CSA Rovigo, violazione norme antincendio. Bartelle, Tosato e Tiengo: “Ora basta, il Sindaco di Adria intervenga subito”

Venezia 16.10.19 – “In relazione ai recenti e clamorosi sviluppi relativi al ritardo con cui sono stati eseguiti i lavori di adeguamento alla normativa antincendio, emersi dalle recenti ispezioni dei vigili del fuoco che segnalano un grave rischio per gli ospiti e per gli operatori all’interno della struttura, voglio ringraziare i consiglieri Mori e Visentin per il prezioso lavoro di richiesta di chiarimenti e documenti che stanno svolgendo e perché non si arrendono alla scarsa collaborazione di presidente e direttore del CSA.”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) che aggiunge:

“A differenza di quanto sostenuto dall’esponente della UIL Pavarin, già candidato in una lista a sostegno del sindaco Barbierato, per il Csa di Adria la soluzione non è quella aumentare le impegnative di  residenzialità, anzi, casomai vanno ridotte perché aumentare il numero di ospiti in una struttura che non rispetta le normative antincendio significa mettere a rischio l’incolumità di un numero maggiore di persone”

“Ricordo – prosegue Bartelle – che due anni fa, quando si discuteva di progetti e finanziamenti per una nuova struttura, mi sono recata negli uffici regionali dove ho scoperto che parte di quei soldi erano in realtà destinati all’adeguamento alla normativa antincendio dell’attuale immobile di Riviera Sant’Andrea. Se venisse confermato che ad oggi ancora nessun intervento è stato compiuto la circostanza sarebbe grave e preoccupante e richiede un approfondimento immediato della questione”

“Ritengo che il Sindaco di Adria abbia il dovere, in quanto responsabile della tutela della salute pubblica, di disporre una immediata ispezione della struttura per verificare la sussistenza dei requisiti minimi di abitabilità e sicurezza sia per gli ospiti (in prevalenza non autosufficienti) che per i lavoratori questi ultimi particolarmente stressati anche da una vertenza sindacale infinita”

“Se, come temo, fosse verificata l’insufficienza dei requisiti di sicurezza, il Sindaco avrebbe l’obbligo di disporre il trasferimento degli ospiti presso locali idonei, magari dell’Azienda Ulss 5”

“Esaurita la fase di messa in sicurezza rispetto alle evidenze drammatiche di queste ore, si porrà poi la questione di garantire al CSA una nuova struttura amministrativa e dirigenziale desiderosa di risolvere le questioni e capace tecnicamente di affrontarle”

“Invito quindi il Sindaco di Adria ad aprire un dibattito pubblico, democratico ed aperto alla società civica (che tanto invoca) affinché la procedura di selezione dei futuri amministratori sia trasparente e basata sulle competenze e sulle esperienze maturate nel settore”

“Per il CSA è ora di voltare pagina, non è ancora tardi, anche se il rifiuto da parte del Sindaco di Adria di sostenere il commissariamento è stato un grave errore. Quando le pagine da voltare diventano troppe, non basta il dito, ma serve l’intera mano”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Anna Paola Tosato, Italia in Comune Adria

Giulietta Tiengo, Italia in Comune Adria

Governo Conte bis. Bartelle “la sconfitta leghista è soprattutto in Veneto”

Venezia 06.09.2019 – “Il secondo governo Conte, è ormai cosa fatta. Lo sconfitto illustre è ovviamente Matteo Salvini che ha scommesso, sbagliando, sull’impossibilità di dialogo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico dimostrando di non conoscere che, si, il potere appartiene al popolo ma che tale potere è esercitato entro i limiti previsti dalla Costituzione”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) che aggiunge

“Salvini, comunque, non è l’unico che esce sconfitto da questa crisi ferragostana infatti non dobbiamo dimenticarci del Presidente della Giunta Regionale Veneta Luca Zaia che subito dopo le elezioni Europee aveva frenato la voglia salviniana di rompere il contratto di Governo con i 5 stelle nella speranza di ottenere subito il massimo della Autonomia differenziata senza ottenere nulla ed è stato sconfitto nuovamente ora che la crisi di governo allontana ogni trattativa sull’autonomia ‘alla veneta’ e rende più probabile autonomia fatta di poche competenze e risorse da trattare di volta in volta”

