Autonomia, La consigliera regionale Patrizia Bartelle di Italia in Comune commenta le dichiarazioni del presidente Fico

Venezia, 30 marzo 2019, il Presidente della Camera Roberto Fico, con sottile perfidia, ha mandato l’autonomia di Zaia su un binario morto nel momento in cui ha affermato, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dello Iuav di Venezia, che “il Parlamento deve essere assolutamente centrale. Non c’è niente che non passerà attraverso un iter parlamentare forte, strutturato, sostanziale, legislativo. E quindi le Camere devono avere tutto il potere di farlo.”

Questo significa – spiega la consigliera regionale Patrizia Bartelle  di Italia in Comune – niente voto a scatola chiusa, prendere o lasciare, ma passaggi in Commissione, modifiche, emendamenti, dibattito in Aula: un binario morto, appunto.
Una decisione che  di fatto inverte la logica di Zaia: non è il Veneto che impone l’autonomia al Parlamento e al Governo, ma sono le Camere che concedono al Veneto l’autonomia, “nelle forme e nei limiti della Costituzione” (art. 1). Una lezione di Diritto Costituzionale per posticipare nel tempo e modificare nei contenuti il pacchetto concordato tra Zaia e il ministro Stefani davanti a qualche caminetto governativo.

Sarebbe quindi curioso – continua la Bartelle – sapere se Zaia chiederà ai Veneti un nuovo referendum sull’autonomia del Presidente della Camera o magari imbarcherà Iacopo Berti in Giunta regionale per avere il capo dei Probi Viri pentastellati dalla sua parte. Oppure se chiederà a Sistemi Territoriali di andare a riprendere il treno dell’autonomia sul binario morto. Speriamo solo che tale  binario non si trovi sulla tratta ferroviaria Adria – Chioggia. Se così fosse sarebbe il caso di chiedere ai pendolari cosa succederà in futuro.

Politica – Bartelle (IIC) e Ruzzante (LEU): “Congresso mondiale delle famiglie a Verona: No tolleranza verso gli intolleranti”

Venezia, 29 marzo – “Si apre oggi a Verona il famigerato congresso mondiale delle famiglie,  un conciliabolo di sostenitori dell’antiabortismo, della condanna dell’omossessualità e della repressione del ruolo della donna. È un fatto gravissimo, ed è ancor più grave che avvenga in Veneto”

Sono le parole dei Consiglieri Regionali veneti Patrizia Bartelle (IIC) e Piero Ruzzante (LEU), che aggiungono:

“tra i relatori segnaliamo l’arciprete della Chiesa Ortodossa russa, che ha definito ‘assassine e cannibali’ le donne che decidono di interrompere volontariamente la gravidanza, il presidente moldavo Igor Dodon, il quale ha dichiarato di non essere il presidente dei gay perché  ‘dovrebbero eleggere un loro presidente’. La lista delle sconcertanti posizioni dei relatori purtroppo è lunga.

Famiglia è dove c’è amore, non conta nient’altro – precisano Bartelle e Ruzzante – l’evoluzione della società passa attraverso il rispetto del prossimo, e non è ammissibile che eventi come questo, finalizzati a promuovere l’intolleranza verso l’altro, abbiano luogo.

A maggior ragione se ciò accade nella nostra Regione la quale ha perfino concesso il proprio patrocinio e, a dispetto delle numerose richieste di questi giorni comprese una interrogazione e una mozione proposte in Consiglio Regionale, non ha ritenuto opportuno revocarlo.

Manifestiamo quindi – concludono i due esponenti del Gruppo Misto – la nostra più totale contrarietà a questa “fiera dell’odio”, a questa specie di convivio della maschilità egemone, convinti che essa non si svolge né in nostro nome né in nome dei veneti che rappresentiamo”

FAMIGLIA: PASCUCCI (IIC), SABATO SAREMO A VERONA IN DIFESA DELLA LIBERTA’ DELLE DONNE

“Per i diritti, contro l’oscurantismo”. Questo lo slogan scelto per il presidio di Italia in Comune che sabato 30 marzo dalle ore 11 sarà in Piazza Pradaval a Verona “in difesa della democrazia e della libertà delle donne nel nostro Paese”. Lo rende noto un comunicato del Partito.

