Politica – Ruzzante (LeU) e Bartelle (IiC): “Richiesta ‘razza dell’alunno’ nel Vicentino, ora basta. La Giunta verifichi”

Venezia 30 gen.  2019 –    “Anche a Villaverla un modulo in cui viene chiesto ‘gruppo etnico o razza’ di un minore. Il caso, riportato oggi dalla Stampa locale, è una ulteriore conferma che abbiamo fatto bene a sollevare la questione, chiedendo alla Giunta regionale le dovute verifiche. Evidentemente in Veneto circola ancora della modulistica che riporta la dicitura ‘razza’”.

Questa è la presa di posizione assunta dai consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) rispetto “a un altro caso di richiesta della ‘razza’ dopo l’interrogazione depositata ieri su un caso analogo, segnalato da un genitore e relativo al Distretto socio-sanitario di Favaro Veneto, con cui abbiamo chiesto alla Giunta regionale di intervenire affinché la dicitura ‘razza’ non compaia all’interno dei moduli delle Aziende ULSS del Veneto”.

«Mi piacerebbe sapere – afferma in particolare Ruzzante– cosa dovrebbero rispondere i cittadini del Veneto secondo il Presidente Zaia se gli venisse chiesto il gruppo etnico o la razza. Forse ‘razza Piave’? Io personalmente risponderei ‘nessuna razza’ o, al massimo, ‘razza umana’”.

“L’11 aprile dell’anno scorso – ricorda ancora Ruzzante – il Consiglio regionale ha votato a larga maggioranza una mia Mozione, dal titolo piuttosto eloquente: “eliminare la dicitura ‘razza’ nei referti delle ULSS venete”.

“ Dopo che il caso di Bolzano è finito sulla Stampa nazionale – sottolinea il Presidente di LeU – stanno venendo a galla una serie di situazioni analoghe in Veneto”.

“Insistiamo nuovamente – concludono Piero Ruzzante e Patrizia Bartelle – affinché la Giunta faccia le dovute verifiche”.

Venezia: Trasporto ferroviario, Bartelle (IIC) “Il silenzio assordante di Zaia conferma il suo disinteresse per il Polesine”

“Quella di oggi, è stata un’altra giornata insostenibile per i cittadini che fanno affidamento sul trasporto pubblico ferroviario gestito da sistemi territoriali. La tratta Adria-Venezia si è contraddistinta per l’ennesima volta per ritardi, soppressioni di treni, mancanza di avvisi in stazione e via internet.

Il numero verde del servizio informazioni (800 366 766) non comunica informazioni precise e alla domanda “mi trovo alla stazione di Campagna Lupia come faccio a raggiungere Venezia” non risponde con precisione, non indica con chiarezza se i treni sono partiti da Adria oppure no o se il convoglio sia stato sostituito con autobus e come fare per prenderlo. Un calvario”.

Sono le parole della consigliera regionale Patrizia Bartelle (IIC) che stamani era tra gli utenti che hanno tentato di utilizzare il servizio  di trasporto pubblico, per poi desistere e salire sulla propria autovettura con destinazione Consiglio Regionale a Venezia. Sede  governativa della nostra regione dove la consigliera ha preso la parola nel corso della seduta consiliare denunciando l’ennesimo disservizio di sistemi territoriali.

“L’episodio di oggi è la riprova del fallimento della politica dei trasporti pubblici” incalza la consigliera regionale “sono anni che si segnalano disagi, disservizi e mancanza di informazione per i cittadini, per i quali  il governatore Zaia, assente anche oggi in Consiglio, dimostra di fatto di non considerare le problematiche dei cittadini Polesani, Veneti come gli altri abitanti delle province della nostra regione. L’inserimento poi nel consiglio di amministrazione del leghista rosolinese Pako Massaro, nulla è valso per cambiare sensibilmente qualcosa a favore del nostro Polesine”

Sul punto la consigliera Bartelle – che la settimana scorsa ha depositato insieme al collega Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) per sapere “PERCHE’ SISTEMI TERRITORIALI SPA NON GARANTISCE ADEGUATI MEZZI PER INFORMARE I CITTADINI DEI RITARDI SULLA LINEA?” e una richiesta di informazioni alla direzione infrastrutture e mobilità della Regione per conoscere con precisione natura e i costi dei più recenti interventi effettuati sulla linea ferroviaria Adria–Mestre – si augura di avere riscontri a breve.
E’ proprio il caso di dire che il governo Zaia,  con il suo silenzio assordante, dimostra disinteresse per i Polesani, sia per il trasporto pubblico, sia per il caso delle Trivelle in alto Adriatico

Venezia: Caso Trivelle, Bartelle (IIC) “Serve l’impegno di Zaia a confermare il suo no alle trivelle”

Speriamo che la Regione Veneto si ricordi di quando, qualche anno fa, prese posizione maniera compatta contro le estrazioni di idrocarburi e che dimostri una cultura ambientale sufficiente a difendere il nostro territorio.

