Adria, CSA, Bartelle “già sapevamo che l’amministrazione non è in grado di gestire la vertenza sindacale ma a quanto pare è carente anche quanto a profilassi igienica. Cinque campioni su otto positivi a legionella, depositata interrogazione”

“Cosa deve ancora accadere all’interno del Centro Servizi Anziani di Adria perché la Regione ne disponga il commissariamento?”

Così la Consigliera Regionale di Italia in Comune Patrizia Bartelle che aggiunge

“Non bastava il protrarsi per anni di una vertenza sindacale, ora scopriamo anche che nella struttura c’è una rilevante presenza del batterio della legionella (cinque campioni su otto positivi). Strano che la premiata ditta composta dal direttore Badiale e dalla Presidente Passadore, quest’ultima normalmente prodiga nel rilasciare prolissi comunicati stampa, nulla abbia osservato in merito – incalza la Bartelle – eppure non si tratta certo di normale amministrazione”

“Tutto questo mentre viene fatto vanto del raggiungimento di accordi di collaborazione con l’Opera Pia Bottoni di Papozze”

“Se queste sono le premesse viene da pensare che forse gli ospiti e i collaboratori delle altre strutture polesane staranno facendo gli scongiuri – anzi le novene dato che siamo sotto Pasqua – affinché gli accordi già conclusi con l’Opera Pia Bottoni non siano estesi anche ad altre organizzazioni”

“Ho quindi di nuovo chiesto il commissariamento della struttura – conclude la Bartelle – dato che ora, oltre ai livelli occupazionali, ad essere a repentaglio è anche la salute di ospiti e lavoratori.”

“Ribadisco che si tratta di un istituto pubblico di assistenza e beneficenza (IPAB) e non di un’azienda con scopo di lucro, al centro di ogni azione deve esserci la salute degli ospiti”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera regionale

Ruzzante (LeU), Guarda (AMP) e Bartelle (IiC): “Pfas, una nuova commissione d’inchiesta per accertare anche le responsabilità politiche.”

Venezia, 17 aprile 2019 – “Una nuova commissione d’inchiesta sulla contaminazione da Pfas in Veneto, incentrata esclusivamente sulle responsabilità politiche ed istituzionali, visto che la precedente ha lavorato su informazioni parziali, lacunose e comunque sorpassate dagli eventi”. È questa la richiesta contenuta in una Pda a firma Piero Ruzzante (LeU), Cristina Guarda (AMP) e Patrizia Bartelle (IiC).
“Dalla chiusura dei lavori e, soprattutto, da quella delle indagini da parte della Procura di Vicenza sono cambiate alcune cose, a partire dalla relazione del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri (Noe) di Treviso che chiama in causa sia la Provincia di Vicenza che Arpav e le loro omissioni, datate addirittura 2006. Da anni sollecitiamo totale chiarezza sulle responsabilità tecniche e politiche in relazione alla contaminazione da Pfas e l’indagine ha squarciato un velo. Certi comportamenti hanno provocato ritardi scandalosi nella salvaguardia dell’ambiente e della salute cittadini e, di conseguenza, una gravissima ferita alla credibilità delle istituzioni e della politica vicentina e veneta. Una ferita che saremo in grado di sanare solo dopo che la verità sarà finalmente emersa, quando potremo scrivere e certificare dove tecnici e politici hanno fallito in questi anni e come porvi rimedio”.
“E perciò sosteniamo la necessità di istituire una nuova commissione straordinaria – spiegano i tre esponenti di opposizione – Il Consiglio si responsabilizzi e autonomamente, spogliandosi di ogni tifoseria partitica, chiami in causa non solo dirigenti e tecnici di Asl e Arpav responsabili dei controlli e delle rilevazioni citate dal Noe nell’indagine, ma anche i politici, la presidente della Provincia di Vicenza, gli assessori coinvolti, così come Zaia e Galan che, in quanto ai vertici della Regione Veneto dal 2006 al 2013, il primo come presidente e vice il secondo come presidente, avrebbero dovuto monitorare e intervenire, denunciando la contaminazione e proteggendo la popolazione coinvolta anziché sottovalutare il problema e tacciare di allarmismo cittadini e comitati”.
“La verità è che nessuno nella maggioranza leghista e di destra, che da 25 anni governa il Veneto, ha mai voluto analizzare mancanze e leggerezze della politica e che hanno condotto alla drammatica situazione ambientale e sanitaria in cui ci troviamo oggi, per i Pfas e per tutte le altre contaminazioni che insistono sul nostro territorio: questa gravissima tendenza deve assolutamente essere invertita”.
Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionaleCristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionalePatrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Corbola (RO), Pfas. Bartelle commenta esternazioni di Domeneghetti “ignorata quando ho lanciato l’allarme anni fa, ora l’interessamento non sia solo dovuto a imminenza elezioni comunali”

“Quando nel 2016 ho avvertito del pericolo di contaminazione da Pfas delle falde acquifere utilizzate dai polesani sono stata smentita da tutti: l’Assessore Regionale parlò di procurato allarme, il direttore Generale dell’allora Ulss 18 (oggi Aulss 5 Polesana) ribadì come non ci fosse alcun problema relativo ai Pfas in Polesine e il Sindaco di Corbola organizzò un evento pubblico con ARPAV per rassicurare la popolazione sull’infondatezza dell’allarme”

Sono le parole della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle che all’epoca aveva presentato anche alcune interrogazioni regionali sul tema.

“Oggi che il caso Pfas ormai è scoppiato ed è fuori controllo la musica è cambiata e all’indomani della diffusione della notizia che ARPAV ha rinvenuto tracce di contaminazione c’è la corsa a chi fa la dichiarazione più forte. Addirittura il Sindaco di Corbola si affretta a dire “se non mi dicono cosa fare io chiudo tutto”. Ci avesse pensato anni fa forse oggi non saremmo a questo punto.”

La Bartelle incalza anche sulla questione allevamenti

“Sul tema degli allevamenti mi batto da anni chiedendo un intervento normativo a livello locale, prima il Sindaco di Corbola teorizzava occulte manovre politiche propagandistiche mentre ora – la notizia è di qualche giorno fa – pare proprio che si stia muovendo in tal senso. Va bene, meglio tardi che mai ma si tratta di modifiche normative che difficilmente potranno concretizzarsi prima delle elezioni comunali e il tempismo nel porle in atto fa pensare”

Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Consigliera Regionale

Guarda (AMP), Zanoni, Azzalin (PD) Ruzzante (Leu) e Bartelle (IIC) “Pfas, Zaia chiede limiti zero al Governo? Bene, ma li realizzi in Veneto dove abbiamo la contaminazione più grande al mondo”

Venezia, 16 aprile 2019 – “Sull’emergenza Pfas Zaia non sposti l’attenzione su altri attori: visto che chiede al Governo di porre limiti nazionali pari a zero, anzitutto li realizzi qua in Veneto dove abbiamo la contaminazione più grande al mondo con 350 mila residenti e 50 Comuni coinvolti e arriva a danneggiare anche il delicato territorio di Rovigo”. È quanto afferma Cristina Guarda, consigliera della Lista AMP, assieme ai colleghi Zanoni e Azzalin (Partito Democratico), Ruzzante (Liberi E Uguali) e Bartelle (Italia In Comune), commentando le affermazioni odierne del governatore che parla di ‘questione nazionale’.

“Perché non implementa e finanzia il sistema di analisi e filtraggio delle acque in Veneto, visto che ne ha la facoltà, come gli stiamo chiedendo da tempo? Parla di Pfas zero ma in realtà mica lo persegue in Veneto! – aggiungono i consiglieri – Già da novembre 2018 infatti proponiamo che il Governo decreti urgentemente limiti per tutti i Pfas. Crediamo sia necessario unificare la normativa a livello nazionale in modo che l’Italia possa avere una voce più autorevole in Europa prima che venga definita la nuova direttiva Ue sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Il ministro dell’Ambiente può agire subito e in piena autonomia, con decretazione di urgenza, come ha fatto con il Decreto Genova, per innalzare la quantità di idrocarburi ammessi nei fanghi di depurazione da spargere sui terreni, scelta dalle terribili conseguenze ambientali e sanitarie. Se l’ha fatto per una questione emergenziale, come ha ribadito, senza chiedere permessi a nessuno, non capiamo perché su questo tema, di enorme valore sociale e sanitario, non possa comportarsi in identico modo”.

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale
Andrea Zanoni (Partito Democratico), consigliere regionale
Graziano Azzalin (Partito Democratico), consigliere regionale
Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale
Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Schede ospedaliere, Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU): non esiste che si svuoti la sanità pubblica in favore di quella privata.

“La Lega è riuscita mettere tutti d’accordo nel dire no alle schede ospedaliere. Venerdì 3 maggio sono previste assemblee sindacali unitarie in tutte le strutture sanitarie del Veneto”.
Sono le parole dei consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) che aggiungono
“non c’è alcuna valida motivazione, al di fuori dello scopo di lucro, che giustifichi lo svuotamento della sanità pubblica e l’implementamento di quella privata.”
“per questo – conclude Bartelle – oggi in Quinta Commissione e in Consiglio Regionale ho indossato una maglietta con scritto Sanità Pubblica perché investire nella sanità privata avrà senso solo quando il servizio sanitario pubblico sarà riportato alla massima efficenza e così non è visto che i sindacati del personale sanitario minacciano lo sciopero”
Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Consigliera Regionale

Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Consigliere Regionale

I consiglieri regionali esprimono solidarietà e vicinanza al giornalista e all’operatore televisivo coinvolti nell’accaduto e chiedono a Zaia di effettuare le opportune verifiche ambientali Ruzzante (Liberi E Uguali), Guarda (Civica AMP), Bartelle (Italia In Comune): «Intimidazioni a troupe Tgr RAI, nel Veneto martoriato qualcuno vuole mettere il bavaglio»

15 aprile 2019 – «Piena solidarietà alla troupe Tgr RAI e aperta condanna ad un’intimidazione che pare finalizzata ad impedire, o comunque a mettere a tacere, lo svolgimento e gli esisti di un’inchiesta giornalistica sulla presenza di sostanze inquinanti nel territorio del Comune di Rosà, in provincia di Vicenza. Nella nostra terra, nel Veneto martoriato, c’è qualcuno a cui dà fastidio che si parli di certe cose». Così i consiglieri regionali Ruzzante (Liberi E Uguali), Guarda (Civica AMP), Bartelle (Italia In Comune) che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione urgente per chiedere al Presidente della Giunta regionale “se non ritenga necessario effettuare, sollecitando anche il coinvolgimento degli enti interessati e dei comitati di cittadini, le opportune verifiche circa la presenza e la dimensione inquinante delle sostanze nel territorio del Comune di Rosà (VI)”. «Qualcuno cerca di mettere il bavaglio a chi coraggiosamente vuole prendersi cura della propria terra e scava in cerca della verità. Qui non si tratta soltanto di una questione ambientale, c’è anche un aspetto legato alla salute pubblica», dichiarano i tre consiglieri, esprimendo solidarietà e dando il proprio sostegno anche «al Comitato salvaguardia ambiente e salute Rosà, che con l’aiuto del consulente ambientale Marina Lecis è riuscito a verificare e a far emergere la presenza di metalli pesanti, idrocarburi, cromo esavalente ed altri inquinanti. Auspichiamo che il sindaco di Rosà dia la disponibilità, finora negata, ad incontrare il Comitato – concludono Ruzzante, Guarda e Bartelle –. L’episodio di domenica è un chiaro campanello d’allarme, ora la vicenda deve essere gestita con la massima trasparenza possibile». Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionaleCristina Guarda (Civica AMP), consigliera regionalePatrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Stipendi medici Veneto, settimi in Italia. Ma i dg delle Ulss guadagnano più del presidente della Regione Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune), Guarda (Civica AMP): «Giusta denuncia della Cgil, sosteniamo mobilitazione medici»

Venezia, 12 aprile 2019 – «I dati diffusi dalla Funzione Pubblica della Cgil del Veneto, relativi agli stipendi medi dei medici delle Ulss del Veneto, sono corretti: si tratta infatti dei numeri ufficiali della Ragioneria di Stato. La retribuzione media in Veneto è di 73.161 euro, a fronte di una media nazionale di 72,705 euro: poco più di 400 euro in più, dunque, altroché 4.000 euro come sostiene il direttore di Azienda Zero». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Civica AMP).
«Bene ha fatto la Funzione Pubblica della CGIL Veneto a denunciare questa situazione, la Lega ex-Nord racconta sempre che quella veneta è la sanità migliore del mondo ma a quanto pare i professionisti che la rendono tale meritano stipendi in linea con la media nazionale. Qualcosa non torna e stavolta – sottolineano i consiglieri – non si può proprio dare la colpa a Roma».
«Sosterremo convintamente le eventuali mobilitazioni dei medici nei prossimi giorni», proseguono Ruzzante, Bartelle e Guarda. «Parlando di stipendi – chiosa Ruzzante -, è mai possibile che il direttore generale di una Ulss guadagni di più del Presidente della Regione? Avevo proposto un emendamento per rimediare a questa evidente distorsione, inutile dire che la Lega l’ha bocciato. Quando si tratta di “premiare” i supermanager della sanità ormai semi-pubblica, le risorse si trovano sempre».
Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Civica AMP), consigliera regionale

Treno strapieno e passeggero colto da un malore, i consiglieri regionali presentano un’interrogazione urgente Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune): «Linea Camposampiero-Padova, Giunta Zaia garantisce diritto alla mobilità e alla salute?» Modello mobilità Galan-Chisso mai tramontato, Zaia ne è l’erede con la Pedemontana

Venezia, 12 aprile 2019 – «In Veneto si può rischiare la vita a bordo di un treno? Lo chiediamo alla Giunta Zaia, che nel 2019 spende 160 milioni di euro per la Pedemontana, 290 milioni di euro per viabilità e infrastrutture stradali e solo 214 milioni di euro per il trasporto ferroviario». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), che nella giornata di oggi hanno presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta regionale “quali azioni immediate intenda porre a garanzia del diritto alla mobilità e alla salute dei cittadini del Veneto, con particolare riferimento alla linea ferroviaria Camposampiero-Padova” sulla quale nella giornata di ieri un passeggero a bordo di un convoglio ferroviario stracolmo è stato colpito da un malore. L’uomo è stato poi soccorso da una dottoressa e raggiunto dal capotreno che si è scusato per il disagio.

«La Lega al governo della Regione lascia che i cittadini del Veneto viaggino in treni sovraffollati, schiacciati come le bestie. Una condizione ben nota a qualsiasi pendolare – sottolineano Ruzzante e Bartelle – e a chiunque usi i mezzi pubblici nella nostra regione per recarsi sul luogo di lavoro o di studio». «Contestiamo le priorità di chi governa la regione da ormai vent’anni, il modello Galan-Ghisso delle grandi opere stradali non è mai tramontato e Zaia lo porta avanti con la Pedemontana. Un’opera – concludono i consiglieri regionali – che non è stata progettata pensando all’interesse dei cittadini del Veneto, ma a quello di chi la costruisce e la gestirà realizzando un utile, garantito dal bilancio regionale, di circa 5,7 miliardi di euro».

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

«Ennesimo disagio per i pendolari, se prima l’acqua usciva dai bagni ed era sotto i piedi, ora cade dal soffitto tramite infiltrazioni» Bartelle (Italia In Comune), Ruzzante (Liberi E Uguali): «La Adria-Mestre fa acqua da tutte le parti»

Venezia, 12 aprile 2019 – «Ieri l’ennesimo disagio sulla linea ferroviaria Adria-Mestre: i passeggeri a bordo del treno 91570 ad un tratto si sono accorti che aveva cominciato a piovere dentro!». Così i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta regionale “quali azioni immediate intenda porre in essere al fine i disservizi cronici che affliggono la linea ferroviaria Adria-Mestre, con particolare riferimento al treno n. 91570” e all’episodio dell’infiltrazione denunciato oggi sui giornali dal “Comitato pendolari contro i disagi di Sistemi territoriali”.

«L’idea che mi sono fatta è che Sistemi territoriali soffra della sindrome di non gestire i vaporetti – commenta Bartelle –. Per questo ricreano all’interno dei treni lo stesso habitat della laguna veneta: un acquitrino». «È come se volessero creare un parco a tema acquatico – continua la consigliera regionale di Italia In Comune –. Dopo l’acqua sotto ai piedi, adesso hanno inserito l’effetto speciale della pioggia! Peccato che qui non siamo in un parco a tema “Venezia”, ma nel mondo reale dei pendolari dove l’acqua sotto i piedi è quella che esce dai servizi igienici (che di igienico non ha nulla), e quella che cade dal tetto sia effettivamente acqua pluviale, che passa da fessurazioni della parte superiore della vettura. Le stesse fessurazioni che a volte contribuiscono all’effetto nebbia, con il far rientrare i fumi dei motori diesel delle vetture. Effetto archeologia industriale?».

Il 14 marzo Bartelle ha inviato all’assessore regionale ai Trasporti una segnalazione del malfunzionamento dei servizi igienici su un treno della linea Adria-Mestre. Qualche giorno dopo, la Giunta rispondeva che avrebbe provveduto a verificare il rispetto degli standard qualitativi previsti da contratto, ma in settimana gli stessi malfunzionamenti sono stati nuovamente segnalati dai pendolari. «Ma allora la Giunta si è completamente disinteressata oppure ha fatto una verifica per modo di dire? Come sempre chi governa a Venezia si dimentica del Polesine». «Suggerisco ai dirigenti di Sistemi territoriali –conclude Bartelle – di inviare il curriculum a Gardaland o ad Acqualandia, penso che abbiano tutte le carte in regola per avere buone chance».

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Sversamento liquami nel Po, Patrizia Bartelle (IIC), Piero Ruzzante (LEU) e Cristina Guarda (AMP): “scongiurarne il deflusso fino al mare”

Venezia 10.04.2019 “La scorsa settimana nel torinese si è verificato sversamento di liquami nel Fiume Po da un allevamento di suini, l’evento ha provocato la morte di cinque tonnellate di pesci. Si tratta di un inquinamento ambientale gravissimo”

Così i Consiglieri Regionali veneti Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (civica AMP) che aggiungono
“ora, se non lo hanno già fatto, quei liquami defluiranno lungo il Po attraverso il Veneto e il Polesine (dove le acque del Po vengono utilizzate per l’acqua potabile) e raggiungeranno il mare. Il pericolo di un danno alle persone e alla flora e fauna fluviali e marini è inaccettabile”

“abbiamo quindi chiesto alla Regione – concludono Bartelle, Ruzzante e Guarda – quali azioni straordinarie ed urgenti intenda porre in essere per garantire la raccolta dei liquami prima che defluiscano fino al mare. L’allerta ambientale, nel Veneto dei Pfas e della plastica che ha invaso il Canalbianco (con le foto-denuncia di Greenpeace Italia), è massima”

Patrizia Bartelle (Italia in Comune) Consigliera Regionale Veneto
Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) Consigliere Regionale Veneto
Cristina Guarda (Civica AMP) Consigliera Regionale Veneto