“Il Comune di Verona, in seguito alla decisione della Questura, ci ha negato la possibilità di manifestare in piazza Bra. Un diniego incomprensibile, imposto a noi e a +Europa, che conferma l’oggettivo deficit di democrazia nel nostro Paese”, afferma Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune, che sarà presente al presidio.

“Nonostante i divieti imposti i militanti di Italia in Comune saranno comunque presenti a Verona per esprimere contrarietà a quella che è già stata definita l’internazionale della famiglia tradizionale, con un dibattito incentrato sul corpo delle donne, sulla negazione del valore degli esseri umani in quanto tali. Tutto con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Verona e l’intervento di diversi ministri della Repubblica come relatori e ospiti stranieri che hanno in comune l’odio per il prossimo”, osserva Pascucci.

Il presidio di Verona sarà l’occasione per far conoscere le proposte di Italia in Comune sul tema dei diritti civili. In primo luogo, “chiediamo il ritiro immediato del ddl Pillon che è un abominio giuridico sulla pelle delle donne e dei bambini. Un decreto nel quale la violenza sulle donne, sui bambini, la violenza assistita, vengono occultate e diventano quindi strumento di ricatto nei confronti delle donne”.

Poi “l’interruzione volontaria di gravidanza deve essere un diritto e una libera scelta di tutte le donne. La Consigliera Regionale veneta Patrizia Bartelle ha già depositato un progetto di legge proprio per garantire l’attuazione della L. 194/78 attraverso la continua presenza in servizio di personale sanitario non obiettore”.

Italia in Comune propone inoltre di “estendere il reato di tortura alle violenze perpetrate sulle donne e sui bambini”, il riconoscimento giuridico “delle coppie dello stesso sesso e le famiglie da loro formate, con pieno diritto di adozione, l’introduzione del “reato di omofobia”.

Ambiente – Zanoni (PD), Guarda (AMP) e Bartelle (IIC): “Il lupo è salvo e anche il buon senso. Niente abbattimenti, il Pdl torna in Commissione dove verrà affossato”

Venezia, 27 mar. 2019 – “L’abbattimento del lupo va in archivio. Il rinvio in Commissione è l’anticamera dell’affossamento: di questo provvedimento ingiusto, sbagliato e incostituzionale probabilmente non sentiremo più parlare”. Sono le affermazioni dei Consiglieri Andrea Zanoni (Partito Democratico), Cristina Guarda (AMP) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura dopo che il Pdl, all’ordine del giorno nella seduta odierna, è stato rimandato in Commissione, mentre un mese fa la discussione era stata rinviata. “Allora, però, la giustificazione era l’assenza del relatore, il capogruppo della Lega Finco. Adesso, invece, la retromarcia è evidente. La mobilitazione di associazioni, cittadini che hanno manifestato anche davanti a Palazzo Ferro Fini, oltre a inviare migliaia di mail, ha avuto la meglio. E vogliamo ringraziarli”.

“Finalmente la maggioranza si è resa conto che è rischioso approvare una legge identica a quella già impugnata dal loro stesso Governo, Lega-Cinque Stelle, proposta dalle Province autonome di Trento e Bolzano – sottolineano Zanoni, Guarda e Bartelle – la maggioranza a trazione leghista, dopo essere stata a lungo latitante nell’affrontare il problema delle predazioni, aveva scelto la strada più facile, proponendo soluzioni standardizzate per tutti gli allevatori veneti, ignorando completamente la grande diversità morfologica dei territori e delle comunità con le proprie abitudini e opportunità. Non servono soluzioni bandiera, ma aiuti veri. In Veneto i lupi sono meno di 100 – aggiungono i tre consiglieri – le predazioni vanno contrastate con la sinergica messa in atto sistemi di prevenzione studiati appositamente per ogni singolo appezzamento e mandria, dalle reti elettrificate ai cani pastori addestrati allo scopo, fino alle oltre 20 azioni mai realmente attivate con concretezza in Veneto. I fondi europei ci sono, bisogna andare in quella direzione anziché gettare benzina sul fuoco e scatenare pericolose reazioni come il bracconaggio. In Veneto c’è spazio per gli allevatori e gli animali da reddito in alpeggio, per gli amanti della montagna e dell’escursionismo sostenibile e anche per i lupi. Se la convivenza riesce nel Parco Nazionale d’Abruzzo o in Trentino, dove i progetti sono stati strutturati con certosina precisione  sulle esigenze e caratteristiche del territorio, e i lupi sono centinaia, a maggior ragione è possibile qua, dove gli esemplari sono infinitamente molti di meno”.

Rovigo: Schede ospedaliere, Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (IIC) “La Lega in tanti anni si è prodigata per eliminare gli ospedali pubblici polesani”

“La Lega ha smantellato la Sanità pubblica per scelta politica ed ha trasferito specialità, prestazioni e danari alla Sanità privata. Così facendo ha bastonato il nostro Polesine”

Sono le parole della consigliera regionale Patrizia Bartelle (IIC) pronunciate al convegno sulla presentazione del “Piano Socio Sanitario e relative schede ospedaliere” organizzato oggi dalle sigle sindacali Cgil, Spi Cgil e Fp Cgil nell’aula magna della Cittadella Sanitaria di Rovigo.

“In circa vent’anni di governo – spiega la consigliera regionale – la lega ha dimostrato con Tosi, Martini, Lanzarin e Zaia, di voler cancellare gli ospedali pubblici Polesani.

L’Ospedale di Rovigo perde 60 posti su un totale di 420, mentre quello di Adria 72 su 230, più del 30%. Ortopedia ne esce azzoppata, avrà bisogno delle stampelle per stare in piedi – chiosa la Bartelle che aggiunge – “Trecenta, dopo una riduzione del 40% dei posti letto in questi anni, con queste schede non è più un Ospedale visto che spariscono terapia intensiva, ostetricia, oncologia e l’unità spinale. Quest’ultima, sorprendentemente, raddoppia i posti letto all’Ospedale privato di Rovigo, così il totale dei posti letto privati in Polesine passa da 278 a 356 con un aumento del 40%.

Del resto la Dgr 22 del 13 marzo, quella delle schede, riferisce espressamente “le cure a media e bassa complessità devono essere garantite ai cittadini secondo il criterio di prossimità, quelle ad alta complessità secondo il criterio di centralità“. In sostanza, se sei di Padova o Verona, curo tutte le tue patologie mentre se sei di Belluno o Rovigo, curo solo le patologie semplici e per quelle complesse ti devi spostare. Vuol dire negare ai Polesani le garanzie di uguaglianza previste dall’art. 3 della Costituzione.

L’unico futuro possibile è quello della lotta contro il metodo della Lega e per farlo bisogna costruire un fronte compatto contro Zaia che si batta per la difesa della Sanità pubblica”

La consigliera Bartelle ha concluso il suo intervento evidenziando la necessità che l’ospedale di Rovigo debba essere inquadrato come l’hub n. 6 della Regione, l’ospedale di Adria riconfermato come spoke e quello di Trecenta dotato di un pronto soccorso con Terapia intensiva”

Sanità – Guarda (AMP), Ruzzante (Leu) e Bartelle (IiC): “Emergenza medici solo nelle strutture pubbliche. La Regione faccia concorsi a condizioni migliori, anziché richiamare in servizio i pensionati”.

Venezia, 27 mar. 2019  – “Emergenza medici? Certo, ma non per le realtà private; la carenza di personale riguarda solo il pubblico. Sicuramente le scuole di specializzazione hanno troppi pochi posti rispetto ai laureati in medicina, ma questo non ferma la sanità privata che alla fine propone contratti migliori, rispetto a quelli che la Regione Veneto ha messo a concorso, con condizioni economiche più basse di tutta l’Italia. La Giunta Zaia dovrà interrogarsi sul perché della fuga di professionisti dalle strutture pubbliche. E la risposta non è assumere pensionati”. È quanto affermano in una nota i Consiglieri regionali Cristina Guarda (Civica AMP), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune). “Nei nostri ospedali mancano 1.300 specialisti, una situazione che andrà ad aggravarsi con Quota 100. Invece di richiamare in servizio medici in pensione, si facciano concorsi con condizioni accettabili e rispettose; nessuno di noi lavorerebbe senza sosta con turno di notte e turno diurno successivo, specialmente se ha la responsabilità della salute della gente. E si stanzino fondi adeguati per nuove assunzioni, pensando agli oltre 10 mila giovani che ogni anno fuggono dal Veneto di Zaia. È su questi cervelli che bisogna investire, ogni giovane laureato in medicina che sceglie di lavorare nella nostra regione equivale ad un medico in più nella sanità veneta per i prossimi trent’anni. Richiamare i settantenni significa mettere un tampone per qualche anno: è una politica miope”.

“E se proprio si voleva scegliere una soluzione su breve termine – continuano i Consiglieri – perché non assumere intanto i professionisti dipendenti delle cooperative ai quali vengono appaltati i servizi? Troppo giovani e subito pronti a iniziare? Forse questa ipotesi è stata scartata perché avrebbe tolto ogni alibi per le inefficienze della sanità veneta. Che senso ha, poi, spendere 70 milioni nell’acquisto di tecnologie, abbiamo più robot del Nord America, se poi non ci sono i professionisti per andarle a gestire? Servirebbero 90 milioni per assumere almeno 1000 medici e quindi far anche lavorare in maniera più dignitosa quelli che già sono dipendenti, abbattendo liste d’attesa o problemi organizzativi”.

“È una questione di scelte politiche e priorità. La Regione Veneto – concludono Guarda, Ruzzante e Bartelle – ha deciso di sperperare soldi per realizzare ospedali in Project financing a condizioni sfavorevoli, a scapito dei servizi sanitari. E le conseguenze degli errori della cattiva politica, al solito, le pagano i cittadini. La favola dell’eccellenza veneta non incanta più”.

Politica – Ruzzante (LEU), Bartelle (IIC), Guarda (AMP): “Una mozione di solidarietà per il giovane calciatore vittima di insulti razzisti. Basta odio”

  “A Silea, in provincia di Treviso, insulti razzisti (‘nero di m… ti sotterriamo vivo’) a un calciatore 14enne da parte di due adolescenti della squadra avversaria: la nostra solidarietà al giovane calciatore e la massima condanna a qualsiasi discriminazione nella vita e nello sport. E una risoluzione depositata in Consiglio regionale per esprimere solidarietà al giovane calciatore del Treviso, per dire No ad ogni discriminazione e per ribadire che lo sport è prima di tutto rispetto reciproco”. A presentarla, i Consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Civica AMP) “con l’auspicio che possa essere condivisa da tutto il Consiglio regionale. Ci appelliamo al buonsenso dei nostri colleghi. Siamo certi che nessuno vorrebbe vedere un proprio figlio vittima di un episodio simile”.

“Quando anche tra i più giovani si diffondono parole d’odio – sottolineano Ruzzante, Bartelle e Guarda – la politica e le istituzioni sono chiamate a interrogarsi. Chi detiene il potere politico e gode di ampia visibilità mediatica ha un’enorme responsabilità nei confronti di tutta la società. Certa propaganda può forse dare soddisfazione al politico di turno che guadagna consenso sul breve termine, ma alla lunga è la gente comune a pagarne le conseguenze. La storia recente e passata ci offre molti esempi in questo senso”

La risoluzione presentata da Ruzzante, Bartelle e Guarda si richiama “ai principi contenuti nel Codice di Comportamento sportivo del CONI, che vieta qualunque comportamento discriminatorio, e nella Carte Etica dello Sport approvata nel 2017 dal Consiglio regionale che recita: “lo sport è portatore di valori morali, culturali, educativi, nonché imprescindibile fattore di inclusione sociale ed integrazione popolare, nel totale rifiuto di ogni forma di discriminazione”.

Con la risoluzione, i Consiglieri chiedono al Consiglio regionale “di esprimere solidarietà al giovane calciatore oggetto delle intollerabili offese descritte in premessa e condanna ogni episodio discriminatorio, specie se commesso nell’esercizio o in occasione delle attività o delle manifestazioni sportive, e di impegnare la Giunta regionale ad adottare, anche in applicazione della Carta Etica dello Sport, tutte le iniziative finalizzate alla prevenzione di ogni tipo di discriminazione”.

Energia – Bartelle (IIC) e Ruzzante (LeU): “Dismissione dell’ex centrale Enel di Porto Tolle; la Regione ci aggiorni sul progetto Delta Farm e sull’oleodotto”.

Venezia, 26 mar. 2019 – “Ritorna alla ribalta della cronaca polesana la questione della dismissione dell’ex centrale Enel di Polesine Camerini con i suoi due elettrodotti da 380 Kwh e dei 93 chilometri di oleodotto che collegano Porto Tolle con Ravenna”. I Consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) intervengono tramite una nota sulla vicenda e ricordano “I due elettrodotti che ad oggi fanno da ponte tra le stazioni di Forlì e Dolo con i suoi 70 tralicci a cielo aperto, con conseguente produzione di inquinamento elettromagnetico. Non è chiaro in merito se il comune di Porto Tolle sia stato interessato dal programma stilato tra la Regione Veneto e Terna, per il miglioramento del sistema elettrico regionale, che si traduce con l’interramento dei cavi, di cui il gestore dell’infrastruttura si farebbe carico, o se semplicemente tale soluzione non è stata ponderata nei lavori di dismissione dell’ex centrale Enel di Polesine Camerini. Vero è che in questi giorni si leggono sulla stampa i pareri di alcuni tecnici, tra cui Arpav, i quali dichiarano i pro e i contro dell’interramento dei cavi elettrici”.

“Nell’attesa si faccia luce su quale sia la soluzione migliore, speriamo che si parli anche dei tralicci del comune di Porto Tolle nell’ambito del progetto di dismissione dell’ex centrale di Polesine di Camerini – affermano Bartelle e Ruzzante – nel contempo auspichiamo che la Regione, visti i contatti diretti con la maggioranza che governa il comune polesano, ci aggiorni sulle tempistiche del famoso progetto Delta Farm, con il quale Human Company, dovrebbe trasformare il sito in un innovativo villaggio turistico e quali saranno gli interventi previsti per l’oleodotto di collegamento tra Porto Tolle e Ravenna”.

Ambiente – Ruzzante (LeU), Bartelle (IIC), Guarda (Civica AMP): “Errori evidenti nei controlli Arpav presso la distilleria Bonollo di Conselve, in provincia di Padova: la Giunta Zaia come intende intervenire?”

Venezia, 25 mar. 2019   –   “Un’altra ombra sulla questione relativa alla distilleria Bonollo, che da anni preoccupa i cittadini di Conselve, in provincia di Padova: Arpav non ha effettuato le analisi per verificare la presenza di metalli in occasione del grande sversamento di gennaio 2019. Vogliamo sapere perché: presentata interrogazione. Dopo le recenti rivelazioni sul caso Pfas, ci chiediamo se Zaia e la sua Giunta vogliono Arpav al servizio dei cittadini o ai comodi dei potenti del Veneto”. I Consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Civica AMP), chiamano in causa la Giunta regionale con un’interrogazione a risposta immediata “per sapere come intenda intervenire rispetto all’evidente erroneità dell’operato di Arpav nell’esecuzione dei controlli sulle emissioni della distilleria Bonollo di Conselve”.

Nello specifico, nell’interrogazione, i tre Consiglieri si riferiscono “alle analisi relative al verbale di prelievo n. 1020 del 6 gennaio 2019 (scolo campestre interno in corrispondenza di via Padova n. 70), ottenute dal Consigliere Ruzzante tramite un accesso agli atti. Considerate le ultime notizie sulle indagini legate al caso di inquinamento Pfas, in cui si ipotizzano alcune responsabilità a carico di parte di Arpav, viene da chiedersi se chi governa la regione metta al primo posto la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente oppure voglia Arpav al servizio dei potenti del Veneto. Non si capisce perché tra i parametri del rapporto di prova del giorno 7 gennaio 2019 non rientri quello relativo alla presenza di metalli, nonostante nel verbale di prelievo venisse esplicitamente richiesto proprio dai tecnici Arpav. La spiegazione fornita nel rapporto di prova è che la natura del campione (acque melmose) non consentiva l’analisi dei metalli”.

“Una tesi che non regge – commentano Ruzzante, Bartelle e Guarda – per due ragioni: da un lato perché la verifica dei metalli presenti nei fanghi è un’analisi che rientra nella prassi, basti pensare alle analisi sui fanghi del Petrolchimico di Marghera, dunque Arpav poteva senz’altro analizzare il campione melmoso; del resto, se così non fosse, non si spiegherebbe la scelta dei tecnici Arpav intervenuti sul campo di prelevare del materiale melmoso e non un campione di altro tipo, ad esempio di terreno”.

“Un’altra ombra sulla questione Bonollo – concludono i Consiglieri – torniamo a chiedere alla Giunta Zaia di fare chiarezza e intervenire presso Arpav. I cittadini di Conselve chiedono soltanto di sapere cosa respirano e cosa viene sversato nella loro terra, noi crediamo che abbiano il diritto di avere una risposta. Zaia è d’accordo?”.

Assistenza – Bartelle (IIC): “CSA Adria, chiedo il commissariamento”

Venezia25 mar. 2019 –     “Comunicati stampa fiume ai giornali locali, toni offensivi nei confronti del Consiglio Comunale di Adria che viene definito farsa, querele distribuite a chi, sottoscritta compresa, osa metterne in discussione l’operato. Se funzionasse bene la struttura della quale Sandra Passadore è presidente nonché rappresentante legale lo si potrebbe anche accettare”. Sono le parole della Consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune) in relazione al Centro Servizi Anziani di Adria che continua: “La manifestazione di sabato scorso alla quale hanno partecipato esponenti politici di Fratelli d’Italia, stesso partito della Passadore, e persino due componenti del consiglio di amministrazione è la prova che la situazione è fuori controllo e che serve un intervento dall’esterno altrimenti c’è il rischio concreto che le cose rimarranno come sono ora sino a gennaio 2020 quando sarà nominato il nuovo cda”.

“È per questo motivo – precisa Bartelle – che questa mattina ho depositato una interrogazione per chiedere alla Regione di intervenire in virtù dei poteri di vigilanza previsti dall’ordinamento azzerando l’attuale consiglio di amministrazione e nominando un commissario straordinario con il preciso compito di risolvere le vertenze sindacali e i contrasti con i familiari. Quando il prossimo anno si insedierà il nuovo cda non dovrà ereditare questa pesante situazione emergenziale e potrà impegnarsi per migliorare la struttura nel rispetto dello scopo assistenzialistico espressamente previsto dalla Statuto”.