E’ scritto nella storia del Delta quanto il terreno si sia abbassato in seguito all’estrazione del metano dal sottosuolo.

Un fenomeno, quello della subsidenza, che si aggiunge  al cuneo salino ossia la risalita dell’acqua salmastra lungo il letto dei fiumi con ricadute per il settore dell’agricoltura che usa proprio quest’acqua per l’irrigazione dei campi.

Fenomeni ambientali che le grandi società,  come la Po Valley, conoscono  eppure continuano ad avanzare richieste di nulla osta per portare al largo delle coste Venete ed Emiliane le piattaforme metanifere. Gli affari sono affari.

I nuovi impianti verranno posizionati nelle acque marine nazionali andando ad aggiungersi ad un altro mostro, il rigassificatore, per il quale il Polesine di fatto non ha avuto grandi benefici, in primis, perché sono davvero poche le aziende Polesane occupate nella piattaforma dell’offshore e, in secondo luogo,  perché il contatore risponde alla provincia di Venezia.

Ora le grandi società vogliono minimizzare e aggirare il problema affermando – secondo quanto dichiarato oggi alla stampa – che posizioneranno la Teodorico oltre le 23 miglia dalla costa.

Ammesso e non concesso che ciò accada chi controllerebbe e ci assicurerebbe che i tubi sott’acqua, invisibili all’occhio umano, non perforeranno entro le 12 miglia dalla costa? Pratica questa già denunciata da numerosi studiosi in diversi congressi.

Ci appelliamo quindi a Zaia perché rompa il suo silenzio stampa in merito a questo tema e al ministro Costa perché non firmi le richieste dei permessi di trivellazioni per la salvaguardia del future generazioni di Polesani, Veneti ed Emiliani.

Venezia:Trivellazioni, Bartelle(IIC)” Zaia,con il suo silenzio, dimostra il disinteresse per il nostro territorio”

Ritorna l’incubo delle trivellazioni per il nostro Delta. Un territorio che conosce bene gli effetti dell’estrazione del gas metano dal sottosuolo, che interessò il nostro territorio negli anni 60. A dimostrarlo è il fenomeno della subsidenza. Insomma una storia che si ripete con conseguenze prevedibili e accertate.

Ma quello che fa più sorridere è il fatto che queste piattaforme si posizioneranno  nelle  dodici miglia dalla costa, lo stesso spazio d’acqua dove è in atto la procedura per l’istituzione dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) Marini. Nuovi vincoli a livello ambientale che minacciano il futuro della pesca, settore economico trainante per i 1500 addetti ai lavori  del nostro delta. Un problema quindi rilevante per l’economia del Polesine affrontato dal comparto della pesca delle regioni Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con l’avvio dello studio Tarta-tur, con lo scopo di contrapporsi ai dati scientifici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), incaricato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela e del Mare (MATTM)
Da una parte abbiamo quindi l’invadenza e l’effetto impattante  di una piattaforma come la Teodorico ,per l’estrazione del metano, dall’altra parte, dobbiamo fare i conti con il ministero dell’ambiente per tutelare e salvaguardare delfini e le tartarughe nel nostro Adriatico.

Bartelle (Italia In Comune): «Adria-Venezia, Sistemi Territoriali informi i passeggeri dei ritardi»

«Chiedo alla Giunta regionale di intervenire per garantire ai pendolari della linea ferroviaria Adria-Venezia tempestive e adeguate informazioni in caso di ritardo dei treni. Mi sembra il minimo, considerato lo stato del servizio tra ritardi e malfuzionamenti della linea». Così la consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune), che nella giornata di ieri ha depositato assieme al collega Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale “PERCHE’ SISTEMI TERRITORIALI SPA NON GARANTISCE ADEGUATI MEZZI PER INFORMARE I CITTADINI DEI RITARDI SULLA LINEA?”. «I pendolari devono già fare i conti con ritardi praticamente quotidiani, è inaccettabile che Sistemi Territoriali non si curi nemmeno di avvisare gli utenti tramite il sito internet. Inoltre – conclude Bartelle – molte stazioni sulla Adria-Venezia non hanno nemmeno i display. La Regione è in grado di garantire un servizio decente? I pendolari del Polesine hanno lo stesso diritto alla mobilità di tutti gli altri, questa situazione non è più accettabile».

RUZZANTE (LIBERI E UGUALI), BARTELLE (ITALIA IN COMUNE): «INFORTUNIO MORTALE PEDEMONTANA, PRESENTATA INTERROGAZIONE REGIONALE»

Venezia, 24 gennaio 2019 – «Solidarietà e vicinanza ai familiari, agli amici e ai colleghi dell’operaio trevigiano morto fulminato nel cantiere della Spv tra Mason e Marostica. È la seconda morte all’interno dei cantieri della Pedemontana, l’ennesima tragedia nei luoghi di lavoro del Veneto dove si sta consumando una strage silenziosa e inaccettabile. L’infortunio sul lavoro non è mai una fatalità: c’è bisogno di investire in prevenzione, a partire dalla Regione che ha tutte le competenze in materia di tutela e sicurezza del lavoro».

Il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), dopo l’infortunio mortale sul lavoro avvenuto stamane in uno dei cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta in provincia di Vicenza, torna ad interrogare la Giunta regionale chiedendo urgenti interventi in materia di sicurezza sul lavoro. “ALTRO TRAGICO INCIDENTE NEI CANTIERI DELLA PEDEMONTANA: OPERAIO MUORE FULMINATO. LA GIUNTA REGIONALE INTENDE INTERVENIRE PER PORRE FRENO ALLA STRAGE IN ATTO NEI LUOGHI DI LAVORO DEL VENETO?”, questo l’oggetto dell’interrogazione a risposta immediata depositata oggi assieme alla consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune).

«Zaia e la sua Giunta si sono impegnati più volte a intervenire su questo fronte. Ma cos’hanno fatto finora per porre fine a quella che è una vera e propria strage nei luoghi di lavoro del Veneto? Sono 69 i caduti sul lavoro nella nostra regione nel 2018: un morto ogni 5 giorni. L’anno scorso Zaia ha sottoscritto con i sindacati e le parti datoriali il “Piano strategico per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori”. Era prevista l’assunzione di 30 nuovi tecnici della prevenzione negli Spisal già a partire dal 2018, dove sono? Nessuno li ha visti».

Bartelle (Italia In Comune): «Allagamento ospedale Trecenta, presentata interrogazione regionale»

«Oggi ho depositato un’interrogazione a risposta immediata, chiedendo alla Giunta regionale di verificare con la Ulss 5 Polesana le cause del malfunzionamento dell’impianto di condizionamento, le responsabilità eventuali, l’entità dei danni e i tempi necessari al ripristino delle sale operatorie chiuse». Così la consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italiana In Comune), che nella giornata di oggi ha presentato, assieme al consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), un’interrogazione a risposta immediata avente oggetto “AULSS 5 POLESANA, OSPEDALE DI TRECENTA (RO), ALLAGAMENTO SALE OPERATORIE OSPEDALE, QUALI SONO LE CAUSE, I DANNI E I TEMPI DI RIPRISTINO?”.

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BARTELLE (ITALIA IN COMUNE): «NUBIFRAGI POLESINE, GOVERNO NEGA STATO EMERGENZA: LEGA TRADISCE TERRITORIO»

Venezia, 24 gennaio 2018 – «Badia Polesine e Lendinara non riceveranno un euro dallo Stato in seguito ai terribili nubifragi del 21 e 22 luglio 2018: la decisione del governo è gravissima e inspiegabile. Ho presentato un’interrogazione regionale per chiedere a Zaia e alla Lega, che governa da vent’anni in Veneto, quali sono i motivi che hanno hanno impedito il riconoscimento dello stato di emergenza e l’erogazione dei contribuiti che ne consegue». Così la consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune) che, assieme al consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), ha depositato stamane l’interrogazione a risposta immediata avente oggetto: “NUBIFRAGI DEL 21 E 22 LUGLIO 2018, NEGATO LO STATO DI EMERGENZA A BADIA POLESINE (RO) E LENDINARA (RO). LA REGIONE FACCIA CHIAREZZA”.

«Ancora una volta la Lega tradisce il territorio del Polesine – aggiunge l’esponente di Italia in Comune – dove continua a chiedere voti promettendo attenzione da parte del governo regionale e nazionale. Questi sono i risultati: zero contributi per i paesi colpiti dai nubifragi del luglio scorso. Adesso la Lega ci deve spiegare perché». «L’onorevole Giacometti – conclude Bartelle – deputata leghista di Badia Polesine, mentre il suo governo negava lo stato di emergenza cosa faceva? Era distratta?»

Adria: Italia In Comune “Ecco perché la Lega, non ha la volontà di risolvere i problemi della casa di riposo”

“Incredibile la faccia tosta dei Leghisti di Adria. Attaccano la Presidente  del Centro Servizi Anziani Sandra Passadore dopo averla nominata come guida del relativo consiglio di amministrazione.”

Esordiscono così le rappresentanti di Italia In Comune Anna Paola Tosato, Giulietta Tiengo e la consigliera regionale Patrizia Bartelle “Consiglio di amministrazione – continuano – composto soprattutto da soggetti vicini all’ex sindaco Barbujani, che a prescindere saranno sempre  in contrasto con l’attuale sindaco Barbierato  e il suo gruppo civico.”

