Presentato dossier ‘L’occupazione maschile e femminile in Veneto 2016-17’: la parità di genere è un miraggio. Bartelle (IIC), Guarda (CpV) e Ruzzante (LeU): “lo aveva già detto Save The Children e c’è una nostra mozione che attende dal 10 maggio”

Venezia 23.07.2019
“Ieri è stato presentato il rapporto ‘L’occupazione maschile e femminile in Veneto 2016-2017’ pubblicato dalla Regione Veneto dal quale emerge un quadro sconfortante della situazione relativa alla parità di genere nel mondo del lavoro: sempre troppo poche donne in ruoli apicali, gravi e immotivate differenze salariali, maternità che diventa un ostacolo di fatto insormontabile per la carriera lavorativa”
“Si tratta di dati purtroppo già noti dal momento che, in occasione della festa della mamma, poco prima del 12 maggio scorso, Save The Children ha pubblicato un dossier intitolato ‘Le equilibriste – la maternità in Italia’ dal quale emergono sostanzialmente gli stessi dati del rapporto regionale” 
Così i Consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Cristina Guarda (Civica per il Veneto) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) che aggiungono
“Il 10 maggio, due mesi e mezzo fa, subito dopo aver letto il dossier di Save The Children, abbiamo depositato la mozione n. 498 intitolata ‘il 12 maggio sia solo la festa delle mamme e non anche delle equilibriste’ nella quale si chiede alla Regione di attivarsi per applicare le raccomandazioni della nota ONG”
“In particolare si chiedeva la promozione di misure strutturali a sostegno della genitorialità, più attenzione al percorso nascita, la garanzia dei servizi educativi, la valutazione delle aziende secondo l’attenzione prestata alla genitorialità (family audit), maggiori tutele per le lavoratrici, maggior favore per il coinvolgimento degli uomini nella cura dei figli”
“Alla luce di questo nuovo studio su base regionale, che conferma la situazione negativa da noi già evidenziata, ci sembra ancor più importante che la nostra mozione sia approvata il prima possibile e sia dato inizio ad un percorso concreto finalizzato all’effettiva parità di genere nel mondo del lavoro”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune, Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Lista Civica per il Veneto, Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali

Edilizia residenziale pubblica. Ruzzante, Bartelle, Guarda: «La Lega aumenta gli affitti delle case popolari (+300%), ma regala 2 mila euro all’anno ai parlamentari»

«Addizionale Irpef, ogni anno Zaia “sconta” ogni anno 130 milioni di euro ai più ricchi del Veneto: ecco dove vengono reperite quelle risorse». Chiesta l’audizione dell’assessore Lanzarin in Seconda Commissione

Venezia, 23 luglio 2019 – «Il nuovo regolamento di Edilizia residenziale pubblica, che determina gli aumenti dei canoni d’affitto a partire dal mese di luglio, è frutto di una legge regionale proposta e approvata dalla Lega e dalla Giunta Zaia nell’ottobre 2017. Abbiamo votato contro e ci siamo opposti a questa legge, che consideriamo punitiva e vessatoria nei confronti di una fascia di popolazione sempre più debole. È inaccettabile che venga aumentato il canone al 70% circa degli inquilini ATER, in certi casi con affitti addirittura quadruplicati». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Lista AMP), tre dei tredici consiglieri regionali ad aver votato “No” il 26 ottobre 2017 al progetto di legge n. 167 “Norme in materia di Edilizia Residenziale Pubblica”, ora legge regionale n. 39/2017 in base alla quale la Giunta regionale ha successivamente emanato il nuovo Regolamento che prevede gli aumenti. «Tutto questo grida vendetta, soprattutto in una regione in cui il presidente Zaia ogni anno si fa puntualmente vanto di aver tagliato l’addizionale Irpef alla parte più ricca della popolazione, che ha beneficiato e continua a beneficiare di uno sconto fiscale del valore complessivo di 130 milioni di euro. Tradotto: l’1% dei cittadini del Veneto, quelli con un reddito superiore ai 100 mila euro, come ad esempio parlamentari, risparmiano ogni anno in media più di 2 mila euro. E chi più guadagna, più risparmia: questa è la regola iniqua che la Lega impone al Veneto».

I consiglieri d’opposizione hanno richiesto che l’assessore regionale competente in materia di Edilizia residenziale pubblica riferisca alla Seconda commissione permanente del consiglio regionale del Veneto in merito all’applicazione della norma e al nuovo regolamento Erp. «La Giunta sosteneva che il nuovo Isee Erp sarebbe servito per sbattere fuori i “ricconi” dalle case popolari, bisogna dire molto chiaramente che non è così. Non è aumentando i canoni d’affitto dei più deboli che si individua chi fa il furbo e gode di un beneficio senza un reale bisogno e quindi senza averne diritto: questo lo deve fare ATER tramite opportuni controlli e verifiche. Invece con questa maggiorazione indiscriminata, che colpisce il 70% dei nuclei familiari, pagano tutti, punto. L’ennesima ingiustizia nel Veneto di Zaia, Robin Hood al contrario che alza gli affitti a chi ha meno per dare sconti fiscali a chi ha di più. Siamo stanchi di queste ingiustizie, il Veneto merita di più: chi vive nella nostra regione ha diritto a sentirsi realmente sicuro, a partire dalla sicurezza della casa, della salute e del lavoro», concludono i tre consiglieri regionali. 

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Civica per il Veneto), consigliera regionale

Presentato a Rovigo il Piano Regionale Trasporti. Bartelle (IIC) “Ennesima bastonata per i Polesani”

Venezia 22.07.2019 “Il 18 luglio a Rovigo ho assistito alla presentazione del nuovo piano regionale dei trasporti e sono sconfortata nel constatare che la Giunta Regionale per il Polesine non ha previsto praticamente nulla.”

“È stato detto che si tratta di un piano politico, quindi che concretizza una visione di una forza politica che governa il Veneto da molto tempo e che pare non avere assolutamente in mente le zone periferiche come il Polesine. È una pura constatazione.”

“Si ci è stato parlato dell’asse nord-sud che scavalca il Polesine ma non porta alcun beneficio al nostro territorio, oltre questo lo scenario è deludente.”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge

“Nessun intervento è previsto a beneficio delle due filiere produttive esistenti: quella della pesca nel Delta e quella della Giostra in Alto Polesine e per di più i problemi dei pendolari che utilizzano il trasporto su ferro o su gomma vengono sottovalutati.”

“La domanda della mobilità guida gli investimenti, perciò a fronte di un polesano che usa i mezzi pubblici, in media 13 volte all’anno, ci si rivolge ad un padovano che li usa 4 volte tanto! La vera scommessa dovrebbe essere di portare tale uso, per il Polesine ai livelli dei padovani e raddoppiarli per loro. Nessuna analisi sulle motivazioni che portano i polesani ad usare l’auto, con un parco macchine, il più vecchio del Veneto”

“Per questo motivo ho espresso una forte contrarietà al Piano”

“A ciò si aggiunge – continua Bartelle – il totale disinteresse della Lega per una futura, progressiva diminuzione del costo dei biglietti che pesa sugli stipendi e le pensioni degli utenti.”

“Inoltre manca del tutto una prospettiva chiara per l’idrovia Tartaro Fissero Canal Bianco che grazie alla Lega molto probabilmente resterà la grande incompiuta del Veneto meridionale.”

“infine – conclude Bartelle – manca qualsiasi progetto (almeno quello) sull’asse Est-Ovest per prolungare la Transpolesana fino al mare e collegare il nodo di Badia Polesine con la Lombardia. Insomma è evidente che la Lega pensa solo al Veneto centrale dive ottime il maggior numero di voti. Eppure l’assessore Corazzari è polesano, possibile che non si riesca ad ottenere di più per il nostro territorio?”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale

Pfas. Guarda, Bartelle, Ruzzante: «Studio epidemiologico, perché non è mai partito?»

Una delibera di Giunta del 2016 incaricava l’Istituto Superiore di Sanità di predisporre uno studio epidemiologico sulla popolazione esposta alla contaminazione da sostanze perfluoroalchidiche (PFAS). Ieri il direttore del dipartimento Ambiente e Salute dell’ISS, audita dalla Commissione Ecomafie, ha però dichiarato che lo studio non è mai partito. Guarda, Bartelle e Ruzzante depositano un’interrogazione.

Venezia, 18 luglio 2019 – «La Giunta Zaia ci deve spiegare perché lo studio epidemiologico previsto dalla DGR n. 661/2016 non è mai stato effettuato. La Giunta approva delibere che poi non mette in atto?». Così i consiglieri regionali Cristina Guarda (Civica per il Veneto) Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che nella mattinata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale spiegazioni in merito alle dichiarazioni rese dal direttore del dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito di una audizione in Commissione Ecomafie. «Il direttore ha detto che lo studio di coorte residenziale sul nesso tra esposizione esterna, dose interna ed effetti sulla salute per ogni residente, previsto dalla delibera di Giunta, non è mai partito. Ma era stata proprio la Giunta a ritenere opportuno condurre uno studio epidemiologico rimandando a successivi provvedimenti i finanziamenti necessari per lo stesso», aggiungono i tre consiglieri regionali, che chiosano: «ora scopriamo che lo studio epidemiologico non è mai stato fatto, chiediamo che Zaia e la sua Giunta ci dicano perché». «Sono anni che lo studio epidemiologico è chiesto a gran voce non solo dall’opposizione in consiglio regionale, ma soprattutto da professionisti anche di fama internazionale e dai cittadini che ormai da tempo sono coscienti che la sola presa in carico sanitaria è poco utile ai fini di perseguire i responsabili dell’inquinamento per disastro sanitario e non solo ambientale. Anche l’anno scorso abbiamo chiesto di inserirlo nel Piano socio sanitario, ma la maggioranza ha votato contro», puntualizzano Guarda, Bartelle e Ruzzante. «Considerato che uno studio epidemiologico fornirebbe un risultato concreto, scientificamente fondato, sul nesso causa-effetto e le connessioni tra la contaminazione da Pfas e le diverse patologie, riteniamo che debba essere effettuato quanto prima. Altrimenti la Regione rischia di dare l’impressione di non voler andare a fondo sulla questione Pfas, rinunciando a indagarne appieno le implicazioni sulla salute dei cittadini», concludono i tre consiglieri regionali.

Cristina Guarda (Civica per il Veneto), consigliera regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Polesine e Diritti di pesca. “Bartelle: bene l’ipotesi dei 15 anni ma adesso l’importante è finalizzare”

Venezia 18.07.2019

“il 15.05.2019 la Provincia di Rovigo aveva approvato il testo di una Convenzione per la concessione dei diritti di pesca al Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine dal 01.06.2019 al 30.09.2021 in relazione alle acque marine interne ricadenti nei Comuni di Porto Tolle e Ariano Polesine”

“il 18.05.2019 la Provincia, prima della sottoscrizione della Convenzione, ha ricevuto un interpello da parte di una società immobiliare la quale chiedeva di avere conferma che la concessione non fosse rinnovata e che i diritti sarebbero stati affidati tramite asta”

Così la Consigliera regionale Bartelle di Italia in Comune, la quale ha sin da subito seguito da vicino la vicenda, che aggiunge
“il 30.05.2019, forse troppo precipitosamente, la Provincia, con la delibera n. 19 si affrettava a revocare la precedente delibera di approvazione del 15.05.2019 nella quale si riferisce ‘l’Agenzia […] Immobiliare […] chiede che la concessione […] non venga […] prorogata’”.

“trattandosi semplicemente di una domanda rivolta alla Provincia, questa, avrebbe potuto chiedere chiarimenti all’interpellante o comunque limitarsi a rispondere all’interpello anziché assumere in tempi così brevi (12 giorni) una delibera i cui effetti sono così gravi e pesanti per l’economia locale”

“Fortunatamente – continua Bartelle – in questi giorni la stampa locale riferisce che la Provincia, in concerto con il Prefetto di Rovigo e alla luce di un parere da quest’ultima richiesto all’avvocatura dello Stato, starebbe perfezionando un atto che consentirebbe di affidare i diritti di pesca ai pescatori per quindici anni”

“sarebbe un passo importantissimo perché consentirebbe ai pescatori di fare una pianificazione degli investimenti a lungo termine – conclude la Bartelle – ed è importante che si giunga ad una sua finalizzazione con serenità e fermezza evitando di assumere posizioni affrettate e radicali come quella della delibera del 30.05.2019 che ha ingenerato nella popolazione locale allarmismo e preoccupazione”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Ruzzante, Bartelle: «La Regione Veneto ha troppi dirigenti (1 ogni 12 dipendenti) e con i derivati continuiamo a dare soldi alle banche (9 milioni di euro nel 2018). Lo dice la Corte dei Conti»

Venezia, 12 luglio 2019 – «I due titoli derivati sottoscritti dalla Regione del Veneto finiscono anche quest’anno sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti: nel 2018 ci sono costati 8.862.296,44 euro, cioè quasi 9 milioni. Il valore di mercato è negativo per un ammontare complessivo di circa 50 milioni di euro (precisamente 49.663.840,59 euro)».

Così i consiglieri Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) a margine della presentazione del giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione Veneto per l’esercizio finanziario 2018. 

«Il consiglio regionale – ricorda Ruzzante – si è già espresso sulla questione degli strumenti derivati, approvando nel maggio 2018 una mia mozione che impegna la Giunta ad intervenire sugli elementi di criticità già rilevati proprio dalla Corte dei Conti anche lo scorso anno. Perché Zaia non ha rinegoziato i due titoli con le banche, alle quali ogni anno la Regione versa circa 9 milioni di euro dei cittadini del Veneto? Va anche detto che lo strumento dei derivati fu agevolato dal governo Berlusconi-Lega, quando agli enti locali veniva detto di investire in questi titoli. Una scommessa coi soldi dei contribuenti, contro il principio cardine della pubblica amministrazione cioè la programmazione. Un azzardo che i cittadini del Veneto stanno ancora pagando». 

«La Corte dei Conti – aggiungono Ruzzante e Bartelle – sottolinea anche l’aumento del numero dei dirigenti in rapporto a quello dei dipendenti. Sotto questo aspetto la Regione Veneto era già nel 2016 la peggiore del Nord, con 1 dirigente ogni 13,99 dipendenti. Nel 2018 il rapporto scende addirittura a 1 dirigente ogni 12,02 dipendenti. Ha inciso molto probabilmente Azienda Zero, il carrozzone burocratico della sanità veneta creato da Zaia, inaugurata nel 2018 con 54 dirigenti su 305 dipendenti (1 su 6). Altro che “buona ed efficiente amministrazione”!».

«Infine – concludono i due consiglieri regionali – la Corte dei Conti scrive che è necessario un maggiore controllo nei confronti degli enti strumentali e delle partecipate regionali». 

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Edilizia residenziale pubblica. Ruzzante, Bartelle, Guarda: «Aumenti per il 70% delle famiglie, riforma ingiusta voluta dalla Lega» «Zaia ha azzerato l’addizionale Irpef al 12% più ricco, ma aumenta del 30-40% i canoni delle case popolari. Non è difficile capire da che parte sta la Lega ex-Nord»

Venezia, 12 luglio 2019 – «Sono gli effetti della riforma dell’ottobre 2017, firmata Lega e Giunta Zaia, a cui ci siamo fermamente opposti. Pagheranno un canone maggiore il 70% delle famiglie circa, con aumenti del 30-40% con punte addirittura del 50%. Parliamo di situazioni economiche di certo non agiate, ci sono famiglie monoreddito e anziani soli che si trovano in difficoltà. La Giunta diceva che il nuovo Isee Erp sarebbe servito per sbattere fuori i “ricconi” dalle case popolari, ma non è così».

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Lista AMP), tre dei tredici consiglieri regionali ad aver votato “No” il 26 ottobre 2017 al progetto di legge n. 167 “Norme in materia di Edilizia Residenziale Pubblica”, ora legge regionale n. 39/2017 in base alla quale la Giunta regionale ha successivamente emanato il nuovo Regolamento che prevede gli aumenti. 

«Chi ha 800€ di pensione al mese – spiega Patrizia Bartelle – da 50€ di canone è passato a 100, per effetto della 14esima. Perciò a fronte di un aumento reddituale di circa 600 euro annui, si ritrova con un canone secco di €1200 complessivi annui, invece dei 600 che pagava prima: in pratica quello che il pensionato riceve dallo Stato, la Regione se lo riprende».

«Una vera ingiustizia – commentano Ruzzante, Bartelle, Guarda – che ha il sapore di una tragica presa in giro. Dietro questi numeri ci sono persone in carne ed ossa, famiglie di cittadini del Veneto. E non stiamo parlando di quel 12% di cittadini più ricchi a cui Zaia e la Lega hanno tagliato l’addizionale Irpef».

«Denunciamo le storture della riforma Erp già dall’aprile 2017 – aggiunge Piero Ruzzante – quando con dei volantinaggi informammo i residenti padovani dei prevedibili effetti della nuova legge. Durante il dibattito in consiglio regionale siamo riusciti ad ottenere qualche piccola miglioria, ad esempio è stato bocciato il contratto d’affitto di tipo privato. Sull’aumento dei canoni, invece, la Lega si è impuntata e non ha voluto sentire ragioni». 

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale

Rete ospedaliera polesana. Bartelle, Ruzzante, Guarda: “serve una interconnessione efficace tra le strutture per garantire il servizio”

Venezia 12.07.2019 
“Il Polesine è una specificità territoriale del Veneto, lo dice lo Statuto Regionale e lo conferma il Piano Socia Sanitario appena approvato”
“la rete ospedaliere polesana si compone di sei strutture: 2 a Rovigo e le altre a Trecenta, Adria, Porto Viro e Occhiobello. Facendo un calcolo approssimativo la distanza media tra l’una e l’altra è di circa 40 chilometri, la distanza minore è tra le due strutture rodigine distanti circa 4 chilometri l’una dall’altra mentre la maggiore sono i 70 chilometri che dividono Trecenta da Porto Viro”
Così i Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (LIberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista AMP) che aggiungono:
“l’attuale sistema delle classi di priorità per le prestazioni sanitarie, gestito su base provinciale, prevede che l’utente non possa decidere in quale struttura la prenotazione venga fissata e nel caso di rifiuto del luogo assegnato la priorità viene persa”
“nelle zone in cui gli ospedali sono molto vicini l’uno all’altro si tratta di un inconveniente quasi impercettibile ma la specificità territoriale del Polesine tutto si amplifica dismisura e il problema è reale ed è essenziale che sia garantita una interconnessione efficace tra le strutture anche attraverso l’organizzazione del trasporto pubblico”
“abbiamo quindi depositato una interrogazione per chiedere alla Regione di realizzare un sistema che consenta agli utenti delle rete ospedaliere polesana di spostarsi agevolmente tra le varie strutture senza dover necessariamente ricorrere all’utilizzo di mezzi propri”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Lista Amp

Ruzzante, Bartelle, Guarda: «Legge Speciale Venezia, con Zaia presidente mai ottenuti finanziamenti. Nel frattempo la Laguna si ammala»

«Enorme occasione sprecata, mandati in fumo 9 anni di risorse da cui avrebbe tratto beneficio tutto il Veneto. Quei soldi si sarebbero potuti usare per la bonifica dei siti inquinati, ad esempio la ex C&C di Pernumia»

Venezia, 11 luglio 2019 – «Ma quale autonomia? Zaia fa teatro, se ne inventa ogni giorno una di nuova, ma se non è nemmeno in grado di ottenere i finanziamenti statali già previsti da norme statali? La Legge Speciale per Venezia non viene finanziata dal governo da 9 anni, cioè da quando c’è Zaia alla presidenza della Regione».

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Lista AMP) dopo la presentazione in seconda commissione consiliare della relazione sullo stato di attuazione degli interventi finanziati con i fondi della Legge Speciale per Venezia.

«Ho votato contro al documento – dichiara Ruzzante – in segno di protesta contro il mancato finanziamento da parte del governo». «Cos’hanno fatto Zaia e la Lega in questi 9 anni per ottenere il rifinanziamento della Legge Speciale? Quello è un pezzo di autonomia che esisterebbe già, ma che è rimasto sulla carta – sottolineano i tre consiglieri –. In politica come nella vita vale una regola: ogni lasciata è persa. Così Zaia ha sprecato 9 anni, un’occasione mandata in fumo anche adesso che la Lega governa il Paese». 

«Così la Regione ha perso risorse che valgono non solo per Venezia ma per tutto il Veneto. Ad esempio – spiega Ruzzante – i soldi della Legge Speciale si potrebbero usare per finanziare l’urgente piano di bonifica della ex C&C di Pernumia, come previsto da una mozione di cui sono primo firmatario approvata all’unanimità dal consiglio regionale». «La verità è che la Lega ex-Veneta ed ex-Nord quando governa a Roma i soldi li porta e li ha sempre portati altrove, lasciando ai cittadini del Veneto soltanto le chiacchiere e purtroppo – aggiungono Ruzzante, Bartelle e Guarda – i gravissimi dati ambientali che il documento che ci è stato presentato oggi non manca di sottolineare». 

«La relazione evidenzia infatti diversi sforamenti rispetto agli obiettivi guida previsti dalla norma statale sulla qualità delle acque della laguna di Venezia, soprattutto per quanto riguarda gli erbicidi somma composti che superano anche i livelli previsti dalla normativa ambientale. L’erbicida maggiormente responsabile degli sforamenti è il Metolachlor, in particolare nel 2016 è stato riscontrato il superamento dello standard di qualità media annua (SQA-MA) per ben 24 volte nel Bacino Scolante della Laguna di Venezia, il valore più alto mai riscontrato. Altre sostanze per le quali si rilevano superamenti di diversa entità sono: Vanadio, Molibdeno, Nichel, Boro, Arsenico, Rame, Zinco, Cromo, Composti organici aromatici (nel bacino Fiumazzo), Fosforo e Azoto. In particolare si registrano sforamenti nel bacino di bonifica Adige Bacchiglione e nel bacino Fiumazzo», concludono Ruzzante, Bartelle, Guarda. 

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale

Colline del Prosecco patrimonio UNESCO. Bartelle (IIC): “la nomina sia occasione per risolvere le problematiche relative ai pesticidi sollevate da associazioni, comitati e cittadini”

“Erano in molti ad essere contrari alla candidatura a sito UNESCO delle colline del Prosecco perché un simile riconoscimento dovrebbe essere sinonimo di un luogo in cui tutti i soggetti coinvolti convivono e si sostengono vicendevolmente mentre, invece, in questo caso non è così”
“Associazioni come WWF, Legambiente, Pesticide Action Network, Marcia Stop pesticidi e Colli Puri hanno chiaramente denunciato le criticità relative ai possibili effetti della viticoltura intensiva e dell’uso dei pesticidi”
Così la Consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge 
“Parliamoci chiaro, è una realtà in cui i vigneti lambiscono le aree abitate e i luoghi sensibili come gli asili e le scuole. Emblematico è il caso di San Giacomo di Veglia (Vittorio Veneto) al centro di una battaglia tra il Comune e un’azienda agricola che ha realizzato il vigneto a ridosso di un asilo. Ma non è l’unico caso”
“Ora che l’area è patrimonio UNESCO e che, almeno così dice la Lega, i turisti e gli introiti decuplicheranno allora queste nuove risorse dovranno essere impiegate per risolvere concretamente le problematiche del territorio”
“Aspetterei quindi – chiosa Bartelle – a cantare vittoria perché se la situazione involverà verso una ulteriore massificazione della produzione e una incontrollata invasione di turismo allora finirà che assisteremo anche ad un abbandono di queste aree da parte dei residenti. Praticamente quello che da anni accade a Venezia”
“Come Consigliera regionale impegnata anche in materia di ambiente sono, come sempre, a disposizione di chiunque intenda concretamente impegnarsi in difesa dell’ambiente e della salute. L’ho già fatto con PAN Italia per la consegna della documentazione sui pesticidi presso la sede UNESCO di Venezia”
Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale