19 agosto 2015 – “Lei non sa chi sono io” – Lettera aperta di un attivista

Invio il testo di una email pervenutami da un nostro attivista che ritengo meriti l’attenzione di tutti perchè fa riflettere.

Lo scandalo estivo non manca mai. Quest’anno tocca a un Senatore, eletto nelle file di FI, che prima pretende di non pagare alcune multe in virtù del fatto che è Senatore per poi ritrattare (e dichiarare di pagare) una volta scoperto con le dita sporche di marmellata e non posso fare a meno di mettere in relazione questo comportamento con altri.
Galan, un pregiudicato di FI attualmente stipendiato dalla Camera dei Deputati, che “muore di caldo” perchè, poverino, con soli 5000€ al mese, non può permettersi il condizionatore, ma se andassimo a scavare un po, noteremmo come altri atteggiamenti di vero e proprio “bullismo di stato”, i cittadini siano costretti a subire da oltre vent’anni mentre le Loro Signorie Elette vivono come alla corte del Re Sole della metà del 1600.

Per esempio, quel ministro della Repubblica che, non molto tempo fa, transitato in A4 appena era avvenuto un incidente, nemmeno si è degnato di chiedere se potesse essere utile e con i lampeggianti accesi si è allontanato accelerando.

Oppure vogliamo parlare delle “scorte” a personaggi della politica che sottraggono FF.OO. alla sicurezza di tutti per usarli, come fattorini, quando fanno la spesa come ha fatto la Finocchiaro o la Kienge al negozio di pellicce?

Vogliamo parlare di stipendi mensili faraonici che, con tutti i vari bonus e “rimborsi”, sono pari a quelli annuali di un impiegato od operaio?

Del resto, delle altrettanto faraoniche “pensioni politiche” qualcosa ne sappiamo; sappiamo che non possono essere tagliate come quelle di chi ha lavorato davvero per una vita, perchè sono “diritti acquisiti”, sappiamo anche che sono trasmissibili al\alla coniuge superstite, come una “reversibilità”.
Sappiamo che i loro figli, per quanto la crisi sia grave, lavorano sempre e lavorano tutti nel pubblico o in aziende fortemente legate al pubblico mentre, chissà perchè, i figli degli operai non vincono mai quei concorsi.
Che poi, se vengono assunti per concorso o per “casata dinastica”, questo non si è mai ne capito ne saputo ma sapiamo solo che loro, i nobili, della crisi, delle spese e delle multe, non vogliono proprio saperne perché “lei non sa chi sono io“.

Noi invece sappiamo perfettamente chi siamo; siamo contadini, siamo operai, siamo impiegati e soprattutto siamo precari e disoccupati.
Noi siamo figli e nipoti di pensionati al minimo, donne e uomini stremati dalla fame e truffati dalle loro Signorie Elette, dopo una vita passata a spaccarsi la schiena per risollevare l’Italia dagli orrori della guerra.

Noi siamo quelli che vogliono scacciare i pregiudicati e gli inquisiti, noi siamo quelli che denunceranno sempre gli accordi sottobanco, noi siamo quelli che, nella Sicilia dominata dalle mafie, usano i soldi del proprio stipendio da Consigliere Regionale per costruire una nuova strada, sebbene osteggiati ed insultati dai “bulli di stato”, gli stessi che poi, in auto blu a sirene spiegate, per quella strada ci passano.

Noi siamo nauseati da tutte queste bassezze, vessazzioni e fame a cui questa “nouvelle noblesse” ci ha condannato da oltre venti anni e chiediamo di tornare subito alle urne.
Chiediamo massima sobrietà e moralità da parte di tutti gli eletti, di scacciare i pregiudicati, gli inquisiti ed i faccendieri dai luoghi di potere, chiediamo in sintesi, dignità per il popolo Italiano.

Forse chiediamo troppo?
Patrizia Bartelle

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