“Ad oggi i vertici della centro servizi anziani di Adria stanno dimostrando che  non sono in grado gestire le problematiche della struttura di riviera Sant’Andrea divenuta ormai un colabrodo in termini di disservizi”.

“Eppure il competente assessore regionale è Manuela Lanzarin in quota alla Lega Veneto partito che pertanto, ad Adria, avrebbe i mezzi e l’opportunità per rendere un servizio nettamente migliore ai cittadini disponendo, ad esempio, una verifica approfondita sul funzionamento della casa di riposo  ascoltando anche i dipendenti, i vari operatori, gli ospiti e i familiari”.

Un’azione del genere consentirebbe di “fotografare” l’attuale situazione del centro servizi anziani e costituirebbe il punto di partenza per dare risposte concrete ai cittadini.

Secondo Italia In Comune la ragione di questa inerzia è semplice: non ci sarebbe una vera volontà di risolvere i problemi della casa di riposo.

L’unica prerogativa della Lega sembra essere piuttosto quella di mantenere le posizioni di governo a Venezia limitandosi a tenere buoni i cittadini polesani, con azioni come questa nei confronti della presidenza del Consiglio di Amministrazione del CSA.

Azioni tuttavia fini a sé stesse che non portano alcun concreto miglioramento alla qualità della vita dei cittadini polesani i quali, mi auguro, faranno tesoro di questa esperienza la prossima volta che saranno chiamati alle urne.

BARTELLE (ITALIA IN COMUNE), RUZZANTE (LIBERI E UGUALI): «TELECAMERE NEGLI ASILI: PROPOSTA INUTILE. SERVE PIÙ FORMAZIONE» «LA REGIONE VERIFICHI LA PROPORZIONE BAMBINI/EDUCATORE. PERCHÈ ACCANIRSI SUI LAVORATORI? TELECAMERE NEGLI UFFICI DEI DIRIGENTI»

enezia, 22 gennaio 2019 – «Abbiamo deciso di astenerci sulla proposta di legge statale in materia di videosorveglianza negli asili nido, nelle case di riposo e nelle strutture per disabili: il provvedimento centra un problema, quello degli abusi su persone che non si possono difendere, ma non inquadra la soluzione. Manca completamente un’ottica preventiva, la Lega conferma il suo approccio ideologico puntando sulla repressione». Così i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune), relatrice di minoranza del pdls n. 20, e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali). I due consiglieri hanno presentato un emendamento, approvato dal consiglio regionale, che prevede la videosorveglianza negli uffici dei direttori, dirigenti e uffici amministrativi. Approvato anche l’ordine del giorno, presentato anch’esso da Bartelle e Ruzzante, che impegna la Giunta regionale “ad attivare e sostenere, in funzione di prevenzione e per quanto di propria competenza, tutte le azioni che consentano di intervenire sulle caratteristiche strutturali e di gestione dei servizi e, con particolare riferimento agli asili nido, a vigilare e verificare la sussistenza di un adeguato e corretto rapporto numerico educatori/bambini”.

«Se si volesse davvero affrontare il problema – commenta Bartelle – si potrebbero seguire le indicazioni fornite ad esempio da Save the Children, che propone l’adozione di un codice di condotta specifico e vincolante per ogni adulto a contatto con i minori e di organizzare gli ambienti educativi al fine di impedire, a tutela dei bambini e degli stessi operatori, situazioni di isolamento». «Introdurre le telecamere, inoltre, può essere controproducente anche dal punto di vista delle indagini giudiziarie: un malintenzionato sa di essere videosorvegliato è in grado di adottare comportamenti atti ad eludere la videosorveglianza. Altra cosa – sottolinea la consigliera regionale di Italia In Comune – è l’utilizzo delle telecamere da parte delle forze dell’ordine, predisposta in segreto nell’ambito di indagine». «La verità – conclude Bartelle – è che per prevenire la violenza all’interno degli istituti di cura bisogna investire in formazione: inserire persone formate all’interno di una struttura vuol dire rivoluzionare quella struttura, l’ho provato nella mia esperienza personale».

«Ricordo che è sempre stato il centrodestra ad essere contrario all’utilizzo di telecamere, intercettazioni ed altri strumenti di acquisizioni della prova in ambito d’indagine giudiziaria – puntualizza Ruzzante -. Oggi la Lega si smentisce, ma sbaglia bersaglio. Non bisogna prendersela con i lavoratori, in modo indiscriminato. L’obiettivo è prevenire atti violenti e, quando malauguratamente si verificano, individuare i colpevoli utilizzando tutti gli strumenti a disposizione». «Ora che il consiglio ha approvato il nostro emendamento per estendere i controlli ai dirigenti, che gestiscono milioni di euro di appalti, aspettiamo – conclude Ruzzante – le telecamere all’interno delle auto blu della Giunta regionale».