Chi pagherà, oltre i cittadini, per il fallimento del dossier sul prosecco?

VENEZIA – “Una bocciatura costata circa 800mila euro di fondi pubblici. Questo è, in sintesi, il risultato per Zaia sulla candidatura Unesco a patrimonio dell’umanità delle “colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.

Un vero e proprio fallimento per il quale stride l’entusiasmo di Zaia che dichiara convinto, di portare a casa la candidatura Unesco il prossimo anno andando personalmente a Baku.

“Se il dossier fosse stato perfetto, come ha dichiarato Zaia alla stampa – tuona la consigliera regionale  pentastellata Patrizia Bartelle – non sarebbe stato respinto. E quella che Zaia definisce un’inezia come motivo di bocciatura, si traduce in fondi pubblici sprecati e altri necessari per arrivare al 2019”.

“Una pessima figura per il governatore e per lo staff di tecnici che hanno redatto  gli atti della candidatura Unesco, bocciata perché durante la procedura di stesura non hanno tenuto conto di tutte le osservazioni provenienti dal mondo degli ambientalisti del territorio.

A denunciarlo le stesse associazioni che non hanno avuto riscontri in merito alle osservazioni e per questo hanno definito l’incriminato “Conegliano Valdobbiadene Dossier” un libro dei sogni, perché in nessuna delle sue pagine vengono citate le leggi ambientali da applicare per la “vera riduzione dei prodotti fitosanitari”. Riduzione che potrà avvenire applicando l’art.21 D.Lgs 150/2012 “agricoltura biologica” e gli obiettivi ed i mezzi per raggiungerli previsti dal PAN, DM 22/01/2014.

Ora, chi pagherà per questo errore di procedura… oltre ai cittadini?