Pfas, anche ISDE bacchetta la Regione. Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU), Guarda (Lista AMP): “aspettiamo ancora una risposta alla nostra interrogazione a risposta immediata n. 759 del 30 aprile”

Venezia, 20.05.2019 
“L’ISDE, associazione di medici per l’ambiente, ha pubblicato un documento in relazione alle famigerate sostanze perfluoroalchiliche, i PFAS, e dal proprio sito web lancia accuse gravi e precise: ‘la Regione Veneto continua a prorogare gli interventi necessari e non realizza gli studi necessari per capire se c’è stato danno alla salute della popolazione’”
“ISDE inoltre afferma ‘La Regione Veneto […] nonostante gli appelli del Presidente Zaia affinché si intervenga sul piano nazionale, ha chiesto una proroga di un anno per la costruzione di nuovi acquedotti’ e chiarisce come ciò sia inaccettabile.
Così i Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (LIberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista AMP) che aggiungono:
“Nel documento pubblicato ISDE spiega chiaramente cosa siano i PFAS, quali siano i danni alla salute da questi causati e quali azioni dovrebbero essere intraprese in Veneto per arginare il problema. Insomma uno studio bello e pronto e pure gratis, cosa aspetta la Lega ex-nord a metterlo subito in pratica?”
“ISDE accusa apertamente la Regione Veneto di inerzia negli interventi, noi dal canto nostro – concludono Bartelle, Ruzzante e Guarda, possiamo solo evidenziare che il 30 aprile scorso abbiamo depositato l’interrogazione regionale a risposta immediata n. 759 del con la quale, in relazione al ritrovamento di livelli record di Pfas nel tratto polesano del fiume Po, abbiamo chiesto quali azioni intenda porre in essere la Regione”
“Oggi, 20 maggio 2019, la nostra interrogazione è ancora priva di riscontro. Eppure considerato l’argomento ci si poteva aspettare una risposta più solerte. Forse allora ISDE non ha tutti i torti a parlare di inerzia”
“Insieme ai cittadini contaminati, agli attivisti e ai professionisti che si sono spesi sul tema PFAS dal 2013 in poi, siamo davvero stanchi di lanciare proposte solo per essere sistematicamente ignorati dalla giunta leghista e dalla maggioranza. È svilente e offensivo nei confronti di chi crede nel valore delle istituzioni”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Lista AMP

Bilancio preventivo 2019 di Azienda Zero, parere favorevole della 5a Commissione consiliare. Bartelle (IIC): “Budget di Azienda Zero utilizzato per ripianare i bilanci in rosso delle Ulss, vuol dire non saper prevedere le spese”

Venezia 20.05.2019
“Martedì scorso (14 maggio) la quinta commissione Consiliare ha espresso parere favorevole al bilancio di previsione 2019 di Azienda Zero, la struttura costa in tutto circa 850 milioni di euro ma buona parte di questi soldi, di fatto, non sono destinati ad Azienda Zero”
Non usa giri di parole la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge:
“Quest’anno avremo due bilanci preventivi di Azienda Zero: dopo avere approvato a Gennaio il Preventivo 2018 arriva adesso in Quinta Commissione il Preventivo 2019. Chissà se approvando a Dicembre il Preventivo 2020 batteremo il record mondiale di bilanci licenziati in un solo anno”
“Circa la metà di questa montagna di soldi pubblici (850 milioni di euro),  in realtà viene accantonata per ripianare i buchi di bilancio, che già si prevede ci saranno, delle varie Ulss. Che senso ha?” 
“Comprendiamo che le Aziende Ulss in tutto perdono circa 390 milioni di euro e quindi ne ricaviamo che i budget sono sbagliati, alcuni Direttori Generali non sono veri manager visto il deficit che producono e mettiamo in discussione la capacita’ della Giunta ad evitare il passivo sanitario ormai storico: non è togliendo ogni anno circa 400 milioni di euro ai cittadini veneti per potersi curare al meglio che si risolvono i problemi. Quel che si capisce purtroppo è devastante: intanto per far funzionare lo scatolone di Azienda Zero vengono tolti ben 850 milioni di euro (circa il10%) dalle quote capitarie che lo Stato gira al Veneto per pagare le nostre cure. Poi capiamo che per far funzionare AZIENDA 0, la Regione spenderà quest’anno 430 milioni di euro”
“Se la Regione è già in grado di prevedere che le Ulss avranno i bilanci in rosso perché non ne modifica sin da subito i budget e sblocca questo faraonico accantonamento per investire sulle prestazioni sanitarie?”

“Nel giro di un paio di settimane – continua la Bartelle – l’ospedale di Rovigo è stato paragonato ad un lebbrosario, IRES ha assegnato voto 1 su 10 alla sanità Polesana, 1300 dipendenti di Ulss 5 hanno sottoscritto un documento lamentando condizioni di lavoro inaccettabili. È quindi evidente la necessità di maggiori investimenti e non di accantonamenti”
“Se anziché accumulare un tesoretto per ripianare i già previsti buchi di bilancio si facessero previsioni di spesa migliori – conclude la Bartelle – quei soldi potrebbero essere usati subito e meglio nell’interesse dei cittadini”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Sanità, Aulss 5 Polesana, 1300 dipendenti lamentano condizioni di lavoro inaccettabili. Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU), Guarda (AMP): “La Regione ci dica se intende intervenire”

“Venezia 17 maggio 2019, ieri è stato consegnato al Prefetto di Rovigo un documento sottoscritto da 1300 lavoratori della dirigenza e del comparto dell’Ulss 5 nel quale si lamentano condizioni di lavoro inaccettabili”
“in particolare le maggiori difficoltà riguardano la scarsità di organico che molto spesso non consente di assicurare i servizi e le cure ai cittadini, la riduzione degli investimenti in ambito sanitario, l’inerzia di fronte alla fallimentare programmazione degli accessi a medicina e alle scuole di specializzazione, il blocco del contratto della dirigenza medica-veterinaria che si protrae da ormai 10 anni”
Così i Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista Amp) che precisano
“la partecipazione alla mobilitazione vede coinvolti anche componenti della dirigenza e questo è particolarmente grave perché ciò significa che chi dovrebbe amministrare la sanità non è messo in condizione di lavorare al meglio e questo si ripercuote su tutto l’organico e sul servizio erogato al cittadino”
“abbiamo chiesto alla Regione – continuano Bartelle, Ruzzante e Guarda – cosa intenda fare per risolvere il problema. Certo è – concludono – che la Lega, anziché continuare a dire che va tutto bene e che chi parla male della sanità è un gufo, farebbe meglio a darsi concretamente da fare visto che la realtà sembra essere molto lontana dall’ideale di sanità-modello troppo spesso decantata”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali. Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Lista Amp

Pfas, audizione del commissario di Arpav in Seconda commissione Fracasso, Zanoni (PD), Guarda (AMP), Ruzzante (LeU) e Bartelle (IiC): “Restano dubbi su realizzazione della barriera idraulica e filtri di depurazione”

Venezia, 16 maggio 2019
“Ci sono aspetti che vanno ulteriormente chiariti, soprattutto per quanto riguarda la documentazione relativa al 2013 che attestano la presenza di filtri forniti già nel 2011. Documentazione recepita da Arpav in maniera passiva, senza andare a verificare la presenza e la funzionalità della barriera idraulica. Nel 2005, invece, secondo quanto riferito dal Commissario, Arpav non ne era assolutamente a conoscenza: sulla base delle loro informazioni si trattava di pozzi di emungimento, come comunicato al Genio civile. Resta tuttavia il sospetto, non dissipato, che Miteni potesse utilizzarli già allora come barriera e quindi sapesse che ci fosse una contaminazione in atto. Dalle indagini del Noe emergono documenti che potevano indurre a maggiori verifiche e proprio per la garanzia della credibilità di un ente come Arpav, riteniamo sia necessaria una ulteriore attività di indagine. Le criticità sollevate oggi è le richieste di chiarimento non risposte, non ci consentono di dichiarare che non vi fu alcuna leggerezza nell’affrontare controlli su un sito sottoposto a Direttiva Seveso e causa di gravi contaminazioni passate”.
È quanto affermano in una nota congiunta Stefano Fracasso, Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (AMP), Piero Ruzzante (LeU) e Patrizia Bartelle (IiC) commentando l’audizione odierna del Commissario straordinario Riccardo Guolo sull’inquinamento da Pfas, chiesta dagli stessi consiglieri, per fare chiarezza sugli episodi antecedenti il 2013, evidenziati lo scorso marzo dai carabinieri del Noe di Treviso in una relazione in cui venivano denunciati ritardi nelle operazioni di bonifica.

“Nel ribadire che i monitoraggi del Progetto Giada a fine anni 2000 non riguardavano i Pfas ma altri composti, il commissario ha inoltre confermato che ad oggi non ci sono attività di indagine sugli enti di controllo relativamente agli anni 2000 e che la prima segnalazione fatta da Arpav alla Procura relativamente a Miteni è quella del 2013. Ad ogni modo riteniamo necessario che, al di là delle scelte della Procura, la politica regionale analizzi e comprenda le fragilità che hanno portato al protrarsi di contaminazioni delle nostre falle da parte di Miteni fino allo scorso anno”.

Stefano Fracasso (Partito Democratico), consigliere regionale Andrea Zanoni (Partito Democratico), consigliere regionale Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Sanità, infezioni ospedaliere, numeri da strage, in Veneto mortalità tripla della Campania. Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU), Guarda (AMP): “interrogata la Regione per sapere quali soluzioni metterà in campo”

16 maggio 2019

“Ieri, 15 maggio 2019, l’Osservatorio nazionale sulla Salute ha presentato il rapporto ‘Osservasalute’ che evidenzia dati preoccupanti ed emergenziali relativi sull’aumento delle morti sepsi-correlate negli ospedali italiani tra 2003 al 2016.”
“Per morti correlate alla sepsi si intendono tutti quei decessi dovuti ad una patologia secondaria, contratta durante il ricovero ospedaliero per carenze igieniche oppure per parziale applicazione di protocolli sanitari.”
“Il direttore dell’Osservatorio Walter Ricciardi ha affermato: ‘quella delle sepsi in ospedale è una vera emergenza, c’è una strage in corso, con numeri più che raddoppiati in pochi anni’”.
Sono le parole preoccupate dei Consiglieri regionali veneti Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista AMP) che precisano:
“il Veneto è tra le peggiori regioni d’Italia, il dato relativo agli ultrasettantacinquenni è raddoppiato. La Lega ex-nord fa un gran parlare dell’altissimo livello della sanità veneta e afferma che chi ne parla male la danneggia ma qui i dati parlano chiaro: hai più di settantacinque anni? Negli ospedali veneti hai il triplo delle possibilità di morire per cause sepsi-correlate rispetto agli ospedali campani. Si la Campania, il sud, il tanto vituperato meridione.”
“Abbiamo quindi depositato una interrogazione – concludono Bartelle, Ruzzante, Guarda per avere i dati relativi a tutte le fasce d’età e per sapere quali azioni sono state messe in campo finora, e quali lo saranno, al fine di prevenire e ridurre il problema”
Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale Piero Ruzzante, Liberi e Uguali, Consigliere Regionale Cristina Guarda, Lista Amp, Consigliera Regionale

Inquinamento Pfas, manca ancora un quadro preciso dei fatti antecedenti il 2013 Ruzzante (Liberi E Uguali), Guarda (Lista AMP), Bartelle (Italia In Comune): «Ora commissione d’inchiesta su responsabilità politiche»

Venezia, 16 maggio 2019 – «I vertici politici della Regione e della provincia di Vicenza erano al corrente dei controlli eseguiti da Arpav alla Miteni prima del 2013? Potevano non esserlo? Parte da questa domanda la nostra richiesta di una nuova commissione d’inchiesta, che riteniamo necessaria dopo quanto emerso dal recente rapporto del Noe. Se è vero che Arpav dal 2006 entra in Miteni per tre volte prima del 2013 (la prima appunto nel 2006, poi nel 2007 e nel 2009) e se è vero che dal 2005 risultano depositate al Genio civile i documenti sulla barriera idraulica, come mai Arpav se ne accorge solo nel 2013? Come mai l’agenzia regionale si muove solo nel 2017, dopo l’inizio dell’indagine Noe, per implementare la caratterizzazione e ricercare altri Pfas?».
Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) a margine della seduta odierna della seconda commissione del consiglio regionale, dov’era in programma l’audizione del commissario straordinario di Arpav.
«Ho chiesto, anche a nome delle colleghe che l’hanno sottoscritta, di mettere in calendario quanto prima la proposta di una nuova commissione d’inchiesta sul caso Pfas», dichiara Ruzzante. «La nuova commissione – spiega – avrà il compito di tracciare con precisione il quadro di quanto avvenuto prima del 2013. Per far questo sarà necessario sentire non solo i responsabili tecnici ma anche e soprattutto – sottolinea Ruzzante – i responsabili politici, a partire da Galan e Zaia che in quegli anni erano ai vertici della Regione, oltre ai presidenti della Provincia di Vicenza che dal 1997 al 2014 è sempre stata governata dalla Lega, prima con Giovanna Dal Lago e poi Attilio Schneck. Saranno tutti chiamati a riferire in commissione».
Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Carbonera (TV), post sessisti contro la candidata sindaco: la solidarietà di Bartelle (Italia In Comune), Guarda (Lista AMP), Ruzzante (Liberi E Uguali). «Attacchi indecenti e misogini, ferma condanna. Ma in Veneto la pari dignità tra uomo e donna è ancora lontana…»

Venezia, 15 maggio 2019 – «Federica Ortolan ha tutta la nostra solidarietà, i commenti che ha ricevuto su Facebook sono indecenti e offensivi. Non è accettabile l’utilizzo e la diffusione di questo linguaggio misogino e sessista, nè sul web nè altrove: è questo il brodo di coltura da cui crescono le discriminazioni nei confronti delle donne. Questo va spiegato innanzitutto a ministri come l’onorevole Fontana e a senatori come l’onorevole Pillon, promotori di lobby come il World Congress of Families impegnate nella diffusione di un pensiero misogino e retrogrado: hanno giurato sulla Costituzione, che stabilisce che uomini e donne devono avere parità sociale». Così i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune), Cristina Guarda (Lista AMP), Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) che venerdì scorso hanno presentato in consiglio regionale una mozione a sostegno delle madri lavoratrici, chiedendo alla Giunta regionale di adottare le linee guida dell’ong Save the Children contenute nel dossier “Le equilibriste – la maternità in Italia”. «Se in politica la discriminazione nei confronti delle donne è ancora largamente diffusa, lo è ancora di più nel mondo del lavoro – sottolineano Bartelle, Guarda e Ruzzante – basti pensare che in Veneto il gap retributivo tra uomini e donne è del 35%, con una differenza di circa 9 mila euro tra i 26 mila di stipendio medio per gli uomini e i 17 mila delle donne. Inoltre ogni cinque imprese solo una è femminile (cioè partecipata in prevalenza da donne) e ben il 14,2% delle donne lavoratrici sono sottoinquadrate, contro l’8,6% degli uomini». Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali),consigliere regionale

«Ampliamento da 1 milione di metri cubi e trattamento Pfas, questioni delicatissime: sorprendono superficialità e indifferenza di Zaia che addirittura si rifiuta di incontrare i 12 sindaci» Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune), Guarda (Lista AMP): «Discarica regionale Sant’Urbano, perché Zaia si rifiuta di incontrare i sindaci? Presentata interrogazione»

Venezia, 10 maggio 2019 – «Visto che ai dodici sindaci che gli hanno chiesto un incontro non si è nemmeno degnato di rispondere, glielo chiediamo noi con un’interrogazione: Zaia, incontra i rappresentanti del territorio circostante alla discarica tattica regionale di Sant’Urbano». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Lista AMP), che nella mattinata di oggi hanno depositato un’interrogazione rivolta al Presidente della Giunta Regionale. «Zaia non vuole incontrare i sindaci perché sono contrari al progetto di ampliamento di Gea srl? E perché non sono stati coinvolti nella commissione per la Valutazione d’impatto ambientale – chiedono i consiglieri – eccezion fatta per Vighizzolo d’Este?». Ruzzante e Bartelle lo scorso 15 marzo avevano già depositato un’interrogazione urgente, chiedendo alla Regione di “valutare le criticità derivanti dalla prossimità della discarica ai fiumi Adige e Gorzone”. Ma la Giunta Zaia non ha ancora risposto. «Oltre all’ampliamento, da 3,8 a 5 milioni di tonnellate, non esattamente una sciocchezza, c’è il tema legato ai Pfas – sottolineano Ruzzante, Bartelle e Guarda – la Gea srl è già stata autorizzata a trattare il percolato prodotto dalla discarica al fine di abbattere il contenuto di Pfas. Ma cosa succederebbe se i reflui dovessero raggiungere la falda e i due corsi d’acqua?». «Una questione molto delicata – concludono i consiglieri regionali – con potenziali ricadute sulla salute umana ed evidenti implicazioni ambientali. Un problema che va affrontato con attenzione e massima trasparenza, sorprende la superficialità e l’indifferenza di Zaia di fronte alle richieste dei sindaci. Altro che esempio, la Giunta leghista sul tema Pfas!». Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionalePatrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionaleCristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale

12 Maggio festa della mamma, Bartelle (IIC), Guarda (AMP), Ruzzante (LEU): “una mozione perché maternità e il lavoro non debbano essere scelte alternative”

“Un recentissimo dossier di Save the Children intitolato “Le equilibriste – la maternità in Italia” tratteggia il profilo di un paese in cui, per una donna, la decisione di diventare madre è ancora troppo difficoltosa. Tra le principali cause emerge che il divario di genere nel mondo del lavoro è concetto duro da estirpare.”
“Nelle famiglie con un figlio sono occupate il 62,2% delle madri rispetto all’89,2% dei padri e le cifre, per le sole donne, precipitano con l’aumentare dei figli: occupate solo il 52,6% delle madri rispetto al 89% dei padri se i figli sono due e il 39,7% delle madri rispetto all’82,8% se i figli sono tre o più”
“A ciò si aggiunga che in media la retribuzione annua lorda femminile è il 12,7% più bassa di quella maschile”
Così i consiglieri regionali veneti Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Cristina Guarda (lista civica AMP) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) che aggiungono
“il Veneto presenta le maggiori criticità sul piano dei servizi per l’infanzia, Save the Children ha rilevato che nei nidi d’infanzia c’è posto per 30 bambini su 100 e che, comunque, un forte disincentivo all’utilizzo del servizio è dovuto alle rette troppo alte.”
“Save the Children conclude il proprio dossier con sei raccomandazioni: la promozione di misure strutturali a sostegno della genitorialità; investimenti nella rete dei consultori familiari; garanzia che i servizi educativi, in particolare i nidi d’infanzia, siano un diritto di tutti; promozione del family audit, un sistema di certificazione per le aziende che promuovono e non discriminano la genitorialità; maggiori tutele per le lavoratrici; favorire un maggiore coinvolgimento degli uomini nella cura dei figli.”
“Condividiamo in pieno l’analisi e i propositi di Save the Children – precisano Bartelle, Guarda e Ruzzante – così abbiamo deciso di presentare una mozione affinché il Consiglio Regionale Veneto impegni la Giunta ad attivarsi perché le raccomandazioni della ONG trovino piena e pronta applicazione nella nostra regione.”
“Ci auguriamo che l’iniziativa sia replicata in tutte le regioni d’Italia e anche a livello nazionale, si tratta di concetti estremamente importanti soprattutto nell’attuale contesto storico nel quale assistiamo ad un malcelato ritorno di correnti oscurantiste che vorrebbero le donne fuori dal mondo del lavoro, ai margini della vita sociale e dedite esclusivamente alla cura della prole”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regione Veneto, Italia in Comune                                                                              Cristina Guarda, Consigliera Regione Veneto, lista civica AMPPiero Ruzzante, Consigliere Regione Veneto, Liberi e Uguali

Guarda (AMP), Ruzzante (LEU), Bartelle (IIC): «Mose, tassa di scopo: per Pedemontana la propose Zaia»

Venezia, 9 maggio 2019 – «Zaia dovrebbe spiegare come mai la tassa di scopo ai veneti andava benissimo per la Pedemontana, con un’addizionale che avrebbe colpito anche i redditi medio bassi». I consiglieri sottolineano le contraddizioni del governatore che ieri ha tuonato contro l’emendamento del ministero delle Infrastrutture inserito nello Sblocca cantieri per la manutenzione del sistema di dighe mobili nella laguna di Venezia.
«Era stato proprio Zaia a proporre l’addizionale Irpef per i redditi da 28 mila euro in su in modo da trovare i 300 milioni per sbloccare i cantieri di un’opera mastodontica con un impatto pesante sul territorio per il consumo di suolo e non solo. Non parli quindi di Veneto ‘punito’ da Roma cattiva, perché la soluzione della Lega per far quadrare i conti della Pedemontana era identica, anzi peggiore: pesa ancora solo sui Veneti, che dovranno pure pagare i pedaggi a peso d’oro, oltre ai 300 milioni di soldi delle tasse dei veneti, privati a sociale, cultura, turismo, ambiente nei bilanci regionali del 2018 e 2019 ed i 12 miliardi di canone per i prossimi 39 anni. Abbia almeno il buongusto, una volta tanto, di non prenderci in giro».
Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale