Casa di riposo a Badia Polesine

Ieri pomeriggio, 5 agosto, ero a Badia Polesine per incontrare i manifestanti (sindacati e comitati) che protestavano, davanti al Comune, per l’ipotesi di trasformare la Casa del Sorriso per anziani della cittadina polesana in fondazione di diritto privato, modifica fortemente sponsorizzata dal sindaco Gastone Fantato, e per assistere al Consiglio comunale.

Fantato ha fretta (quando proprio in Regione si sta adesso discutendo sulla questione) e la fretta è sempre cattiva consigliera. Le opzioni sono due: o Fondazione o Apsp (come propone lo stesso Zaia). Sarebbe quindi opportuno e saggio attendere che il quadro normativo sia reso definitivo dalla Regione per poter fare scelte oculate.

Ciò che più di tutto mi ha colpito in Fantato è stata la sicurezza con cui ha difeso la trasformazione in Fondazione andando persino a “garantire” i dipendenti che non verranno diminuiti i loro stipendi (principale preoccupazione degli operatori). Garanzia “politica” di scarsa credibilità in quanto la modifica dei contratti di lavoro comporterà inevitabilmente una revisione degli stipendi e porterà all’incertezza del posto di lavoro.

Già Fantato si era distinto per sposare progetti di dubbia utilità come la Valdastico sud (autostrada morta) “garantendo” grande sviluppo per Badia (che non c’è stato ovviamente) e la diga sull’Adige che proprio oggi sarà discussa in commissione in Regione.

Anche per questo nutro forti dubbi sulla visione politica strategica del sindaco di Badia Polesine che esorto ancora a saper attendere il termine dell’iter legislativo in corso in Regione proprio sul tema della trasformazione delle Ipab.

Devo informare che già martedì scorso, su indicazione degli stessi Comitati, durante lo svolgimento della 5° commissione, sono intervenuta parlando della necessità di bloccare le trasformazioni in essere e in seguito a ciò verranno depositate al più presto sia interrogazione che mozione relativi ai “provvedimenti finalizzati alla sospensione dei procedimenti regionali riguardanti le privatizzazioni delle IPAB ai sensi della legge regionale n. 24/1993 in attesa dell’approvazione del progetto di legge regionale n.25 recante “disposizioni per la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e per la disciplina delle aziende pubbliche e delle persone giuridiche di diritto privato di servizi alla persona”.

Patrizia Bartelle