“il nervosismo è evidente – continua Bartelle – come confermano le confuse dichiarazioni in relazione agli aumenti degli affitti Ater. Zaia ha parlato di vecchie signore con patrimonio milionario scordando che pochi furbetti non cancellano il dramma dei molti veneti in difficoltà”

“Lega in Veneto più debole e nervosa – conclude Bartelle – che per questo ora si auto promuoverà con più forza ma ciò non cambierà la convinzione che si tratti di un tipo di politica inadeguata e dannosa. La speranza è che i cittadini veneti se ne accorgano e se ne ricordino alle elezioni regionali del prossimo anno”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Salute, Salmonella nell’Adige. Bartelle: “Allarme diramato con colpevole ritardo, i responsabili a casa subito!”

Venezia 05 settembre 2019 – “È intollerabile, inammissibile, grave, surreale, pericoloso e terrificante”

La Consigliera Regionale Bartelle (Veneto 2020 Italia in Comune) non ha più parole per descrivere il proprio sdegno di fronte a quanto accaduto in relazione al rinvenimento della salmonella nell’Adige

“in sintesi: l’ULSS 6 Euganea ha diramato ai Comuni l’allarme avvisandoli della presenza di salmonella nelle acque dell’Adige e suggerendo di vietare l’utilizzo delle acque a scopo irriguo già il 27 agosto. L’ULSS 5 Polesana ha diramato lo stesso allarme ieri, 4 settembre”


“Ciò significa che dal 27 agosto al 4 settembre i territori polesani che hanno utilizzato le acque dell’Adige per scopo irriguo sono stati contaminati dal batterio della salmonella senza saperlo e senza pertanto predisporre le necessarie misure precauzionali. È assurdo”

“Il 3 settembre, quando ancora non erano disponibili le analisi, con i colleghi del coordinamento Veneto 2020 ho depositato una interrogazione urgente per chiedere alla Regione di intervenire e colpire i colpevoli dei ritardi. Oggi lo ribadisco con forza, chi ha messo in pericolo la salute dei cittadini deva andare a casa subito!”

“Inoltre – conclude Bartelle – il Polesine è un territorio a forte vocazione agricola e vanta produzioni orticole di rilevanza internazionale. Il danno economico che situazioni come questa possono creare è incalcolabile”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 Italia in Comune

Salute pubblica, salmonella nell’Adige: nel padovano vietato l’uso dell’acqua dal 29 agosto, nel rodigino si aspettano ancora i risultati. Bartelle, Ruzzante e Guarda (Veneto 2020) “differenze informative da colmare immediatamente, depositata interrogazione Urgente”

Venezia 02.09.2019 – “a quanto pare il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS 6 Euganea, già il 27 agosto scorso, ha accertato la presenza nel Fiume Adige, in località Anguillara, del batterio della salmonella ed ha allertato il territorio”

“la sponda rodigina invece starebbe ancora aspettando le analisi dei campioni prelevati, alla buon’ora”

Così i Consiglieri Regionali del coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che aggiungono

“se sarà accertata la presenza di salmonella anche sulla sponda rodigina dell’Adige, e – chiosano – ci riesce difficile pensare che non sarà così a meno di credere che il batterio sia senziente e preferisca nuotare solo nelle acque padovane dell’Adige, vorrà dire che mentre i Comuni del padovano sanno del pericolo dal 27 agosto quelli rodigini ne sono ancora all’oscuro”

“Il Comune di Anguillara Veneta, ad esempio, ha vietato l’uso dell’acqua dell’Adige per scopi irrigui già il 29 agosto mentre il Sindaco di San Martino di Venezze ha dichiarato di non poter fare lo stesso non avendo ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale eppure i due territori sono divisi solo dall’Adige e dalla ULSS cui fanno capo: l’Euganea il primo, la Polesana il secondo”

“Questa asimmetria informativa è intollerabile e deve essere immediatamente colmata mediante l’istituzione di misure di coordinamento regionale, inoltre, se saranno accertate responsabilità di eventuali ritardi nel diramare l’allarme la Regione dovrà prendere provvedimenti seri nei confronti dei responsabili. Per questo motivo questa mattina abbiamo depositato una interrogazione urgente per chiedere alla Giunta Regionale di intervenire”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Veneto 2020 – Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliere Regionale, Civica per il Veneto

Ancora polli in Pol(l)esine! E stavolta nel cuore del Delta del Po. Bartelle e Ruzzante (Veneto 2020): “l’incontro pubblico previsto dal procedimento di VIA sia organizzato in giorni, luoghi e orari accessibili a tutti”

Venezia 27.08.2019 – “Sarebbe stato presentato alcuni giorni fa negli uffici della Provincia di Rovigo un nuovo e ulteriore progetto per la realizzazione di un allevamento di polli capace di una produzione pari a circa cinquecentomila capi l’anno”

“Come se già la notizia della volontà di realizzare una ulteriore struttura di questo genere non fosse abbastanza grave, pare che essa sorgerà nel Comune di Portoviro nei pressi di Via Villaregia, in pieno Delta del Po”

Così i Consiglieri Regionali del coordinamento Veneto 2020 Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) che aggiungono

“La preoccupazione è forte, da un lato, perché ci stupisce come un progetto del genere possa aver ricevuto il permesso di costruire trattandosi di un’area a quanto pare sottoposta a vincolo paesaggistico e, per altro verso, perché dimostra  scarsa attenzione all’ambiente. Infatti, se ci fosse un minimo di attenzione e volontà di valorizzare un territorio come il Delta, le normative edilizie dei vari comuni non dovrebbero ammettere la realizzazione di questi insediamenti”

“Non si tratta solo di emissioni odorigene – continuano – argomento sul quale esiste un progetto di legge regionale a prima firma Bartelle, ma anche del traffico di mezzi pesanti che si genera, delle problematiche relative al benessere degli animali e allo smaltimento dei rifiuti”

“La procedura di valutazione ambientale prevede che il progetto sia presentato al pubblico. Bene, chiediamo con forza che la presentazione avvenga in luoghi, giorni e orari accessibili per tutti e con un preavviso di almeno dieci giorni non come accaduto per la presentazione dell’allevamento previsto in Via Spin a Corbola che si è tenuta alle nove di mattina di un giorno infrasettimanale”

“Tutti – concludono – viste le conseguenze che un impianto del genere comporta, devono poter essere messi in condizione di conoscere il progetto. Per questo, non appena la data sarà fissata, ne daremo ampia pubblicità anche sulle nostre pagine Facebook e su quella del coordinamento Veneto 2020”

“Sarò sicuramente presente alla presentazione – conclude Bartelle – e invito non solo chi risiede nei pressi del luogo in cui dovrebbe sorgere la struttura ma tutte le persone che hanno a cuore l’ambiente e il Delta a partecipare”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune – Veneto 2020

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali – Veneto 2020

Sanità. Maltrattamenti e condizioni del personale. Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) “Subito un’analisi di tutte le strutture polesane”

“Il clamore suscitato in questi giorni dai gravissimi, ripetuti episodi di maltrattamenti all’IRAS di Rovigo segnala una carenza di formazione etico-professionale di alcuni operatori”

“E segnala anche una difficoltà a svolgere la propria attività in strutture socio sanitarie dai ritmi di lavoro stressanti e con retribuzioni insufficienti. Emerge quindi una precisa responsabilità politica della Regione Veneto, che in questi anni con la Lega al comando, non ha saputo affrontare le questioni che via via si presentavano e ha proposto soluzioni inadeguate, favorendo l’esplosione dei problemi”.

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle di Italia in Comune che aggiunge

“Utilizzando questa chiave di lettura e dato il costante ripetersi di casi analoghi o comunque riconducibili a difficili condizioni di lavoro degli operatori nelle strutture polesane, la questione deve essere approfondita.”

“In tema di condizioni di lavoro, ad esempio, ho più volte criticato l’operato dei vertici del CSA di Adria – ricorda Bartelle – e la mia richiesta di commissariamento della struttura attende una risposta dal 18 aprile scorso (Interrogazione a Risposta Immediata n. 753) perché non è accettabile che una vertenza sindacale possa protrarsi per anni”

“Sempre di questi giorni è la notizia secondo cui gli Istituti Polesani di Ficarolo, nei nuovi spazi in corso di realizzazione, dovrebbero ospitare una REMS. Si tratta di strutture che sostituiscono gli ospedali psichiatrici giudiziari e hanno funzioni educative e riabilitative dei detenuti”.

“Secondo un rapporto rilasciato lo scorso maggio da Antigone, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, in realtà non ci sarebbe tutta questa necessità di realizzare nuove REMS ma ‘serve invece potenziare i servizi psichiatrici territoriali per garantire percorsi adeguati di presa in carico’”.

“Ricordo che anche gli Istituti Polesani, qualche anno fa, sono stati al centro di casi di maltrattamento dei pazienti”

“Perciò – continua Bartelle – bisogna accendere subito un faro su tutte le strutture polesane per capire quali interventi sono stati effettuati e quali restino ancora da fare. A tal proposto questa mattina ho richiesto alla regione di avere copia dei verbali delle ispezioni effettuate presso gli Istituti Polesani dal giugno 2014.”


Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 Italia in Comune

Sanità, neolaureati in corsia. Guarda (CpV), Bartelle (IIC) e Ruzzante (LeU) – Coordinamento Veneto2020: “Scaricabarile inaccettabile che trasforma l’utenza in cavie e pone a rischio di contenziosi gli stessi giovani. Zaia cerca di tappare il buco di anni di immobilismo sul fronte della carenza dei medici e scarica sui pazienti e sugli stessi neolaureati tutti i rischi di una scelta scellerata”.

La presa di posizione è dei consiglieri Guarda (CpV), Bartelle (IIC) e Ruzzante (LeU) che intervengono sulla decisione della Giunta regionale di impiegare 500 medici con la sola abilitazione nei Pronto Soccorso e nei reparti di Medicina e Geriatria, dopo un corso di 92 ore in aula più due mesi di tirocinio in corsia.

“E’ una decisione che contravviene ad ogni legge nazionale ed europea sulla sicurezza del malato e sulla preparazione specialistica dei medici. Si apre così uno scenario nel quale l’utenza è costretta a fruire di servizi di sanità pubblica facendo da cavie. Al tempo stesso si espongono gli stessi neolaureati al rischio di dolorosissimi contenziosi legali che potrebbero troncare sul nascere le loro carriere. Spade di Damocle alle quali si aggiungerebbe una condizione salariale a dir poco da fame. Sarebbe questa l’eccellenza della sanità veneta?”

Guarda annota inoltre che “A questa soluzione della Giunta Zaia si è giunti dopo che da anni i medici, specialmente i più giovani, chiedono l’aumento delle borse di studio, anche quelle regionali, per sostenere il cambio generazionale. E chiedono il riconoscimento della propria professionalità perché è inaccettabile che il Veneto sia ultimo in Italia per la retribuzione dei medici: professionisti che lavorano costantemente più di 160 ore mensili, magari senza il rispetto dei turni di riposo, e che si occupano delle vite altrui. Il sistema sanitario veneto – aggiunge – così come è stato strutturato da Zaia e dai vertici manageriali della Regione, costringe alla fuga i medici e spinge l’utenza stessa a rifugiarsi disperatamente nel privato oppure fuori dal nostro territorio.”

“E’ questo l’obiettivo finale vero di questo governo veneto? Sicuramente non è il modo per fare politica, quella vera, che si prende a cuore il futuro della propria comunità, specialmente in quel delicatissimo ambito che è la salute, e dei giovani, la cui preparazione deve essere assicurata senza scaricare su di loro le conseguenze dell’irresponsabilità politica leghista.”

Ed in merito all’iniziativa dell’Anaao Assomed che ha dato mandato ai propri avvocati di impugnare le delibere della Regione Veneto e di inviare un esposto-denuncia alla Corte dei Conti, i consiglieri osservano che “Zaia non ha mai tenuto un dialogo costruttivo ed aperto alle proposte che sono venute dall’ Ordine dei medici e dai sindacati, accusati per giunta di non essere collaborativi. Riteniamo sia urgente che le scelte assunte vengano sottoposte al giudizio di legittimità: uno scaricabarile di queste dimensioni e di tale dannosità non può essere accettato nel silenzio”.

World Mosquito Day. Bartelle “Sembra una commemorazione da paesi del terzo mondo e invece i morti da zanzara li abbiamo anche noi”

Venezia – 20.08.2019 “La zanzara è l’animale più pericoloso per l’uomo e provoca ogni anno oltre 700 mila decessi, con buona pace di serpenti, squali e altri animali ben più temuti”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia in Comune) che aggiunge

“La stima è dell’OMS e sempre secondo l’OMS le malattie veicolate dalle zanzare sono decine. In cima alla lista c’è la temuta malaria ma non vanno dimenticate la dengue e – venendo a noi – il virus del Nilo, ormai considerato endemico anche in Italia”

“Sono estremamente sollevata – continua Bartelle – nel constatare che quest’anno, in Veneto, non ci sono stati casi di decesso per West Nile. Segno che la campagna di prevenzione posta in essere ha funzionato”

“Allo stesso tempo, tuttavia, la mente non può non tornare al 2018 quando in Polesine ci furono decine di decessi e il sollievo non può non trasformarsi in rabbia dato che – ne sono certa – se la stessa campagna fosse stata attuata in modo efficace anche lo scorso anno, oggi non saremmo qui a commemorare i veneti vittime delle zanzare”

“L’emozione porterebbe a cercare un colpevole e a chiedersi se chi, nel 2018, aveva la responsabilità di prevenire quelle morti abbia fatto tutto il possibile per evitarle ma in questo giorno è giusto ricordare i defunti con rispetto. Tuttavia, se in futuro dovessero emergere delle responsabilità, in quanto polesana sarei la prima a farmi portavoce di chi ha subito un lutto che poteva essere evitato”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto 2020 – Italia in Comune

Chioggia Sottomarina. Accuse di razzismo al ‘Punta Canna’. Bartelle, Ruzzante, Guarda: “secondo episodio in pochi giorni, a rischio l’immagine e l’economia del litorale. Depositata interrogazione”

Venezia 20.08.2019 – “La notizia è riportata praticamente da tutti i giornali locali e anche da alcuni a diffusione nazionale: a quanto pare il giorno di ferragosto l’ex gestore del Punta Canna si trovava nello stabilimento e, impossessatosi del microfono del dj, avrebbe improvvisato un comizio suggerendo di votare alle prossime elezioni i politici in grado di mandare via ‘questa gente di m…’ con riferimenti alle persone di colore. Il tutto, sembra, senza che nessuno degli attuali gestori lo fermasse o lo ostacolasse in qualche modo”.


“Una donna di origini africane che si trovava nello stabilimento si sarebbe sentita offesa e discriminata e avrebbe protestato, a seguito di tali proteste sarebbe stata allontanata dalla struttura”


Così i Consiglieri Regionali del coordinamento ‘Veneto 2020’ Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) che aggiungono


“la donna avrebbe chiamato i Carabinieri che, giunti in loco, avrebbero verificato quanto segnalato loro e avrebbero denunciato l’uomo per violenza privata aggravata dalla discriminazione razziale, ingiuria e apologia del fascismo. Pena base, senza considerare le aggravanti, fino a quattro anni di reclusione. Non proprio una festa tra amici come si affretta ad affermare l’ex gestore in una intervista rilasciata al ‘La Nuova di Venezia e Mestre’ pubblicata su youtube.com


“Ora attendiamo che la Magistratura compia i necessari accertamenti ma se i fatti dovessero essere accertati si tratterebbe di una situazione estremamente grave, da un lato, perché questo stabilimento due anni fa è già stato oggetto di accertamenti per apologia di fascismo e, dall’altro, perché si tratterebbe del secondo caso di razzismo verificatosi in pochi nel litorale chioggiotto (il primo aveva indotto il Questore ad ordinare la chiusura temporanea di un altro locale)”


“La preoccupazione – precisano – è che Sottomarina venga identificato come il ‘litorale razzista’. La cosa, oltre ad essere falsa perché le comunità locali sono accoglienti e tolleranti, potrebbe avere gravi ripercussioni anche dal punto di vista economico dato che molti potenziali turisti potrebbero essere indotti a cambiare meta per le proprie vacanze come dimostrano alcuni commenti sui social media” 


“Per questo – concludono – Bartelle, Ruzzante e Guarda stamane abbiamo depositato una interrogazione urgente per chiedere alla Regione quali provvedimenti intenda porre in essere per contrastare violenza e razzismo nel nostro territorio”


Patrizia Bartelle, Veneto 2020, Italia in Comune

Piero Ruzzante, Veneto 2020, Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Veneto 2020, Lista Civica per il Veneto

Ruzzante, Bartelle, Guarda (Veneto 2020): «Stop razzismo e violenza a Sottomarina. Chioggia è terra accogliente»

Venezia 09.08.2019

I tre consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 presentano un’interrogazione urgente chiamando in causa il presidente Zaia: «simili comportamenti non possono essere tollerati, gettano fango sul territorio di Chioggia e sull’intera Regione. Gli enti locali devono concorrere alla salvaguardia dei diritti costituzionalmente garantiti. Violenti e razzisti non possono fare profitto sulle nostre spiagge»

«Prima di tutto esprimiamo solidarietà alle vittime di ingiuste violenze e discriminazioni. Chi gestisce i bagni di Sottomarina non può macchiarsi di episodi come quelli risultati dagli accertamenti delle forze dell’ordine e riferiti dalla Questura di Venezia. Se lo fa, non solo lede i diritti costituzionali degli avventori, ma fa anche un grave danno all’immagine di un territorio, quello di Chioggia, che vanta in realtà una tradizione di accoglienza».

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Leu), Patrizia Bartelle (Iic) e Cristina Guarda (Cpv) del coordinamento Veneto 2020, che nella giornata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere al presidente della Giunta regionale quali misure urgenti intenda adottare per contrastare la diffusione della violenza e del razzismo, a garanzia del rispetto della legalità e dei diritti costituzionali in tutto il territorio regionale. 

I tre consiglieri aggiungono: «auspichiamo anche un intervento da parte del Comune, per quanto di competenza. Va ristabilito il rispetto della legalità, senza atteggiamenti permissivi che sarebbero incomprensibili dopo i provvedimenti adottati dalla Questura».

«Il fatto che la Questura parli di una vera e propria escalation di episodi razzisti e violenti ai danni degli avventori è allarmante. I titolari di pubblici esercizi hanno il dovere di garantire i diritti previsti dalla Costituzione e il rispetto della legge italiana, i comportamenti descritti vanno ben al di fuori di quel che è consentito nel nostro Paese. A questo punto bisogna andare fino in fondo, il Comune e la Regione facciano la loro parte. Chi non ha rispetto per la vita e la dignità umana non può gestire un’attività economica e fare profitti indisturbato nelle nostre spiagge, questo è il messaggio che deve passare». 

Piero Ruzzante (Veneto 2020 – Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Veneto 2020 – Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Veneto 2020 – Civica per il Veneto), consigliera regionale