Sanità. Bartelle (VES): “Omicidio a Corbola”

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Venezia 06 luglio 2020 – Quanto successo a Corbola è una parabola devastante dello smantellamento della Sanità pubblica in generale e della Psichiatria in particolare.
Nei fatti, un figlio disabile psichico accoltella il padre malato, ricoverato e dimesso dall’ospedale ancora bisognoso di assistenza.

Per cinque anni ho visto e combattuto il pervicace processo di riduzione e indebolimento della Psichiatria pubblica, giunto al punto di affidare i servizi di diagnosi e cura al privato. Ricordo gli accorati appelli dei professionisti della Psichiatria pubblica, inascoltati.

Per cinque anni ho visto e combattuto il feroce processo di riduzione della sanità a semplice cura della patologia, processo che ha trasformato gli ospedali in macchine per la produzione di prestazioni senza attenzione alla presa in carico del paziente nel suo percorso post ospedaliero. Ricordo le critiche e le controproposte di medici e sindacati per un collegamento con il territorio e con i Servizi sociali, inascoltate.


Per cinque anni ho assistito impotente alla riduzione di risorse ai Servizi sociali, e il continuo scaricamento di funzioni ai Comuni, incapaci di farvi fronte per le ristrettezze di bilancio e di personale. Ricordo le flebili proteste dei Sindaci e le giuste reprimende delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali, sistematicamente illuse con false promesse e ancora oggi in attesa di risposte.

Non posso e non voglio stabilire un collegamento tra quanto successo a Corbola e la politica regionale in materia di sanità e servizi sociali, ma la realtà dei fatti parla da sola. 
Ed è una realtà che ci parla di una Regione dal volto disumano, è una realtà su cui Zaia esercita già una piena e totale autonomia.Una Regione dal volto umano forse non avrebbe evitato la tragedia di Corbola, ma certo l’avrebbe affrontata e gestita in un altro modo.

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto Ecologia Solidarietà

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Salute. Screening Covid, Bartelle (VES) “La fase 3 prevede tamponi per i sanitari ogni 20 giorni ma in Polesine si parla di 5 mesi, qualcosa non quadra”

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Venezia 23.07.2020 – “Se incrociamo le notizie diffuse dalla stampa di oggi c’è da star tranquilli”

“Il Corriere del Veneto parla di ‘fase 3’ specificando che lo screening degli operatori sanitari è ora previsto ogni 30 giorni anziché 20”

“Su rovigooggi.it invece, si legge che in Polesine c’è agitazione in due case di cura nelle quali, da inizio pandemia, gli operatori sarebbero stati sottoposti a screening una sola volta”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto Ecologia Solidarietà) che aggiunge:

“Se fosse vero sarebbe davvero un dato preoccupante. Questo virus può essere sconfitto solo se le misure di prevenzione rimangono alte soprattutto nei luoghi in cui si trovano gli anziani, i soggetti più esposti alle conseguenze fatali del Covid”

“La Regione è chiamata a vigilare con la massima attenzione su eventuali carenze innanzitutto per evitare che si ripetano casi di pericolosi focolai nelle case di riposo e rsa e, ove ciò accada comunque, per accertare eventuali responsabilità”

“Inoltre è incomprensibile siano stati ridotti i controlli sul personale delle farmacie visto l’aumento dell’utenza che vi accede per usufruire di quei servizi che al momento sono sospesi all’interno delle AULSS”

“La vicinanza della tornata elettorale congela molte delle funzioni del consiglio Regionale che comunque saranno ripristinate non appena inizierà la prossima legislatura e i nuovi consiglieri avranno il compito di assicurarsi che i cittadini siano stati tutelati al massimo”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto Ecologia Solidarietà

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Ambiente. Cortina mondiale e olimpica, Veneto Ecologia e Solidarietà (VES): “Domenica 19 marceremo nella perla delle dolomiti a tutela dell’ambiente”

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Venezia 17.07.2020 – “Non siamo sicuri che siano queste le esigenze della nostra montagna, temiamo siano altre le priorità che la realizzazione delle opere in corso andranno a soddisfare. Il prezzo di questa devastazione potrebbe essere troppo alto, Torino 2006 insegna”

Esordisce Veneto Ecologia Solidarietà (VES), il nuovo soggetto politico veneto in corsa per le prossime elezioni regionali con la candidata presidente Patrizia Bartelle già Consigliera Regionale, e aggiunge:

“Chi ama veramente le nostre montagne e l’ambiente veneto in generale non vuole tutto questo. Oggi tutti i partiti di governo, tutti, sono a favore di questo scempio. Noi di Veneto Ecologia Solidarietà (VES), invece, siamo contrari perché quando le luci dei mondiali e delle olimpiadi si spegneranno nella montagna bellunese (che è più vasta dell’area di Cortina) resteranno i soliti problemi irrisolti: carenza di strutture sanitarie, ospedaliere, scolastiche e collegamenti (serve la ferrovia non un’autostrada)”.

“Le Associazioni avevano elaborato la ‘Carta Verde di Cortina’ in alternativa alla ‘Carta di Cortina’ della Fondazione dei Mondiali 2021. La nostra proposta è stata formalmente ben accolta ma in seguito, di fatto, ignorata.Invece le Alpi devono restare libere e per questo domenica marceremo su Cortina, per ribadire che la soglia di accettabilità ambientale e sociale è stata superata”

Veneto Ecologia Solidarietà

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Ambiente. ‘Piantagione’ fotovoltaica di Loreo, Bartelle (VES) “non accettabile la perdita di suolo agricolo”

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Venezia 16.07.2020 – “all’inizio del mese di giugno avevo evidenziato la rilevanza  del nuovo impianto fotovoltaico il cui progetto è stato sottoposto a procedura di autorizzazione e che dovrebbe essere realizzato a Loreo”

“In quell’occasione avevo fatto un appello a chiunque avesse a cuore i temi dell’ambiente e della sostenibilità, di intervenire perché si tratta di una struttura in grado di trasformare in modo irreversibile il paesaggio”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto Ecologia Solidarietà) che oggi ritorna sull’argomento e precisa:

“nella valutazione sulla fattibilità di impianti del genere è fondamentale accertarsi che non ci siano ricedute negative sul settore agricolo, che le biodiversità siano tutelate e il patrimonio culturale e rurale siano salvaguardati. Senza questa necessaria evoluzione dei criteri di valutazione c’è il rischio che mastodontici impianti come quello di Loreo, solo perché utilizzano fonti rinnovabili, siano inseriti in contesti con i quali in realtà non hanno nulla a che spartire”

“Dobbiamo sempre più tutelare il nostro territorio e ricordare sempre che la pianura padana andrebbe tutelata in quanto bene primario per l’agricoltura e la vita. Non si deve più pensare che utilizzare superficie coltivabile per scopi diversi dalla coltivazione sia un business che possa sostenere un’attività primaria e fondamentale quale l’agricoltura”

“Serve sempre di più schierarsi al fianco di chi della salute e della sostenibilità, per l’uomo e per gli animali, sta facendo la battaglia per la sopravvivenza collettiva, orientandosi sempre più con forza, ed i sostegni adeguati verso un’agricoltura sostenibile e a chilometri zero”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto Ecologia Solidarietà

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Sanità. RSA e Case di Riposo, Bartelle (VES) “Per una volta occupiamoci delle persone!”

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Venezia 15.07.2020 – È un appello accorato quello che la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Veneto Ecologia Solidarietà) rivolge ai colleghi in relazione ad una mozione presentata questa mattina.

”Ci siamo occupati di tante questioni diverse, di meccanismi finanziari e di regole, di contratti di servizio e di riforme strutturali, per una volta occupiamoci di persone” prosegue la Consigliera “in particolare occupiamoci di quelle persone che in tempi di epidemia hanno svolto un servizio straordinario, apprezzato da tutti, e adesso rischiano la perdita del posto di lavoro per scadenza di contratto, cessazione di appalti o per altre cause”.

“Nei giorni scorsi, in particolare, la stampa ha riportato il caso di Casa Fenzi, una struttura per anziani che ha duramente combattuto contro il Coronavirus, nella quale per via della riduzione degli ospiti è stato sospeso il contratto d’appalto con la cooperativa che eroga il servizio. Le ripercussioni sui lavoratori e le loro famiglie sono rilevanti e quel che è peggio è che non si tratta di un caso isolato, la situazione è drammatica in tutto il Veneto”

“E’ necessario trovare per loro una soluzione transitoria che garantisca fino a dicembre il mantenimento del posto di lavoro, e poi il nuovo Consiglio Regionale, insediato dopo le elezioni, potrà occuparsi del problema in modo più sistematico”

“E’ vero – conclude Bartelle – che siamo fuori tempo massimo perché venga discussa ed approvata in Consiglio Regionale ma avendo già portato l’argomento in discussione su vari piani istituzionali, con questo atto, l’intenzione è che l’attenzione rimanga alta sul caso specifico di Casa Fenzi”

“Non farlo sarebbe di una totale ingratitudine”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Veneto Ecologia Solidarietà

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Presentazione della Lista per le Elezioni Regionali del Veneto 2020

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

VENEZIA, 11 luglio 2020 Palazzo Grandi Stazioni

Presentazione della Lista per le Elezioni Regionali del Veneto 2020

VENETO ECOLOGIA SOLIDARIETÀ

Presentata oggi a Venezia la lista per le elezioni regionali di alternativa ambientalista e solidale.

All’aperto, alla luce del sole e in mezzo alle persone, è stata presentata oggi la lista elettorale preannunciata nel novembre 2019 in occasione dell’incontro del “FORUM VENETO per la SALUTE, l’AMBIENTE e la SOLIDARIETÀ” che ha raccolto numerose associazioni e comitati attivi nei territori della regione.

La lista è costituita dai protagonisti delle lotte per difendere la salute e l’ambiente dall’assalto di cementificazione, contaminazione di acque, aria e suolo, da pesticidi, PFAS, incenerimento dei rifiuti, allevamenti intensivi, grandi opere inutili, aggressione turistica. Fortemente critici rispetto all’operato dei partiti della giunta Zaia, i comitati non si riconoscono nelle forze di opposizione, giudicate deboli o perfino “compatibili” con gli equilibri di connivenza o di calibrata ripartizione.

I promotori della lista vogliono un radicale cambiamento nella cura dei territori, nella gestione delle acque, nella produzione del cibo; puntano alla riconversione ecologica delle attività produttive per la tutela della salute e del lavoro e al rafforzamento della sanità pubblica.

Le emergenze ambientali e la disgregazione sociale si intrecciano in stretta connessione, sia sul piano globale – mutamenti climatici, pandemie, flussi migratori –, sia sul piano locale, con la crescita delle disuguaglianze e delle nuove povertà, gli sprechi e la speculazione, la dispersione dei beni comuni.

Prima presentatrice della lista è la consigliera regionale Patrizia Bartelle, fin dal 2018 uscita in aspra polemica dal M5s giudicato alleato succube della Lega nel referendum per l’autonomia differenziata, («una truffa», «un propagandistico e vuoto gioco di prestigio») e poi nel patto governo; è strenua sostenitrice delle lotte dei comitati, dei principi democratici della Costituzione repubblicana, rivendica il primato della sanità pubblica, si è resa portavoce delle associazioni dei consumatori e dei diritti degli animali.

Al suo fianco è intervenuto il padre storico dell’ambientalismo veneto:

Michele Boato, irriducibile avversario di sprechi e speculazioni, fautore di stili di vita più sobri, spiega che l’azione incessante di depauperamento ambientale, l’abnorme consumo di suolo, la rinuncia al riciclo dei materiali è anche il frutto dell’acquiescenza di una opposizione di sinistra irrilevante. Emblematico il caso del progetto di rimessa in funzione dell’inceneritore di Fusina.

Andreina Visconti, architetto ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia, introduce il tema dei mega-appalti: interventi spesso mal progettati, fallimentari e dannosi. «La cura e la manutenzione diffusa del territorio sono le nostre “grandi opere”, le uniche necessarie e improrogabili.»

Un esempio clamoroso di intervento in project-financing fuori controllo e fortemente contestato è la Superstrada Pedemontana Veneta: ne ha parlato Osvaldo Piccolotto, proponendo la cancellazione della convenzione originaria e la drastica revisione del progetto.

Giancarlo Gazzola, Vicepresidente “Mountain Wilderness Italia” e scalatore “pluri-8.000”, ha richiamato l’attenzione sulla devastazione dei territori di montagna: con la scelta sbagliata delle Olimpiadi 2026 si ripropone l’investimento esclusivo sugli impianti sciistici e il turismo “di sbancamento”. Invece di preoccuparci attivamente per gli effetti dei cambiamenti climatici, si lascia persistere la cronica mancanza di servizi pubblici e l’abbandono di interi settori economici nell’artigianato e l’agricoltura: è così che si determina rapido spopolamento e invecchiamento demografico irreversibile.

Infine Gianluigi Salvador, espone l’opportunità che sarà offerta dal Referendum nel Comune di Conegliano nel prossimo novembre, per «vietare l’utilizzo di sostanze tossiche, di prodotti sintetici e di diserbanti chimici dannosi alla salute e per l’ambiente ». La transizione dall’agricoltura ad alta intensità di pesticidi verso le coltivazioni biologiche è urgente proprio nelle campagne del Prosecco DOCG: la monocoltura invasiva compromette la naturale fertilità dei terreni e rischia di generarne la sterilizzazione.

I temi più dettagliati e le linee di azione di Veneto Ecologia Solidarietà sono offerti alla elaborazione condivisa tramite la pubblicazione in versione preliminare sul sito internet della lista.

Sono in preparazione incontri in tutte le province del Veneto per consentire la partecipazione diretta dei cittadini all’elaborazione del programma e alla scelta dei candidati dei vari collegi.

________________

VENETO ECOLOGIA SOLIDARIETÀ

info@veneto-verde.it | comunicati@ecologia-solidarieta.it https://veneto.ecologia-solidarietà.it https://www.facebook.com/VenetoEcologiaSolidarieta 

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Politica. Bartelle: “La lega, a Consiglio in proroga, ha approvato il piano regionale di coordinamento e vuole approvare anche quello dei trasporti. Le conseguenze sul futuro della Regione saranno rilevanti”

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Venezia 02.07.2020 – “A Consiglio già teoricamente scaduto, in prorogatio grazie al coronavirus, la Giunta regionale impone improvvisamente  l’approvazione di almeno due Piani fondamentali per il territorio e le genti venete: il PRT (Piano Regionale dei Trasporti) ed il PTRC (Piano Territoriale  Regionale di Coordinamento), il ‘piano dei piani’”.

“Il PTRC attualmente vigente è del 1992, un’altra era in termini di prospettive di crescita e di sensibilità rispetto all’ambiente ed ai cambiamenti climatici, manifestatisi in Veneto, più che altrove, proprio a causa del dissennato consumo di suolo, all’inquinamento di aria ed acqua. Se almeno alcune aree particolarmente pregiate  si sono finora salvate è perché quel Piano aveva quanto meno previsto dei vincoli di salvaguardia paesaggistici e culturali.”

“Vincoli che sono cancellati nel nuovo PTRC, lasciando mani libere per ulteriori cementificazioni e rinviando sine die la ‘valenza paesaggistica’ ai PPRA (Piani Paesaggistici Regionali d’Ambito, delle 14 macro-aree in cui è stato suddiviso il territorio Veneto), in violazione dell’intesa Stato-Regione ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (ex L.42/2004), che era stata siglata con il Ministero, dopo lo stop al PTRC adottato nel 2009 (Giunta Galan), fermato da 15.000 ‘osservazioni’, in gran parte sottoscritte da altrettanti cittadini mobilitati dalla Rete dei Comitati e delle Associazioni AltroVe (NB: acronimo di Altro Veneto) che avevano riempito gli uffici regionali, evidenziando proprio la mancanza della ‘valenza paesaggistica’ del Piano”.

“Il Piano, ri-adottato nel 2013 (Giunta Zaia 1), dopo l’intesa con il Ministero e l’accoglimento almeno in parte delle osservazioni pervenute, è stato oggetto di ulteriori centinaia di osservazioni e proposte sempre da parte di Comitati ed Associazioni sia ambientaliste che imprenditoriali”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle, che ricorda di averne sottoscritte centinaia, e aggiunge:

“Poi silenzio fino al settembre scorso, quando la Giunta Regionale ri-ri-adotta il Piano e la Seconda Commissione Regionale avvia una ampia consultazione con i vari stakeholter. Durante queste audizioni, ed in documenti successivi, fino a fine anno 2019, da più parti si sono evidenziate gravi lacune ed inadempienze, in particolare (per brevità):

–  previsione “sic et nunc” di milioni di mq di nuove edificazioni e nuove infrastrutture (autostrade , tangenziali, GRA ecc., TAV in nuova sede tra Verona e Padova), mentre i PPRA avviati sono solo due, nessuno approvato, gli altri nemmeno iniziati, con un ulteriore aggravamento: l’aver respinto in Consiglio Regionale le osservazioni che chiedevano di mantenere, quale Norma Transitoria, le norme di tutela su circa 60 importanti aree vincolate dal PTRC del 1992 

– Le Norme Tecniche di attuazione del Piano sono perfino più generiche e permissive di quelle delle due versioni precedenti: sono state cancellate anche le poche “direttive” e “prescrizioni”, conferendo di fatto pieni poteri alla Giunta Regionale, sia in fase di approvazione dei PAT comunali che dei “progetti strategici” in deroga anche ai limiti pur blandi del consumo di suolo stabiliti dalla nuova legge regionale: si pensi alla norma che consente alla Giunta Regionale di  pianificare tutte le aree per un raggio di 2 chilometri (pari una superficie di 12.560.000 mq attorno a ciascun casello autostradale, attuale e futuro, praticamente circa 200 milioni di mq lungo la sola Pedemontana). Anche le Osservazioni, che chiedevano quanto meno delle regole certe per questi “progetti” e che fosse garantita la massima trasparenza con la approvazione pubblica da parte del Consiglio Regionale, sono state respinte. L’autonomia ed il decentramento per Zaia, significano   centralismo e pieni poteri al governatore e alla sua Giunta regionale.

Spiace constatare che il PD si scopra solo ora ambientalista e contro il consumo di suolo, quando, dove governa – si pensi al caso del Comune di Padova dove peraltro l’assessore all’Urbanistica è Arturo Lorenzoni – continua nelle cattive pratiche dei suoi predecessori: Padova, una delle città più cementificate d’Italia e d’Europa, chiede e ottiene di poter cementificare altri 262 ettari (oltre 400 campi da calcio) di aree agricole e verdi, a fronte dei 40 calcolati  dalla Regione Veneto”.

“PD, e M5S, sono al governo oggi – conclude Bartelle – ed hanno rispettivamente il Ministro per i Beni culturali e il Paesaggio (Franceschini) ed il Ministro dell’Ambiente (Costa). Vedremo se il governo farà ricorso alla Corte Costituzionale per la mancata ‘valenza paesaggistica’ del Piano, in violazione dello stesso accordo Stato-Regione sottoscritto dallo stesso Zaia nel 2011”.

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale.

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Politica. Consiglio Regionale, Bartelle (IIC) “impedite espressione e comunicazione pubbliche ai consiglieri”

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Venezia 02.07.2020 – “Da un lato c’è Zaia che per mesi ha fatto campagna elettorale in diretta dalla sede della Protezione Civile a Marghera, dall’altro lato ci sono i consiglieri regionali che non possono organizzare conferenze stampa in Consiglio Regionale a causa delle misure di contenimento del contagio da Coronavirus”

“Eppure sui mezzi di trasporto da qualche giorno può essere utilizzata la capienza massima fermo l’obbligo di mascherina. E evidente che qualcosa non quadra”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge:

“Se in treni e autobus si può viaggiare normalmente (con la mascherina) non vedo perché nella sala stampa del Consiglio Regionale non possano essere convocate le conferenza stampa. Si tratta di una sala molto ampia e anche con la presenza di un consigliere, qualche giornalista e del personale sarebbe comunque possibile garantire il distanziamento fisico di un metro”.

“Non vorrei – chiosa Bartelle – che ci fosse qualcosa in più. D’altro canto è oggettivo che questo silenzio della minoranza gioca a favore di Zaia e della Lega”

“Forse, dato che la sede della protezione civile di Marghera è sicura (Zaia l’ha utilizzata per mesi), ora potrebbe essere utilizzata per le conferenze stampa dei consiglieri regionali. Almeno si comincerebbe a ristabilire un equilibrio rispetto al profluvio di propaganda con cui Zaia ci ha inondato”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune.

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

I cittadini delle aree periferiche hanno gli stessi diritti di quelli che vivono tra Venezia, Padova e Treviso

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Paolo Costa ne ‘L’editoriale’del 27 giugno scorso sul Corriere del Veneto ha mostrato con precisione come “un quadro di migliori pratiche scambiate lealmente in un sistema di competenze condivise” (cit.) realizzi nei fatti una corretta forma di autonomia, ben esercitata e quindi utile ai cittadini, cioè a coloro che pagando le tasse rendono disponibili le risorse con cui l’amministrazione pubblica interviene con i propri atti.

Ha chiarito inoltre come una autonomia ben esercitata spazzi via quella litigata e fondata, per usare una sua espressione, “sulle formule esoteriche” della ulteriore autonomia differenziata.

Per dare prospettiva a questo percorso, egli indica il terreno della crescita italiana da agganciare a quella europea e chiede di valorizzare le Città Metropolitane come luoghi peculiari per le produzioni del futuro, così da svolgere un ruolo di volano per la produttività  e di incubatrice per le transizioni digitali ed ambientali, così da inserirsi nel trend di crescita europea.

Concordo, pur con una precisazione. Il cittadino del Comune di Melara, estremo lembo occidentale del Polesine che confina con la Lombardia, ha gli stessi diritti e paga le stesse tasse, a parità di reddito, del cittadino di Padova o Treviso.

Quindi anche un melarese ha diritto ad inserirsi nel trend di crescita europeo, così come ha diritto ad avere la stessa tutela sanitaria di un vicentino o di un veronese (ma questo tema ci porterebbe lontano, mi limito a dire che aspettiamo nelle prossime settimane parole spero decisive dal ministro Speranza).

Perciò si pone con forza la necessità di un riequilibrio di competenze per le Province, a partire dalla promozione economica dei territori “rarefatti”, a bassa intensità di insediamento produttivo e di popolazione.

In particolare andrebbero trasferite alle Province le politiche di sviluppo economico che per ovvie logiche centraliste Veneto Sviluppo non vuole e non può fare, assicurando nel contempo le Linee di indirizzo strategiche, le risorse finanziarie e il personale qualificato.

In breve, la locomotiva della PaTreVe deve essere ben agganciata agli altri vagoni, ma soprattutto non possono esserci viaggiatori di prima classe ed altri che scendono dalla seconda alla terza classe se tutti hanno pagato lo stesso biglietto.

E comunque anche i Consiglieri Provinciali andranno eletti direttamente dai cittadini, per garantire che i soldi pubblici spesi dalle Province e dalle Città Metropolitane abbiano lo stesso controllo e la stessa valutazione di efficacia  di quelli spesi dai Comuni e dalle Regioni.

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Sanità. La Regione delibera la realizzazione delle Unità di Continuità Assistenzale. Bartelle (IIC): “Compostella, le USCA s’hanno da fare!”

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

Venezia 30.06.2020 – “Cattive notizie per il Direttore Generale di ULSS 5: prima di andare in pensione rischia di dover realizzare le Unità di Continuità assistenziale (USCA) finora non realizzate”

“E stata proprio l’ULSS 5 a fornire alla Regine i dati dai quali emerge che dovevano essere realizzate quattro Usca e coinvolti ventisette medici mentre ne è stata realizzata una sola e soltanto sulla carta dato che al momento pazienti in carico non ce ne sono”

“Lo dice, nero su bianco, la tabella 2 dell’all. A della DGR 782 del 16 giugno scorso che non è ancora pubblicata e che è previsto sarà illustrata domani in quinta commissione. Nonostante questo la delibera è già on line nei siti web specializzati per personale sanitario”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge:

“La delibera prevede che sino al prossimo 31 dicembre l’attività delle Usca sia estesa ai pazienti fragili, cronici e affetti da patologie invalidanti e si integri funzionalmente con l’attività infermieristica domiciliare. Prevede inoltre che il distretto di competenza debba trasmettere alla Regione una relazione con ‘apposita rendicontazione trimestrale dell’attività di ciascuna Usca comprensiva del numero di pazienti e delle attività svolte’”.

“Insomma, quando la delibera entrerà in vigore, Compostella le Usca le dovrà fare. La Regione le vuole e ne controllerà l’attività, se non dovessero essere realizzate questo potrebbe pesare in sede di valutazione per il bonus economico ne terrà conto. In pratica, se Compostella vuole essere premiato, dovrà impegnarsi a fondo!”

“Se da un lato la notizia è cattiva per il direttore generale di ULSS 5, dall’altro lato si tratta di una buona notizia per i polesani, in particolare per coloro che soffrono a causa di patologie croniche perché la sanità pubblica con le Usca migliorerà, e non poco, il livello di assistenza fornito. E i contribuenti sapranno che le proprie tasse vengono spese meglio.”

Patrizia Bartelle Consigliera Regionale (Italia in Comune)

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter