduto oggi nella Quinta Commissione che doveva discutere di schede ospedaliere e’ un vero esempio di macelleria sanitaria!”
Non le manda a dire la Consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che continua
“L’assessora Lanzarin ha sciorinato Azienda per Azienda le modifiche decise dalla Giunta Zaia in seguito alle audizioni con i Sindaci, i Sindacati, le rappresentanze degli operatori. In pratica hanno ascoltato solo i Direttori Generali delle Ulss, senza alcun rispetto per i territori: un primario qua un altro là ( le chiamano apicalita’), ti do uno spoke pero’ su due ospedali e non su uno solo, ti tolgo otorino ma ti rendo chirurgia, la Direzione medica la rimetto ma ti cavo un po’ di posti letto…”
“Insomma il mercato delle vacche nella sanità ospedaliera!”
“Per adesso ad essere intonso, anzi a guadagnarci è il Privato, che rafforza ancora più la presenza nel territorio e il volume delle attività. Un feroce mercanteggio si è svolto sulla pelle dei cittadini, e con i soldi delle loro tasse.”
“Speriamo – conclude la Bartelle – che il 2020 sia davvero l’anno in cui ci libereremo della gestione leghista della Regione e della sanità veneta in particolare.”
“Intanto celebriamo questo 25 Aprile spiegando ai cittadini che Zaia e soci non stanno semplicemente mangiando la merendina ai cittadini veneti, stanno letteralmente spolpando la sanità pubblica a favore dei privati, e nel disprezzo totale dei bisogni della popolazione. Del resto, nelle celebrazioni per la Liberazione, per ordine di Salvini, di Leghisti non ve ne sarà neanche uno.”
Patrizia Bartelle Italia in Comune, consigliera regionale

Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune), Guarda (Lista AMP): «Concerto nazi-rock in onore di Hitler a Cerea (VR), grave che il Comune abbia concesso la sala»

Venezia, 23 aprile 2019 – «In primo luogo dobbiamo chiederci come sia possibile che in Italia nel 2019 ci siano ancora gruppi politici organizzati che si riuniscono il 20 aprile per celebrare l’anniversario della nascita di Hitler. È una ferita alla storia del nostro Paese e della nostra terra, un insulto al popolo italiano che ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane proprio a causa dei regimi nazifascisti».

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Lista AMP) che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta regionale  “quali iniziative intenda assumere la Regione del Veneto al fine di impedire, per quanto di competenza,  anche attraverso l’inserimento nei propri atti relativi a concessione di patrocini, sale e contributi, di una specifica “clausola di pregiudiziale nazifascista”, la “normalizzazione“ del nazifascismo anche derivante da consimili manifestazioni”.

«Le istituzioni repubblicane affondano le proprie radici politico-culturali nel movimento popolare della Resistenza al nazifascismo. Fa specie, quindi, che quelle stesse istituzioni repubblicane poste a tutela e al servizio del popolo italiano, diano oggi spazio alla celebrazione di uno tra i massimi nemici del popolo italiano stesso: Adolf Hitler, complice di Benito Mussolini nelle peggiori nefandezze della storia europea del secolo scorso.

Com’è possibile che in padiglione comunale sia stato dato ad organizzazioni neo-naziste per una festa in occasione dell’anniversario della nascita di Hitler, con la partecipazione di gruppi di ideologia nazifascista provenienti da tutto il mondo? Quanto avvenuto a Cerea – concludono Ruzzante, Bartelle e Guarda –  è di una gravità assoluta».

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale Cristina Guarda (Lista Amp), consigliera regionale

I polesani non accettano lo smantellamento progressivo degli ospedali pubblici e difendono con forza Adria e Trecenta

Venezia 22.04.2019 ll rappresentante dell’Aiop, associazione che raggruppa gli Ospedali privati non religiosi, in audizione alla V^ Commissione sulle schede sanitarie, ha voluto precisare che i posti letto privati in Regione Veneto sono solo il 15% del totale regionale e quindi sono solo il 50% della media nazionale, quasi a dire che il privato nella Sanità veneta ha poco spazio. 

Si e’ pero’ scordato di dirci che questo 16% di privato si concentra soprattutto nelle province di Verona e Rovigo, dove in rapporto al numero di abitanti sul totale regionale diventa ben più del 16% e supera di molto la media nazionale del 30%. 

In sostanza vi sono due territori in cui il privato ha un ruolo preponderante, ma mentre i cittadini veronesi non sembrano soffrirne, i polesani non accettano lo smantellamento progressivo degli ospedali pubblici e difendono con forza Adria e Trecenta, bastonati dalle schede di Zaia a favore dei privati di Rovigo e di Porto Viro.

Che sempre in quella audizione, a domanda sul tema ha risposto che il privato e’ pronto a farsi carico anche della Medicina di base, che la Giunta Zaia ha deciso di di esternare a società private, di fatto delegando al profitto anche la sanità territoriale. 

Patrizia Bartelle, Consigliera regione Veneto, Italia in Comune

Adria, CSA, Bartelle “già sapevamo che l’amministrazione non è in grado di gestire la vertenza sindacale ma a quanto pare è carente anche quanto a profilassi igienica. Cinque campioni su otto positivi a legionella, depositata interrogazione”

“Cosa deve ancora accadere all’interno del Centro Servizi Anziani di Adria perché la Regione ne disponga il commissariamento?”

Così la Consigliera Regionale di Italia in Comune Patrizia Bartelle che aggiunge

“Non bastava il protrarsi per anni di una vertenza sindacale, ora scopriamo anche che nella struttura c’è una rilevante presenza del batterio della legionella (cinque campioni su otto positivi). Strano che la premiata ditta composta dal direttore Badiale e dalla Presidente Passadore, quest’ultima normalmente prodiga nel rilasciare prolissi comunicati stampa, nulla abbia osservato in merito – incalza la Bartelle – eppure non si tratta certo di normale amministrazione”

“Tutto questo mentre viene fatto vanto del raggiungimento di accordi di collaborazione con l’Opera Pia Bottoni di Papozze”

“Se queste sono le premesse viene da pensare che forse gli ospiti e i collaboratori delle altre strutture polesane staranno facendo gli scongiuri – anzi le novene dato che siamo sotto Pasqua – affinché gli accordi già conclusi con l’Opera Pia Bottoni non siano estesi anche ad altre organizzazioni”

“Ho quindi di nuovo chiesto il commissariamento della struttura – conclude la Bartelle – dato che ora, oltre ai livelli occupazionali, ad essere a repentaglio è anche la salute di ospiti e lavoratori.”

“Ribadisco che si tratta di un istituto pubblico di assistenza e beneficenza (IPAB) e non di un’azienda con scopo di lucro, al centro di ogni azione deve esserci la salute degli ospiti”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera regionale